Archivio mensile Luglio 2026

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PORTO DI BARI: IL PORTO DI BARI RICORDA ENRICO DALFINO A 35 ANNI DALLO STORICO SBARCO DELLA VLORA. CERIMONIA DI COMMEMORAZIONE, IN RICORDO DEL SINDACO DELL’ACCOGLIENZA.

Sabato 8 agosto alle 9.00, nelle adiacenze della Stazione Marittima, Molo San Vito del porto di Bari (accesso Varco della Vittoria), avrà luogo una cerimonia di commemorazione dedicata al professor Enrico Dalfino, sindaco di Bari durante lo storico sbarco della nave Vlora.
L’iniziativa, fortemente voluta dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), Francesco Mastro, intende rendere omaggio ad una figura che ha segnato una delle pagine più significative della storia contemporanea della città e del porto di Bari.
Proprio vicino alla targa, apposta sulle pareti della Stazione Marittima, verrà posizionata una corona di alloro, per ricordare Dalfino, il suo impegno e il suo esempio umano e istituzionale.
“La memoria è un patrimonio collettivo e ricordare l’operato del professor Dalfino e il ruolo del porto di Bari, quale luogo di approdo, di speranza e di umanità, – commenta il Presidente- non solo rinsalda e riaccende il senso di comunità; ma funge anche da esempio e da sprone per le giovani generazioni. Abbiamo il dovere di conservare e di tramandare il ricordo di chi,-conclude Mastro- in uno dei momenti più complessi della storia della città, seppe interpretare il proprio ruolo istituzionale con coraggio, equilibrio e profondo senso dello Stato”.
L’8 agosto 1991, il mercantile Vlora, partito da Durazzo, approdò al Molo Carboni del porto di Bari con a bordo circa 20.000 uomini, donne e bambini in fuga dalla drammatica crisi economica e politica che aveva investito l’Albania, dopo la caduta del regime comunista.
Quell’approdo, senza precedenti per dimensioni e complessità, trasformò il porto di Bari nel simbolo internazionale dell’accoglienza, della solidarietà e dell’impegno civile.
In quelle ore drammatiche, Enrico Dalfino affrontò l’emergenza ponendo al centro la dignità delle persone. Sono rimaste nella storia le sue parole: “Sono persone”, divenute negli anni il simbolo di una visione dell’azione pubblica fondata sull’umanità, sulla responsabilità istituzionale e sul rispetto della dignità di ogni individuo.
Professore ordinario di Diritto amministrativo all’Università degli Studi di Bari, giurista e amministratore pubblico, Enrico Dalfino fu sindaco di Bari nel 1991. Durante il suo mandato promosse l’approvazione dello Statuto comunale che definiva Bari una “comunità aperta”, anticipando principi di inclusione, solidarietà e dialogo tra i popoli destinati a caratterizzare l’identità della città.
La sua esperienza amministrativa e il suo profilo accademico hanno lasciato un’eredità che continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per le istituzioni e per la comunità barese.
Alla cerimonia sono state invitate le massime autorità civili, militari e religiose, italiane ed albanesi e i familiari del professor Enrico Dalfino.

MDF, 31 luglio 2026

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PORTO DI BARI: INAUGURATO IL CANTIERE DEL MOLO SAN CATALDO, ALLA PRESENZA DEL MINISTRO MATTEO SALVINI. UN’OPERA STRATEGICA CHE RAFFORZA IL PERCORSO DI CRESCITA INFRASTRUTTURALE, SOSTENIBILE E MULTIMODALE DELLO SCALO, SEMPRE PIÙ INTEGRATO CON LA CITTÀ.

Questa mattina, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), Francesco Mastro, il direttore Marittimo della Puglia e della Basilicata Ionica e comandante della Capitaneria di Porto di Bari, ammiraglio Donato De Carolis, il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, ammiraglio Sergio Liardo e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, hanno inaugurato
il cantiere per l’esecuzione dei lavori di “Potenziamento delle infrastrutture asservite alla sede logistica del Corpo delle Capitanerie di Porto – realizzazione di nuove banchine in ampliamento del Molo San Cataldo nel porto di Bari”.

Alla cerimonia erano presenti il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, il sindaco di Bari, Vito Leccese, e le massime autorità regionali e locali.

Prende, quindi, concretamente forma una delle opere più rilevanti per il potenziamento infrastrutturale dello scalo adriatico, attraverso interventi che mirano a rafforzare in maniera significativa le capacità operative della Guardia Costiera con la realizzazione di una base logistica, moderna, funzionale e sostenibile e di nuovi ormeggi destinati alle Unità Alturiere Multiruolo (UAM) della Guardia Costiera, mezzi di ultima generazione impiegati nelle attività di pattugliamento e controllo in mare aperto.

L’opera è finalizzata ad elevare significativamente i livelli di sicurezza e di presidio del territorio marittimo; offrendo, peraltro, la possibilità di utilizzare un bacino sottoutilizzato per attività diportistiche.
L’intervento prevede, inoltre, un piccolo approfondimento dei fondali antistanti le banchine fino alla quota di -7 metri, così da garantire la piena operatività e la sicurezza delle manovre dei pattugliatori.

Particolare attenzione sarà dedicata agli aspetti ambientali. Il progetto comprende infatti un articolato piano di monitoraggio con controlli eseguiti sia prima dell’avvio dei lavori sia durante le diverse fasi di realizzazione. Le attività di verifica saranno affidate a laboratori accreditati e coordinate da un apposito supporto tecnico-scientifico, con specifici approfondimenti sui sedimenti e sul rispetto di tutte le prescrizioni ambientali previste.

Ad occuparsi della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori sarà il RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese) formato da Fincantieri Infrastructure Opere Marittime S.p.A. (capogruppo mandataria), Boskalis Italia S.r.l., Zeta S.r.l. ed e-Marine S.r.l..

I lavori saranno eseguiti garantendo la piena continuità operativa del porto.
Con le opere previste si rafforza il ruolo del porto di Bari nel più ampio processo di sviluppo infrastrutturale e multimodale dello scalo, finalizzato alla valorizzazione delle sue potenzialità economiche, commerciali e turistiche, attraverso una progressiva integrazione tra porto e città.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha espresso soddisfazione per l’avvio del cantiere, evidenziando come l’intervento rappresenti un ulteriore passo avanti nel piano di modernizzazione delle infrastrutture portuali nazionali, contribuendo a rafforzare la sicurezza della navigazione, l’efficienza della logistica e la competitività del sistema portuale italiano.

“I porti non possono permettersi di rincorrere il cambiamento: devono anticiparlo e governarlo- commenta il presidente Mastro. Le nuove unità navali della Guardia costiera richiedono infrastrutture all’altezza delle loro prestazioni e noi le stiamo realizzando. Abbiamo progettato un’opera strategica che oltre a potenziare significativamente i livelli di sicurezza e di operatività del porto e a fornire un supporto logistico determinante alle esigenze della Capitaneria di Porto, sarà ad alta sostenibilità ambientale. Quest’opera, inoltre, conclude Mastro, crea le condizioni per la futura realizzazione di un nuovo marina con circa 200 posti barca, un’infrastruttura destinata a dare nuovo impulso alla nautica da diporto e a rendere il porto ancora più attrattivo sotto il profilo economico e turistico, andando a rafforzare una filiera che genera valore, occupazione e indotto per l’economia della Puglia e di tutto il Paese”.
“La posa della prima pietra della nuova banchina destinata alle unità maggiori della Guardia Costiera rappresenta un investimento strategico per il Porto di Bari e per l’intero sistema marittimo nazionale, un progetto che guarda al futuro, perché metterà le donne e gli uomini del Corpo nelle migliori condizioni per operare al servizio del Paese e della collettività- commenta l’Ammiraglio De Carolis. Questa infrastruttura rafforzerà la capacità operativa del Corpo delle Capitanerie di Porto nelle attività di ricerca e soccorso, sicurezza della navigazione, tutela dell’ambiente marino, vigilanza sulla filiera marittima e controllo degli spazi marittimi. È il risultato di una proficua collaborazione tra le Istituzioni e testimonia l’impegno dello Stato nel dotare la Guardia Costiera di infrastrutture moderne ed efficienti, a beneficio della sicurezza dei cittadini e dello sviluppo della marittimità nazionale.”

“Con l’avvio dei lavori per il potenziamento delle infrastrutture a servizio della sede logistica del Corpo delle Capitanerie di Porto e per la realizzazione delle nuove banchine in ampliamento del Molo San Cataldo, compiamo un investimento nella sicurezza, nell’efficienza dello Stato e nella capacità del nostro Paese di affrontare le sfide del mare- commenta il presidente della Regione Antonio Decaro. La Puglia è una regione profondamente legata al mare Con circa 860 chilometri di costa, rappresenta una delle principali porte d’accesso dell’Italia sul Mediterraneo. Il mare è parte integrante della nostra identità, della nostra storia, della nostra economia e delle prospettive di sviluppo del nostro territorio. Investire nella logistica della Guardia Costiera significa rafforzare la capacità dello Stato di operare sul mare; significa mettere il personale nelle migliori condizioni per svolgere il proprio servizio; significa rendere il porto di Bari ancora più moderno, efficiente e competitivo, consolidandone il ruolo di snodo strategico per il Mezzogiorno e per l’intero sistema Paese. Questo intervento, infine, mette le basi di una nuova visione di sviluppo per questo territorio: di fatto le infrastrutture del molo di San Cataldo che si completeranno anticipano la realizzazione del porto turistico di Bari che sarà il proseguo di quest’opera. Questo risultato non sarebbe mai stato possibile senza una stretta sinergia istituzionale tra Guardia Costiera, Ministero, Regione e Comune. Sinergia che la Regione Puglia è pronta a replicare per lavorare con lo stesso impegno anche sugli altri porti regionali, da Manfredonia, a Brindisi, a Gallipoli e Taranto”.

“L’avvio del cantiere per il nuovo Molo San Cataldo rappresenta un passo importante nel percorso di crescita del porto di Bari, una delle infrastrutture strategiche più rilevanti per la nostra città e per l’intero Mezzogiorno- commenta il sindaco di Bari Vito Leccese. Quest’opera consolida una visione di sviluppo fondata sulla blue economy, in cui efficienza, sicurezza, innovazione e tutela dell’ambiente procedono insieme. Un porto più moderno significa anche una Bari sempre più protagonista nell’Adriatico, naturale punto di collegamento tra l’Italia e i Balcani, capace di rafforzare gli scambi economici, commerciali e culturali con l’altra sponda del mare. Inoltre, questo intervento crea le condizioni per lo sviluppo della nautica da diporto e per la realizzazione di un nuovo porto turistico, un’infrastruttura che contribuirà a rendere Bari ancora più attrattiva. Come Comune continueremo a sostenere un porto sempre più integrato con la città, capace di generare sviluppo, occupazione e nuove opportunità per l’intero territorio
La fine dei lavori è prevista per il 2028”.

Per la realizzazione dell’intervento è previsto un quadro economico complessivo pari a circa 39 milioni di euro, di cui 36 milioni a valere sui fondi per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese destinati al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto nell’ambito della Missione “Ordine pubblico e sicurezza”, e 3 milioni di euro di fondi propri dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.

L’Autorità di Sistema e il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, nel 2019, siglarono un’intesa con cui il Comando Generale, beneficiario del finanziamento e dell’opera, affidò all’Ente portuale l’espletamento delle attività necessarie alla realizzazione di nuovi ormeggi sulla banchina S. Cataldo, nonché alla realizzazione di infrastrutture asservite alla sede logistica di Bari.

L’AdSPMAM, con l’allora presidente Ugo patroni Griffi, si era impegnata ad assumere la funzione di stazione appaltante, per la progettazione, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, la direzione lavori, il collaudo, ed ogni altra attività necessaria, secondo la normativa vigente, per la completa esecuzione di quanto previsto nella convenzione.

MDF 16 luglio 2026

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PORTO DI TERMOLI: SEA TRACE VINCE IL PREMIO PIMBY GREEN 2026: TERMOLI MODELLO NAZIONALE PER LA TRACCIABILITÀ DEI RIFIUTI MARINI

Giovedì 9 luglio l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) assieme ai partner del progetto Sea Trace, ha ricevuto il “Premio PIMBY Green 2026”, nel corso di una partecipata cerimonia che si è svolta a Milano.
Ha ritirato il riconoscimento il direttore di esercizio porto di Termoli (AdSPMAM) , Piero Bianco.
SEA TRACE è la prima soluzione digitale completa per monitorare e gestire i rifiuti marini, basata su una tecnologia blockchain, brevettata da The Nest Company, società partecipata da Omnisyst, Algebris Investments.
La piattaforma traccia l’intero ciclo di vita dei rifiuti, dalla raccolta in mare al trattamento finale e crea un passaporto digitale per ogni lotto di rifiuto. Grazie alla blockchain, tutte le operazioni vengono registrate in modo immutabile, consentendo di controllare in modo oggettivo le attività svolte, garantire la sicurezza del sistema e dei dati, prevenire accessi distorti ai contributi e possibili truffe e certificare l’effettivo recupero dei materiali pescati.

Premiata l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale insieme ai partner del progetto. Sea Trace rende operativa la Legge Salvamare attraverso un modello digitale che utilizza tecnologie blockchain per certificare i dati sui rifiuti accidentalmente pescati e costruire un registro pubblico dei rifiuti raccolti in mare, sulle spiagge e nei fiumi.

Termoli, 10 luglio 2026 – Il progetto Sea Trace – Porto di Termoli ha ricevuto il Premio PIMBY Green 2026, riconoscimento promosso da Assoambiente e consegnato dal Presidente Chicco Testa ad amministrazioni, imprese e territori che trasformano infrastrutture e progetti ambientali in opportunità concrete per le comunità.
Il premio è stato assegnato all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, insieme ai partner Comune di Termoli, Innovation Sea, The Nest Company e RES – Recupero Etico Sostenibile, per aver sviluppato un modello innovativo di gestione e tracciabilità dei Rifiuti Accidentalmente Pescati.
A ritirare il riconoscimento è stato Piero Bianco, Direttore Esercizio Porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, accompagnato da Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company, partner tecnologico del progetto.
Sea Trace nasce per trasformare la Legge Salvamare in una filiera ambientale realmente operativa: dalla raccolta dei rifiuti in mare alla registrazione digitale, fino al conferimento, alla gestione e alla valorizzazione finale.
Attraverso una piattaforma digitale, i pescatori registrano i rifiuti raccolti durante le attività di pesca inserendo coordinate GPS, immagini, quantità e informazioni operative. I dati vengono certificati su una infrastruttura blockchain brevettata da The Nest Company, e progettata per garantire integrità, verificabilità e certezza delle informazioni.
Nelle prime fasi della sperimentazione, ogni peschereccio coinvolto ha raccolto in media circa 200 kg di rifiuti a settimana, confermando il potenziale ambientale, operativo e sociale del modello.
Il primo caso applicativo è stato avviato nel Comune di Termoli, all’interno del Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale. Il progetto abilita la costruzione di un registro pubblico dei rifiuti pescati in mare e raccolti su spiagge e fiumi, mettendo a disposizione dati affidabili su quantità, localizzazione, tipologia e destino dei materiali raccolti.
“Ricevere questo riconoscimento è, per noi, motivo di grande soddisfazione perché viene premiata un’idea semplice ma rivoluzionaria: trasformare un rifiuto in un dato, e un dato certificato in una risorsa per l’ambiente. Con Sea Trace abbiamo dimostrato che la transizione ecologica passa anche dall’innovazione digitale e dalla capacità di fare rete tra istituzioni, mondo della pesca e ricerca.
Il porto di Termoli diventa così un laboratorio di sostenibilità, nel quale la tecnologia blockchain garantisce trasparenza e tracciabilità dell’intero ciclo dei rifiuti marini, fornendo utili contributi alla applicabilità della Legge Salvamare. Non si tratta soltanto di raccogliere plastica dal mare, ma di costruire una filiera ambientale affidabile, misurabile e replicabile in altri porti italiani.
Come Autorità di Sistema Portuale crediamo che i porti debbano essere protagonisti della transizione ecologica: infrastrutture moderne, intelligenti e capaci di generare valore non solo economico, ma anche ambientale e sociale. Sea Trace rappresenta esattamente questa visione: un’innovazione che nasce sul territorio, coinvolge le comunità del mare e guarda al futuro della portualità sostenibile”. Prof. Avv. Francesco Mastro, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale
“Il Premio PIMBY Green di Assoambiente – dichiara il sindaco di Termoli Nicola Balice – rappresenta per la città un riconoscimento di grande prestigio. Il progetto Sea Trace, che come amministrazione abbiamo sostenuto fin dall’inizio, testimonia il valore delle politiche a favore dell’ambiente, dell’economia circolare e della transizione ecologica. Continueremo a investire in iniziative capaci di coniugare crescita economica, qualità della vita e salvaguardia del territorio”.
“Con Sea Trace – dichiara Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company – la blockchain viene utilizzata come infrastruttura di fiducia pubblica, non come tecnologia finanziaria. Il suo valore è dare certezza al dato: sapere chi ha raccolto il rifiuto, dove, quando, in quale quantità e quale percorso ha seguito. È così che un obbligo normativo diventa una filiera ambientale credibile, misurabile e replicabile”.

“Siamo orgogliosi di questo riconoscimento che premia l’ impegno di tutto il team di Innovation Sea, capace di coniugare il mondo della pesca con le più avanzate tecnologie disponibili per la difesa dell’ambiente marino. Sea Trace è partita dal livello locale e ora si proietta a quello nazionale, con un “Progetto Paese” in grado di dare una soluzione forte al problema dell’inquinamento non solo marino, ma anche di fiumi e laghi” – dichiara Domenico Guidotti, CEO di Innovation Sea.
Con il Premio PIMBY Green 2026, Sea Trace viene riconosciuto come una best practice italiana di collaborazione pubblico-privata, innovazione tecnologica e sostenibilità concreta: un modello che parte da Termoli e dall’Adriatico Meridionale e che può diventare riferimento nazionale per la gestione trasparente dei rifiuti marini.

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Decreto del Commissario Straordinario n. 7 del 2 luglio 2026 – Opera Commissariata ”Porto di Brindisi. Completamento della infrastrutturazione portuale mediante banchinamento e realizzazione della retrostante colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena est” I e II lotto [CUP B81B20001360005 e CUP B81B20001370005]. Decreto del Ministero della Transizione Ecologica (oggi Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), di concerto con il Ministero della Cultura, n. 254/2021. Pagamento oneri per presentazione istanza proroga

Opera Commissariata ”Porto di Brindisi. Completamento della infrastrutturazione portuale mediante banchinamento e realizzazione della retrostante colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena est” I e II lotto [CUP B81B20001360005 e CUP B81B20001370005]. Decreto del Ministero della Transizione Ecologica (oggi Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), di concerto con il Ministero della Cultura, n. 254/2021.
Pagamento oneri per presentazione istanza proroga

DECRETO DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO – N. 7 del 2 luglio 2026

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