Questa mattina, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), il presidente, Francesco Mastro, e il dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Puglia (C.O.S.C.) della Polizia di Stato, Marco De Bartolis, hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa per la “Prevenzione e il contrasto dei crimini informatici sui sistemi informativi critici dipendenti dall’Autorità del Sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale”.
L’obiettivo è quello di rendere i porti del Sistema dell’Adriatico meridionale (Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta, Monopoli e Termoli) ulteriormente schermati e protetti rispetto ai crimini informatici che possono colpire i sistemi digitali e le infrastrutture tecnologiche dell’Ente.
Alla sottoscrizione dell’accordo erano presenti il questore di Bari, Annio Gargano, e il direttore del Dipartimento Sviluppo e Innovazione Tecnologica dell’Ente portuale, Mario Paolo Mega.
L’accordo, che introduce un modello strutturato di collaborazione per la tutela di sistemi considerati “critici” per il funzionamento dei porti si colloca in un contesto normativo nazionale ed europeo in continua evoluzione, anche alla luce della recente direttiva NIS2 (misure per un livello comune elevato di cybersicurezza nell’Unione) che punta sul rafforzamento della cybersecurity a livello europeo. Con la NIS2, l’Autorità di Sistema, infatti, non è più solo un ente amministrativo, ma diventa un soggetto essenziale, responsabile della postura di cybersecurity dell’intera area portuale, considerata infrastruttura strategica.

Tra i principali interventi previsti dal documento: la condivisione e l’analisi di informazioni utili a prevenire attacchi informatici e tentativi di accesso illecito; l’attivazione di canali di comunicazione tempestivi per la gestione di eventuali situazioni di crisi; la segnalazione e il monitoraggio di vulnerabilità, minacce e incidenti cyber; il supporto nell’individuazione dell’origine di eventuali attacchi ai sistemi dell’Autorità portuale.
Tra le infrastrutture tecnologiche da proteggere, per via della sua funzione strategica e della complessità delle informazioni trattate, vi è il Port Community System GAIA, la piattaforma digitale, implementata e attivata dall’AdSPMAM, che gestisce, tra le altre funzioni, i processi di imbarco e di bigliettazione nei porti di Bari e di Brindisi, il monitoraggio dei flussi di passeggeri e mezzi e l’interoperabilità tra i diversi soggetti istituzionali che operano in ambito portuale, integrando processi e flussi informativi con le Forze di polizia, l’Autorità marittima, l’Agenzia delle Dogane e gli altri enti di controllo.
GAIA, quindi, rientra tra le infrastrutture digitali “critiche” dell’Ente e costituisce uno degli ambiti prioritari di applicazione del protocollo, in termini di prevenzione, monitoraggio e risposta a potenziali minacce informatiche.
L’accordo prevede, inoltre, attività di formazione congiunta, finalizzata a rafforzare le competenze del personale e migliorare la capacità di prevenzione e di risposta agli incidenti informatici, nonché lo sviluppo di eventuali soluzioni tecnologiche condivise.
“I nuovi scenari di crisi internazionale ci stanno insegnando con chiarezza che tra i primi obiettivi sensibili ci sono le architetture tecnologiche- commenta il presidente Francesco Mastro. Per un Sistema portuale, questo significa proteggere i dati, ma soprattutto garantire la continuità e la sicurezza delle operazioni di transhipment, di imbarco e di sbarco. Un attacco informatico ai porti non avrebbe effetti limitati a una singola realtà, ma rischierebbe di mettere in seria difficoltà l’intero sistema Paese. Per questo- conclude il Presidente- abbiamo scelto di rafforzare la collaborazione con la Polizia di Stato, puntando su prevenzione, tecnologia, condivisione delle informazioni e capacità di risposta immediata”.
Elemento qualificante dell’intesa è l’adozione di un approccio basato sulla “sicurezza partecipata” che punta a mettere a sistema competenze e risorse per garantire la continuità operativa dei servizi portuali e la protezione dei dati e delle infrastrutture digitali.
Il protocollo ha durata triennale, contribuisce al contenimento dei costi operativi derivanti da interruzioni dei servizi erogati attraverso sistemi informatici e di telecomunicazioni, non comporta nuovi oneri a carico ne dell’Ente portuale ne della Polizia di Stato e si inserisce tra le prime esperienze di collaborazione strutturata tra un’Autorità di Sistema Portuale e la Polizia per la Sicurezza Cibernetica, configurandosi come un modello di riferimento a livello nazionale.
MDF 20 MAGGIO 2026
Il Dipartimento Tecnico dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) ha ultimato i lavori di “Ristrutturazione del Faro e delle strutture annesse presso le isole Pedagne”, restituendo pieno decoro e funzionalità ad uno dei simboli storici della città, ubicato all’ingresso del porto di Brindisi.

Questa mattina, nella ex sala Comitato della sede di Brindisi, ha avuto luogo una conferenza stampa nel corso della quale il presidente, Francesco Mastro, e il segretario generale, Francesco Di Leverano, alla presenza del sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, hanno illustrato i lavori di restauro e di riqualificazione effettuati.
L’intervento è stato finalizzato al recupero e alla valorizzazione dell’intero complesso architettonico, per salvaguardarne la memoria storica e per ripristinare le funzionalità originarie, fortemente compromesse dal significativo stato di degrado in cui versava.
I lavori hanno interessato il recupero completo del Faro dell’Isola Traversa che negli anni aveva subito un forte deterioramento. Il restauro ha consentito non solo di restituire solidità e funzionalità all’intero complesso, ma anche di valorizzarne l’identità storica e architettonica. Nel corso dei lavori sono state rimosse tutte quelle aggiunte (superfetazioni) realizzate nel tempo che avevano alterato l’aspetto originario del faro, compromettendone l’armonia e la riconoscibilità. Si è deciso di conservare soltanto una piccola traccia muraria, lasciata volutamente come memoria delle trasformazioni avvenute negli anni, nel pieno rispetto della storia del sito.
Particolare attenzione è stata dedicata alla bonifica e al recupero degli ambienti interni: i locali sono stati liberati dai depositi di guano, sanificati e ripristinati; sono state recuperate le pavimentazioni esistenti, ripristinati gli intonaci e consolidate le murature. Interventi che, oltre ad aver restituito piena leggibilità agli spazi, garantiscono maggiore protezione dalle sollecitazioni marine e atmosferiche e condizioni adeguate di salubrità e di decoro.
Sul piano strutturale sono stati impermeabilizzati i lastrici solari, sostituiti i pluviali e ricostruite le parti mancanti dei parapetti. Anche gli infissi sono stati completamente rinnovati, mentre la scala interna in muratura è stata recuperata e la scala metallica che conduce alla lanterna è stata messa in sicurezza. È stato, inoltre, sostituito integralmente il parapetto in ferro battuto sulla sommità della struttura; al fine di garantire funzionalità, sicurezza ed eleganza.
Gli interventi hanno interessato anche l’avancorpo di accesso al faro che è stato consolidato e completamente riqualificato, con la realizzazione di una nuova pavimentazione. Un accurato lavoro di restauro ha riguardato inoltre la lanterna, attraverso la pulizia e l’impermeabilizzazione della cupola metallica e la sostituzione dei vetri. Inoltre, è stato impiantato un sistema moderno di protezione dalle scariche atmosferiche, con gabbia di Faraday che garantirà maggiore sicurezza all’intero complesso.
I lavori hanno riguardato, inoltre, gli spazi esterni, dove sono state ripristinate le antiche pavimentazioni e sistemati i percorsi pedonali. L’Ente portuale è riuscito a recuperare anche l’antica rampa di alaggio che è stata restaurata utilizzando le basole originarie. Sono stati, inoltre installati, serbatoi per l’approvvigionamento idrico e la raccolta dei reflui, dotando l’isola di un sistema idrico-fognario efficiente.

Il faro è stato, infine, equipaggiato con un impianto fotovoltaico per garantire autonomia energetica e con sistemi di videosorveglianza e antifurto con monitoraggio da remoto. Il vecchio pontile metallico, ormai inutilizzabile, sarà presto sostituito da nuovi pontili galleggianti, più sicuri e funzionali.
“Abbiamo riportato il vecchio guardiano del mare agli antichi splendori- commenta il presidente Francesco Mastro- e, nel pieno rispetto delle caratteristiche costruttive e dell’impianto strutturale esistente, lo abbiamo trasformato in una struttura di straordinaria suggestione che, oltre a raccontare a cittadini e turisti la sua storia e quella della città, potrà accogliere iniziative culturali ed essere luogo in cui praticare sport acquatici e attività legate al porto e al mare”.
“Ringrazio l’Autorità portuale per questo ulteriore dono che fa alla città di Brindisi- commenta il Sindaco Marchionna. restituisce alla comunità uno dei simboli più identitari della nostra città, il primo che accoglie chi arriva dal mare e che, da sempre, racconta la storia e l’anima marinara di Brindisi”.
Grazie anche alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, e alla Marina Militare, nella fattispecie il Comando Marifari soggetto gestore del segnalamento, il complesso del Faro dell’Isola Traversa torna oggi a essere un presidio architettonico e marittimo pienamente recuperato, valorizzato e perfettamente integrato nel paesaggio naturale che custodisce l’ingresso del porto di Brindisi e un sistema luminoso funzionante che garantisce la sicurezza della navigazione.
Il costo complessivo dell’intervento è stato di 600 mila euro, interamente sostenuto con fondi di bilancio dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.
L’intervento è stato particolarmente complesso per via dell’ubicazione del faro: un isolotto, con tutto ciò che ne è derivato, non soltanto è sato necessario, quindi, superare barriere logistiche, ma si è dovuto tener conto della tutela della avifauna marina. Il “gabbiano corso”, specie protetta, infatti, si riproduce lì tra marzo e luglio; pertanto, il cantiere ha dovuto scontare delle interruzioni in quei periodi.
Il segnalamento marittimo, denominato “Faro Rosso”, fu realizzato nella metà del 1800 e ubicato sull’isolotto “Traversa”, appartenente al nucleo di isole e affioranti rocciosi detto “Pedagne” che assieme alla Diga di Punta Riso, su cui è ubicato il “Faro Verde”, di più recente costruzione, delimitano il porto di Brindisi e ne indicano l’obbligata via di accesso e di uscita.
Responsabile Unico di Progetto (RUP) è stato l’ingegner Francesco Di Leverano; il geometra Santino Guadalupi si è occupato del progetto preliminare e il supporto al RUP; la realizzazione del progetto, la direzione lavori e il coordinamento sicurezza sono stati curati dall’architetto Paolo Capoccia; l’architetto Marzia Angelini ha fornito il supporto della Soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto; l’impresa che ha eseguito i lavori è la Buonfrate s.r.l..
Con questo intervento, l’Ente portuale non si è limitato a restituire piena funzionalità allo storico faro, ma ha voluto valorizzare l’intero complesso, preservandone l’identità e il forte valore simbolico, con l’obiettivo di trasformare il Faro dell’Isola Traversa in un luogo capace di coniugare la sua storica funzione marittima con una nuova vocazione legata all’accoglienza, alla valorizzazione del territorio e alla fruizione pubblica.
MDF, 18 maggio 2026
L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) ha presentato oggi a Bari i risultati del progetto “Evoluzione della piattaforma GAIA”, un intervento strategico di trasformazione digitale finanziato nell’ambito del PAC 2014–2020 – Asse A “Digitalizzazione della logistica”, per un valore complessivo di 4,7 milioni di euro.
Il progetto rappresenta uno dei più rilevanti programmi di innovazione tecnologica realizzati negli ultimi anni nel sistema portuale dell’Adriatico meridionale e ha interessato tutti i porti amministrati dall’AdSPMAM: Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia, Monopoli e Termoli.
«La piattaforma GAIA è oggi un’infrastruttura digitale matura, sicura e interconnessa – ha dichiarato l’Ing. Mario Paolo Mega, Direttore del Dipartimento Sviluppo e Innovazione Tecnologica – capace di supportare operatori logistici, imprese portuali, istituzioni e cittadini, contribuendo concretamente alla competitività del sistema portuale e allo sviluppo del territorio».
Molto soddisfatto il Presidente dell’AdSPMAM Prof. Francesco Mastro che ha dichiarato: “Quella di oggi è stata una giornata importante per il nostro Sistema. Abbiamo spalancato le porte del futuro, dimostrando con risultati concreti che un porto competitivo non può prescindere dalla tecnologia. Con il nostro sistema GAIA abbiamo digitalizzato procedure, semplificato il rapporto con operatori e imprese e reso i nostri porti sempre più interconnessi con i sistemi nazionali ed europei. È un passaggio decisivo che imprime un’accelerata alla crescita dei nostri scali, rendendoli più moderni, affidabili, appetibili e vicino alle esigenze del territorio. Avere porti capaci di stare al passo con l’innovazione non è più un’opzione, ma una condizione necessaria”.
GAIA: il cuore digitale dei porti dell’Adriatico meridionale
GAIA è il Port Community System dell’AdSPMAM: una piattaforma unica e integrata che consente la gestione digitale dei flussi logistici, amministrativi e informativi dei porti.
Attraverso quattro portali tematici e servizi interoperabili, GAIA oggi serve migliaia di utenti, tra operatori portuali, enti pubblici, forze di sicurezza, imprese della logistica e utenti istituzionali.
Uno dei punti di forza del progetto è l’interoperabilità: i servizi GAIA dialogano in tempo reale con sistemi nazionali ed europei, tra cui la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), il Polo Strategico Nazionale (PSN), la Piattaforma Logistica Nazionale, i sistemi dell’Agenzia delle Dogane e del Ministero dell’Interno.

Risultati concreti: servizi digitali, sicurezza e semplificazione
Il progetto si è articolato in sei Azioni principali, che hanno prodotto risultati tangibili:
🔹 Digitalizzazione e semplificazione amministrativa
• Attivazione dello Sportello Unico Amministrativo (SUA) con 36 procedure completamente digitali
• Oltre 13.000 istanze online presentate dagli operatori portuali
• Più di 10.000 pagamenti digitali tramite PagoPA
• Accesso sicuro tramite SPID, CIE e CNS
🔹 Sicurezza e controllo dei flussi
• Potenziamento dei varchi portuali intelligenti con controllo targhe e interoperabilità con sistemi nazionali
• Integrazione con i sistemi dell’Agenzia delle Dogane e del Ministero dell’Interno
• Rafforzamento delle attività di controllo e sicurezza nei porti
🔹 Cybersicurezza e continuità operativa
• Migrazione dei servizi critici al Polo Strategico Nazionale
• Adeguamento ai requisiti NIS e NIS2
• Potenziamento dei CED di Bari e Brindisi
• Attivazione di sistemi di disaster recovery con tempi di ripristino inferiori ai 30 secondi
🔹 Videosorveglianza e sicurezza fisica
• Installazione di centinaia di telecamere ad alta definizione e termiche
• Nuovi server, fibra ottica e reti di comunicazione dedicate
• Miglior presidio delle aree operative e tutela di operatori e passeggeri
🔹 Connettività e servizi ai cittadini
• Estensione della rete Wi-Fi pubblica per passeggeri di traghetti e crociere
• Attivazione di reti Wi-Fi operative per gli operatori portuali in ottica IoT
Un modello di porto interconnesso, sostenibile e orientato al futuro
Il progetto GAIA non si limita alla digitalizzazione dei processi: pone le basi per una nuova generazione di servizi intelligenti, basati su:
• utilizzo avanzato dei dati,
• integrazione di sensori IoT,
• sviluppo di modelli previsionali,
• applicazioni di intelligenza artificiale e Digital Twin portuale.
Parallelamente, sono in corso e in fase di avvio numerosi nuovi interventi: smart port 5G, monitoraggi ambientali, gestione dei rifiuti marini, sicurezza informatica avanzata, intermodalità nave–ferro–gomma e collaborazioni istituzionali di alto livello.
Investimenti pienamente realizzati
Il finanziamento complessivo di 4,7 milioni di euro è stato impegnato e utilizzato al 99,99%, a dimostrazione dell’elevata capacità di programmazione e attuazione dell’Ente.

Scheda tecnica
1. Inquadramento generale
L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) ha avviato, negli ultimi anni, un articolato percorso di trasformazione digitale del sistema portuale, finalizzato a:
• migliorare l’efficienza operativa dei porti,
• semplificare i procedimenti amministrativi,
• rafforzare la sicurezza fisica e informatica,
• favorire l’interoperabilità con i sistemi logistici nazionali ed europei,
• abilitare servizi digitali evoluti per operatori, istituzioni e cittadini.
Elemento centrale di tale processo è il Port Community System GAIA, piattaforma digitale integrata a servizio di tutti i porti amministrati (Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia, Monopoli, Termoli).
Il progetto “Evoluzione della piattaforma GAIA”, finanziato con risorse PAC 2014–2020 – Asse A “Digitalizzazione della logistica” per un importo complessivo di 4.700.000 euro, rappresenta il principale intervento strutturale di questo percorso.



2. Il sistema GAIA: architettura e principi
GAIA è concepita come ecosistema digitale modulare e interoperabile, in grado di integrare:
• servizi applicativi verticali,
• infrastrutture IT e cloud,
• sistemi di sicurezza logica e fisica,
• flussi informativi M2M con soggetti pubblici e privati.
2.1 Architettura generale
Il sistema è basato su un’architettura ibrida on premise / cloud, articolata su:
• CED principali nei porti di Bari e Brindisi,
• CED di Disaster Recovery dedicato,
• Cloud Polo Strategico Nazionale (PSN) per i servizi qualificati,
• Cloud Microsoft 365 per i servizi collaborativi.
È implementata una logica di Digital Twin infrastrutturale, con replica real time dei servizi critici e continuità operativa garantita (RTO < 30 secondi, RPO = 0).
2.2 Principi progettuali
• Interoperabilità nativa con sistemi esterni (PA, Dogane, Interni, logistica)
• Riutilizzo del dato per finalità amministrative, operative e informative
• Sicurezza by design (NIS, NIS2, ACN)
• Scalabilità e replicabilità su tutti i porti del sistema
• Orientamento ai servizi per utenti finali eterogenei
3. Attività realizzate nell’ambito del progetto PAC
3.1 Azione 1 – Evoluzione del PCS GAIA e infrastrutture IT
L’azione ha riguardato:
• evoluzione applicativa del PCS GAIA,
• adeguamento e potenziamento dei CED di Bari e Brindisi,
• migrazione dei servizi critici verso il PSN,
• rafforzamento della postura di cybersicurezza.
Sono state implementate, tra le altre:
• autenticazione a più fattori,
• gestione evoluta degli utenti,
• funzionalità GDPR (oblio, minimizzazione),
• servizi di Open Data,
• integrazione con la PDND.

3.2 Azione 2 – Sportello Unico Amministrativo (SUA)
È stato realizzato lo Sportello Unico Amministrativo digitale, integrato con GAIA e il sistema di protocollo informatico.
Risultati principali:
• 36 procedimenti completamente digitalizzati,
• accesso tramite SPID, CIE e CNS,
• integrazione bollo digitale e PagoPA,
• oltre 13.000 istanze presentate online,
• oltre 10.000 pagamenti digitali gestiti.
L’intervento ha consentito una significativa semplificazione amministrativa e riduzione dei tempi di istruttoria.
3.3 Azione 3 – Varchi portuali e interoperabilità doganale
L’azione ha interessato:
• integrazione con il Sistema Centralizzato Nazionale Targhe e Transiti (SCNTT),
• interoperabilità con la piattaforma AIDA dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli,
• estensione del servizio di Port Tracking.
Sono stati potenziati e installati varchi intelligenti in tutti i principali porti, migliorando:
• sicurezza,
• tracciabilità,
• fluidità dei flussi logistici.
3.4 Azioni 4 e 5 – Reti Wi Fi pubblica e operativa
È stata estesa su tutti i porti:
• la rete Wi Fi pubblica per passeggeri di traghetti e crociere,
• la rete Wi Fi operativa, dedicata agli operatori portuali in ottica IoT.
Le reti sono integrate con le infrastrutture nazionali e progettate per garantire affidabilità, sicurezza e scalabilità.
3.5 Azione 6 – Videosorveglianza e sicurezza fisica
L’intervento ha previsto:
• installazione di centinaia di telecamere HD e termiche,
• nuovi server di registrazione,
• dorsali in fibra ottica,
• potenziamento delle sale di controllo.
Il sistema supporta sia finalità di security sia esigenze operative, contribuendo alla tutela di persone, merci e infrastrutture.
4. Interventi complementari e progetti in corso
Accanto al progetto PAC, l’AdSPMAM ha avviato numerosi interventi strategici integrati con GAIA, tra cui:
• modulo VBS per la gestione degli accessi intermodali,
• varchi intelligenti e controllo targhe (MILEPORT),
• infrastrutture 5G e connettività avanzata,
• nuovo CED di Brindisi e Disaster Recovery,
• implementazione SASE, SIEM, PAM e Zero Trust,
• sistemi di monitoraggio ambientale e meteo,
• integrazione tracciamento rifiuti e RAP,
• SOC e Security Control Room,
• Digital Twin portuale e servizi di IA (progetto URANO),
• accordi per l’intermodalità nave ferro gomma,
• protocolli per la prevenzione dei crimini informatici.
5. Governance, sicurezza e prospettive evolutive
La governance del sistema è assicurata dallo staff IT interno dell’AdSPMAM, con il supporto di partner tecnologici qualificati per i servizi più critici.
È in corso la strutturazione di un Security Operation Center (SOC) interno, in cooperazione con il PSN e le Autorità competenti.
Il sistema GAIA costituisce oggi una piattaforma abilitante, pronta ad accogliere:
• modelli previsionali,
• servizi basati su intelligenza artificiale,
• nuovi use case di smart port e smart logistics,
• estensioni replicabili su scala nazionale.
Conclusione
L’evoluzione della piattaforma GAIA rappresenta un salto di qualità strutturale nella gestione digitale dei porti dell’Adriatico meridionale, ponendo le basi per un sistema portuale:
• più efficiente,
• più sicuro,
• più interoperabile,
• più sostenibile,
• orientato all’innovazione e al servizio del territorio.
Oggi, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), il presidente Francesco Mastro ha incontrato il presidente di Assoporti Roberto Petri.
L’incontro si inserisce nel ciclo di visite che il neo presidente dell’Associazione dei Porti Italiani sta compiendo nei principali scali per conoscere da vicino progetti, criticità e prospettive dei diversi territori.
È stato un confronto operativo sulle prospettive e sulle nuove dinamiche della portualità italiana e sui principali programmi di sviluppo infrastrutturale nei porti dell’Adriatico meridionale.
Durante l’incontro, il presidente Mastro ha illustrato il quadro complessivo degli interventi in corso e di quelli programmati nei sei scali– Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta, Monopoli e Termoli. Sei realtà distinte che agiscono come un unico Sistema e che, attualmente, costituiscono una delle piattaforme logistiche più attive del Mezzogiorno.
Il piano di sviluppo infrastrutturale, predisposto dall’Ente portuale, supera i 728 milioni di euro di investimenti, suddivisi tra opere in fase di programmazione, interventi in corso di realizzazione e progetti recentemente conclusi. Un programma che punta a rafforzare la competitività dei porti, migliorare la sostenibilità ambientale e consolidare il ruolo strategico degli scali pugliesi nelle reti della logistica mediterranea.
Grande attenzione è stata prestata al progetto di cold ironing, elettrificazione delle banchine, per la sostenibilità energetica, nei porti di Bari e di Brindisi per un investimento complessivo di 34 milioni di euro.
Nel porto di Bari, tra le opere più importanti, l’intervento di riqualificazione e di ampliamento delle infrastrutture, tra cui il completamento della colmata di Marisabella: opere di infrastrutturazione portuale e banchinamento nell’area “Pizzoli-Marisabella”; la riqualificazione del Molo S. Cataldo, attraverso interventi di potenziamento infrastrutturale e miglioramento dell’operatività; il completamento del nuovo terminal passeggeri sulla banchina 10.
Nel porto di Brindisi- che vive una fase di profonda trasformazione infrastrutturale e ambientale, con investimenti volti a potenziare la capacità ricettiva e operativa- il progetto strategico più significativo riguarda il completamento dei nuovi accosti di Sant’Apollinare, infrastruttura destinata a rafforzare la capacità di accoglienza per traghetti e navi Ro-Ro, il dragaggio dei fondali, opere di infrastrutturazione logistica e programmi di produzione di energia da fonti rinnovabili (installazione di un impianto fotovoltaico presso la diga di Punta Riso).
Tra le opere di maggiore impatto, avviate dall’Authority, anche il grande intervento di consolidamento e risanamento del Bacino Alti Fondali del porto di Manfredonia, un progetto di rilievo che mira a restituire piena funzionalità e sicurezza a una delle infrastrutture portuali più importanti dello scalo.
Il programma di sviluppo del Sistema portuale include, inoltre, interventi mirati alla sicurezza e alla manutenzione delle infrastrutture nei porti di Barletta e Monopoli, nonché la definizione della nuova programmazione strategica per il porto di Termoli, collegata al futuro Piano Regolatore Portuale.
“La visita del presidente Petri ha rappresentato per noi un’occasione preziosa di confronto e di condivisione sulle grandi sfide che attendono la portualità italiana – ha detto Mastro- oggi più che mai è necessario muoversi con una visione comune, capace di rafforzare il Sistema portuale nazionale nel suo insieme per affrontare in maniera coesa le sfide globali. Il Sistema dell’Adriatico meridionale- ha concludo il Presidente- è pienamente parte del Sistema Italia e intende contribuire, con i propri investimenti e i propri progetti di sviluppo, ad affrontare con unità e visione le nuove sfide globali della logistica e della competitività”.
“La mia visita al Sistema portuale dell’Adriatico meridionale è stata molto importante sia per affrontare i principali temi che riguardano le realtà territoriali parte della circoscrizione dell’AdSP, che per parlare con il presidente Mastro delle prossime sfide per la portualità, anche in considerazione dell’attuale situazione geopolitica- ha sottolineato il presidente Petri. Come ho avuto modo di dire in altre occasioni, mi farò portavoce presso le istituzioni centrali di tutte le necessità delle varie AdSP”.
MDF, 30 marzo 2026