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THEMIS, IL LUXURY TRA CROCIERE E ITINERARI INEDITI: Selezionati i pacchetti turistici tematizzati direttamente connessi ai porti

Sostenere lo sviluppo e le attività dei porti minori al fine di svilupparne le attività, indirizzare il traffico marittimo, in particolare crocieristico, verso territori ancora poco sfruttati turisticamente e rafforzare le connessioni con i porti principali: sono questi, in sintesi, gli obiettivi del Progetto Themis.

 

Parlare di semplici “pacchetti vacanze” sarebbe riduttivo: quella che si offre è una vera e propria esperienza multisensoriale per croceristi di lusso. Si tratta, infatti, di offrire pacchetti exclusive che intendono trascorrere soggiorni indimenticabili e lussuose sia in mare aperto che in località incantevoli e raramente inserite nei convenzionali circuiti turistici.  Da un lato, dunque, i turisti potranno godere di una esperienza unica nel suo genere, dall’altra i territori, grazie a questo progetto, potranno riprendersi da un periodo difficile e complicato – soprattutto per il comparto turistico ed economico in generale – dovuto dalla pandemia del Covid-19.

 

I soggetti coinvolti come partner sono: l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, il Comune di Gallipoli, l’Autorità Portuale di Corfù, la Camera di Commercio di Bari e il Comune di Paxos, in Grecia. Nello specifico, poi, i Comuni di Barletta, Monopoli e Brindisi, e indirettamente anche i comuni di Bari e Manfredonia, dietro la guida dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, stanno attuando una campagna di marketing territoriale volta a promuovere il brandThemis collegandolo alle peculiarità locali e coinvolgendo le imprese del loro territorio. Unioncamere, invece, ha il compito di supportare le attività di incoming, outgoing e di formazione in capo alla CCIAA di Bari.

Tutti gli Enti, ognuno per le proprie competenze e in sinergia tra loro, stanno portando avanti un lavoro complesso e articolato per il rilancio dei territori.

 

Si intende, dunque, potenziare il trasporto marittimo e la connettività transfrontaliera, sostenendo lo sviluppo e le attività dei porti minori inglobandoli nelle rotte cross-border e regionali e direzionando il traffico passeggeri, in particolare delle piccole crociere e dei maxi yacht, verso territori non ancora sfruttati dal punto di vista del turismo crocieristico rafforzando, allo stesso tempo, i collegamenti con i porti principali.

 

Per immaginare un reale rilancio dei porti minori, si sta lavorando su più fronti, offrendo al turista soluzioni che riguarderanno la conoscenza capillare del territorio dal punto di vista del cibo, della natura, della cultura, del benessere e delle esperienze collegate al territorio stesso.

 

Per rendere ancora più appetibile l’offerta, sono in fase di realizzazione opere infrastrutturali leggere per tutti i porti gestiti da AdSP MAM (Manfredonia, Barletta, Monopoli), per il porto di Gallipoli e il porto di

Gaios(Paxos) destinate all’accoglienza dei passeggeri. Le opere saranno realizzate entro il primo trimestre 2021 in modo da essere pronte per la prossima stagione.

Per poter raggiungere questi obiettivi, si è partiti dall’analisi internazionale della domanda di servizi turistici sul territorio pugliese, finalizzata a identificare un mercato specifico per i potenziali investitori, per poi lavorare sulla creazione di alcuni pacchetti turistici pensati e tematizzati in base alla predetta analisi e attività di incoming di buyer turistici legati al turismo crocieristico.

 

Si sta ora procedendo con la promozione internazionale dei pacchetti turistici e delle relative opportunità di programmazione di nuovi approdi nei porti del progetto, in particolare per piccole crociere e maxi yacht, e la creazione di un brand comune per identificare i territori coinvolti.

Intanto, il personale portuale, al fine di migliorare il livello dei servizi offerti, verrà coinvolto in specifici corsi di formazione.

 

I risultati che il progetto Themis intende realizzare, dunque, sono i seguenti:

lo sviluppo congiunto del settore turistico e di quello marittimo portuale, caratteristici e fondamentali in entrambe le economie dei due paesi;

il miglioramento dell’efficienza della capacità promozionale del territorio integrata delle amministrazioni pubbliche coinvolte;

servizi e strutture ricettive migliori nei porti di Manfredonia, Monopoli, Barletta, Gallipoli e Paxos;

migliore commercializzazione turistica dei territori del Gargano, della Puglia centrale, del Salento meridionale e delle Isole di Corfù con i loro porticcioli;

destagionalizzazione del traffico e dei flussi di passeggeri nelle aree portuali minori;

sviluppo dei servizi e delle industrie dell’indotto turistico nelle aree territoriali coinvolte.

La nostra sfida è quella di offrire certezze e servizi, investimenti e nuove proposte, soprattutto in questa fase così delicata che stiamo vivendo per effetto delle pesantissime ripercussioni legate all’emergenza Covid”, sostiene il presidente di AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. “Un’economia ciclica, come quella delle crociere (e più in generale dello shipping), produce rilevanti e positivi effetti non solo sul porto ma anche sulle macro-aree territoriali limitrofe. Stiamo parlando di un flusso economico rilevante che si registra ogni volta che una nave si accosta ad un molo e i passeggeri scendono per escursioni o pernottamenti. I nostri porti, per conformazione geografica e peculiarità di servizi, soddisfano appieno la domanda sempre più richiesta dalle compagnie: la crociera multi-destination. Attraverso Themis puntiamo ad incentivare il settore delle crociere, in particolare delle crociere-lusso, il segmento con il maggior tasso di crescita in tutto il comparto turistico. Stiamo rafforzando significativamente la nostra offerta- conclude Patroni Griffi– e accogliendo le nuove sfide che il mercato ci pone.”

 

Per ulteriori informazioni

themis.adspmam.it

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PORTO DI BARI: IMPORTANTE PASSO IN AVANTI VERSO LA REALIZZAZIONE DEL NUOVO TERMINAL CROCIERE. INCONTRO PREPARATORIO CON TUTTI I SOGGETTI COINVOLTI. APPLICATI AL PROGETTO I PIÙ MODERNI STANDARD IN TERMINI DI EFFICIENTAMENTO ENERGETICO E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Si è tenuto oggi, su convocazione dell’assessore regionale con delega ai Trasporti, Giovanni Giannini, un incontro preparatorio per l’avvio dell’iter finalizzato alla realizzazione del nuovo terminal crociere, banchina 10 del porto di Bari.

 

Erano presenti: il presidente di AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, il segretario generale, Tito Vespasiani, il direttore del Dipartimento Tecnico, Francesco Di Leverano e il RUP del progetto Paolo Iusco; l’assessore regionale Giovanni Giannini; l’assessore comunale Giuseppe Galasso con deleghe: Infrastrutture, Lavori Pubblici e Servizi Connessi, Viabilità, Urbanizzazione; nonché i tecnici dello studio incaricato della progettazione.

 

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha presentato una struttura moderna e funzionale che si svilupperà su una superficie di circa 3.000 mq sulla banchina 10 del porto, per un importo complessivo previsto di circa 9 milioni di euro.

La caratteristica principale della struttura è la sua polifunzionalità, atteso che oltre ad essere utilizzata meramente per funzioni di accoglienza passeggeri, potrà ospitare altre funzioni sociali. L’opera, infatti, nelle intenzioni dell’AdSP, potrà essere utilizzata anche per eventi, conferenze e incontri, in quanto l’area di attesa interna al terminal può essere trasformata, all’occorrenza, in una sala polivalente. Se possibile, tale versatilità sarà ancor di più esaltata dalla superficie della copertura prevista, interamente attrezzata, quasi a divenire una quinta facciata dell’intero edificio.

 

Al piano terra sarà localizzata la hall di ingresso, all’interno della quale saranno sistemati 10 desk meet&greet” destinati all’accoglienza e alla registrazione dei passeggeri, e una sala d’attesa. Nell’area di imbarco, i controlli di sicurezza saranno effettuati da apparecchiature di ultima generazione: apparati radiogeni (scanner e rx) e portali magnetici per la rilevazione di metalli. Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di un’area per il drop-off (ricezione dei bagagli); una sala deposito bagagli (circa 600 mq), accessibile ai passeggeri direttamente dalla banchina; aree servizi destinate alle forze dell’ordine; servizi igienici e diversi uffici.

 

Il primo piano sarà costituito da un’ampia sala di attesa, provvista di un bar con tavolini interni ed esterni posti sulla terrazza “Piazza del Mare”.

 

La progettazione è contraddistinta dall’aver applicato i più moderni standard in termini di efficientamento energetico e sostenibilità ambientale, avendo cura anche nella scelta dei materiali di utilizzare le tecniche dell’architettura bioclimatica.

 

La straordinaria sinergia di intenti con tutti i soggetti coinvolti ci sta facendo procedere con celerità ed entusiasmo nella realizzazione di un progetto ambizioso e avveniristico che rafforzerà significativamente l’infrastrutturazione del porto di Bari – commenta il presidente Patroni Griffi. Non solo. Il nuovo terminal fungerà, anche, da anello di congiunzione nel processo di integrazione urbanistica che abbiamo avviato, al termine del quale le aree portuali si spoglieranno definitivamente del ruolo di appendice periferica, diventando così parte attiva e dinamica del centro urbano e della vita sociale cittadina.”

 

 

Dopo il nuovo aeroporto, la riqualificazione della stazione ferroviaria centrale attualmente in corso, la progettazione del nuovo casello autostradale previsto tra le opere a farsi con i lavori della Camionale, il nuovo terminal crociere sulla banchina 10 del porto di Bari completa la riqualificazione di tutti gli accessi alla città, sostiene l’assessore Galasso. Quello presentato oggi è un progetto che dà valore a tutta la città: un edificio di pregio, funzionale e luminoso, ottimamente inserito nello skyline portuale e cittadino, contaminato da sistemazioni a verde che emergerà agli occhi dei croceristi in arrivo rinnovando e riqualificando l’immagine che la città offre da questa sua porta di ingresso dal mare. Il nuovo terminal sarà funzionale non solo a una migliore organizzazione del traffico crocieristico ma anche a un miglioramento della qualità della vita dell’ambiente urbano circostante, indipendentemente dagli imbarchi. Inoltre, visto che l’edificio sarà più basso delle navi da crociera, sarà ben visibile l’ultimo piano, quello del lastrico solare, che  creerà un effetto scenico particolarmente suggestivo. Siamo molto soddisfatti anche perché questo progetto completa la strategia di riqualificazione di quest’area della città che, grazie alla collaborazione con l’Autorità portuale, abbiamo candidato congiuntamente per intercettare ulteriori finanziamenti per completare la riqualificazione dell’ingresso del porto, della zona attorno al Castello Svevo, dei collegamenti interni all’area e, ovviamente, per la realizzazione del parco del Castello, in modo da creare una ricucitura funzionale tra l’area portuale e la città. Bari sta diventando sempre più città di mare grazie a una serie di interventi che non si limitano più all’esecuzione di opere di riqualificazione strutturale ma che connettono effettivamente le infrastrutture marittime al contesto urbano nel suo insieme

 

 

A marzo, in pieno lockdown, abbiamo firmato assieme ad AdSP MAM il contratto”,– commenta Camilla Valle, architetto capogruppo del RTP di progetto (Raggruppamento Temporaneo di Professionisti) dello studio Valle3.0 di Roma. “Nonostante le numerose difficoltà determinate dall’emergenza, abbiamo lavorato senza sosta sino alla consegna del progetto nei tempi e nei termini stabiliti. Questo a dimostrazione del fatto che, con la volontà di tutti, si possono raggiungere importanti obiettivi, quale, appunto, la progettazione definitiva del nuovo terminal nel porto di Bari. Il progetto è impostato principalmente sull’utilizzo di finiture locali a chilometro zero. Tra i vari fattori importanti che lo caratterizzano vi è senza dubbio l’efficientamento energetico, attraverso lo studio delle facciate. La copertura, infatti, verrà utilizzata come tetto verde, accessibile dall’esterno e a disposizione della cittadinanza. Andremo avanti nella fase di progettazione esecutiva con la stessa rapidità ed efficienza.”

 

Attualmente, l’accoglienza ai passeggeri viene effettuata presso prefabbricati e tensostrutture, indipendentemente dalle condizioni climatiche. Per la durata dei lavori tali strutture verranno spostate in un’area limitrofa, dello stesso molo, in maniera tale da consentire il normale funzionamento dei servizi ai passeggeri.

MDF, 04 settembre 2020

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FIRMATO PROTOCOLLO D’INTESA ADM – ADSP MAM RILANCIO SISTEMA PORTUALE E LOGISTICO DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE

È stato firmato ieri dal direttore generale dell’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM), Marcello Minenna, e dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSP MAM), Ugo Patroni Griffi, un importante protocollo d’intesa per il rilancio del sistema portuale e logistico del Mare Adriatico Meridionale. L’iniziativa punta ad armonizzare due progetti già sottoscritti tra ADM e Associazione dei Porti Italiani e tra ADM e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con l’intento di realizzare, anche grazie all’uso di tecnologie avanzate, semplificazioni per gli operatori e per le imprese, favorendo l’utilizzo di facilitazioni e benefici di natura fiscale coerenti con la corretta attuazione degli istituti doganali. L’istituzione di un Tavolo tecnico permanente coordinato dal Direttore Generale dell’Agenzia e dal Presidente di AdSP MAM è lo strumento operativo scelto per condividere informazioni, idee e progetti, nonché per monitorare il regolare avanzamento delle attività che prevedono tra l’altro l’attivazione di corridoi controllati, sulla base del Codice Doganale UE, e lo sviluppo di tutte le potenzialità insite nello smart terminal e nello sdoganamento in mare. ADM e Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale potranno così operare in maggiore sintonia, realizzare obiettivi progettuali condivisi e dare corso alla piena integrazione del sistema logistico digitale dei porti in Puglia.

Di seguito, il protocollo d’intesa sottoscritto.

ADM ADMUC REGISTRO UFFICIALE 0291584 25-08-2020-

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ADSP MAM E COMUNE DI BARI CANDIDANO UN PARCO PROGETTI FINALIZZATO ALLA RICONNESSIONE CITTÀ-PORTO, ATTRAVERSO INTERVENTI MIRATI ALLA RIQUALIFICAZIONE DI AREE E ALLO SVILUPPO PORTO.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e il Comune di Bari, dopo un intenso lavoro sviluppato in questi mesi, hanno candidato alla misura di finanziamento al PAC (Piano di Azione e Coesione), complementare al PON “Infrastrutture e Reti” 2014 – 2020 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, una serie di progetti per la digitalizzazione della logistica, per il recupero del Lungomare Imperatore Augusto, nel tratto di connessione tra la città vecchia e il porto, e per il miglioramento della sostenibilità ambientale della zona.

 

La manifestazione di interesse formalizzata è il frutto di un lungo e complesso iter di studio e di ricerca, che ha visto la costituzione di gruppi interni di lavoro coordinati dai Dipartimenti Tecnici dei due Enti, i quali hanno elaborato tre proposte progettuali, con l’obiettivo di potenziare il rapporto porto-città, migliorare la sostenibilità ambientale in ambito portuale e sviluppare maggiormente l’asset tecnologico dell’Autorità portuale, uniformando i servizi offerti in tutti i porti del sistema.

 

Il PAC si articola in 6 assi strategici: digitalizzazione della logistica, programma recupero waterfront, accessibilità turistica, green ports, progetti infrastrutturali ferroviari e portuali, capacità istituzionale e supporto per l’attuazione. Di questi, quattro sono stati oggetto di studio e approfondimento così da tarare la proposta di parteneriato in maniera più specifica.

 

Asse A – digitalizzazione della logistica – Autorità di Sistema Portuale : è stato presentato un progetto che prevede il potenziamento del PCS GAIA, lo sviluppo dello Sportello Unico Amministrativo, il potenziamento dei varchi portuali per il tracciamento logistico della merce e la cooperazione applicativa con il sistema doganale AIDA, l’estensione delle reti WiFi di tipo pubblico e operativo, il potenziamento e l’estensione del sistema di videosorveglianza.

Al fine di estendere la cooperazione applicativa con il sistema doganale AIDA a tutti i porti gestiti dall’Ente, è stato siglato un accordo preliminare con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

 

Asse B – programma recupero waterfront – Comune di Bari e Autorità di Sistema portuale: l’intervento intende realizzare la riconnessione della città vecchia e del Castello Svevo con il mare. La strategia adottata prevede la riqualificazione delle aree portuali e delle aree urbane limitrofe, con l’obiettivo di rimuovere le barriere che oggi separano le città vecchia dal mare. Il progetto riguarda alcuni interventi che puntano a riqualificare le aree intorno al Castello Svevo che negli anni hanno subito forme di degrado fisico e ambientale, offrendo l’opportunità di valorizzare il patrimonio storico, artistico architettonico, asset del territorio cittadino e metropolitano.

 

Tra questi ci sono:

-L’interramento della strada litoranea urbana (parte di Corso de Tullio), nel tratto che va dal giardino di Isabella D’Aragona fino agli edifici doganali, in modo in modo da creare un’area di collegamento pedonale tra il Castello Svevo, la città vecchia, e il mare.

-La riqualificazione delle aree tra la città vecchia e il Castello Svevo con il potenziamento della loro accessibilità, attraverso il riordino dell’intermodalità e della mobilità sostenibile, nonché il miglioramento delle condizioni paesaggistiche e ambientali dell’area, con la realizzazione del nuovo parco.

 

Il macro-progetto prevede, d’intesa con L’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale (AdSP-MAM) – interventi di adeguamento delle infrastrutture esistenti per la connessione città-porto, il potenziamento dell’intermodalità e della mobilità sostenibile di accesso all’area della città vecchia e che connetta tutta la linea di costa, e la creazione di un parco orbitale il centro storico che acquisisca dimensioni rilevanti in corrispondenza del Castello Svevo.

L’accordo tra il Comune di Bari e l’AdSP-MAM è stato sottoscritto, attraverso un protocollo d’intesa, in data 10.07.2020 e prevede la realizzazione di un programma organico di interventi facenti riferimento ad un unico masterplan di riordino del waterfront urbano prospiciente l’area portuale. L’importo degli interventi, per quanto riguarda la parte di competenza comunale è di 21.590.909,09 euro suddivisi in interramento di Lungomare Corso Antonio de Tullio e riqualificazione di Piazza Ruggiero il Normanno.

 

Asse C – accessibilità turistica – Comune di Bari – L’intervento ha l’obiettivo di garantire il massimo grado di accessibilità alle aree del Castello Svevo di Bari. Nella configurazione attuale, il Castello Svevo di Bari è collocato in un’area limitrofa alla città vecchia con cui costituisce, a livello paesaggistico un unicum. Oggi il castello e il centro storico sono giustapposti e non hanno spazi di collegamento o elementi di connessione di mobilità lenta o carrabile. L’intervento intende quindi riqualificare le aree esterne al Castello Svevo integrandole con la città vecchia e la rete di mobilità ciclo-pedonale esistente attraverso la realizzazione di alcuni tratti oggi non presenti. L’obiettivo specifico del programma consiste nella riqualificazione delle zone adiacenti ai beni più importanti del patrimonio storico artistico culturale – quali l’unicum Castello Svevo e città vecchia – attraverso il loro ricongiungimento con l’elemento identitario caratterizzante il territorio barese e pugliese quale il mare. L’importo complessivo degli interventi previsti in questo progetto è di 4.000.000 euro.

 

Asse D – green ports – Autorità di sistema Portuale: è stata presentata una proposta progettuale consistente nella realizzazione di sistemi di elettrificazione delle banchine, con particolare riferimento a quelle di Punta delle Terrare, nel porto di Brindisi, e a quella che ricomprende gli ormeggi nr.10 e nr.11 della darsena di Ponente del Porto di Bari. Nel progetto è compresa anche l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione energetica proveniente da fonti rinnovabili.

 

Abbiamo presentato un lavoro progettuale corposo e ricco di contenuti– commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi.- Il nostro principale obiettivo è quello di estendere ai cinque porti del Sistema servizi e facilities volti ad irrobustire la nostra azione di promozione dell’hub MAM. Attraverso l’asse A, – continua il Presidente- miriamo al rafforzamento dei fast corridor ferroviari e su gomma, all’implementazione del Port Community Systems, all’estensione a tutti i nostri porti dello sdoganamento a mare. Con l’asse B, invece, puntiamo alla sistemazione e alla riqualificazione funzionale e urbanistica delle aree portuali, al miglioramento della connessione materiale tra i centri urbani e le aree portuali. Infine, attraverso l’asse D, vogliamo raggiungere risparmio ed efficientamento energetico,  attraverso la produzione di energia da fonti rinnovabili, la mobilità sostenibile nelle aree portuali e il monitoraggio ambientale nelle aree portuali.

 

Questo progetto significa per noi abbattere la più grande barriera architettonica che separa la città e il suo mare – spiega il sindaco Antonio Decaro-. Questo intervento rappresenta senza dubbio una delle più importanti occasioni di futuro, perché Bari finalmente sta tornando ad essere una vera città di mare attraverso interventi di riqualificazione urbana che puntano ad eliminare le barriere fisiche realizzate nel tempo tra gli insediamenti urbani e il mare ma anche attraverso lo sviluppo e la valorizzazione di funzioni che fino ad oggi sono rimaste in parte inespresse. Penso al turismo, alla sostenibilità ambientale, ai percorsi culturali come pure allo sviluppo commerciale, alle funzioni logistiche portuali, alla mobilità. È certamente un programma ambizioso, redatto a più mani, che ha subito incontrato la lungimiranza e la determinazione dell’Autorità di sistema portuale con cui abbiamo condiviso l’idea che il porto dovesse essere un nodo centrale dello sviluppo di Bari e non un elemento estraneo e autonomo. Siamo convinti di aver lanciato una sfida a noi stessi, alle altre istituzioni, ai cittadini e agli stakeholders a vario titolo coinvolti in questo percorso, ma siamo altrettanto consapevoli che la città di Bari è matura per coglierla e esserne protagonista”.

 

Il PAC 2014-2020 è finalizzato a garantire uno sviluppo competitivo dei territori delle regioni meno sviluppate del Mezzogiorno e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020, attraverso azioni ed interventi riferibili agli OT 2 “Migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché l’impiego e la qualità delle medesime” e OT 7 “Promuovere sistemi di trasporto sostenibili”, dell’Accordo di Partenariato.

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BARI SARÀ IL PRIMO PORTO IN CUI PASSEGGERI E OPERATORI POTRANNO RESPIRARE ARIA “FOTOCATALIZZATA”: ADSP MAM, T.ECO.M, LA PULISAN E RE AIR AVVIANO UN PROGETTO PILOTA, PRIMO IN ITALIA, CHE POTRÀ ESSERE ESPORTATO ANCHE NEGLI ALTRI PORTI DEL SISTEMA.

Questa mattina, nel terminal crociere del porto di Bari, il presidente dell’AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, ha assistito ad un’azione dimostrativa del sistema RE AIR; una start up nata dall’esperienza di un gruppo di giovani imprenditori che propone sistemi innovativi e brevettati per il trattamento di superfici in ambienti indoor e outdoor. Il progetto si fonda sul principio della fotocatalisi, un processo naturale di degradazione ossidativa delle sostanze inquinanti e microbiotiche diffuse nell’ambiente, ottenuto attraverso l’azione combinata della luce solare o artificiale e dell’aria.

 

Al termine della dimostrazione pratica, nella sala conferenze della sede di Bari, ha avuto luogo una tavola rotonda a cui hanno preso parte, oltre al Presidente dell’Ente, Claudia Nuzzo, T.ECO.M; Gabriele De Bonfilis, LA PULISAN ; Angelo Del Favero, Raffaella Moro e Gianluca Guerrini di RE AIR.

 

Gli esperti hanno dimostrato che il sistema è in grado di decomporre microrganismi nocivi (quali microbi, batteri e allergeni);di  ridurre drasticamente il livello di inquinanti tossici; di abbattere per oltre il 90% gli ossidi di azoto (NOx).

 

A valle delle evidenze scientifiche che ci sono state sottoposte– commenta il Presidente- abbiamo deciso di avviare un protocollo di collaborazione che parte dal porto di Bari per poi estendersi anche agli altri porti del sistema. Ancora una volta, lo scalo adriatico assume il ruolo di pioniere in Italia nella sperimentazione tecnologica. Il biossido di titanio, principio fondante della fotocatalizzazione, potrà essere un nostro alleato sia nella attuale fase di emergenza, sia quando sarà cessato l’allarme Covid, poichè viene utilizzata la più avanzata tecnologia oggi disponibile di ossidazione fotocatalitica in soluzione acquosa avanzata, che utilizza la luce, non prodotti chimici a beneficio dell’ambiente“. Siamo difronte ad un sistema totalmente sostenibile, -conclude Patroni Griffi- in grado di ridurre i costi e di migliorare attivamente l’ecosistema.”

 

La fotocatalisi è il fenomeno naturale in cui una sostanza, detta fotocatalizzatore, attraverso l’azione della luce (naturale o prodotta da speciali lampade) modifica la velocità di una reazione chimica. In presenza di aria e luce si attiva un forte processo ossidativo che porta alla decomposizione delle sostanze organiche e inorganiche inquinanti.

 

Il funzionamento del processo imita la fotosintesi clorofilliana (trasforma sostanze dannose per l’uomo in sostanze inerti). I due elementi, luce e aria, a contatto con il rivestimento delle superfici, favoriscono l’attivazione della reazione e la conseguente decomposizione delle sostanze organiche, dei microbi e batteri (gram negativi e gram positivi, muffe, allergeni, ossidi di azoto, aromatici policondensati, benzene, dell’anidride solforosa, monossido di carbonio, formaldeide, del metanolo, etanolo, etilbenzene, monossido e biossido di azoto).

 

T.ECO.M, LA PULISAN  e RE AIR ringraziano il presidente Patroni Griffi per aver saputo cogliere una sfida tecnologica avveniristica che potrà essere utilizzata anche negli altri porti italiani.

 

 

 

MDF, 14 luglio 2020

 

 

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ORGANISMO DI PARTENARIATO E COMITATO DI GESTIONE ADSP MAM APPROVANO ALL’UNANIMITÀ IL CONTO CONSUNTIVO 2019: IL BILANCIO SI CHIUDE CON UN AVANZO DI OLTRE 2,5 MILIONI DI EURO.

L’Organismo di Partenariato della Risorsa del Mare e il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale hanno approvato all’unanimità il conto consuntivo 2019 dell’Ente portuale che si chiude con un avanzo di parte corrente che supera i 2,5 milioni di euro.

 

Rispetto all’anno precedente, si registra un incremento di entrate di oltre 1 milione di euro, a dimostrazione che gli sforzi compiuti dall’Ente per rendere i porti del sistema più competitivi e in grado di attrarre nuovi traffici hanno prodotto gli esiti attesi. Un risultato positivo reso ancor più significativo se si considera che nell’anno 2019, come del resto nei due anni precedenti, non sono stati adottati provvedimenti di incremento delle tariffe.

 

Il bilancio dà inoltre conto dei costi connessi all’incremento e miglioramento dell’attività di security e di viabilità, in conseguenza dell’aumento dei traffici in tutti i porti e della estensione anche ai porti di Brindisi e Manfredonia degli standard di security già adottati nei porti di Bari, Monopoli e Barletta.

 

L’avanzo di amministrazione per l’anno 2019 ammonta ad oltre 48 milioni di euro, dei quali 33 milioni sono destinati alla realizzazione delle opere previste dal Programma Triennale delle Opere, approvato in occasione del Bilancio di previsione 2020.

 

Piena soddisfazione esprime il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi:L’approvazione all’unanimità del bilancio consuntivo, da parte dell’Organismo di partenariato e del Comitato di gestione, per l’entità dell’avanzo, il contenimento della spesa e gli investimenti in opere e servizi è un suggello che attesta l’ottimo stato di salute dell’Ente e l’efficacia della nostra azione amministrativa.”

 

Il risultato– continua Patroni Griffi- ci ha consentito di vincolare 9 milioni dell’avanzo disponibile alle esigenze Covid 19, per traghettare indenni, oltre la pandemia, imprese e lavoratori, senza rallentare nessuna opera pubblica, investendo in servizi e innovazione.”

 

Potendo contare su ben 9 milioni di euro per l’applicazione delle misure di mitigazione degli effetti negativi sulla portualità derivanti dalla pandemia da COVID-19 (art. 199 del DL Rilancio), infatti, l’Ente sarà in grado di sostenere non solo gli effetti del prevedibile calo dei traffici dell’esercizio 2020, specie per quanto riguarda passeggeri e crociere, ma anche e soprattutto aiutare –nei limiti fissati dal legislatore- l’intero cluster, conservandone integri i livelli occupazionali, nonché le imprese autorizzate alla fornitura del lavoro portuale temporaneo (art. 17 della Legge n. 84/94).

 

Gli ottimi risultati conseguiti – conclude il Presidente- da un lato premiano gli sforzi profusi sin dalla costituzione dell’Autorità di Sistema Portuale nella riorganizzazione e razionalizzazione delle attività svolte dalle soppresse Autorità Portuali per la valorizzazione e lo sviluppo dei 5 porti del sistema; dall’altro consentono di affrontare con maggiore serenità il particolare momento di crisi in cui versa sia la portualità, sia l’intera economia nazionale.”

 

 

MDF, 29.06.2020

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PORTO DI BRINDISI: UNA DELEGAZIONE DEL CONSOLATO AMERICANO DI NAPOLI E DELL’AMBASCIATA AMERICANA A ROMA RICEVUTA DAL PRESIDENTE ADSP MAM, PATRONI GRIFFI. OBIETTIVO, RAFFORZARE I RAPPORTI ISTITUZIONALI IN UNA PROSPETTIVA, ANCHE, DI POSSIBILI INVESTIMENTI STATUNITENSI SUL TERRITORIO.

Ieri mattina, nella sede di Brindisi dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, una delegazione del Consolato americano di Napoli e dell’Ambasciata americana a Roma è stata ricevuta dal presidente dell’AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi.

Una visita cordiale e informale, durante la quale la delegazione, grazie all’importante supporto della Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Brindisi, ha potuto ammirare la bellezza e la operosità dello scalo portuale a bordo di una motovedetta CP, coordinata dal comandante in seconda della Capitaneria C.F. (CP) Stefania Milione e dal capo servizio operazioni CF (CP) Pasquale Golizia.

La delegazione, costituita da George Sarmiento, capo Sezione economica dell’Ambasciata americana di Roma, Patrick Horne, capo Sezione economico-politica del Consolato Generale americano di Napoli, e Alba Ferreri, consigliere politico del Consolato Generale americano di Napoli, oltre ad essere affascinata dalla millenaria storia del porto messapico, è stata particolarmente interessata dalla versatilità e dalla poliedricità dello scalo: dai collegamenti marittimi con le vicine Grecia e Albania, alle banchine del porto industriale, servite da una vastissima area retro-portuale che consente collegamenti diretti con la rete infrastrutturale, stradale e ferroviaria, senza tangere il traffico cittadino.

Il presidente Patroni Griffi ha illustrato gli strumenti di sviluppo promossi attraverso la già istituita ZES interregionale Adriatica (Puglia Molise), nata con l’obiettivo di attrarre grandi investimenti, favorendo la crescita delle imprese già operative o la nascita di nuove realtà industriali, nelle aree portuali e retroportuali, e implementando le piattaforme logistiche, collegate anche da intermodalità ferroviaria, attraverso una serie di agevolazioni fiscali. Infine, si è parlato, anche, di come i porti del sistema dell’Adriatico meridionale abbiano fronteggiato e retto l’emergenza COVID.

Al termine della visita, il Presidente ha consegnato agli ospiti brochure informative dei porti dell’AdSP MAM e il crest dell’Ente, ottenendo la promessa di intensificare e rafforzare i rapporti istituzionali in una prospettiva, anche, di possibili investimenti statunitensi nell’area messapica. I delegati del Governo americano hanno ricambiato con omaggi rappresentativi.

MDF, 27 giugno 2020

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PORTO DI BRINDISI: IL VECCHIO “FANALE ROSSO” TORNERÀ A NUOVA VITA. L’ADSP MAM AVVIA LA PROCEDURA PER LA RISTRUTTURAZIONE DEL FARO POSTO ALL’IMBOCCATURA DEL PORTO. PREVISTI INTERVENTI PER CIRCA 430 MILA EURO.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha avviato una procedura per la ristrutturazione del faro posto all’imboccatura del porto di Brindisi, installato su uno dei cinque isolotti e scogli affioranti che costituiscono il mini-arcipelago delle Pedagne.

Trattandosi di un bene connotato da spiccati segni identitari che pure a tutt’oggi conserva la sua antica funzione di indispensabile segnalamento marittimo, l’Ente portuale ha ritenuto opportuno convocare una Conferenza di Servizi Preliminare sul progetto di fattibilità tecnico economica, redatto per valutare, congiuntamente con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio e con gli altri Enti interessati, tutte gli aspetti da tener conto nelle successive evoluzioni progettuali, onde assicurarsi i migliori risultati possibili nei termini di una sua massima valorizzazione.

Il complesso delle strutture presenti, compresa la torre del faro, attualmente versa in uno stato di degrado che rende estremamente difficoltoso agli operatori del Comando di MARIFARI, preposti alla manutenzione e tenuta in esercizio dell’apparato luminoso, accedere sia all’isolotto che alla sommità della torre su cui è installato il faro, alimentato da pannelli fotovoltaici.

 

Il fanale rosso, oltre alle sue funzioni di sicurezza della navigazione, rappresenta un landmark identitario per la città di Brindisi ed il primo biglietto da visita che chi arriva via mare incontra entrando nel porto– commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi.

Oltre a restituire al faro la sua originale funzione, il monumento potrebbe essere inserito in un eventuale percorso turistico che come un “filo” conduttore racconti la storia secolare della marineria del porto di Brindisi e dei suoi segnalamenti marittimi, come per esempio quello del Castello Alfonsino e quello semi-diroccato dell’isola di S’Andrea, situato alla radice della diga di Punta Riso. Restituire alla città uno dei propri luoghi simbolo, incastonato nel cuore del porto, – conclude Patroni Griffi– contribuisce a rinsaldare quel legame di appartenenza che da sempre esiste tra la città e la comunità marinara brindisina.”

Il progetto che verrà sottoposto all’esame della Conferenza di Servizi prevede tra l’altro: la verifica statica delle opere di fondazione, di elevazione e solai e conseguente esecuzione, ove necessario, di consolidamenti e ricostruzione delle strutture di fondazione, murarie e di copertura; il rifacimento degli impianti tecnologici dei rivestimenti murari interni ed esterni dei pavimenti, degli infissi interni ed esterni; la  revisione della lanterna di alloggiamento del segnalamento marittimo luminoso e suo potenziamento; l’ampliamento del punto di attracco dei mezzi nautici, il tutto nel pieno rispetto delle caratteristiche costruttive e dell’impianto morfologico esistente. Un intervento strutturale complesso per il quale si prevede uno stanziamento di circa 430 mila euro.

Il Faro delle Pedagne-Isolotto Traversa fu eretto nel 1859 ed entrò in funzione nel 1861 ad opera del Genio Civile. Si tratta di un manufatto a torre di forma cilindrica in muratura di conci di tufo/carparo, alto  circa 18 metr,  sulla cui sommità è installata una lanterna poligonale che all’epoca era una luce bianca alimentata a petrolio. Dal 1915 il faro divenne un fanale ad intermittenza rossa, classificato come faro di V Ordine, con una portata nominale di circa 13 miglia nautiche ed è a tutt’oggi operativo a cura del Comando di MARIFARI della Marina Militare.Alla base della torre del faro, vi sono dei vani con destinazione di alloggio temporaneo, attualmente non più utilizzatidal personale farista della Marina Militare che invece un tempo si avvicendava a turno sull’isola, per garantire il funzionamento e la relativa manutenzione del segnalamento, oltre ad altri manufatti di servizio.

 

MDF, 18 giugno 2020

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ADSP MAM: NEI PLESSI APERTI AL PUBBLICO DEI PORTI DEL SISTEMA PREVISTA L’INSTALLAZIONE DI INNOVATIVI DISPOSITIVI DI SANIFICAZIONE

L’ADSP MAM sposa totalmente la filosofia di Saint-Simon, e quindi ritiene che innovazione e metodo scientifico siano le uniche leve su cui basare lo sviluppo e la risoluzione dei numerosi problemi dell’età contemporanea.

Applicando tale ideale l’ADSP si è determinata ad installare, progressivamente, presso tutti i plessi aperti al pubblico da essa gestiti dispositivi innovativi di sanificazione che favoriscano l’eliminazione della carica microbica (batteri, virus, muffe, ecc.) e dei composti organici volatili (VOC) nell’aria e sulle superfici, neutralizzando di conseguenza allergeni e odori. Difatti i predetti apparecchi da installare sono dei dispositivi utilizzati per la sanificazione continua dell’aria, per ambienti e superfici, che utilizzano la tecnologia PCO, avendo le misure previste dal Ministero della Sanità, limitato l’uso degli impianti di riciclo dell’aria per ovvie ragioni legate all’impossibilità di garantire aria pulita con gli impianti presenti nelle maggiori infrastrutture esistenti sul territorio nazionale.

La tecnologia PCO (Photo CatalyticOxidation), meglio conosciuta come ossidazione fotocatalitica, è stata sviluppata ed utilizzata dalla NASA per la sanificazione degli ambienti destinati alle missioni aerospaziali, dove una delle prerogative principali è la qualità e la salubrità dell’aria.
La tecnologia imita e riproduce ciò che avviene in natura mediante la fotocatalisi: un processo che, grazie all’azione combinata dei raggi UV del sole, dell’umidità presente nell’aria e di alcuni metalli nobili presenti in natura, genera ioni ossidanti in grado di distruggere la maggior parte delle sostanze inquinanti e tossiche.

La reazione fotochimica che si genera permette quindi di distruggere con un principio naturale attivo le sostanze inquinanti, in particolare batteri, virus, muffe, allergeni ed odori.
Recenti studi hanno dimostrato anche l’abbattimento dei Coronavirus.
Pertanto detti dispostivi migliorano la qualità generale dell’aria interna dei locali, ove sono installati, rendendo l’ambiente sanificato e gradevole a chi lo vive. Detto metodo di sanificazione è sicuro ed efficace per la salute dell’uomo e dell’ambiente, in quanto non utilizza ozono né disinfettanti chimici a base di cloro, che al contrario hanno effettivi collaterali anche pericolosi in alcuni casi. Il dispositivo agisce in maniera attiva 24 ore su 24 nell’aria e sulle superfici, riducendo così la necessità di costosi interventi periodici di manutenzione.

Come tutti i virus finora studiati, è stato già dimostrato che il SARS-CoV-2 sopravvive su diverse superfici ambientali per diverse ore e forse per giorni, per cui può essere trasferito dalle mani alle superfici e viceversa. Pertanto, per prevenire l’infezione è necessario pulire e disinfettare accuratamente le superfici dei materiali. Difatti molti centri di ricerca stanno studiando le modalità di contagio del virus fra umani, che riguardano anche le possibilità che il virus si trasmetta con contatto virale diretto/indiretto con secrezioni respiratorie o attraverso il contatto di superfici di materiali contaminati con gocce cariche di virus.

Il sistema di sanificazione attiva differisce dai sistemi passivi (filtrazione tradizionale, ionizzazione classica, lampade germicide) in quanto, grazie agli agenti ossidanti generati dalla tecnologia PCO, si ha un effetto sanificante, non solo nel punto in cui viene installato il modulo ma sull’intero circuito aeraulicoed anche sulle superfici trattate.

L’auspicio è che l’impegno profuso nella predisposizione di ambienti il più salubri possibili possa vincere ogni residua remora dei passeggeri all’utilizzo dei traghetti come mezzo di trasporto sicuro, e quindi sostenere efficacemente le compagni di navigazione, il cluster marittimo e la ripresa dell’economia del Paese

 

 

 17 giugno 2020

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ENERGIA ELETTRICA PROVENIENTE DAL MOTO ONDOSO: ADSP MAM E KUMA ENERGY SRL SOTTOSCRIVONO UN PROTOCOLLO D’INTESA PER AVVIARE, PRESSO LA DIGA DI PUNTA RISO NEL PORTO DI BRINDISI, UN PROGETTO PILOTA.

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e il presidente di Kuma Energy srl, Francesco Piccione, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato all’avvio del primo impianto pilota del sistema ECOMar, una piattaforma di ultima generazione di energia ricavata dal moto ondoso.

A valle di una serie di sopralluoghi, l’azienda, una startup innovativa che opera nel settore della generazione di energia da fonti rinnovabili con sede legale a Genova e sede operativa in Puglia, ha valutato idonea ad ospitare il progetto pilota la diga di Punta Riso, nel porto di Brindisi.

A seguito del protocollo d’intesa, Kuma Energy, a proprie spese, progetterà e svilupperà ECOMar, una piattaforma in grado di convertire la forza delle onde marine in energia elettrica.

  

ECOMar è un sistema costiero, installabile su qualunque superficie verticale di frangiflutti o dighe portuali che non richiede importanti lavori sulle infrastrutture esistenti e non altera l’aspetto della costa o gli equilibri dei fondali marini. La piattaforma, infatti, è progettata con l’utilizzo di componenti ecocompatibili e sicuri per l’ambiente.

L’Autorità di Sistema Portuale ha accolto la proposta avanzata dall’azienda per favorire l’aumento di produzione di energia da fonti rinnovabili e l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale, obiettivi questi peraltro scanditi nel documento di Pianificazione Energetico Ambientale del Sistema Portuale (DPEASP), adottato dall’ Ente portuale.

AdSP MAM, attraverso il documento, si è resa disponibile ad assegnare a Kuma Energy, previa verifica e relativa istruttoria con le Autorità competenti, la disponibilità di utilizzo dell’area di installazione, per la durata di 12 mesi, eventualmente rinnovabile, a decorrere dalla data di disponibilità all’installazione del sistema pilota.

Durante le attività di analisi e sperimentazione on-site, Kuma Energy sarà affiancata dal Laboratorio A-Mare dell’Università di Firenze e dal Campus Università del Salento, e condividerà con AdSP MAM i dati di monitoraggio ambientale e tecnico raccolti durante le sperimentazioni e, al termine del periodo di concessione, gli elementi di fattibilità e sostenibilità economica relativa all’eventuale acquisizione futura da parte dell’Autorità portuale del sistema ECOMar per la produzione di energia da moto ondoso.

Il mare è un’enorme fonte di energia pulita, sfruttata, ad oggi, solo in minima parte, ma che teoricamente è superiore all’intera domanda energetica mondiale. Tra tutte le forme di energia dal mare, quella dal moto ondoso è quella studiata da più tempo e che conosce il maggior numero di sperimentazioni, soluzioni e prototipi impiantistici, offrendo il vantaggio di adottare soluzioni tecnologiche a basso impatto ambientale.

MDF 25 marzo 2020

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