PORTO DI TERMOLI: INNOVATION SEA, THE NEST COMPANY E L’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DELL’ADRIATICO MERIDIONALE LANCIANO SEA TRACE: LA PRIMA PIATTAFORMA BLOCKCHAIN PER TRACCIARE I RIFIUTI MARINI
Immagine avatar di Maria Di Filippo DiMaria Di Filippo
PORTO DI TERMOLI: INNOVATION SEA, THE NEST COMPANY E L’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DELL’ADRIATICO MERIDIONALE LANCIANO SEA TRACE: LA PRIMA PIATTAFORMA BLOCKCHAIN PER TRACCIARE I RIFIUTI MARINI

Termoli è il primo Comune italiano ad adottare ufficialmente questo sistema

Si chiama SEA TRACE ed è il primo passaporto digitale dei rifiuti marini: un sistema innovativo grazie al quale i pescatori, tramite app, possono censire in tempo reale i rifiuti accidentalmente pescati contribuendo a una gestione trasparente e sostenibile.

Nei giorni scorsi è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Comune di Termoli, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPAM), Innovation SEA, The Nest Company e RES – Recupero Etico Sostenibile.

 

La sfida: recuperare e gestire i rifiuti sommersi

Ogni anno migliaia di tonnellate di plastica e materiali inquinanti si depositano sui fondali marini, invisibili agli occhi ma devastanti per gli ecosistemi. Pur essendo spesso raccolti dai pescatori durante le attività ordinarie, la loro gestione presenta importanti criticità operative e documentali, soprattutto in mancanza di appositi sistemi di raccolta nelle aree portuali.

La Legge SalvaMare (L. 60/2022) – nata grazie all’impegno di istituzioni e realtà ambientaliste, in particolare Fondazione Marevivo che da oltre 40 anni si impegna nella tutela dell’ecosistema marino – regolamenta la raccolta dei rifiuti accidentalmente pescati in mare (Art. 2). La normativa consente ai pescatori di conferire a terra i rifiuti, attribuendo alle Autorità di Sistema Portuale un ruolo centrale nella gestione dei RAP (Rifiuti Accidentalmente Pescati).

Dal 2024, attraverso una quota della TARI (0,10 €/anno per utenza) anche i cittadini italiani contribuiscono alla gestione dei RAP. Si tratta di importanti risorse che, pur non essendo ancora state impiegate, saranno destinate a sostenere le attività operative inerenti rifiuti accidentalmente pescati e a incentivare la filiera della pesca a svolgere un ruolo attivo nella bonifica dei mari.

SEA TRACE: come funziona la piattaforma

SEA TRACE è la prima soluzione digitale completa per monitorare e gestire i rifiuti marini, basata su una tecnologia blockchain brevettata da The Nest Company, società partecipata da Omnisyst, Algebris Investments.

La piattaforma traccia l’intero ciclo di vita dei rifiuti, dalla raccolta in mare al trattamento finale e crea un passaporto digitale per ogni lotto di rifiuto

Grazie alla blockchain, tutte le operazioni vengono registrate in modo immutabile, consentendo di controllare in modo oggettivo le attività svolte, garantire la sicurezza del sistema e dei dati, prevenire accessi distorti ai contributi e possibili truffe e certificare l’effettivo recupero dei materiali pescati.

I vantaggi secondo Marevivo

Raffaella Giugni, Segretario Nazionale di Marevivo, afferma:

«SEA TRACE rappresenta un passo concreto nell’applicazione della Legge SalvaMare: per la prima volta disponiamo, infatti, di uno strumento capace di coniugare tecnologia, trasparenza e partecipazione attiva dei pescatori. La tracciabilità digitale consente di sapere cosa viene recuperato e dove, in che quantità, e a quale destinazione è indirizzato, rendendo finalmente misurabile l’impatto della bonifica effettuata in mare.

Il sistema offre un triplice vantaggio: ambientale, in quanto contrasta la dispersione di plastica e microplastiche in mare; sociale, poiché valorizza il ruolo delle comunità costiere; e gestionale nel creare un modello certificabile e replicabile in grado di diventare riferimento per altri porti italiani».

Le dichiarazioni dei promotori

Domenico Guidotti, CEO di Innovation SEA:

«Con SEA TRACE offriamo una risposta concreta alle sfide ambientali dei nostri mari. La piattaforma supporta non solo i pescatori nella gestione quotidiana dei rifiuti marini, ma anche tutte le istituzioni coinvolte a terra, assicurando efficienza, tracciabilità e sostenibilità dell’intero processo».

Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company:

«SEA TRACE è la blockchain al servizio dell’economia circolare. Possiamo mappare le aree più inquinate, intervenire in modo mirato e rendere i pescatori protagonisti della bonifica dei fondali. Ogni materiale raccolto è digitalmente certificato».

Prof. Avv. Francesco Mastro, Presidente AdSPAM:

«Con la sperimentazione “Sea Trace – Porto di Termoli” compiamo un passo concreto verso un modello evoluto di gestione dei RAP (Rifiuti Accidentalmente Pescati), pienamente allineato alla Legge Salvamare e ai principi europei di economia circolare– commenta il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Francesco Mastro-. La catena di custodia digitale, infatti, consentirà di trasformare un problema ambientale in un processo governabile, trasparente e certificabile, capace di produrre valore ambientale, gestionale e di sistema. È un passo, quindi- conclude il  Presidente- che rafforza il ruolo dei porti come snodi di legalità e di sostenibilità, che si fonda su una solida collaborazione istituzionale e pubblico-privata e che pone le basi per un modello che potremmo replicare,  non solo in  tutto il nostro Sistema,  ma anche, auspicabilmente, a livello nazionale, gettando le basi per un futuro sempre più green“.

Un progetto ad alto impatto: ambientale, sociale e di governance

La sperimentazione parte da Termoli e dal Molise, con l’obiettivo di estendersi progressivamente lungo tutto l’Adriatico meridionale.

Grazie agli accordi siglati con Federpesca e FederOP, SEA TRACE potrà essere su scala nazionale, coinvolgendo oltre 10.000 operatori del settore della pesca.

Basso Cannarsa, Presidente nazionale FederOP:

«Riteniamo che questa tecnologia innovativa possa rappresentare un punto di svolta per il nostro comparto. Non solo permette di gestire in modo conforme e trasparente la delicata questione dei RAP, ma consente anche di raccogliere dati fondamentali per monitorare lo stato di salute dei nostri mari. È un ulteriore passo avanti verso una pesca sempre più sostenibile e consapevole».

Francesca Biondo, Direttrice nazionale Federpesca:

«Federpesca ha accettato con entusiasmo l’invito a collaborare per la sperimentazione della piattaforma SEA TRACE. Siamo convinti che rappresenterà uno strumento utile per la tutela dell’ambiente marino, favorendo un conferimento strutturato dei rifiuti raccolti in mare ed un loro monitoraggio lungo la filiera del recupero circolare organizzata da Innovation Sea. È un progetto che valorizza il ruolo attivo della pesca nella sostenibilità».

 

up