Comunicati Stampa
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IL PRESIDENTE DI ASSOPORTI, ROBERTO PETRI, VISITA L’ADSPMAM. UN CONFRONTO OPERATIVO E DI CONDIVISIONE SU STRATEGIE E PROGETTI NEI SEI PORTI DELL’ADRIATICO MERIDIONALE.

Oggi, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), il presidente Francesco Mastro ha incontrato il presidente di Assoporti Roberto Petri.
L’incontro si inserisce nel ciclo di visite che il neo presidente dell’Associazione dei Porti Italiani sta compiendo nei principali scali per conoscere da vicino progetti, criticità e prospettive dei diversi territori.
È stato un confronto operativo sulle prospettive e sulle nuove dinamiche della portualità italiana e sui principali programmi di sviluppo infrastrutturale nei porti dell’Adriatico meridionale.
Durante l’incontro, il presidente Mastro ha illustrato il quadro complessivo degli interventi in corso e di quelli programmati nei sei scali– Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta, Monopoli e Termoli. Sei realtà distinte che agiscono come un unico Sistema e che, attualmente, costituiscono una delle piattaforme logistiche più attive del Mezzogiorno.
Il piano di sviluppo infrastrutturale, predisposto dall’Ente portuale, supera i 728 milioni di euro di investimenti, suddivisi tra opere in fase di programmazione, interventi in corso di realizzazione e progetti recentemente conclusi. Un programma che punta a rafforzare la competitività dei porti, migliorare la sostenibilità ambientale e consolidare il ruolo strategico degli scali pugliesi nelle reti della logistica mediterranea.
Grande attenzione è stata prestata al progetto di cold ironing, elettrificazione delle banchine, per la sostenibilità energetica, nei porti di Bari e di Brindisi per un investimento complessivo di 34 milioni di euro.

Nel porto di Bari, tra le opere più importanti, l’intervento di riqualificazione e di ampliamento delle infrastrutture, tra cui il completamento della colmata di Marisabella: opere di infrastrutturazione portuale e banchinamento nell’area “Pizzoli-Marisabella”; la riqualificazione del Molo S. Cataldo, attraverso interventi di potenziamento infrastrutturale e miglioramento dell’operatività; il completamento del nuovo terminal passeggeri sulla banchina 10.
Nel porto di Brindisi- che vive una fase di profonda trasformazione infrastrutturale e ambientale, con investimenti volti a potenziare la capacità ricettiva e operativa- il progetto strategico più significativo riguarda il completamento dei nuovi accosti di Sant’Apollinare, infrastruttura destinata a rafforzare la capacità di accoglienza per traghetti e navi Ro-Ro, il dragaggio dei fondali, opere di infrastrutturazione logistica e programmi di produzione di energia da fonti rinnovabili (installazione di un impianto fotovoltaico presso la diga di Punta Riso).
Tra le opere di maggiore impatto, avviate dall’Authority, anche il grande intervento di consolidamento e risanamento del Bacino Alti Fondali del porto di Manfredonia, un progetto di rilievo che mira a restituire piena funzionalità e sicurezza a una delle infrastrutture portuali più importanti dello scalo.
Il programma di sviluppo del Sistema portuale include, inoltre, interventi mirati alla sicurezza e alla manutenzione delle infrastrutture nei porti di Barletta e Monopoli, nonché la definizione della nuova programmazione strategica per il porto di Termoli, collegata al futuro Piano Regolatore Portuale.
“La visita del presidente Petri ha rappresentato per noi un’occasione preziosa di confronto e di condivisione sulle grandi sfide che attendono la portualità italiana – ha detto Mastro- oggi più che mai è necessario muoversi con una visione comune, capace di rafforzare il Sistema portuale nazionale nel suo insieme per affrontare in maniera coesa le sfide globali. Il Sistema dell’Adriatico meridionale- ha concludo il Presidente- è pienamente parte del Sistema Italia e intende contribuire, con i propri investimenti e i propri progetti di sviluppo, ad affrontare con unità e visione le nuove sfide globali della logistica e della competitività”.
“La mia visita al Sistema portuale dell’Adriatico meridionale è stata molto importante sia per affrontare i principali temi che riguardano le realtà territoriali parte della circoscrizione dell’AdSP, che per parlare con il presidente Mastro delle prossime sfide per la portualità, anche in considerazione dell’attuale situazione geopolitica- ha sottolineato il presidente Petri. Come ho avuto modo di dire in altre occasioni, mi farò portavoce presso le istituzioni centrali di tutte le necessità delle varie AdSP”.

MDF, 30 marzo 2026

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ADSPMAM: INNOVAZIONE DIGITALE NEI PORTI: L’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE TRA I PROGETTI FINANZIATI PER IL 5G

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale è tra i soggetti selezionati dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri nell’ambito dell’avviso nazionale per lo sviluppo di infrastrutture DAS 5G in aree strategiche di interesse pubblico.

Un riconoscimento importante che premia il lavoro avviato per rendere i porti sempre più connessi, efficienti e tecnologicamente avanzati, rafforzando i processi di digitalizzazione e aprendo la strada a nuovi modelli di Smart Port a servizio di imprese, operatori e comunità portuali.

 Tutti i dettagli nel comunicato stampa redatto dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri:

 

DISTRIBUTED ANTENNA SYSTEM: APPROVATA LA GRADUATORIA DI MERITO DEI PROGETTI PER LO SVILUPPO DI INFRASTRUTTURE DAS 5G IN AREE DI INTERESSE PUBBLICO

Il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri ha approvato la graduatoria di merito relativa all’Avviso per lo sviluppo di infrastrutture Distributed Antenna System (DAS) 5G in aree di primario interesse pubblico, selezionando 12 progetti, risultati idonei al finanziamento.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito della Strategia italiana per la Banda Ultra Larga 2023–2026, che punta ad accelerare la diffusione di infrastrutture digitali di nuova generazione, attraverso l’adozione di servizi applicativi avanzati. Le reti DAS rappresentano uno strumento fondamentale per garantire connettività mobile ad alte prestazioni in contesti a elevata concentrazione di utenti e per promuovere la realizzazione di reti private 5G da parte degli enti pubblici, nonché favorire l’adozione di nuovi servizi innovativi.
“Con l’approvazione di questa graduatoria il Governo conferma il proprio impegno a sostenere, con investimenti concreti, la diffusione di infrastrutture digitali avanzate in luoghi strategici” ha dichiarato il Sottosegretario Alessio Butti. “Il finanziamento di 12 progetti è il risultato di un lavoro condiviso con università, strutture sanitarie e autorità portuali, che dimostra quanto la collaborazione istituzionale sia decisiva per accelerare l’innovazione. Rafforziamo così la presenza del 5G in contesti ad alto valore pubblico, contribuendo a rendere più efficienti i servizi essenziali per cittadini e imprese.”
L’Avviso, rivolto a soggetti quali Università, Centri di ricerca, Strutture sanitarie e Autorità di Sistema Portuale, prevedeva una dotazione iniziale di 20 milioni di euro. L’ampia partecipazione e la qualità delle proposte presentate hanno portato il Dipartimento alla decisione di estendere il finanziamento, per un totale di 25,6 milioni di euro, mediante le risorse disponibili sul Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione.
I progetti ammessi al finanziamento, che saranno avviati e completati entro un massimo di 24 mesi dall’aggiudicazione, sono in totale 12 e sono stati presentati da tre Università, quattro strutture sanitarie e cinque Autorità di Sistema Portuale, nello specifico:

1) Università pubbliche

Università degli Studi di Napoli “Federico II”;

Università degli Studi di Catania;

Politecnico di Bari.

2) Strutture sanitarie

Azienda Unità Sanitaria Locale Toscana Centro;

Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana;

Azienda Sanitaria Locale di Taranto;

Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer.
3) Autorità di Sistema Portuale

Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale;

Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio;

Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale – ADSPMAM;

Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale;

Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale.
I progetti presentati dalle Università mirano a sviluppare e potenziare infrastrutture DAS di nuova generazione, basate su tecnologia 5G. L’obiettivo è garantire una copertura radio capillare in contesti complessi e ad alta densità, migliorando l’esperienza digitale di studenti, ricercatori e personale di Ateneo. Le infrastrutture DAS assicurano una connettività stabile e ad alta capacità, migliorando l’esperienza formativa e abilitando scenari applicativi, quali la didattica immersiva – Augmented Reality, Virtual Reality e la telepresenza olografica, la ricerca avanzata in campi come la robotica e la mobilità autonoma, nonché i living lab per la sperimentazione e la certificazione di nuove tecnologie.
Le Strutture sanitarie implementeranno infrastrutture DAS per migliorare la qualità e la continuità dei servizi di connettività mobile all’interno dei presidi ospedalieri. Grazie all’adozione di reti 5G affidabili e ad alte prestazioni, sarà possibile potenziare la digitalizzazione dei servizi clinici e organizzativi e sviluppare modelli di Smart Hospital, basati su control room multiservizio. In tale contesto, si inseriscono scenari applicativi, quali il monitoraggio remoto dei pazienti, tramite IoMT (Internet of Medical Things), sistemi di supporto decisionale basati su Big Data e soluzioni per l’ottimizzazione dei flussi ospedalieri e dei percorsi di cura.
Le Autorità di Sistema Portuale realizzeranno infrastrutture DAS – in alcuni casi basate su reti 5G Stand Alone private – progettate per assicurare una copertura uniforme e resiliente in contesti strategici di rilevanza nazionale e internazionale. Tali interventi sostengono la digitalizzazione dei processi logistici, abilitando servizi avanzati di operatività in tempo reale. L’adozione di reti 5G consente, inoltre, la transizione verso modelli evoluti di Smart Port,

favorendo applicazioni a supporto della sicurezza e della gestione operativa, tra cui comunicazioni mission-critical, monitoraggio perimetrale tramite IoT e soluzioni di realtà aumentata per il supporto remoto agli operatori.

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ADSPMAM: IL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA, ANTONIO DECARO, VISITA L’ADSMAM. UN MOMENTO DI SIGNIFICATIVO CONFRONTO OPERATIVO E DI CONDIVISIONE SU STRATEGIE E PROGETTI NEI SEI PORTI DEL SISTEMA. UN VOLUME TOTALE DI INVESTIMENTI CHE SUPERA I 728 MILIONI DI EURO.

Oggi, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), il presidente Francesco Mastro insieme a tutto il management dell’Ente hanno accolto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, l’assessore regionale con delega alla Portualità e retroporti, Raffaele Piemontese, e il consigliere regionale Nicola Rutigliano.

Nella Sala Comitato, ha avuto luogo un confronto operativo e significativo. Nel corso dell’incontro, sono stati illustrati al Presidente tutti i cantieri avviati e le opere programmate nei sei scali del Sistema.

Si tratta di un volume totale di investimenti che supera i 728 milioni di euro.

Questo sforzo economico si divide tra opere in fase di programmazione (316,8 M€), interventi attualmente in corso di esecuzione (391,3 M€) e progetti recentemente conclusi e collaudati (20,0 M€).

Un piano imponente che mette insieme competitività, sostenibilità e visione strategica. Di seguito, gli interventi principali previsti nei sei porti:

Porto di Bari: il porto di Bari si conferma un polo strategico per la logistica e la sostenibilità, con interventi che puntano all’ammodernamento delle banchine e alla riduzione dell’impatto ambientale.

  • Sostenibilità energetica (cold ironing): realizzazione di sistemi per l’elettrificazione delle banchine (intervento condiviso con Brindisi) per un investimento complessivo di 34 milioni di euro.
  • Completamento della colmata di Marisabella: opere di infrastrutturazione portuale e banchinamento nell’area “Pizzoli-Marisabella”, con un investimento di 65 milioni di euro.
  • Riqualificazione del Molo S. Cataldo: interventi di potenziamento infrastrutturale e miglioramento dell’operatività per un totale di circa 55,5 milioni di euro (suddivisi in lotti).
  • Interazione porto-città: banchinamento dello specchio acqueo della “Darsena Vecchia” per 5 milioni di euro.
  • Terminal e viabilità: Costruzione di un nuovo terminal passeggeri sulla banchina 10 (11,5 M€) e rimodulazione della viabilità sulla darsena di Levante (5,5 M€).

Porto di Brindisi: Brindisi vive una fase di profonda trasformazione infrastrutturale e ambientale, con investimenti volti a potenziare la capacità ricettiva e operativa.

  • Nuovi Accosti S. Apollinare: completamento degli accosti per navi traghetto e Ro-Ro, un progetto strategico da 82 milioni di euro.
  • Sostenibilità energetica (cold ironing): realizzazione di sistemi per l’elettrificazione delle banchine (intervento condiviso con Bari) per un investimento complessivo di 34 milioni di euro.
  • Logistica e ambiente: realizzazione della cassa di colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena Est (43 M€) e relativo dragaggio dei fondali (19,4 M€).
  • Energia verde: installazione di un impianto fotovoltaico presso la diga di Punta Riso per 4,5 milioni di euro.
  • Potenziamento Terminal: ristrutturazione e ampliamento del Terminal “Le Vele” (16 M€) e del Terminal passeggeri “Il Mondo” (5,7 M€).

Porto di Manfredonia: a Manfredonia il focus principale riguarda il ripristino e il consolidamento delle strutture esistenti per garantirne la piena funzionalità.

  • Bacino Alti Fondali: un massiccio intervento di consolidamento statico e risanamento conservativo per un totale di 121 milioni di euro.
  • Dragaggi e pesca: manutenzione dei fondali del porto commerciale (5,2 M€) e realizzazione di strutture a sostegno della pesca (1,5 M€).

Porto di Barletta: a Barletta gli interventi sono mirati al miglioramento della sicurezza e alla protezione del bacino portuale.

  • Prolungamento dei Moli: intervento di estensione di entrambi i moli foranei per un investimento di 38 milioni di euro.
  • Manutenzione infrastrutturale: consolidamento statico della banchina n. 3 (2 M€) e restauro del Faro Napoleonico (2,2 M€).

Porto di Monopoli: a Monopoli, il porto sta beneficiando di interventi di ammodernamento dei servizi ai passeggeri e di manutenzione dei fondali.

  • Molo di Tramontana: intervento di manutenzione straordinaria (nello specifico della pavimentazione) del molo “Tramontana”. L’investimento complessivo previsto è di 6,27 milioni di euro.  L’opera è attualmente inserita nella fase di programmazione (progettazione Piano di Fattibilità Tecnico Economica PFTE) ed è in attesa di finanziamento.

Porto di Termoli: a Termoli, è in corso la definizione della nuova programmazione basata sul Piano Regolatore Portuale.

  • Ampliamento del porto: il primo intervento funzionale previsto dal nuovo Piano prevede ampliamenti dei moli e riorganizzazione degli ambiti portuali, per un investimento di 30 milioni di euro.

L’incontro di oggi è servito a fare il punto sui lavori in corso e delle progettazioni ultimate legate ai porti gestiti dall’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico meridionale – Bari, Barletta, Manfredonia, Brindisi, Monopoli– ha detto il presidente Decaro. L’obiettivo era quello di comprendere lo stato di avanzamento delle opere in corso per ampliare le attività portali e valutare potenzialità di sviluppo a seconda delle specificità degli scali: dalle linee di fideraggio per le merci alle linee per trasporto passeggeri, allo sviluppo turistico con la possibilità di approdo di navi da crociere. Particolare attenzione c’è sugli scali di Manfredonia e Brindisi, con riferimento alle aree retroportuali che possono essere valorizzate e utilizzate per sviluppare linee merci anche attraverso la riqualificazione e la realizzazione dei nuovi moli in corso”.

Quella presentata oggi – ha detto Mastro- non è una lista di opere, molte delle quali già in corso di realizzazione, è un’azione strategica. Ringraziamo il presidente Decaro per l’opportunità che ci ha concesso e per la manifestata volontà di essere al fianco dell’Ente nel sostenere e nel dare impulso alla nostra vision. Un Sistema portuale che cresce in modo coordinato, rafforza la propria competitività e diventa sempre più motore economico per la Puglia e per l’intero Mezzogiorno”.

 

 

 

MDF, 02 marzo 2026

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PORTO DI BARI: AGGIUDICATI I LAVORI DI AMPLIAMENTO DEL MOLO SAN CATALDO. SARANNO REALIZZATE NUOVE BANCHINE AL SERVIZIO DELLA SEDE LOGISTICA DEL CORPO DELLE CAPITANERIE DI PORTO. INTERVENTI ECO-SOSTENIBILI E STRATEGICI CHE CONTINUERANNO IL PROCESSO DI TRASFORMAZIONE DEL PORTO IN UN HUB POLIFUNZIONALE E MODERNISSIMO.

Nei giorni scorsi, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), Francesco Mastro, ha firmato la determina n. 66 che dispone l’aggiudicazione dell’appalto integrato per i “Lavori di potenziamento delle infrastrutture asservite alla sede logistica del Corpo delle Capitanerie Di Porto – realizzazione di nuove banchine in ampliamento del Molo San Cataldo nel porto di Bari”.

Ad aggiudicarsi la gara è stato il costituendo RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese) formato da Fincantieri Infrastructure Opere Marittime Spa (capogruppo mandataria), Boskalis Italia S.r.l., Zeta S.r.l. ed e-Marine S.r.l., con un punteggio complessivo di 94,449 punti e un ribasso del 14,945%, sull’importo a base di gara.

L’RTI ha indicato, per la realizzazione della progettazione esecutiva il RTP (Raggruppamento Temporaneo Professionisti) composto da “F&M INGEGNERIA SPA (mandataria) e S.J.S. Engineering S.r.l. (mandante)”.

L’importo complessivo di aggiudicazione è di circa a 30 milioni di euro, comprensivi dei lavori a corpo, dei servizi di monitoraggio ambientale, dei costi della sicurezza e dello sviluppo della progettazione esecutiva.

 

L’intervento prevede l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e della realizzazione delle opere per l’approfondimento dei fondali; la realizzazione di nuove banchine e l’ampliamento del piazzale del Molo San Cataldo, nonché il potenziamento delle infrastrutture a supporto delle attività della Guardia Costiera.

 

È inoltre previsto un articolato piano di monitoraggio ambientale, con controlli prima della realizzazione e in corso d’opera, attraverso analisi affidate a laboratori accreditati e un coordinamento tecnico-scientifico dedicato. Particolare attenzione sarà riservata alle indagini sui sedimenti e al rispetto delle prescrizioni ambientali.

 

È in programma, anche, la possibilità di un ulteriore approfondimento dei fondali fino alla quota di -6,5 metri.

 

I lavori di potenziamento delle infrastrutture asservite alla sede logistica del Corpo delle Capitanerie di Porto determineranno un’occasione di ulteriore utilizzo del Molo San Cataldo attualmente sottoutilizzato.

Con le opere previste in progetto si avranno infatti nuove e determinanti funzioni che si incardinano in un ampio e complessivo progetto predisposto dall’Ente e finalizzato al rilancio infrastrutturale e multimodale di tutto il porto di Bari, per valorizzarne le potenzialità economiche, commerciali e turistiche, attraverso la creazione di una ricucitura funzionale e fisica tra porto e città.

 

Abbiamo progettato un intervento strategico che oltre a potenziare significativamente i livelli di sicurezza e di operatività del porto di Bari e a fornire un supporto logistico determinante alle esigenze della Capitaneria di Porto, sarà ad alta sostenibilità ambientale– commenta il presidente Mastro. Inoltre, stiamo creando il presupposto per la realizzazione di un nuovo Marina che potrebbe ospitare circa 200 nuovi posti barca. Un’infrastruttura che darà al comparto della nautica da diporto un impulso significativo, andando a rafforzare una filiera che genera valore, occupazione e indotto per l’economia della Puglia e di tutto il Paese. Stiamo parlando– continua Mastro- di una componente vitale della Blue Economy italiana che nel suo complesso genera un valore aggiunto di circa l’11,3% del PIL nazionale (secondo il XIII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare 2025). La nostra vision è chiara: nel nostro Sistema portuale realizziamo infrastrutture moderne, sostenibili e integrate con il territorio; perché un porto non è soltanto un presidio operativo– conclude il Presidente- ma anche un motore di sviluppo per tutta la comunità”.

 

L’intervento ricade nell’ambito di un finanziamento relativo alla ripartizione del fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, accordato al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.

L’importo stimato per l’intervento trova copertura finanziaria per 36 milioni di euro nell’ambito dei fondi di investimento ricadenti nella missione ordine pubblico e sicurezza e, per i restanti tre milioni di euro nei fondi propri dell’AdSPMAM.

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L’Autorità di Sistema e il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, nel 2019, siglarono un’intesa con cui il Comando Generale, beneficiario del finanziamento e dell’opera, affidò all’Ente portuale l’espletamento delle attività necessarie alla realizzazione di nuovi ormeggi sulla banchina S. Cataldo, nonché alla realizzazione di infrastrutture asservite alla sede logistica di Bari.

 

L’AdSPMAM, con l’allora presidente Ugo Patroni Griffi, si era impegnata ad assumere la funzione di stazione appaltante per la progettazione, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, la direzione lavori, il collaudo, e ogni altra attività necessaria, secondo la normativa vigente, per la completa esecuzione di quanto previsto nella convenzione.

Dopo la pubblicazione del bando, avvenuta il 27 maggio 2025 a livello europeo e nazionale e la successiva fase di gara sono pervenute 7 offerte sulla piattaforma telematica Tuttogare.

Gli atti di gara sono stati pubblicati sulla Pad dell’Ente https://gare.adspmam.it/gare/dettaglio.php?codice=1433&codice_round=1430 e sulla pagina istituzionale – sezione Bandi e Gare:  https://www.adspmam.it/bandi-e-gare/  e sul profilo di committente https://adspmam.etrasparenza.it/archivio105_procedure-dal-01012024_0_39092_566_1.html

MDF, 23 febbraio 2026

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PORTO DI BARI: SABATO 7 FEBBRAIO ALLE ORE 10.30, CERIMONIA DI COMMEMORAZIONE IN RICORDO DELL’ON GIUSEPPE TATARELLA, PARLAMENTARE PUGLIESE PROTAGONISTA DELLA SCENA POLITICA NAZIONALE NEGLI ANNI OTTANTA E NOVANTA.

Sabato 7 febbraio alle ore 10.30, nelle immediate adiacenze del varco Dogana del porto di Bari, in occasione del XVII anniversario della scomparsa dell’on. Giuseppe Tatarella, il presidente dell’AdSPMAM, Francesco Mastro, e il comandante della Direzione Marittima e della Capitaneria di Porto di Bari, contrammiraglio Donato De Carolis, alla presenza della famiglia Tatarella e delle massime Autorità deporranno una corona d’alloro ai piedi della lapide commemorativa collocata nel porto di Bari, per ricordare il grande impegno profuso dal parlamentare pugliese in favore della città e del suo porto.

 

Nel corso della sua lunga esperienza politica, l’onorevole Tatarella ha dedicato energie e sforzi in favore del porto di Bari da lui considerato un motore fondamentale nel processo di crescita dell’intera regione e centro di interconnessione con il tessuto urbano cittadino

 

 

All’evento sono state invitate le massime autorità civili, militari e religiose, i parlamentari e il cluster marittimo barese.

 

 

 

MDF

, 05 febbraio 2026

 

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PORTO DI TERMOLI: INNOVATION SEA, THE NEST COMPANY E L’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DELL’ADRIATICO MERIDIONALE LANCIANO SEA TRACE: LA PRIMA PIATTAFORMA BLOCKCHAIN PER TRACCIARE I RIFIUTI MARINI

Termoli è il primo Comune italiano ad adottare ufficialmente questo sistema

Si chiama SEA TRACE ed è il primo passaporto digitale dei rifiuti marini: un sistema innovativo grazie al quale i pescatori, tramite app, possono censire in tempo reale i rifiuti accidentalmente pescati contribuendo a una gestione trasparente e sostenibile.

Nei giorni scorsi è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Comune di Termoli, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPAM), Innovation SEA, The Nest Company e RES – Recupero Etico Sostenibile.

 

La sfida: recuperare e gestire i rifiuti sommersi

Ogni anno migliaia di tonnellate di plastica e materiali inquinanti si depositano sui fondali marini, invisibili agli occhi ma devastanti per gli ecosistemi. Pur essendo spesso raccolti dai pescatori durante le attività ordinarie, la loro gestione presenta importanti criticità operative e documentali, soprattutto in mancanza di appositi sistemi di raccolta nelle aree portuali.

La Legge SalvaMare (L. 60/2022) – nata grazie all’impegno di istituzioni e realtà ambientaliste, in particolare Fondazione Marevivo che da oltre 40 anni si impegna nella tutela dell’ecosistema marino – regolamenta la raccolta dei rifiuti accidentalmente pescati in mare (Art. 2). La normativa consente ai pescatori di conferire a terra i rifiuti, attribuendo alle Autorità di Sistema Portuale un ruolo centrale nella gestione dei RAP (Rifiuti Accidentalmente Pescati).

Dal 2024, attraverso una quota della TARI (0,10 €/anno per utenza) anche i cittadini italiani contribuiscono alla gestione dei RAP. Si tratta di importanti risorse che, pur non essendo ancora state impiegate, saranno destinate a sostenere le attività operative inerenti rifiuti accidentalmente pescati e a incentivare la filiera della pesca a svolgere un ruolo attivo nella bonifica dei mari.

SEA TRACE: come funziona la piattaforma

SEA TRACE è la prima soluzione digitale completa per monitorare e gestire i rifiuti marini, basata su una tecnologia blockchain brevettata da The Nest Company, società partecipata da Omnisyst, Algebris Investments.

La piattaforma traccia l’intero ciclo di vita dei rifiuti, dalla raccolta in mare al trattamento finale e crea un passaporto digitale per ogni lotto di rifiuto

Grazie alla blockchain, tutte le operazioni vengono registrate in modo immutabile, consentendo di controllare in modo oggettivo le attività svolte, garantire la sicurezza del sistema e dei dati, prevenire accessi distorti ai contributi e possibili truffe e certificare l’effettivo recupero dei materiali pescati.

I vantaggi secondo Marevivo

Raffaella Giugni, Segretario Nazionale di Marevivo, afferma:

«SEA TRACE rappresenta un passo concreto nell’applicazione della Legge SalvaMare: per la prima volta disponiamo, infatti, di uno strumento capace di coniugare tecnologia, trasparenza e partecipazione attiva dei pescatori. La tracciabilità digitale consente di sapere cosa viene recuperato e dove, in che quantità, e a quale destinazione è indirizzato, rendendo finalmente misurabile l’impatto della bonifica effettuata in mare.

Il sistema offre un triplice vantaggio: ambientale, in quanto contrasta la dispersione di plastica e microplastiche in mare; sociale, poiché valorizza il ruolo delle comunità costiere; e gestionale nel creare un modello certificabile e replicabile in grado di diventare riferimento per altri porti italiani».

Le dichiarazioni dei promotori

Domenico Guidotti, CEO di Innovation SEA:

«Con SEA TRACE offriamo una risposta concreta alle sfide ambientali dei nostri mari. La piattaforma supporta non solo i pescatori nella gestione quotidiana dei rifiuti marini, ma anche tutte le istituzioni coinvolte a terra, assicurando efficienza, tracciabilità e sostenibilità dell’intero processo».

Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company:

«SEA TRACE è la blockchain al servizio dell’economia circolare. Possiamo mappare le aree più inquinate, intervenire in modo mirato e rendere i pescatori protagonisti della bonifica dei fondali. Ogni materiale raccolto è digitalmente certificato».

Prof. Avv. Francesco Mastro, Presidente AdSPAM:

«Con la sperimentazione “Sea Trace – Porto di Termoli” compiamo un passo concreto verso un modello evoluto di gestione dei RAP (Rifiuti Accidentalmente Pescati), pienamente allineato alla Legge Salvamare e ai principi europei di economia circolare– commenta il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Francesco Mastro-. La catena di custodia digitale, infatti, consentirà di trasformare un problema ambientale in un processo governabile, trasparente e certificabile, capace di produrre valore ambientale, gestionale e di sistema. È un passo, quindi- conclude il  Presidente- che rafforza il ruolo dei porti come snodi di legalità e di sostenibilità, che si fonda su una solida collaborazione istituzionale e pubblico-privata e che pone le basi per un modello che potremmo replicare,  non solo in  tutto il nostro Sistema,  ma anche, auspicabilmente, a livello nazionale, gettando le basi per un futuro sempre più green“.

Un progetto ad alto impatto: ambientale, sociale e di governance

La sperimentazione parte da Termoli e dal Molise, con l’obiettivo di estendersi progressivamente lungo tutto l’Adriatico meridionale.

Grazie agli accordi siglati con Federpesca e FederOP, SEA TRACE potrà essere su scala nazionale, coinvolgendo oltre 10.000 operatori del settore della pesca.

Basso Cannarsa, Presidente nazionale FederOP:

«Riteniamo che questa tecnologia innovativa possa rappresentare un punto di svolta per il nostro comparto. Non solo permette di gestire in modo conforme e trasparente la delicata questione dei RAP, ma consente anche di raccogliere dati fondamentali per monitorare lo stato di salute dei nostri mari. È un ulteriore passo avanti verso una pesca sempre più sostenibile e consapevole».

Francesca Biondo, Direttrice nazionale Federpesca:

«Federpesca ha accettato con entusiasmo l’invito a collaborare per la sperimentazione della piattaforma SEA TRACE. Siamo convinti che rappresenterà uno strumento utile per la tutela dell’ambiente marino, favorendo un conferimento strutturato dei rifiuti raccolti in mare ed un loro monitoraggio lungo la filiera del recupero circolare organizzata da Innovation Sea. È un progetto che valorizza il ruolo attivo della pesca nella sostenibilità».

 

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PORTO DI MANFREDONIA: STAZIONE RADIO BASE SUL MOLO DI PONENTE DEL PORTO DI MANFREDONIA, L’ADSPMAM PRECISA: PROCEDIMENTO NEL PIENO RISPETTO DELLA LEGGE, CON LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI GLI ENTI COMPETENTI E NEL QUADRO DEGLI OBIETTIVI STRATEGICI ZES.

In merito alle recenti notizie diffuse sulla realizzazione di una stazione radio base, sul molo di Ponente del porto di Manfredonia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdsPMAM) ritiene necessario fornire una ricostruzione completa e corretta dell’iter amministrativo, al fine di offrire alla cittadinanza informazioni puntuali e trasparenti.

 

Innanzitutto, si precisa che l’intero procedimento si è svolto nel pieno rispetto della Legge, con la partecipazione di tutti gli Enti competenti e nel quadro degli obiettivi strategici della ZES Unica. Le ricostruzioni recentemente diffuse a mezzo stampa non trovano riscontro negli atti e rischiano di generare ingiustificati sospetti sull’operato delle Amministrazioni pubbliche coinvolte.

 

I fatti: l’intervento trae origine da un’istanza presentata alla Struttura di Missione ZES e trasferita all’Autorità di Sistema nel settembre 2024. La richiesta riguardava la realizzazione di una nuova infrastruttura di telecomunicazione, costituita da un palo poligonale alto 30 metri con antenne, parabole e relative apparecchiature tecnologiche, su un’area di suolo demaniale regolarmente individuata.

 

In piena conformità ai principi sanciti dalla Legge 241/1990 – trasparenza, correttezza, partecipazione e semplificazione amministrativa– l’Ente portuale ha avviato il procedimento nei tempi previsti e ha provveduto alla pubblicazione dell’istanza presso l’Albo Pretorio del Comune di Manfredonia, sul proprio Albo Pretorio, nonché sulle Gazzette Ufficiali, italiana ed europea. Nel periodo di pubblicazione, protrattosi dal 16 ottobre al 30 novembre 2024, non è pervenuta alcuna osservazione, né è stata presentata alcuna domanda concorrente.

 

L’Ente, pertanto, in questa cornice normativa, ha convocato una conferenza di servizi, coinvolgendo tutte le Amministrazioni competenti: Struttura di Missione ZES, SUD ZES, Soprintendenza, Provincia di Foggia, Agenzia delle Dogane, Comune di Manfredonia, Capitaneria di Porto, ARPA Puglia e gli Uffici tecnici e legali della stessa Autorità di Sistema.

 

Sono stati acquisiti i pareri favorevoli di: Capitaneria di Porto, Dipartimento Tecnico e Dipartimento Legale dell’Autorità di Sistema, e Guardia di Finanza – Sezione Operativa Navale, tutti corredati dalle eventuali prescrizioni tecniche necessarie a garantire sicurezza, compatibilità e assenza di interferenze radio o marittime.

 

Per quanto riguarda, invece, Comune di Manfredonia, Provincia di Foggia e ARPA Puglia, la mancata trasmissione del parere entro i termini di legge previsti equivale, ai sensi della normativa vigente, ad assenso senza condizioni.

 

Una prima seduta della conferenza di servizi, in modalità sincrona, convocata per il 30 dicembre 2024 è stata rimandata a causa dell’assenza del rappresentante della Struttura di Missione ZES – la cui presenza è obbligatoria. Nella successiva convocazione, lo scorso 30 gennaio, il rappresentante della Struttura ZES ha espresso il proprio assenso, confermando la piena conformità dell’intervento rispetto agli obiettivi del Piano Strategico della ZES Unica.

 

Espletate tutte le verifiche, quindi, l’Autorità di Sistema ha concluso la conferenza di servizi, approvando il rilascio dell’atto formale della durata di 9 anni e dell’Autorizzazione Unica ZES. Successivamente, in coerenza con quanto richiesto dalla Soprintendenza nel corso della procedura, il Comune di Manfredonia ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica prevista dall’articolo 146 del Codice dei beni culturali, corredandola delle prescrizioni tecniche da osservare in fase esecutiva.

Anche l’ARPA e la Provincia di Foggia, che non si erano espresse in sede di conferenza di servizi, hanno rilasciato rispettivamente il parere tecnico preventivo favorevole in data 13/9/2024 e l’autorizzazione sismica ex art. 94 del DPR 6/6/2001, n. 380 in data 12/9/2024.

 

L’articolato iter descritto dimostra, quindi, che il provvedimento è stato rilasciato nel pieno rispetto della normativa, a seguito della partecipazione e della valutazione di tutte le Amministrazioni competenti e nel quadro di obiettivi strategici di innovazione e di sviluppo delle aree ZES.

 

Alla luce di quanto su esposto, pertanto, l’Ente portuale respinge fermamente le osservazioni recentemente sollevate, poiché basate su presunzioni e non sulla reale conoscenza dei passaggi amministrativi che hanno condotto alla decisione finale.

 

Un esame attento del titolo concessorio– scaricabile dalla sezione trasparenza del sito web dell’Ente– avrebbe agevolmente consentito di evitare la diffusione di interpretazioni non rispondenti alla realtà dei fatti e di non alimentare, ingiustificatamente, sospetti sul corretto operato della Pubblica Amministrazione.

 

L’Autorità di Sistema Portuale ribadisce il proprio impegno verso la massima trasparenza e conferma che ogni decisione adottata è il frutto di istruttorie complete, partecipate e rigorosamente conformi alla Legge.

 

 

MDF, 5 dicembre 2025

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PORTO DI BARLETTA: SI INAUGURA UNA NUOVA ERA PER LO SCALO DI BARLETTA CHE SARÀ PIÙ ATTRATTIVO E SICURO. L’ADSPMAM RILASCIA UNA CONCESSIONE TRENTENNALE ALLA IP, SULLA TESTATA DEL MOLO DI TRAMONTANA, CONSENTENDO LA DEMOLIZIONE DEI VECCHI SERBATOI PRESENTI NEL PORTO.

Ieri, martedì 25 novembre, nella sala comitato della sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) il presidente Francesco Mastro e il procuratore speciale della “Italiana Petroli S.P.A.” (IP), Giovanni Iapella, hanno sottoscritto un atto formale, con mantenimento dell’Autorizzazione Unica ZES, relativo alla concessione di un’area di quasi 19 mila metri quadri in prossimità della banchina n. 12 del porto di Barletta, allo scopo di dare corso alla ristrutturazione con ampliamento e all’adeguamento funzionale del deposito carburanti sito sul molo di Tramontana.

L’atto prevede la realizzazione di ulteriori serbatoi nell’area già occupata sulla Testata del Molo di Tramontana e l’impegno della IP a smantellare i serbatoi presenti alla radice del Molo commerciale, banchina 3, liberando quindi l’ambito più prossimo alla città.

 

I lavori per l’esecuzione delle opere dovranno essere eseguiti nel sostanziale rispetto del cronoprogramma che IP dovrà presentare entro il 31 marzo 2026 e dovranno essere ultimati entro il 31 dicembre 2028. Le attività di decommissioning degli impianti, attualmente ubicati sulla banchina n.3, invece, dovranno essere ultimate entro il 31 dicembre 2029

 

Si tratta di un intervento che modificherà radicalmente l’aspetto del porto, rendendolo più attrattivo, sicuro e performante. Attraverso la concessione di un’area operativa così vasta, inoltre, IP potrà implementare e ottimizzare il proprio impianto, a conferma dell’interesse dell’Azienda ad investire ulteriormente sul territorio.

 

Finalmente iniziamo a scrivere, per il porto di Barletta, una nuova storia – commenta il presidente Mastro –in linea con la programmazione annunciata. Lo smantellamento dei serbatoi dal porto interno, infatti, renderà lo scalo più attrattivo e ci consentirà di promuovere Barletta come meta del segmento crocieristico luxury. Anche lo skyline con il vicino Castello Svevo, ne trarrà sicuro beneficio. Insomma, –conclude Mastro- stiamo muovendo un passo avanti decisivo per un porto più moderno, ordinato, funzionale e sicuro”.

Il nuovo hub verrà realizzato da IP nell’Area Petroli indicata dal vigente PRG del porto e localizzata ad una distanza maggiore dal centro abitato rispetto ad oggi.

 

Siamo orgogliosi di aver raggiunto un accordo di Concessione di lunga durata, che rafforza il legame esistente tra la nostra Azienda e la città di Barletta, iniziato nel lontano 1956. Il progetto da noi presentato porterà al completamento di quanto iniziato con la costruzione del Deposito di Tramontana, consentendo di concentrare la movimentazione di tutti i prodotti energetici in un unico hub tecnologicamente molto avanzato. Fin dall’inizio abbiamo creduto con convinzione nella strategicità del progetto, consapevoli che tale intervento potesse valorizzare l’area portuale a beneficio dell’intera comunità di Barletta” ha dichiarato per conto di Italiana Petroli il Responsabile delle Operations Giovanni Iapella.

Attualmente, il deposito esercita la sua attività in area demaniale marittima del porto commerciale di Barletta, in zona attigua a molo marittimo dove attraccano le navi cisterna per il rifornimento di gasolio e benzina provenienti dalla Raffineria api di Falconara Marittima. Comprende la ricezione, lo stoccaggio, additivazione e spedizione per benzine e gasoli. La ricezione della benzina e del gasolio avviene tramite nave cisterna collegata mediante oleodotto. La pensilina per gli idrocarburi ha solo carico dal basso, è in struttura metallica poggiante su plinti interrati e presenta, a livello terra, una piattaforma in cemento dotata, di canaline di scolo grigliate.

 

MDF, 26 novembre 2025

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ADSPMAM: I PORTI DELL’ADRIATICO MERIDIONALE TENGONO IL PASSO, NONOSTANTE IL RALLENTAMENTO DEL COMMERCIO GLOBALE DOVUTO ALLE INCERTEZZE GEOPOLITICHE. NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2025, MOVIMENTATE OLTRE 12 MILIONI DI TONNELLATE DI MERCI E PIÙ DI 1,5 MILIONI DI PASSEGGERI.

I primi nove mesi del 2025 confermano la solidità del Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale che- pur in un contesto economico complesso- mantiene performance di assoluto rilievo, attestandosi su volumi di traffico che restano ampiamente superiori ai livelli pre-pandemia.

Nei sei porti del Sistema (Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia, Monopoli e Termoli)

l’andamento dei traffici riflette le complessità del quadro economico e le complesse dinamiche che stanno interessando l’economia mondiale. La crisi geopolitica internazionale, l’instabilità dei mercati energetici, i numerosi focolai di guerra, la contrazione dei consumi e l’aumento dei costi logistici hanno inciso sull’intera catena di approvvigionamento, determinando una contrazione generalizzata dei flussi commerciali e una revisione delle strategie degli operatori del trasporto marittimo. L’Autorità di Sistema, tuttavia, ha dimostrato un contrasto a tali complessità tale da mantenere salda la sintesi economico-finanziaria dell’Ente.

 

In questo contesto, infatti, il Sistema dell’Adriatico Meridionale ha dimostrato una notevole capacità di tenuta, mantenendo volumi di traffico solidi e superiori ai livelli pre-pandemici e confermandosi infrastruttura strategica per la connettività dell’Italia meridionale e per gli scambi con i Paesi dell’area balcanica e del Mediterraneo orientale.

 

Da gennaio a settembre 2025, il Sistema ha registrato oltre 4.000 accosti, con una riduzione del 6% rispetto allo stesso periodo del 2024, ma con un dato che resta superiore del 12% rispetto al 2019, anno pre-Covid.

 

Le merci movimentate superano i 12 milioni di tonnellate, con una flessione del 7%; il quadro generale, tuttavia, mostra un Sistema in equilibrio, sostenuto dal buon andamento di alcune categorie merceologiche strategiche.

 

Le rinfuse solide segnano un incremento del +13%, trainate dai cereali (+23%) e dai TEU (+40%), in crescita costante negli ultimi sette anni.

Proprio in tal senso, è interessante soffermarsi sulla movimentazione dei cereali, nello specifico il grano duro, tenero e il mais che raggiunge il +23% rispetto all’anno precedente, con più 1,8 milioni di tonnellate.

Il traffico Ro-Ro e Ro-Pax, con oltre 243mila mezzi movimentati, registra un lieve calo rispetto all’anno precedente ma resta in crescita rispetto al 2019.

I passeggeri traghetti superano 1,5 milioni di unità, con una sostanziale stabilità sul biennio precedente; mentre continua la corsa del comparto crocieristico che supera i 516 mila crocieristi transitati attraverso i porti del Sistema e segna un +14% rispetto al 2024 e un +25% rispetto al 2023.

 

PORTO DI BARI

 

Il porto di Bari registra risultati positivi in tutti i principali segmenti di traffico, confermandosi come snodo logistico e commerciale nel Bacino del Mediterraneo. Nei primi nove mesi dell’anno, si è registrato un aumento delle toccate di +1,4% (ben 1.480 navi accostate); un aumento delle rinfuse solide di più del 30% (oltre un milione e settecentomila tonnellate), trainate dai cereali +40% e dai prodotti chimici +27%; un aumento del +1% delle merci varie (con quasi 4 milioni di tonnellate); ben 75mila TEU (+9,4% in tons e +35% in numero contenitori) e +92% merci varie.

L’andamento dei Ro-Ro risulta piuttosto stabile, contando un -1% per le tonnellate ed un +0,7% per quel che riguarda il numero di camion e trailers.

Per quanto riguarda i flussi dei passeggeri, il porto di Bari segna un numero quasi invariato di passeggeri traghetti (più di 840mila passeggeri) ed un +21% dei passeggeri crociere (circa 430 mila turisti) e 152 navi accostate.

 

 

PORTO DI BRINDISI

 

Il porto di Brindisi attraversa una fase di transizione strutturale, segnata dal progressivo ridimensionamento dei traffici energetici tradizionali e da un riequilibrio verso comparti più sostenibili e diversificati del trasporto marittimo. Nei primi nove mesi dell’anno, si sono registrati 1.170 accosti che hanno movimentato oltre 4,4 milioni di tonnellate di merci. Il dato complessivo segna un calo del 22% rispetto al 2024, statistica influenzata significativamente dalla cessazione della produzione di energia elettrica da parte della centrale Federico II Enel e, quindi, dalla connessa attività di sbarco del carbone. A questo, c’è da aggiungere la riduzione della produzione di Versalis, dovuta all’interruzione dell’attività di cracking. Il numero di camion e di trailer, seppur con un calo del 14% rispetto all’anno precedente, raggiunge più di 96 mila unità rotabili transitate nel porto. Mezzi che hanno trasportato più di 3 milioni di tonnellate di merci via Ro-Ro. Il traffico passeggeri, con 462mila unità, registra una flessione del 10%, mentre il comparto crocieristico continua a consolidarsi con 86mila passeggeri e 44 accosti. L’entrata in funzione del pontile a briccole e le nuove in fase di realizzazione, già dal prossimo anno, favoriranno sicuramente una ripresa traffici, rafforzando la competitività del porto e aprendo nuovi scenari per l’intero sistema produttivo locale.

 

PORTO DI BARLETTA

 

Il porto di Barletta evidenzia un andamento positivo, trainato dalle connessioni con le filiere locali e dal potenziamento dei collegamenti con l’entroterra produttivo; con 606mila tonnellate movimentate registra un incremento del 6% rispetto al 2024.

A trainare la crescita, la movimentazione di prodotti chimici liquidi con +100%, anche se in modesta quantità (6mila tonnellate); un aumento generalizzato del +27% delle rinfuse solide, tra le quali evidenziamo i cereali +12% (106mila tonnellate); i prodotti chimici  +54% (126mila tonnellate) e i minerali/cementi e calci +12% (più di 130mila tonnellate). In aumento anche le toccate navi, 139 nel periodo in esame, pari al +2,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

PORTO DI MANFREDONIA

 

In un contesto di contrazione dei volumi globali, il porto di Manfredonia evidenzia una crescita selettiva dei traffici legati ai settori industriali locali, in particolare quello dei materiali da costruzione e dell’eolico. Comparando il periodo in esame rispetto all’anno precedente si registrano 253 accosti, in crescita del 2%, e oltre 467mila tonnellate di merci movimentate (-20%); tra queste, l’aumento del +26% della categoria “minerali, cementi e calci” che supera le 100mila tonnellate. Una quota significativa degli accosti ha riguardato la movimentazione di componenti eolici, il cui peso specifico limita l’incidenza sul volume complessivo.

Sul fronte passeggeri, la linea con le Isole Tremiti, avviata con ritardo rispetto agli anni precedenti, ha trasportato 4.812 turisti.

 

 

 

PORTO DI MONOPOLI

 

Il porto di Monopoli si contraddistingue per vivacità operativa e capacità di attrarre traffici diversificati. Assume, inoltre un ruolo sempre più strategico nel segmento del turismo marittimo di nicchia e di lusso, riflettendo la forte crescita del comparto nautico-alta di gamma in Italia. Da gennaio a settembre, il “porto gioiello” del Sistema ha registrato 160 accosti che si traduce in un +30% rispetto al 2024. Gli accosti in più corrispondono ad un aumento sia delle rinfuse liquide, costituite da oli vegetali (oltre 232mila tonnellate) e le rinfuse solide (+27%) che raggiungono 86mila tonnellate tra derrate alimentari, mangimi, minerali e prodotti chimici.

In crescita significativa anche il segmento crocieristico che ha raggiunto i 2.951 passeggeri (554 in più rispetto all’anno precedente), corrispondente ad un aumento del +23%. Un dato che attesta Monopoli tra le mete più apprezzate dal turismo di nicchia.

 

PORTO DI TERMOLI

 

In linea con la strategia di diversificazione dei traffici, il porto di Termoli consolida la propria funzione di scalo passeggeri e avvia un percorso di crescita orientato all’apertura verso nuovi mercati e rotte adriatiche. Il traffico passeggeri da e per le Isole Tremiti, infatti, resta stabile con 206mila unità per 734 accosti. Intanto, dopo l’ottimo risultato ottenuto con il collegamento sperimentale Termoli-Ploce, che ha testimoniato la bontà dell’iniziativa e l’appetibilità turistica e commerciale della linea, l’Ente portuale in sinergia con gli operatori si sta adoperando per attivare nuovi collegamenti passeggeri da e per il porto di Termoli e nuove linee commerciali.

 

Il 2025 può essere considerato come un anno di assestamento per i traffici portuali – commenta il presidente dell’AdSPMAM, Francesco Mastro–. Dopo anni di crescita sostenuta, il rallentamento dell’economia globale si riflette anche sui nostri numeri. Tuttavia, la tenuta complessiva del Sistema, l’incremento costante dei traffici container e crocieristici e la stabilità dei flussi passeggeri testimoniano la solidità della nostra infrastruttura logistica. Continueremo ad investire in innovazione, sostenibilità ed efficienza operativacontinua Mastro– per rendere i nostri porti sempre più competitivi e per cogliere le opportunità offerte dalla transizione energetica e digitale che sta ridisegnando il panorama del commercio internazionale”.

 

Nelle statistiche dei primi nove mesi del 2025, una menzione speciale meritano anche gli accosti dei “Pleasure and Commercial Yachts” (imbarcazioni utilizzate per uso privato, ricreativo e imbarcazioni commerciali utilizzate per attività commerciali) che da maggio a settembre hanno riguardato in particolare i porti di Brindisi, Monopoli e Bari, confermando l’appeal turistico e commerciale delle coste dell’Adriatico meridionale.

 

I dati relativi ai traffici nei porti dell’AdSPMAM sono raccolti dal sistema tecnologico GAIA, il Port Community System multi-porto, realizzato come strumento di supporto per le attività portuali degli scali di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta, Monopoli e Termoli. GAIA consente di monitorare in tempo reale passeggeri e mezzi in entrata e in uscita dai porti e di immagazzinare i dati di traffico merci e passeggeri forniti dalle Agenzie marittime. I dati complessivi vengono poi elaborati dall’Ufficio Statistiche dell’AdSPMAM per fini di analisi e fatturazione, secondo i modelli ESPO, garantendo omogeneità e trasparenza nella rappresentazione dei flussi portuali del Sistema.

 

 

MDF, 7 novembre 2025

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ADSPMAM: PRENDE FORMA IL COMITATO DI GESTIONE DELL’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE. SI ATTENDONO LE DESIGNAZIONI DI ALCUNE AMMINISTRAZIONI LOCALI MANCANTI PER COMPLETARE L’ORGANO GOVERNO E DI GESTIONE STRATEGICA DELL’ENTE.

Con determina n. 349 del 28 ottobre scorso, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), Francesco Mastro, ha nominato i primi sei componenti del nuovo Comitato di gestione dell’Ente.

Si tratta di:

– Avv. Flavia Rita Decaro – designato dalla Regione Puglia

– Avv. Francesco La Torre – designato dal Comune di Manfredonia

– C.A. (CP) Donato De Carolis – Direttore Marittimo della Puglia e Basilicata ionica

– C.V. (CP) Luigi Amitrano – Comandante del Porto di Brindisi

– C.F. (CP) Valerio Massimo Acanfora – Comandante del porto di Barletta

– C.F. (CP) Marco Pepe Comandante del Porto di Manfredonia

– C.F. (CP) Giuseppe Panico – Comandante del porto di Termoli

– T.V. (CP) Gennaro Moccia – Comandante del porto di Monopoli

Si attendono, ancora, le designazioni di alcune Amministrazioni locali mancanti, già richieste dall’Ente portuale, per completare l’organo governo e di gestione strategica dell’Autorità di Sistema.

Abbiamo bisogno che la nostra macchina gestionale sia messa quanto prima nelle condizioni di correre e di affrontare tutte le sfide che ci attendono– commenta il presidente Mastro. La costituzione del Comitato di gestione rappresenta un passaggio fondamentale per dare piena operatività all’Ente e garantire una governance solida. Per questo – continua Mastro– auspico che le Amministrazioni locali mancanti procedano tempestivamente con le designazioni di competenza; magari, oltre all’avvocato Decaro, già designata dalla Regione, valorizzando ulteriormente la presenza femminile, risorsa di competenza e visione. È necessario, comunque, procedere speditamente – conclude il Presidente – per rendere l’Autorità pienamente in grado di deliberare e di decidere il futuro strategico dei sei porti del nostro Sistema, a beneficio dei territori e di tutto il Paese”.

Il Comitato di gestione è l’organo di governo dell’Autorità di Sistema Portuale. Esercita funzioni di indirizzo e programmazione, deliberando su atti fondamentali quali il Piano Regolatore di Sistema Portuale, il Bilancio, il Piano Operativo Triennale e le concessioni demaniali; peraltro, il Comitato nomina il Segretario generale, su proposta del Presidente.

 

Prima della riforma del 2016, le Autorità portuali erano dotate di un Comitato portuale con una composizione più ampia e articolata che includeva rappresentanti delle categorie economiche e sociali. La riforma ha introdotto un modello più snello e funzionale, riducendo il numero dei componenti e concentrandone le competenze sulle decisioni strategiche.

 

 

 

 

 

MDF, 29 ottobre 2025

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