Oggi, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), il presidente Francesco Mastro ha incontrato il presidente di Assoporti Roberto Petri.
L’incontro si inserisce nel ciclo di visite che il neo presidente dell’Associazione dei Porti Italiani sta compiendo nei principali scali per conoscere da vicino progetti, criticità e prospettive dei diversi territori.
È stato un confronto operativo sulle prospettive e sulle nuove dinamiche della portualità italiana e sui principali programmi di sviluppo infrastrutturale nei porti dell’Adriatico meridionale.
Durante l’incontro, il presidente Mastro ha illustrato il quadro complessivo degli interventi in corso e di quelli programmati nei sei scali– Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta, Monopoli e Termoli. Sei realtà distinte che agiscono come un unico Sistema e che, attualmente, costituiscono una delle piattaforme logistiche più attive del Mezzogiorno.
Il piano di sviluppo infrastrutturale, predisposto dall’Ente portuale, supera i 728 milioni di euro di investimenti, suddivisi tra opere in fase di programmazione, interventi in corso di realizzazione e progetti recentemente conclusi. Un programma che punta a rafforzare la competitività dei porti, migliorare la sostenibilità ambientale e consolidare il ruolo strategico degli scali pugliesi nelle reti della logistica mediterranea.
Grande attenzione è stata prestata al progetto di cold ironing, elettrificazione delle banchine, per la sostenibilità energetica, nei porti di Bari e di Brindisi per un investimento complessivo di 34 milioni di euro.
Nel porto di Bari, tra le opere più importanti, l’intervento di riqualificazione e di ampliamento delle infrastrutture, tra cui il completamento della colmata di Marisabella: opere di infrastrutturazione portuale e banchinamento nell’area “Pizzoli-Marisabella”; la riqualificazione del Molo S. Cataldo, attraverso interventi di potenziamento infrastrutturale e miglioramento dell’operatività; il completamento del nuovo terminal passeggeri sulla banchina 10.
Nel porto di Brindisi- che vive una fase di profonda trasformazione infrastrutturale e ambientale, con investimenti volti a potenziare la capacità ricettiva e operativa- il progetto strategico più significativo riguarda il completamento dei nuovi accosti di Sant’Apollinare, infrastruttura destinata a rafforzare la capacità di accoglienza per traghetti e navi Ro-Ro, il dragaggio dei fondali, opere di infrastrutturazione logistica e programmi di produzione di energia da fonti rinnovabili (installazione di un impianto fotovoltaico presso la diga di Punta Riso).
Tra le opere di maggiore impatto, avviate dall’Authority, anche il grande intervento di consolidamento e risanamento del Bacino Alti Fondali del porto di Manfredonia, un progetto di rilievo che mira a restituire piena funzionalità e sicurezza a una delle infrastrutture portuali più importanti dello scalo.
Il programma di sviluppo del Sistema portuale include, inoltre, interventi mirati alla sicurezza e alla manutenzione delle infrastrutture nei porti di Barletta e Monopoli, nonché la definizione della nuova programmazione strategica per il porto di Termoli, collegata al futuro Piano Regolatore Portuale.
“La visita del presidente Petri ha rappresentato per noi un’occasione preziosa di confronto e di condivisione sulle grandi sfide che attendono la portualità italiana – ha detto Mastro- oggi più che mai è necessario muoversi con una visione comune, capace di rafforzare il Sistema portuale nazionale nel suo insieme per affrontare in maniera coesa le sfide globali. Il Sistema dell’Adriatico meridionale- ha concludo il Presidente- è pienamente parte del Sistema Italia e intende contribuire, con i propri investimenti e i propri progetti di sviluppo, ad affrontare con unità e visione le nuove sfide globali della logistica e della competitività”.
“La mia visita al Sistema portuale dell’Adriatico meridionale è stata molto importante sia per affrontare i principali temi che riguardano le realtà territoriali parte della circoscrizione dell’AdSP, che per parlare con il presidente Mastro delle prossime sfide per la portualità, anche in considerazione dell’attuale situazione geopolitica- ha sottolineato il presidente Petri. Come ho avuto modo di dire in altre occasioni, mi farò portavoce presso le istituzioni centrali di tutte le necessità delle varie AdSP”.
MDF, 30 marzo 2026
Sabato 7 febbraio alle ore 10.30, nelle immediate adiacenze del varco Dogana del porto di Bari, in occasione del XVII anniversario della scomparsa dell’on. Giuseppe Tatarella, il presidente dell’AdSPMAM, Francesco Mastro, e il comandante della Direzione Marittima e della Capitaneria di Porto di Bari, contrammiraglio Donato De Carolis, alla presenza della famiglia Tatarella e delle massime Autorità deporranno una corona d’alloro ai piedi della lapide commemorativa collocata nel porto di Bari, per ricordare il grande impegno profuso dal parlamentare pugliese in favore della città e del suo porto.
Nel corso della sua lunga esperienza politica, l’onorevole Tatarella ha dedicato energie e sforzi in favore del porto di Bari da lui considerato un motore fondamentale nel processo di crescita dell’intera regione e centro di interconnessione con il tessuto urbano cittadino
All’evento sono state invitate le massime autorità civili, militari e religiose, i parlamentari e il cluster marittimo barese.
MDF

, 05 febbraio 2026
Termoli è il primo Comune italiano ad adottare ufficialmente questo sistema
Si chiama SEA TRACE ed è il primo passaporto digitale dei rifiuti marini: un sistema innovativo grazie al quale i pescatori, tramite app, possono censire in tempo reale i rifiuti accidentalmente pescati contribuendo a una gestione trasparente e sostenibile.
Nei giorni scorsi è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Comune di Termoli, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPAM), Innovation SEA, The Nest Company e RES – Recupero Etico Sostenibile.
La sfida: recuperare e gestire i rifiuti sommersi
Ogni anno migliaia di tonnellate di plastica e materiali inquinanti si depositano sui fondali marini, invisibili agli occhi ma devastanti per gli ecosistemi. Pur essendo spesso raccolti dai pescatori durante le attività ordinarie, la loro gestione presenta importanti criticità operative e documentali, soprattutto in mancanza di appositi sistemi di raccolta nelle aree portuali.
La Legge SalvaMare (L. 60/2022) – nata grazie all’impegno di istituzioni e realtà ambientaliste, in particolare Fondazione Marevivo che da oltre 40 anni si impegna nella tutela dell’ecosistema marino – regolamenta la raccolta dei rifiuti accidentalmente pescati in mare (Art. 2). La normativa consente ai pescatori di conferire a terra i rifiuti, attribuendo alle Autorità di Sistema Portuale un ruolo centrale nella gestione dei RAP (Rifiuti Accidentalmente Pescati).
Dal 2024, attraverso una quota della TARI (0,10 €/anno per utenza) anche i cittadini italiani contribuiscono alla gestione dei RAP. Si tratta di importanti risorse che, pur non essendo ancora state impiegate, saranno destinate a sostenere le attività operative inerenti rifiuti accidentalmente pescati e a incentivare la filiera della pesca a svolgere un ruolo attivo nella bonifica dei mari.
SEA TRACE: come funziona la piattaforma
SEA TRACE è la prima soluzione digitale completa per monitorare e gestire i rifiuti marini, basata su una tecnologia blockchain brevettata da The Nest Company, società partecipata da Omnisyst, Algebris Investments.
La piattaforma traccia l’intero ciclo di vita dei rifiuti, dalla raccolta in mare al trattamento finale e crea un passaporto digitale per ogni lotto di rifiuto
Grazie alla blockchain, tutte le operazioni vengono registrate in modo immutabile, consentendo di controllare in modo oggettivo le attività svolte, garantire la sicurezza del sistema e dei dati, prevenire accessi distorti ai contributi e possibili truffe e certificare l’effettivo recupero dei materiali pescati.
I vantaggi secondo Marevivo
Raffaella Giugni, Segretario Nazionale di Marevivo, afferma:
«SEA TRACE rappresenta un passo concreto nell’applicazione della Legge SalvaMare: per la prima volta disponiamo, infatti, di uno strumento capace di coniugare tecnologia, trasparenza e partecipazione attiva dei pescatori. La tracciabilità digitale consente di sapere cosa viene recuperato e dove, in che quantità, e a quale destinazione è indirizzato, rendendo finalmente misurabile l’impatto della bonifica effettuata in mare.

Il sistema offre un triplice vantaggio: ambientale, in quanto contrasta la dispersione di plastica e microplastiche in mare; sociale, poiché valorizza il ruolo delle comunità costiere; e gestionale nel creare un modello certificabile e replicabile in grado di diventare riferimento per altri porti italiani».
Le dichiarazioni dei promotori
Domenico Guidotti, CEO di Innovation SEA:
«Con SEA TRACE offriamo una risposta concreta alle sfide ambientali dei nostri mari. La piattaforma supporta non solo i pescatori nella gestione quotidiana dei rifiuti marini, ma anche tutte le istituzioni coinvolte a terra, assicurando efficienza, tracciabilità e sostenibilità dell’intero processo».
Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company:
«SEA TRACE è la blockchain al servizio dell’economia circolare. Possiamo mappare le aree più inquinate, intervenire in modo mirato e rendere i pescatori protagonisti della bonifica dei fondali. Ogni materiale raccolto è digitalmente certificato».
Prof. Avv. Francesco Mastro, Presidente AdSPAM:
«Con la sperimentazione “Sea Trace – Porto di Termoli” compiamo un passo concreto verso un modello evoluto di gestione dei RAP (Rifiuti Accidentalmente Pescati), pienamente allineato alla Legge Salvamare e ai principi europei di economia circolare– commenta il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Francesco Mastro-. La catena di custodia digitale, infatti, consentirà di trasformare un problema ambientale in un processo governabile, trasparente e certificabile, capace di produrre valore ambientale, gestionale e di sistema. È un passo, quindi- conclude il Presidente- che rafforza il ruolo dei porti come snodi di legalità e di sostenibilità, che si fonda su una solida collaborazione istituzionale e pubblico-privata e che pone le basi per un modello che potremmo replicare, non solo in tutto il nostro Sistema, ma anche, auspicabilmente, a livello nazionale, gettando le basi per un futuro sempre più green“.
Un progetto ad alto impatto: ambientale, sociale e di governance
La sperimentazione parte da Termoli e dal Molise, con l’obiettivo di estendersi progressivamente lungo tutto l’Adriatico meridionale.
Grazie agli accordi siglati con Federpesca e FederOP, SEA TRACE potrà essere su scala nazionale, coinvolgendo oltre 10.000 operatori del settore della pesca.
Basso Cannarsa, Presidente nazionale FederOP:
«Riteniamo che questa tecnologia innovativa possa rappresentare un punto di svolta per il nostro comparto. Non solo permette di gestire in modo conforme e trasparente la delicata questione dei RAP, ma consente anche di raccogliere dati fondamentali per monitorare lo stato di salute dei nostri mari. È un ulteriore passo avanti verso una pesca sempre più sostenibile e consapevole».
Francesca Biondo, Direttrice nazionale Federpesca:
«Federpesca ha accettato con entusiasmo l’invito a collaborare per la sperimentazione della piattaforma SEA TRACE. Siamo convinti che rappresenterà uno strumento utile per la tutela dell’ambiente marino, favorendo un conferimento strutturato dei rifiuti raccolti in mare ed un loro monitoraggio lungo la filiera del recupero circolare organizzata da Innovation Sea. È un progetto che valorizza il ruolo attivo della pesca nella sostenibilità».
In merito alle recenti notizie diffuse sulla realizzazione di una stazione radio base, sul molo di Ponente del porto di Manfredonia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdsPMAM) ritiene necessario fornire una ricostruzione completa e corretta dell’iter amministrativo, al fine di offrire alla cittadinanza informazioni puntuali e trasparenti.
Innanzitutto, si precisa che l’intero procedimento si è svolto nel pieno rispetto della Legge, con la partecipazione di tutti gli Enti competenti e nel quadro degli obiettivi strategici della ZES Unica. Le ricostruzioni recentemente diffuse a mezzo stampa non trovano riscontro negli atti e rischiano di generare ingiustificati sospetti sull’operato delle Amministrazioni pubbliche coinvolte.
I fatti: l’intervento trae origine da un’istanza presentata alla Struttura di Missione ZES e trasferita all’Autorità di Sistema nel settembre 2024. La richiesta riguardava la realizzazione di una nuova infrastruttura di telecomunicazione, costituita da un palo poligonale alto 30 metri con antenne, parabole e relative apparecchiature tecnologiche, su un’area di suolo demaniale regolarmente individuata.
In piena conformità ai principi sanciti dalla Legge 241/1990 – trasparenza, correttezza, partecipazione e semplificazione amministrativa– l’Ente portuale ha avviato il procedimento nei tempi previsti e ha provveduto alla pubblicazione dell’istanza presso l’Albo Pretorio del Comune di Manfredonia, sul proprio Albo Pretorio, nonché sulle Gazzette Ufficiali, italiana ed europea. Nel periodo di pubblicazione, protrattosi dal 16 ottobre al 30 novembre 2024, non è pervenuta alcuna osservazione, né è stata presentata alcuna domanda concorrente.
L’Ente, pertanto, in questa cornice normativa, ha convocato una conferenza di servizi, coinvolgendo tutte le Amministrazioni competenti: Struttura di Missione ZES, SUD ZES, Soprintendenza, Provincia di Foggia, Agenzia delle Dogane, Comune di Manfredonia, Capitaneria di Porto, ARPA Puglia e gli Uffici tecnici e legali della stessa Autorità di Sistema.
Sono stati acquisiti i pareri favorevoli di: Capitaneria di Porto, Dipartimento Tecnico e Dipartimento Legale dell’Autorità di Sistema, e Guardia di Finanza – Sezione Operativa Navale, tutti corredati dalle eventuali prescrizioni tecniche necessarie a garantire sicurezza, compatibilità e assenza di interferenze radio o marittime.
Per quanto riguarda, invece, Comune di Manfredonia, Provincia di Foggia e ARPA Puglia, la mancata trasmissione del parere entro i termini di legge previsti equivale, ai sensi della normativa vigente, ad assenso senza condizioni.
Una prima seduta della conferenza di servizi, in modalità sincrona, convocata per il 30 dicembre 2024 è stata rimandata a causa dell’assenza del rappresentante della Struttura di Missione ZES – la cui presenza è obbligatoria. Nella successiva convocazione, lo scorso 30 gennaio, il rappresentante della Struttura ZES ha espresso il proprio assenso, confermando la piena conformità dell’intervento rispetto agli obiettivi del Piano Strategico della ZES Unica.
Espletate tutte le verifiche, quindi, l’Autorità di Sistema ha concluso la conferenza di servizi, approvando il rilascio dell’atto formale della durata di 9 anni e dell’Autorizzazione Unica ZES. Successivamente, in coerenza con quanto richiesto dalla Soprintendenza nel corso della procedura, il Comune di Manfredonia ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica prevista dall’articolo 146 del Codice dei beni culturali, corredandola delle prescrizioni tecniche da osservare in fase esecutiva.
Anche l’ARPA e la Provincia di Foggia, che non si erano espresse in sede di conferenza di servizi, hanno rilasciato rispettivamente il parere tecnico preventivo favorevole in data 13/9/2024 e l’autorizzazione sismica ex art. 94 del DPR 6/6/2001, n. 380 in data 12/9/2024.
L’articolato iter descritto dimostra, quindi, che il provvedimento è stato rilasciato nel pieno rispetto della normativa, a seguito della partecipazione e della valutazione di tutte le Amministrazioni competenti e nel quadro di obiettivi strategici di innovazione e di sviluppo delle aree ZES.
Alla luce di quanto su esposto, pertanto, l’Ente portuale respinge fermamente le osservazioni recentemente sollevate, poiché basate su presunzioni e non sulla reale conoscenza dei passaggi amministrativi che hanno condotto alla decisione finale.
Un esame attento del titolo concessorio– scaricabile dalla sezione trasparenza del sito web dell’Ente– avrebbe agevolmente consentito di evitare la diffusione di interpretazioni non rispondenti alla realtà dei fatti e di non alimentare, ingiustificatamente, sospetti sul corretto operato della Pubblica Amministrazione.
L’Autorità di Sistema Portuale ribadisce il proprio impegno verso la massima trasparenza e conferma che ogni decisione adottata è il frutto di istruttorie complete, partecipate e rigorosamente conformi alla Legge.
MDF, 5 dicembre 2025