Ieri mattina, nella sede di Brindisi dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, una delegazione del Consolato americano di Napoli e dell’Ambasciata americana a Roma è stata ricevuta dal presidente dell’AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi.
Una visita cordiale e informale, durante la quale la delegazione, grazie all’importante supporto della Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Brindisi, ha potuto ammirare la bellezza e la operosità dello scalo portuale a bordo di una motovedetta CP, coordinata dal comandante in seconda della Capitaneria C.F. (CP) Stefania Milione e dal capo servizio operazioni CF (CP) Pasquale Golizia.

La delegazione, costituita da George Sarmiento, capo Sezione economica dell’Ambasciata americana di Roma, Patrick Horne, capo Sezione economico-politica del Consolato Generale americano di Napoli, e Alba Ferreri, consigliere politico del Consolato Generale americano di Napoli, oltre ad essere affascinata dalla millenaria storia del porto messapico, è stata particolarmente interessata dalla versatilità e dalla poliedricità dello scalo: dai collegamenti marittimi con le vicine Grecia e Albania, alle banchine del porto industriale, servite da una vastissima area retro-portuale che consente collegamenti diretti con la rete infrastrutturale, stradale e ferroviaria, senza tangere il traffico cittadino.
Il presidente Patroni Griffi ha illustrato gli strumenti di sviluppo promossi attraverso la già istituita ZES interregionale Adriatica (Puglia Molise), nata con l’obiettivo di attrarre grandi investimenti, favorendo la crescita delle imprese già operative o la nascita di nuove realtà industriali, nelle aree portuali e retroportuali, e implementando le piattaforme logistiche, collegate anche da intermodalità ferroviaria, attraverso una serie di agevolazioni fiscali. Infine, si è parlato, anche, di come i porti del sistema dell’Adriatico meridionale abbiano fronteggiato e retto l’emergenza COVID.
Al termine della visita, il Presidente ha consegnato agli ospiti brochure informative dei porti dell’AdSP MAM e il crest dell’Ente, ottenendo la promessa di intensificare e rafforzare i rapporti istituzionali in una prospettiva, anche, di possibili investimenti statunitensi nell’area messapica. I delegati del Governo americano hanno ricambiato con omaggi rappresentativi.

MDF, 27 giugno 2020
L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha avviato una procedura per la ristrutturazione del faro posto all’imboccatura del porto di Brindisi, installato su uno dei cinque isolotti e scogli affioranti che costituiscono il mini-arcipelago delle Pedagne.
Trattandosi di un bene connotato da spiccati segni identitari che pure a tutt’oggi conserva la sua antica funzione di indispensabile segnalamento marittimo, l’Ente portuale ha ritenuto opportuno convocare una Conferenza di Servizi Preliminare sul progetto di fattibilità tecnico economica, redatto per valutare, congiuntamente con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio e con gli altri Enti interessati, tutte gli aspetti da tener conto nelle successive evoluzioni progettuali, onde assicurarsi i migliori risultati possibili nei termini di una sua massima valorizzazione.
Il complesso delle strutture presenti, compresa la torre del faro, attualmente versa in uno stato di degrado che rende estremamente difficoltoso agli operatori del Comando di MARIFARI, preposti alla manutenzione e tenuta in esercizio dell’apparato luminoso, accedere sia all’isolotto che alla sommità della torre su cui è installato il faro, alimentato da pannelli fotovoltaici.
“Il fanale rosso, oltre alle sue funzioni di sicurezza della navigazione, rappresenta un landmark identitario per la città di Brindisi ed il primo biglietto da visita che chi arriva via mare incontra entrando nel porto– commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi.
Oltre a restituire al faro la sua originale funzione, il monumento potrebbe essere inserito in un eventuale percorso turistico che come un “filo” conduttore racconti la storia secolare della marineria del porto di Brindisi e dei suoi segnalamenti marittimi, come per esempio quello del Castello Alfonsino e quello semi-diroccato dell’isola di S’Andrea, situato alla radice della diga di Punta Riso. Restituire alla città uno dei propri luoghi simbolo, incastonato nel cuore del porto, – conclude Patroni Griffi– contribuisce a rinsaldare quel legame di appartenenza che da sempre esiste tra la città e la comunità marinara brindisina.”

Il progetto che verrà sottoposto all’esame della Conferenza di Servizi prevede tra l’altro: la verifica statica delle opere di fondazione, di elevazione e solai e conseguente esecuzione, ove necessario, di consolidamenti e ricostruzione delle strutture di fondazione, murarie e di copertura; il rifacimento degli impianti tecnologici dei rivestimenti murari interni ed esterni dei pavimenti, degli infissi interni ed esterni; la revisione della lanterna di alloggiamento del segnalamento marittimo luminoso e suo potenziamento; l’ampliamento del punto di attracco dei mezzi nautici, il tutto nel pieno rispetto delle caratteristiche costruttive e dell’impianto morfologico esistente. Un intervento strutturale complesso per il quale si prevede uno stanziamento di circa 430 mila euro.
Il Faro delle Pedagne-Isolotto Traversa fu eretto nel 1859 ed entrò in funzione nel 1861 ad opera del Genio Civile. Si tratta di un manufatto a torre di forma cilindrica in muratura di conci di tufo/carparo, alto circa 18 metr, sulla cui sommità è installata una lanterna poligonale che all’epoca era una luce bianca alimentata a petrolio. Dal 1915 il faro divenne un fanale ad intermittenza rossa, classificato come faro di V Ordine, con una portata nominale di circa 13 miglia nautiche ed è a tutt’oggi operativo a cura del Comando di MARIFARI della Marina Militare.Alla base della torre del faro, vi sono dei vani con destinazione di alloggio temporaneo, attualmente non più utilizzatidal personale farista della Marina Militare che invece un tempo si avvicendava a turno sull’isola, per garantire il funzionamento e la relativa manutenzione del segnalamento, oltre ad altri manufatti di servizio.
MDF, 18 giugno 2020
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e il presidente di Kuma Energy srl, Francesco Piccione, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato all’avvio del primo impianto pilota del sistema ECOMar, una piattaforma di ultima generazione di energia ricavata dal moto ondoso.
A valle di una serie di sopralluoghi, l’azienda, una startup innovativa che opera nel settore della generazione di energia da fonti rinnovabili con sede legale a Genova e sede operativa in Puglia, ha valutato idonea ad ospitare il progetto pilota la diga di Punta Riso, nel porto di Brindisi.
A seguito del protocollo d’intesa, Kuma Energy, a proprie spese, progetterà e svilupperà ECOMar, una piattaforma in grado di convertire la forza delle onde marine in energia elettrica.

ECOMar è un sistema costiero, installabile su qualunque superficie verticale di frangiflutti o dighe portuali che non richiede importanti lavori sulle infrastrutture esistenti e non altera l’aspetto della costa o gli equilibri dei fondali marini. La piattaforma, infatti, è progettata con l’utilizzo di componenti ecocompatibili e sicuri per l’ambiente.
L’Autorità di Sistema Portuale ha accolto la proposta avanzata dall’azienda per favorire l’aumento di produzione di energia da fonti rinnovabili e l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale, obiettivi questi peraltro scanditi nel documento di Pianificazione Energetico Ambientale del Sistema Portuale (DPEASP), adottato dall’ Ente portuale.
AdSP MAM, attraverso il documento, si è resa disponibile ad assegnare a Kuma Energy, previa verifica e relativa istruttoria con le Autorità competenti, la disponibilità di utilizzo dell’area di installazione, per la durata di 12 mesi, eventualmente rinnovabile, a decorrere dalla data di disponibilità all’installazione del sistema pilota.
Durante le attività di analisi e sperimentazione on-site, Kuma Energy sarà affiancata dal Laboratorio A-Mare dell’Università di Firenze e dal Campus Università del Salento, e condividerà con AdSP MAM i dati di monitoraggio ambientale e tecnico raccolti durante le sperimentazioni e, al termine del periodo di concessione, gli elementi di fattibilità e sostenibilità economica relativa all’eventuale acquisizione futura da parte dell’Autorità portuale del sistema ECOMar per la produzione di energia da moto ondoso.
Il mare è un’enorme fonte di energia pulita, sfruttata, ad oggi, solo in minima parte, ma che teoricamente è superiore all’intera domanda energetica mondiale. Tra tutte le forme di energia dal mare, quella dal moto ondoso è quella studiata da più tempo e che conosce il maggior numero di sperimentazioni, soluzioni e prototipi impiantistici, offrendo il vantaggio di adottare soluzioni tecnologiche a basso impatto ambientale.
MDF 25 marzo 2020