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PORTO DI BARLETTA: INAUGURAZIONE DEL CANTIERE PER IL PROLUNGAMENTO DEI MOLI FORANEI DEL PORTO DI BARLETTA, ALLA PRESENZA DEL MINISTRO PICHETTO FRATIN.

Venerdì 29 maggio alle 11.00, nel terminal Themis del porto di Barletta (ingresso varco Dogana), alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, delle massime autorità civili, militari e marittime, regionali e locali, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Francesco Mastro, terrà una conferenza stampa nel corso della quale saranno illustrati i lavori di prolungamento dei moli foranei del porto di Barletta.

A seguire, nell’area interessata dall’intervento, si svolgerà la cerimonia inaugurale del cantiere con il tradizionale taglio del nastro, momento simbolico che segnerà l’avvio ufficiale di una delle opere infrastrutturali più rilevanti per lo sviluppo dello scalo.
Si tratta di un’infrastruttura di grande rilevanza strategica per il territorio e per l’intero Sistema dell’Adriatico meridionale; un intervento destinato a rafforzare in maniera significativa la funzionalità, la sicurezza e la competitività del porto, con una particolare attenzione ai profili della sostenibilità ambientale e dell’innovazione delle opere marittime.

MDF, 25 maggio 2026

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Questa mattina, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), il presidente, Francesco Mastro, e il dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Puglia (C.O.S.C.) della Polizia di Stato, Marco De Bartolis, hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa per la “Prevenzione e il contrasto dei crimini informatici sui sistemi informativi critici dipendenti dall’Autorità del Sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale”.
L’obiettivo è quello di rendere i porti del Sistema dell’Adriatico meridionale (Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta, Monopoli e Termoli) ulteriormente schermati e protetti rispetto ai crimini informatici che possono colpire i sistemi digitali e le infrastrutture tecnologiche dell’Ente.
Alla sottoscrizione dell’accordo erano presenti il questore di Bari, Annio Gargano, e il direttore del Dipartimento Sviluppo e Innovazione Tecnologica dell’Ente portuale, Mario Paolo Mega.
L’accordo, che introduce un modello strutturato di collaborazione per la tutela di sistemi considerati “critici” per il funzionamento dei porti si colloca in un contesto normativo nazionale ed europeo in continua evoluzione, anche alla luce della recente direttiva NIS2 (misure per un livello comune elevato di cybersicurezza nell’Unione) che punta sul rafforzamento della cybersecurity a livello europeo. Con la NIS2, l’Autorità di Sistema, infatti, non è più solo un ente amministrativo, ma diventa un soggetto essenziale, responsabile della postura di cybersecurity dell’intera area portuale, considerata infrastruttura strategica.

Tra i principali interventi previsti dal documento: la condivisione e l’analisi di informazioni utili a prevenire attacchi informatici e tentativi di accesso illecito; l’attivazione di canali di comunicazione tempestivi per la gestione di eventuali situazioni di crisi; la segnalazione e il monitoraggio di vulnerabilità, minacce e incidenti cyber; il supporto nell’individuazione dell’origine di eventuali attacchi ai sistemi dell’Autorità portuale.
Tra le infrastrutture tecnologiche da proteggere, per via della sua funzione strategica e della complessità delle informazioni trattate, vi è il Port Community System GAIA, la piattaforma digitale, implementata e attivata dall’AdSPMAM, che gestisce, tra le altre funzioni, i processi di imbarco e di bigliettazione nei porti di Bari e di Brindisi, il monitoraggio dei flussi di passeggeri e mezzi e l’interoperabilità tra i diversi soggetti istituzionali che operano in ambito portuale, integrando processi e flussi informativi con le Forze di polizia, l’Autorità marittima, l’Agenzia delle Dogane e gli altri enti di controllo.
GAIA, quindi, rientra tra le infrastrutture digitali “critiche” dell’Ente e costituisce uno degli ambiti prioritari di applicazione del protocollo, in termini di prevenzione, monitoraggio e risposta a potenziali minacce informatiche.
L’accordo prevede, inoltre, attività di formazione congiunta, finalizzata a rafforzare le competenze del personale e migliorare la capacità di prevenzione e di risposta agli incidenti informatici, nonché lo sviluppo di eventuali soluzioni tecnologiche condivise.
“I nuovi scenari di crisi internazionale ci stanno insegnando con chiarezza che tra i primi obiettivi sensibili ci sono le architetture tecnologiche- commenta il presidente Francesco Mastro. Per un Sistema portuale, questo significa proteggere i dati, ma soprattutto garantire la continuità e la sicurezza delle operazioni di transhipment, di imbarco e di sbarco. Un attacco informatico ai porti non avrebbe effetti limitati a una singola realtà, ma rischierebbe di mettere in seria difficoltà l’intero sistema Paese. Per questo- conclude il Presidente- abbiamo scelto di rafforzare la collaborazione con la Polizia di Stato, puntando su prevenzione, tecnologia, condivisione delle informazioni e capacità di risposta immediata”.
Elemento qualificante dell’intesa è l’adozione di un approccio basato sulla “sicurezza partecipata” che punta a mettere a sistema competenze e risorse per garantire la continuità operativa dei servizi portuali e la protezione dei dati e delle infrastrutture digitali.
Il protocollo ha durata triennale, contribuisce al contenimento dei costi operativi derivanti da interruzioni dei servizi erogati attraverso sistemi informatici e di telecomunicazioni, non comporta nuovi oneri a carico ne dell’Ente portuale ne della Polizia di Stato e si inserisce tra le prime esperienze di collaborazione strutturata tra un’Autorità di Sistema Portuale e la Polizia per la Sicurezza Cibernetica, configurandosi come un modello di riferimento a livello nazionale.

MDF 20 MAGGIO 2026

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PORTO DI BRINDISI: CONCLUSI I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE E DI RECUPERO DEL FARO E DELLE STRUTTURE ANNESSE DELLE ISOLE PEDAGNE, NEL PORTO DI BRINDISI. UN INTERVENTO CHE OLTRE A CONSERVARE LE CARATTERISTICHE DEL MANUFATTO MIRA AD ESALTARNE TUTTE LE SUE POTENZIALITÀ DERIVANTI PRINCIPALMENTE DALLA SUA ECCEZIONALE COLLOCAZIONE: L’IMBOCCATURA DEL PORTO.

Il Dipartimento Tecnico dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) ha ultimato i lavori di “Ristrutturazione del Faro e delle strutture annesse presso le isole Pedagne”, restituendo pieno decoro e funzionalità ad uno dei simboli storici della città, ubicato all’ingresso del porto di Brindisi.

Questa mattina, nella ex sala Comitato della sede di Brindisi, ha avuto luogo una conferenza stampa nel corso della quale il presidente, Francesco Mastro, e il segretario generale, Francesco Di Leverano, alla presenza del sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, hanno illustrato i lavori di restauro e di riqualificazione effettuati.
L’intervento è stato finalizzato al recupero e alla valorizzazione dell’intero complesso architettonico, per salvaguardarne la memoria storica e per ripristinare le funzionalità originarie, fortemente compromesse dal significativo stato di degrado in cui versava.
I lavori hanno interessato il recupero completo del Faro dell’Isola Traversa che negli anni aveva subito un forte deterioramento. Il restauro ha consentito non solo di restituire solidità e funzionalità all’intero complesso, ma anche di valorizzarne l’identità storica e architettonica. Nel corso dei lavori sono state rimosse tutte quelle aggiunte (superfetazioni) realizzate nel tempo che avevano alterato l’aspetto originario del faro, compromettendone l’armonia e la riconoscibilità. Si è deciso di conservare soltanto una piccola traccia muraria, lasciata volutamente come memoria delle trasformazioni avvenute negli anni, nel pieno rispetto della storia del sito.
Particolare attenzione è stata dedicata alla bonifica e al recupero degli ambienti interni: i locali sono stati liberati dai depositi di guano, sanificati e ripristinati; sono state recuperate le pavimentazioni esistenti, ripristinati gli intonaci e consolidate le murature. Interventi che, oltre ad aver restituito piena leggibilità agli spazi, garantiscono maggiore protezione dalle sollecitazioni marine e atmosferiche e condizioni adeguate di salubrità e di decoro.
Sul piano strutturale sono stati impermeabilizzati i lastrici solari, sostituiti i pluviali e ricostruite le parti mancanti dei parapetti. Anche gli infissi sono stati completamente rinnovati, mentre la scala interna in muratura è stata recuperata e la scala metallica che conduce alla lanterna è stata messa in sicurezza. È stato, inoltre, sostituito integralmente il parapetto in ferro battuto sulla sommità della struttura; al fine di garantire funzionalità, sicurezza ed eleganza.
Gli interventi hanno interessato anche l’avancorpo di accesso al faro che è stato consolidato e completamente riqualificato, con la realizzazione di una nuova pavimentazione. Un accurato lavoro di restauro ha riguardato inoltre la lanterna, attraverso la pulizia e l’impermeabilizzazione della cupola metallica e la sostituzione dei vetri. Inoltre, è stato impiantato un sistema moderno di protezione dalle scariche atmosferiche, con gabbia di Faraday che garantirà maggiore sicurezza all’intero complesso.
I lavori hanno riguardato, inoltre, gli spazi esterni, dove sono state ripristinate le antiche pavimentazioni e sistemati i percorsi pedonali. L’Ente portuale è riuscito a recuperare anche l’antica rampa di alaggio che è stata restaurata utilizzando le basole originarie. Sono stati, inoltre installati, serbatoi per l’approvvigionamento idrico e la raccolta dei reflui, dotando l’isola di un sistema idrico-fognario efficiente.

Il faro è stato, infine, equipaggiato con un impianto fotovoltaico per garantire autonomia energetica e con sistemi di videosorveglianza e antifurto con monitoraggio da remoto. Il vecchio pontile metallico, ormai inutilizzabile, sarà presto sostituito da nuovi pontili galleggianti, più sicuri e funzionali.
“Abbiamo riportato il vecchio guardiano del mare agli antichi splendori- commenta il presidente Francesco Mastro- e, nel pieno rispetto delle caratteristiche costruttive e dell’impianto strutturale esistente, lo abbiamo trasformato in una struttura di straordinaria suggestione che, oltre a raccontare a cittadini e turisti la sua storia e quella della città, potrà accogliere iniziative culturali ed essere luogo in cui praticare sport acquatici e attività legate al porto e al mare”.
“Ringrazio l’Autorità portuale per questo ulteriore dono che fa alla città di Brindisi- commenta il Sindaco Marchionna. restituisce alla comunità uno dei simboli più identitari della nostra città, il primo che accoglie chi arriva dal mare e che, da sempre, racconta la storia e l’anima marinara di Brindisi”.
Grazie anche alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, e alla Marina Militare, nella fattispecie il Comando Marifari soggetto gestore del segnalamento, il complesso del Faro dell’Isola Traversa torna oggi a essere un presidio architettonico e marittimo pienamente recuperato, valorizzato e perfettamente integrato nel paesaggio naturale che custodisce l’ingresso del porto di Brindisi e un sistema luminoso funzionante che garantisce la sicurezza della navigazione.
Il costo complessivo dell’intervento è stato di 600 mila euro, interamente sostenuto con fondi di bilancio dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.
L’intervento è stato particolarmente complesso per via dell’ubicazione del faro: un isolotto, con tutto ciò che ne è derivato, non soltanto è sato necessario, quindi, superare barriere logistiche, ma si è dovuto tener conto della tutela della avifauna marina. Il “gabbiano corso”, specie protetta, infatti, si riproduce lì tra marzo e luglio; pertanto, il cantiere ha dovuto scontare delle interruzioni in quei periodi.
Il segnalamento marittimo, denominato “Faro Rosso”, fu realizzato nella metà del 1800 e ubicato sull’isolotto “Traversa”, appartenente al nucleo di isole e affioranti rocciosi detto “Pedagne” che assieme alla Diga di Punta Riso, su cui è ubicato il “Faro Verde”, di più recente costruzione, delimitano il porto di Brindisi e ne indicano l’obbligata via di accesso e di uscita.

Responsabile Unico di Progetto (RUP) è stato l’ingegner Francesco Di Leverano; il geometra Santino Guadalupi si è occupato del progetto preliminare e il supporto al RUP; la realizzazione del progetto, la direzione lavori e il coordinamento sicurezza sono stati curati dall’architetto Paolo Capoccia; l’architetto Marzia Angelini ha fornito il supporto della Soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto; l’impresa che ha eseguito i lavori è la Buonfrate s.r.l..

Con questo intervento, l’Ente portuale non si è limitato a restituire piena funzionalità allo storico faro, ma ha voluto valorizzare l’intero complesso, preservandone l’identità e il forte valore simbolico, con l’obiettivo di trasformare il Faro dell’Isola Traversa in un luogo capace di coniugare la sua storica funzione marittima con una nuova vocazione legata all’accoglienza, alla valorizzazione del territorio e alla fruizione pubblica.

MDF, 18 maggio 2026

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PORTO DI BARI: VISITA ISTITUZIONALE DEL CONSOLE GENERALE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA A NAPOLI. FOCUS SU INVESTIMENTI E NUOVE PROSPETTIVE PER COMMERCIO E INVESTIMENTI INTERNAZIONALI

Oggi, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), Francesco Mastro, ha ricevuto la visita istituzionale del Console Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, Terrence Flynn.
Per la visita in mare dello scalo, l’Autorità marittima ha messo a disposizione della Delegazione una motovedetta della Capitaneria di porto, rappresentata per l’occasione dal Capitano di Vascello Alessandro Ducci, Comandante in seconda della Capitaneria di porto di Bari.

E’ stato un momento di confronto cordiale e significativo, finalizzato a consolidare relazioni già avviate e ad aprire nuove prospettive di collaborazione tra il Sistema portuale dell’Adriatico meridionale e il mercato statunitense.

Al centro dell’incontro, il crescente posizionamento competitivo dei porti del Sistema, sostenuto da infrastrutture in espansione, servizi efficienti e dalle opportunità offerte dalle Zone Economiche Speciali che prevedono incentivi fiscali e semplificazioni amministrative capaci di attrarre investimenti internazionali. In questo contesto, la Puglia si conferma una piattaforma logistica sempre più strategica nel Mediterraneo.

Dopo un primo momento di accoglienza negli uffici dell’Ente, la delegazione consolare, accompagnata dal Presidente e dal direttore di esercizio del porto di Bari, Piero Bianco, ha effettuato una visita operativa dello scalo. Particolare attenzione è stata dedicata al nuovo terminal sulla banchina 10, in fase di completamento, e alla colmata di Marisabella: interventi infrastrutturali che rafforzano il ruolo di Bari come hub intermodale, capace di integrare traffici marittimi, terrestri e retroportuali.

“Bari è oggi uno snodo polifunzionale al servizio non solo dell’Italia ma dell’intero bacino del Mediterraneo – ha dichiarato il presidente Mastro –. È un porto in grado di coniugare sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e capacità operativa. Stiamo lavorando senza sosta per costruire un Sistema sempre più competitivo, in grado di offrire risposte concrete alle esigenze del commercio internazionale, ridurre i tempi logistici e garantire condizioni favorevoli agli operatori economici. L’interesse degli Stati Uniti rappresenta un segnale importante che conferma la validità del percorso intrapreso e apre a nuove opportunità di scambio e investimento”.

A conclusione dell’incontro, il presidente Mastro ha proposto alla Delegazione consolare un nuovo incontro tecnico operativo, con l’obiettivo di approfondire ambiti di collaborazione e definire azioni concrete per lo sviluppo dei traffici, sia merci che passeggeri, rafforzando ulteriormente il ruolo dei porti dell’Adriatico meridionale nei corridoi internazionali.

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PORTI PIÙ DIGITALI, SICURI E SOSTENIBILI: PRESENTATI A BARI I RISULTATI DEL PROGETTO DI EVOLUZIONE DELLA PIATTAFORMA GAIA

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) ha presentato oggi a Bari i risultati del progetto “Evoluzione della piattaforma GAIA”, un intervento strategico di trasformazione digitale finanziato nell’ambito del PAC 2014–2020 – Asse A “Digitalizzazione della logistica”, per un valore complessivo di 4,7 milioni di euro.
Il progetto rappresenta uno dei più rilevanti programmi di innovazione tecnologica realizzati negli ultimi anni nel sistema portuale dell’Adriatico meridionale e ha interessato tutti i porti amministrati dall’AdSPMAM: Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia, Monopoli e Termoli.
«La piattaforma GAIA è oggi un’infrastruttura digitale matura, sicura e interconnessa – ha dichiarato l’Ing. Mario Paolo Mega, Direttore del Dipartimento Sviluppo e Innovazione Tecnologica – capace di supportare operatori logistici, imprese portuali, istituzioni e cittadini, contribuendo concretamente alla competitività del sistema portuale e allo sviluppo del territorio».
Molto soddisfatto il Presidente dell’AdSPMAM Prof. Francesco Mastro che ha dichiarato: “Quella di oggi è stata una giornata importante per il nostro Sistema. Abbiamo spalancato le porte del futuro, dimostrando con risultati concreti che un porto competitivo non può prescindere dalla tecnologia. Con il nostro sistema GAIA abbiamo digitalizzato procedure, semplificato il rapporto con operatori e imprese e reso i nostri porti sempre più interconnessi con i sistemi nazionali ed europei. È un passaggio decisivo che imprime un’accelerata alla crescita dei nostri scali, rendendoli più moderni, affidabili, appetibili e vicino alle esigenze del territorio. Avere porti capaci di stare al passo con l’innovazione non è più un’opzione, ma una condizione necessaria”.

GAIA: il cuore digitale dei porti dell’Adriatico meridionale
GAIA è il Port Community System dell’AdSPMAM: una piattaforma unica e integrata che consente la gestione digitale dei flussi logistici, amministrativi e informativi dei porti.
Attraverso quattro portali tematici e servizi interoperabili, GAIA oggi serve migliaia di utenti, tra operatori portuali, enti pubblici, forze di sicurezza, imprese della logistica e utenti istituzionali.
Uno dei punti di forza del progetto è l’interoperabilità: i servizi GAIA dialogano in tempo reale con sistemi nazionali ed europei, tra cui la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), il Polo Strategico Nazionale (PSN), la Piattaforma Logistica Nazionale, i sistemi dell’Agenzia delle Dogane e del Ministero dell’Interno.

Risultati concreti: servizi digitali, sicurezza e semplificazione
Il progetto si è articolato in sei Azioni principali, che hanno prodotto risultati tangibili:
🔹 Digitalizzazione e semplificazione amministrativa
• Attivazione dello Sportello Unico Amministrativo (SUA) con 36 procedure completamente digitali
• Oltre 13.000 istanze online presentate dagli operatori portuali
• Più di 10.000 pagamenti digitali tramite PagoPA
• Accesso sicuro tramite SPID, CIE e CNS
🔹 Sicurezza e controllo dei flussi
• Potenziamento dei varchi portuali intelligenti con controllo targhe e interoperabilità con sistemi nazionali
• Integrazione con i sistemi dell’Agenzia delle Dogane e del Ministero dell’Interno
• Rafforzamento delle attività di controllo e sicurezza nei porti
🔹 Cybersicurezza e continuità operativa
• Migrazione dei servizi critici al Polo Strategico Nazionale
• Adeguamento ai requisiti NIS e NIS2
• Potenziamento dei CED di Bari e Brindisi
• Attivazione di sistemi di disaster recovery con tempi di ripristino inferiori ai 30 secondi
🔹 Videosorveglianza e sicurezza fisica
• Installazione di centinaia di telecamere ad alta definizione e termiche
• Nuovi server, fibra ottica e reti di comunicazione dedicate
• Miglior presidio delle aree operative e tutela di operatori e passeggeri
🔹 Connettività e servizi ai cittadini
• Estensione della rete Wi-Fi pubblica per passeggeri di traghetti e crociere
• Attivazione di reti Wi-Fi operative per gli operatori portuali in ottica IoT

Un modello di porto interconnesso, sostenibile e orientato al futuro
Il progetto GAIA non si limita alla digitalizzazione dei processi: pone le basi per una nuova generazione di servizi intelligenti, basati su:
• utilizzo avanzato dei dati,
• integrazione di sensori IoT,
• sviluppo di modelli previsionali,
• applicazioni di intelligenza artificiale e Digital Twin portuale.
Parallelamente, sono in corso e in fase di avvio numerosi nuovi interventi: smart port 5G, monitoraggi ambientali, gestione dei rifiuti marini, sicurezza informatica avanzata, intermodalità nave–ferro–gomma e collaborazioni istituzionali di alto livello.

Investimenti pienamente realizzati
Il finanziamento complessivo di 4,7 milioni di euro è stato impegnato e utilizzato al 99,99%, a dimostrazione dell’elevata capacità di programmazione e attuazione dell’Ente.

Scheda tecnica
1. Inquadramento generale
L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) ha avviato, negli ultimi anni, un articolato percorso di trasformazione digitale del sistema portuale, finalizzato a:
• migliorare l’efficienza operativa dei porti,
• semplificare i procedimenti amministrativi,
• rafforzare la sicurezza fisica e informatica,
• favorire l’interoperabilità con i sistemi logistici nazionali ed europei,
• abilitare servizi digitali evoluti per operatori, istituzioni e cittadini.
Elemento centrale di tale processo è il Port Community System GAIA, piattaforma digitale integrata a servizio di tutti i porti amministrati (Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia, Monopoli, Termoli).
Il progetto “Evoluzione della piattaforma GAIA”, finanziato con risorse PAC 2014–2020 – Asse A “Digitalizzazione della logistica” per un importo complessivo di 4.700.000 euro, rappresenta il principale intervento strutturale di questo percorso.

2. Il sistema GAIA: architettura e principi
GAIA è concepita come ecosistema digitale modulare e interoperabile, in grado di integrare:
• servizi applicativi verticali,
• infrastrutture IT e cloud,
• sistemi di sicurezza logica e fisica,
• flussi informativi M2M con soggetti pubblici e privati.
2.1 Architettura generale
Il sistema è basato su un’architettura ibrida on premise / cloud, articolata su:
• CED principali nei porti di Bari e Brindisi,
• CED di Disaster Recovery dedicato,
• Cloud Polo Strategico Nazionale (PSN) per i servizi qualificati,
• Cloud Microsoft 365 per i servizi collaborativi.
È implementata una logica di Digital Twin infrastrutturale, con replica real time dei servizi critici e continuità operativa garantita (RTO < 30 secondi, RPO = 0).
2.2 Principi progettuali
• Interoperabilità nativa con sistemi esterni (PA, Dogane, Interni, logistica)
• Riutilizzo del dato per finalità amministrative, operative e informative
• Sicurezza by design (NIS, NIS2, ACN)
• Scalabilità e replicabilità su tutti i porti del sistema
• Orientamento ai servizi per utenti finali eterogenei

3. Attività realizzate nell’ambito del progetto PAC
3.1 Azione 1 – Evoluzione del PCS GAIA e infrastrutture IT
L’azione ha riguardato:
• evoluzione applicativa del PCS GAIA,
• adeguamento e potenziamento dei CED di Bari e Brindisi,
• migrazione dei servizi critici verso il PSN,
• rafforzamento della postura di cybersicurezza.
Sono state implementate, tra le altre:
• autenticazione a più fattori,
• gestione evoluta degli utenti,
• funzionalità GDPR (oblio, minimizzazione),
• servizi di Open Data,
• integrazione con la PDND.

3.2 Azione 2 – Sportello Unico Amministrativo (SUA)
È stato realizzato lo Sportello Unico Amministrativo digitale, integrato con GAIA e il sistema di protocollo informatico.
Risultati principali:
• 36 procedimenti completamente digitalizzati,
• accesso tramite SPID, CIE e CNS,
• integrazione bollo digitale e PagoPA,
• oltre 13.000 istanze presentate online,
• oltre 10.000 pagamenti digitali gestiti.
L’intervento ha consentito una significativa semplificazione amministrativa e riduzione dei tempi di istruttoria.
3.3 Azione 3 – Varchi portuali e interoperabilità doganale
L’azione ha interessato:
• integrazione con il Sistema Centralizzato Nazionale Targhe e Transiti (SCNTT),
• interoperabilità con la piattaforma AIDA dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli,
• estensione del servizio di Port Tracking.
Sono stati potenziati e installati varchi intelligenti in tutti i principali porti, migliorando:
• sicurezza,
• tracciabilità,
• fluidità dei flussi logistici.

3.4 Azioni 4 e 5 – Reti Wi Fi pubblica e operativa
È stata estesa su tutti i porti:
• la rete Wi Fi pubblica per passeggeri di traghetti e crociere,
• la rete Wi Fi operativa, dedicata agli operatori portuali in ottica IoT.
Le reti sono integrate con le infrastrutture nazionali e progettate per garantire affidabilità, sicurezza e scalabilità.

3.5 Azione 6 – Videosorveglianza e sicurezza fisica
L’intervento ha previsto:
• installazione di centinaia di telecamere HD e termiche,
• nuovi server di registrazione,
• dorsali in fibra ottica,
• potenziamento delle sale di controllo.
Il sistema supporta sia finalità di security sia esigenze operative, contribuendo alla tutela di persone, merci e infrastrutture.

4. Interventi complementari e progetti in corso
Accanto al progetto PAC, l’AdSPMAM ha avviato numerosi interventi strategici integrati con GAIA, tra cui:
• modulo VBS per la gestione degli accessi intermodali,
• varchi intelligenti e controllo targhe (MILEPORT),
• infrastrutture 5G e connettività avanzata,
• nuovo CED di Brindisi e Disaster Recovery,
• implementazione SASE, SIEM, PAM e Zero Trust,
• sistemi di monitoraggio ambientale e meteo,
• integrazione tracciamento rifiuti e RAP,
• SOC e Security Control Room,
• Digital Twin portuale e servizi di IA (progetto URANO),
• accordi per l’intermodalità nave ferro gomma,
• protocolli per la prevenzione dei crimini informatici.

5. Governance, sicurezza e prospettive evolutive
La governance del sistema è assicurata dallo staff IT interno dell’AdSPMAM, con il supporto di partner tecnologici qualificati per i servizi più critici.
È in corso la strutturazione di un Security Operation Center (SOC) interno, in cooperazione con il PSN e le Autorità competenti.
Il sistema GAIA costituisce oggi una piattaforma abilitante, pronta ad accogliere:
• modelli previsionali,
• servizi basati su intelligenza artificiale,
• nuovi use case di smart port e smart logistics,
• estensioni replicabili su scala nazionale.

Conclusione
L’evoluzione della piattaforma GAIA rappresenta un salto di qualità strutturale nella gestione digitale dei porti dell’Adriatico meridionale, ponendo le basi per un sistema portuale:
• più efficiente,
• più sicuro,
• più interoperabile,
• più sostenibile,
• orientato all’innovazione e al servizio del territorio.

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L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro lancia lo Short Master in “Economia, Diritto e Management delle grandi infrastrutture logistiche”, un percorso di alta formazione promosso dal Dipartimento di Economia, Management e Diritto dell’Impresa, pensato per rispondere a una delle sfide più rilevanti del nostro tempo: governare, con competenze integrate, la trasformazione delle infrastrutture logistiche, dei trasporti e dei nodi strategici della mobilità. Il corso, di 227 ore e 9 crediti formativi universitari, si svolgerà in modalità ibrida, in presenza presso il Dipartimento DEMDI e online in modalità sincrona, nelle giornate di venerdì e sabato, con l’obiettivo di offrire una formazione avanzata e compatibile con le esigenze di professionisti, laureati e operatori del settore. «Con questo Short Master l’Università di Bari conferma la propria vocazione a leggere i cambiamenti dell’economia reale e a trasformarli in opportunità di formazione qualificata, innovazione e sviluppo dei territori – dichiara il Rettore, prof. Roberto Bellotti –. Il settore della logistica e dei trasporti sta attraversando una fase di profonda evoluzione, segnata dalla transizione ecologica, dalla digitalizzazione e dagli investimenti strategici nei sistemi infrastrutturali. In questo scenario, diventa essenziale formare profili capaci di integrare saperi giuridici, economici, manageriali e organizzativi». «Lo Short Master in “Economia, Diritto e Management delle grandi infrastrutture logistiche” nasce proprio per colmare un vuoto formativo e per accompagnare la crescita di una nuova classe di professionisti in grado di operare nella complessità: figure che sappiano dialogare con le autorità di regolazione, comprendere le dinamiche del partenariato pubblico‑privato e del project financing, presidiare i temi del lavoro, della sostenibilità, dell’innovazione e della sicurezza nei grandi hub logistici – prosegue il Rettore –. Si tratta di un progetto che unisce rigore accademico e forte connessione con il mondo delle imprese e delle istituzioni».
La collaborazione con ALIS, Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, rappresenta un elemento qualificante dell’iniziativa, perché consente di rafforzare il legame tra alta formazione e realtà operative, offrendo ai partecipanti un accesso diretto a competenze, esperienze e visioni provenienti dai principali attori nazionali del settore. «La cooperazione istituzionale con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro rappresenta per ALIS un ulteriore passo concreto nel rafforzare il legame tra formazione e mondo imprenditoriale, contribuendo alla crescita di competenze strategiche per il futuro della logistica e dei trasporti – dichiara il Presidente di ALIS, Guido Grimaldi –. In un contesto caratterizzato da grandi trasformazioni, tra transizione ecologica, innovazione tecnologica e sviluppo delle infrastrutture, è fondamentale investire nella formazione di professionisti capaci di interpretare e guidare questi cambiamenti. Questo Short Master va esattamente in questa direzione: creare una nuova classe dirigente preparata, con visione pubblico-privata, competente e pronta a sostenere la competitività del nostro Paese e del sistema logistico nel Mediterraneo».
«L’avvio dello Short Master promosso dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro – dichiara il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi – rappresenta un segnale concreto della direzione che il Paese deve intraprendere: investire sulle competenze per governare la trasformazione delle infrastrutture logistiche e dei trasporti. In una fase in cui stiamo mettendo a terra importanti interventi strategici, dalla modernizzazione della rete infrastrutturale alla transizione sostenibile, diventa fondamentale poter contare su figure professionali altamente qualificate, capaci di integrare visione pubblica e capacità manageriale. Iniziative come questa contribuiscono a rafforzare il legame tra formazione, istituzioni e sistema produttivo, creando le condizioni per una crescita più efficiente, competitiva e coerente con le sfide del Mediterraneo».
«Questo Short Master nasce dall’ascolto del settore e dall’evidenza che le grandi infrastrutture logistiche richiedono oggi professionalità nuove: capaci di coniugare diritto, economia, management e innovazione. Il nostro obiettivo è formare manager delle infrastrutture complesse che sappiano guidare processi di investimento, ristrutturazione e sviluppo sostenibile, dialogando con istituzioni, imprese e comunità. È un percorso pensato per chi vuole stare al centro delle trasformazioni che stanno ridisegnando la geografia economica e logistica del Paese», dichiara il Direttore del Master, prof. Ugo Patroni Griffi.
Lo Short Master si rivolge a laureati, professionisti e anche a candidati in possesso di diploma di maturità quinquennale con almeno due anni di esperienza in ambiti affini. È previsto un numero minimo di 20 e massimo di 60 partecipanti e una frequenza obbligatoria pari all’80% delle attività didattiche. Le domande di ammissione dovranno essere presentate attraverso il portale Esse3 dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro nel periodo compreso tra il 15 aprile 2026 e il 15 maggio 2026 (https://www.uniba.it/it/didattica/master-universitari/short-master/2025-2026/economia-diritto-e-management-delle-grandi-infrastrutture-logistiche). La nuova iniziativa formativa si inserisce nel più ampio impegno dell’Ateneo barese nel costruire percorsi specialistici ad alto impatto, capaci di valorizzare le vocazioni del territorio e di rafforzare il ruolo dell’Università quale motore di competenze, competitività e sviluppo nel Mediterraneo.

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PORTO DI BARI: LA TRANSIZIONE DIGITALE È REALTÀ. LUNEDÌ 20 APRILE LA PRESENTAZIONE DEL SISTEMA GAIA, NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA DI AZIONE E COESIONE (PAC)

Lunedì 20 aprile, a partire dalle 9.30, nel Terminal Crociere del porto di Bari si terrà un workshop dal titolo: “Il Port Community System GAIA: uno strumento per lo sviluppo della logistica e per guidare la transizione digitale nei porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale”.
Obiettivo dell’iniziativa è presentare il Port Community System GAIA, la piattaforma digitale d’avanguardia, realizzata nell’ambito del PAC (Programma di Azione e Coesione) Infrastrutture e Reti 2014/2020, destinata a rivoluzionare la logistica e la sicurezza nei porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM).
Nel corso dell’evento, infatti, verrà illustrato come l’innovazione tecnologica stia trasformando gli scali di Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia, Monopoli e Termoli in nodi logistici intelligenti e interconnessi.
Il PAC è un piano strategico- gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti- che integra e rafforza il PON Infrastrutture e Reti, con una dotazione finanziaria complessiva di oltre 810 milioni di euro, destinata a Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Il Programma è fondamentale per la logistica e la sicurezza portuale poiché finanzia interventi mirati, in particolare attraverso l’asse tematico A dedicato alla digitalizzazione. L’obiettivo è accrescere la competitività dei territori del Mezzogiorno, specialmente attraverso l’efficienza logistica, quindi l’abbattimento dei tempi di attesa e la fluidificazione delle merci grazie a sistemi digitali interoperabili e la sicurezza, cioè il monitoraggio costante dei flussi e l’integrazione con le autorità di controllo e le forze di polizia, per garantire standard elevati in ogni fase operativa.
All’evento sono stati invitati i massimi rappresentanti istituzionali regionali e delle città portuali interessate; i rappresentanti delle Autorità Marittime, Doganali e di Polizia e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

MDF, 13 aprile 2026

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ADSPMAM: FRANCESCO DI LEVERANO È IL NUOVO SEGRETARIO GENERALE DELL’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE. IL COMITATO DI GESTIONE DELL’ENTE HA APPROVATO ALL’UNANIMITÀ LA PROPOSTA DEL PRESIDENTE MASTRO.

Franceso Di Leverano è il nuovo segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM). Il Comitato di Gestione dell’Ente, riunitosi oggi, ha votato all’unanimità la proposta presentata dal presidente dell’Ente, Francesco Mastro.
Il Comitato, valutato il curriculum, ha espresso il proprio unanime parere favorevole sulla candidatura che per esperienza, preparazione professionale e aderenza ai requisiti richiesti dalla Legge di riforma delle Autorità portuali, particolarmente spicca per la sua profonda conoscenza dei sei porti che compongono il Sistema dell’Adriatico meridionale.
Francesco Di Leverano, 60 anni, ingegnere, dal 2013 al 2017 è stato dirigente dell’ufficio Tecnico dell’ex Autorità portuale di Brindisi per poi, dopo la Legge di riforma, guidare il Dipartimento tecnico dell’Ente.
Soddisfatto il presidente Mastro per la scelta effettuata dal Comitato di gestione che ha puntato sul merito e sulla competenza.

“Innanzitutto, ringrazio per l’ottimo lavoro svolto fino ad oggi il segretario generale facente funzione, dottoressa Michelina Latorre- commenta Mastro- la quale, nel delicato momento di transizione, determinato dalla mia nomina e dalla quasi contestuale partenza dell’ex Segretario generale, si è spesa con energia, senso del dovere, grande professionalità e abnegazione in favore dell’Ente. Sono, altresì, convinto – continua il Presidente- che le capacità umane e professionali di Francesco Di Leverano, nonché la sua grande esperienza e competenza, non solo del comparto marittimo ma anche delle dinamiche che animano il nostro Sistema, saranno fondamentali per proseguire il percorso di crescita e di sviluppo dei nostri porti. A lui va il mio miglior augurio di buon lavoro, certo di una proficua e sinergica collaborazione”.

Il nuovo Segretario, una volta adempiute le formalità di rito, si insedierà il prossimo 11 maggio, il suo incarico ha una durata di quattro anni.
Il Segretario generale, ai sensi della Legge 84/94 e successive riforme (D.Lgs. 169/2016), svolge funzioni gestionali, organizzative e tecniche; dirige la struttura amministrativa, coordinando gli uffici, predisponendo atti per il Comitato di Gestione, garantendo l’attuazione degli indirizzi del Presidente, assicurando continuità amministrativa ai porti; svolge l’istruttoria tecnico-amministrativa finalizzata all’adozione delle deliberazioni di competenza del Comitato di Gestione; formula proposte riguardanti le materie di rilievo locale e la pianificazione operativa; attua gli indirizzi e le decisioni del Presidente e del Comitato di Gestione; gestisce le procedure autorizzatorie e concessorie e la promozione delle attività commerciali e industriali nei porti; cura la documentazione per le sedute del Comitato di Gestione. Tali funzioni sono finalizzate ad integrare la gestione dei porti in un’ottica di sistema.

MDF, 9 aprile 2026

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L’ADRIATICO CERNIERA TRA EST E OVEST: SHIPMAG COLLOQUIA APPRODA A BARI IL 27 APRILE, I VERTICI DELLO SHIPPING, DELLE ISTITUZIONI E DELLE ADSP A CONFRONTO NEL CAPOLUOGO PUGLIESE SULLE NUOVE ROTTE DEL MEDITERRANEO. BARI – IL PORTO DI BARI SI CONFERMA BARICENTRO

Il porto di Bari si conferma baricentro strategico per i traffici marittimi internazionali. Lunedì
27 aprile, a partire dalle ore 14.30, la prestigiosa cornice del Circolo della Vela (Molo Borbonico)
ospiterà la nuova tappa di ShipMag Colloquia, il ciclo di incontri itineranti dedicato all’economia del
mare.
Il convegno, dal titolo “L’Adriatico cerniera tra Est e Ovest. Le economie emergenti guardano al
Mediterraneo”, analizzerà il ruolo cruciale dei porti pugliesi e adriatici in un contesto geopolitico in
continua evoluzione, dove la logistica diventa il motore della crescita per i mercati emergenti.
Il Programma dell’evento
I lavori saranno aperti dall’editore di ShipMag, Franco Mariani, seguiti dai saluti istituzionali
del Contrammiraglio Donato De Carolis (Direttore Marittimo della Puglia), del Sindaco di Bari,
Vito Leccese e del Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
A seguire la relazione introduttiva di Giovanna Visco, esperta di trasporti e logistica.
La giornata si articolerà su tre tavole rotonde:
· Le Adsp dell’Adriatico si confrontano: Un dialogo tra i presidenti delle Autorità di Sistema
Portuale dell’Adriatico (Francesco Mastro, Vincenzo Garofalo e Francesco Benevolo) per discutere
di infrastrutture e governance. Modera Teodoro Chiarelli, direttore di ShipMag
· Gli armatori protagonisti dello sviluppo economico dell’area: Un focus con Guido Grimaldi,
presidente di Alis, Matteo Catani, amministratore delegato di Gnv e Andrea Morandi, ceo di
Morandi Group. Modera Teodoro Chiarelli, direttore di ShipMag.
· I porti punto veloce di attraversamento delle merci e delle persone: Si confrontano Luigi Morfini,
presidente degli operatori portuali del Mar Adriatico Meridionale, Teo Titi, presidente degli
operatori portuali salentini, Riccardo Sabadini, presidente della Sapir di Ravenna, Vincenzo
Prencipe, presidente di Raccomar Puglia – Ass. agenti raccomandatari e mediatori marittimi,
Giacomo Erario, direttore generale Bari-Brindisi Cruise Terminal. Modera la giornalista Maria Di
Filippo.
Conclusioni
L’evento si concluderà alle ore 17.45 con l’intervento del Viceministro alle Infrastrutture e
ai Trasporti, Edoardo Rixi

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IL PRESIDENTE DI ASSOPORTI, ROBERTO PETRI, VISITA L’ADSPMAM. UN CONFRONTO OPERATIVO E DI CONDIVISIONE SU STRATEGIE E PROGETTI NEI SEI PORTI DELL’ADRIATICO MERIDIONALE.

Oggi, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), il presidente Francesco Mastro ha incontrato il presidente di Assoporti Roberto Petri.
L’incontro si inserisce nel ciclo di visite che il neo presidente dell’Associazione dei Porti Italiani sta compiendo nei principali scali per conoscere da vicino progetti, criticità e prospettive dei diversi territori.
È stato un confronto operativo sulle prospettive e sulle nuove dinamiche della portualità italiana e sui principali programmi di sviluppo infrastrutturale nei porti dell’Adriatico meridionale.
Durante l’incontro, il presidente Mastro ha illustrato il quadro complessivo degli interventi in corso e di quelli programmati nei sei scali– Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta, Monopoli e Termoli. Sei realtà distinte che agiscono come un unico Sistema e che, attualmente, costituiscono una delle piattaforme logistiche più attive del Mezzogiorno.
Il piano di sviluppo infrastrutturale, predisposto dall’Ente portuale, supera i 728 milioni di euro di investimenti, suddivisi tra opere in fase di programmazione, interventi in corso di realizzazione e progetti recentemente conclusi. Un programma che punta a rafforzare la competitività dei porti, migliorare la sostenibilità ambientale e consolidare il ruolo strategico degli scali pugliesi nelle reti della logistica mediterranea.
Grande attenzione è stata prestata al progetto di cold ironing, elettrificazione delle banchine, per la sostenibilità energetica, nei porti di Bari e di Brindisi per un investimento complessivo di 34 milioni di euro.

Nel porto di Bari, tra le opere più importanti, l’intervento di riqualificazione e di ampliamento delle infrastrutture, tra cui il completamento della colmata di Marisabella: opere di infrastrutturazione portuale e banchinamento nell’area “Pizzoli-Marisabella”; la riqualificazione del Molo S. Cataldo, attraverso interventi di potenziamento infrastrutturale e miglioramento dell’operatività; il completamento del nuovo terminal passeggeri sulla banchina 10.
Nel porto di Brindisi- che vive una fase di profonda trasformazione infrastrutturale e ambientale, con investimenti volti a potenziare la capacità ricettiva e operativa- il progetto strategico più significativo riguarda il completamento dei nuovi accosti di Sant’Apollinare, infrastruttura destinata a rafforzare la capacità di accoglienza per traghetti e navi Ro-Ro, il dragaggio dei fondali, opere di infrastrutturazione logistica e programmi di produzione di energia da fonti rinnovabili (installazione di un impianto fotovoltaico presso la diga di Punta Riso).
Tra le opere di maggiore impatto, avviate dall’Authority, anche il grande intervento di consolidamento e risanamento del Bacino Alti Fondali del porto di Manfredonia, un progetto di rilievo che mira a restituire piena funzionalità e sicurezza a una delle infrastrutture portuali più importanti dello scalo.
Il programma di sviluppo del Sistema portuale include, inoltre, interventi mirati alla sicurezza e alla manutenzione delle infrastrutture nei porti di Barletta e Monopoli, nonché la definizione della nuova programmazione strategica per il porto di Termoli, collegata al futuro Piano Regolatore Portuale.
“La visita del presidente Petri ha rappresentato per noi un’occasione preziosa di confronto e di condivisione sulle grandi sfide che attendono la portualità italiana – ha detto Mastro- oggi più che mai è necessario muoversi con una visione comune, capace di rafforzare il Sistema portuale nazionale nel suo insieme per affrontare in maniera coesa le sfide globali. Il Sistema dell’Adriatico meridionale- ha concludo il Presidente- è pienamente parte del Sistema Italia e intende contribuire, con i propri investimenti e i propri progetti di sviluppo, ad affrontare con unità e visione le nuove sfide globali della logistica e della competitività”.
“La mia visita al Sistema portuale dell’Adriatico meridionale è stata molto importante sia per affrontare i principali temi che riguardano le realtà territoriali parte della circoscrizione dell’AdSP, che per parlare con il presidente Mastro delle prossime sfide per la portualità, anche in considerazione dell’attuale situazione geopolitica- ha sottolineato il presidente Petri. Come ho avuto modo di dire in altre occasioni, mi farò portavoce presso le istituzioni centrali di tutte le necessità delle varie AdSP”.

MDF, 30 marzo 2026

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