Archivio dei tag #ambiente

Immagine avatar di Maria Di Filippo DiMaria Di Filippo
PORTO DI BARI: ENTRA IN FUNZIONE LA PRIMA PALA EOLICA, UNICO ESEMPLARE PRESENTE IN UN PORTO IN ITALIA. L’ENERGIA VERDE PRODOTTA È IMMESSA IN RETE PER COMPENSARE I COSTI. ADSPMAM STIMA UN ABBATTIMENTO ANNUO DI 18.600 KG DI CO2.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) ha collaudato con successo la pala eolica con generatore ad asse verticale di potenza nominale di 30 kilowatt (kw), installata sulla banchina n.18 del primo braccio del Molo Foraneo, cioè nella zona commerciale del porto di Bari.

 

Si tratta del primo progetto pilota realizzato in un porto in Italia, capace di ridurre notevolmente i costi dell’Ente nell’utilizzo di energia elettrica; non solo, aspetto ancora più rilevante, l’impianto è in grado abbattere significativamente le emissioni di anidride carbonica (CO2) in atmosfera.

 

Secondo le previsioni dell’AdSPMAM, infatti, parametrando la potenza del vento in quella zona, si stima una produzione annua, in media, di circa 39 kilowattora (kwh) di energia elettrica.

 

Attraverso il cosiddetto “contatore di scambio”, pertanto, l’energia immessa in rete consente di scalare i costi in bolletta. A fronte di una produzione così significativa di energia elettrica, inoltre, si stima una riduzione, in contemporanea, di circa 18.600 chilogrammi (kg) annui di CO2 annui immessi in atmosfera.

 

Risparmio ed efficienza energetica, digitalizzazione e principi di economia circolare quali cardini a supporto della blue economy, strumento fondamentale per ripristinare gli ecosistemi naturali– commenta il presidente di AdSPMAM, Ugo Patroni Griffi. La rete dei nostri porti si contraddistingue, in Italia e in Europa, per una serie di progetti pionieristici, avviati con successo e finalizzati alla salvaguardia dell’ambiente, attraverso un uso sostenibile delle risorse naturali. Non solo. Interventi del genere, localizzati in luoghi cosi strategici contengono anche un forte messaggio di sensibilizzazione per la popolazione sul tema delle energie verdi e della ecosostenibilità. I benefici per l’ambiente saranno importanti; proprio per questo –conclude il Presidente– stiamo pensando di portare l’esempio Bari in tutti gli altri porti del nostro sistema, magari utilizzando aree in ormai in disuso.”.

 

La peculiarità dell’impianto consiste nell’essere ad asse di rotazione verticale al suolo (VAWT, in inglese Vertical Axis Wind Turbines) un tipo di macchina eolica contraddistinta da una ridotta quantità di parti mobili nella struttura, aspetto che le conferisce un’alta resistenza alle forti raffiche di vento e la possibilità di sfruttare qualsiasi direzione del vento senza doversi orientare continuamente.

 

Tra i vantaggi, inoltre, il minor ingombro rispetto a turbine ad asse orizzontale, a fronte, invece, di una maggiore produzione in termini di megawatt (una sola turbina soddisfa il fabbisogno elettrico mediamente di circa 1000 case)

 

 

MDF, 29 marzo 2022

Immagine avatar di Maria Di Filippo DiMaria Di Filippo
ADSPMAM: DIVENTA OPERATIVO IL SISTEMA VEGA. OBIETTIVO, MIGLIORARE LA SOSTENIBILITA’ ENERGETICA DEL TRASPORTO MARITTIMO.

Diventa operativo il sistema Vega.

Il sistema VEGA è stato sviluppato dall’ADSPMAM nell’ambito delle attività previste dal progetto “SUSPORT – SUStainable PORTs” finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia 2014-2020 con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità energetica del trasporto marittimo e multimodale attraverso lo sviluppo di piani d’azione congiunti volti al coordinamento di tutti i principali attori coinvolti nel settore dei trasporti marittimi.

Un’applicazione avveniristica che ha l’obiettivo di migliorare la sostenibilità energetica del trasporto marittimo e multimodale nei porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale nonché rafforzare la  sua azione a tutela dell’ambiente nei suoi porti.

Nell’ambito del progetto “SUSPORT”, la fase nr. 2 del progetto si è conclusa con l’acquisizione di nuovi dispositivi di monitoraggio ambientale per soddisfare le esigenze di tutti i porti di ADSPMAM.

Il sistema, progettato e sviluppato per essere completamente configurabile rispetto alle esigenze di monitoraggio, prevede cruscotti di consultazione avanzati, attraverso i quali  possono essere interpolati dati eterogenei, come il fattore di impatto delle opere infrastrutturali sui principali benchmark di monitoraggio ambientale.”

 

Attraverso il seguente link è possibile leggere la  newsletter :

SUSPORT_newsletter_2022-02

Immagine avatar di Maria Di Filippo DiMaria Di Filippo
PORTO DI BRINDISI: SOGESID E ADSPMAM FORMANO LA SQUADRA PER LA REDAZIONE DEL PIANO REGOLATORE PORTUALE. COMPLETATE TRE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO. PROFESSIONISTI CHE DOVRANNO AFFIANCARE L’ENTE PORTUALE: CI SONO INGEGNERI, ARCHITETTI, BIOLOGI E PAESAGGISTI.

Passo in avanti verso la redazione del Piano Regolatore Portuale del porto di Brindisi: la Sogesid, Società “in house” dei Ministeri della Transizione Ecologica e delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili, ha completato la squadra di supporto che dovrà accompagnare l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale (AdSPMAM) nella composizione dello strumento pianificatorio necessario per ridefinire l’assetto generale dello scalo brindisino, comprese le opere di grande infrastrutturazione.

 

Venti figure professionali tra ingegneri, architetti, biologi e paesaggistici, coordinati dalla Sogesid, sono state scelte attraverso tre gare ad evidenza pubblica portate a termine dalla Società: la prima per il supporto tecnico specialistico sugli aspetti trasportistici e idraulici marittimi, una seconda dedicata al supporto sugli aspetti di pianificazione portuale, marittimi e strutturali, la terza per individuare i professionisti in ambito di Valutazione ambientale strategica (VAS).

 

Entrano a far parte dei gruppi di lavoro esperti in infrastrutture stradali, ferroviarie, marittime e portuali, di idraulica marittima e modellistica numerica, di trasporti via mare e via terra, di logistica nei porti. Al lavoro anche specialisti in valutazioni ambientali, dragaggi, energia, protezione del territorio, così come biologi marini, paesaggisti, disegnatori ed esperti G.I.S. (“Sistema Informatico Geografico”).

“Abbiamo formato una squadra di assoluta eccellenza per disegnare e  pianificare il  porto del  futuro -commenta il  presidente di AdSPMAM Ugo Patroni Griffi-. Con  il  prezioso  supporto di Sogesid abbiamo costituito un gruppo in grado di dare concretezza alla nostra visione  di sviluppo e di crescita dello scalo portuale di Brindisi e di affrontare adeguatamente una materia complessa e   multidisciplinare. Dobbiamo procedere speditamente. Il principale strumento strategico e di programmazione delle attività  di un porto, infatti,  non può essere  fermo al  1975, ma deve essere al passo con i tempi, in un contesto di continua  e rapida evoluzione e in sincronia assoluta con le nuove politiche di salvaguardia ambientale.  Abbiamo puntato molto sulla elevata professionalità del team con un duplice obiettivo: realizzare un lavoro  altamente qualificato e avveniristico, e, contestualmente, ridurre drasticamente i tempi di attraversamento, quei tempi morti impegnati dai procedimenti burocratici e autorizzativi. Un dedalo di  passaggi che, secondo le stime più recenti incide per il 54,3% sui tempi complessivi necessari per completare le opere“.

Prende sempre più sostanza, con il reclutamento di alte professionalità tecniche – osserva il Presidente e Ad di Sogesid Carmelo Gallo – l’impegno di Sogesid per accompagnare il forte impulso programmatorio voluto dall’Autorità. Sogesid – aggiunge Gallo – si conferma, qui e in altre parti d’Italia, partner efficiente e prezioso delle Autorità Portuali, laddove ci sia voglia di rendere i porti elementi di crescita sostenibile”.

Il documento  strategico attualmente in  uso era  stato approvato nel 1975, era stato oggetto di una significativa variante nel 2006 e di un importante  adeguamento tecnico funzionale nel 2020.

Il nuovo Piano Regolatore Portuale brindisino dovrà, oggi, tenere conto del contesto in evoluzione, con tutti i relativi e conseguenti aspetti economici, ambientali e sociali, seguendo un complesso iter amministrativo per la sua approvazione e il relativo monitoraggio.

 

Referenti per le attività della convenzione il Direttore del Dipartimento tecnico dell’Autorita’ Francesco Di Leverano e il Dirigente Sogesid Enrico Brugiotti.

 

MDF, 26 novembre 2021

 

Immagine avatar di Maria Di Filippo DiMaria Di Filippo
L’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE VARA IL PRIMO BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ. UN PERCORSO, INTRAPRESO DALL’ENTE, FINALIZZATO A RAFFORZARE IL DIALOGO CON IL TERRITORIO E CON GLI OPERATORI ECONOMICI, PER IL RAGGIUNGIMENTO DI UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, NEI TERRITORI DEL SISTEMA.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale  (AdSPMAM) si dota del Bilancio di Sostenibilità, relativo all’anno 2020, per rendicontare e far conoscere pubblicamente le attività svolte e i loro impatti,  sotto il profilo economico, ambientale e sociale.

 

Il documento intende essere un significativo contributo per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile, nei territori del Sistema.

 

Si tratta di un percorso fortemente voluto dal ministro Enrico Giovannini (MIMS) e convintamente sostenuto dall’AdSPMAM che, ha dopo aver partecipato alla redazione dello schema assieme ad Assoporti, è riuscita, per prima in Italia, a presentare il documento completo.

 

Il Bilancio di Sostenibilità dell’AdSPMAM,  verrà affinato, in un un’ottica di miglioramento continuo, nei prossimi anni per consentire a tutti i cittadini e agli interlocutori di conoscere sia l’operato dell’Ente, sia come esso realizza e interpreta la propria missione.

 

Il documento prende in considerazione oltre l‘aspetto economico e le relative performance economiche/finanziarie dell’Autorità di Sistema, anche gli aspetti collegati al sociale e alla sostenibilità ambientale

 

La struttura del  Bilancio di  Sostenibilità si articola in tre sezioni: Identità Aziendale, in cui sono esplicitati la missione, i valori di riferimento, la visione, la storia dell’AdSP, le attività, gli stakeholders, le strategie, il sistema di governance, le infrastrutture e l’assetto organizzativo; Relazione Sociale, in cui si descrivono le iniziative intraprese, le relazioni con i portatori di interesse, interni ed esterni e i risultati raggiunti per le diverse tipologie; Dimensione EconomicaPatrimoniale e Finanziaria, in cui si espone la rappresentazione della situazione finanziaria, patrimoniale e la determinazione del valore economico generato e distribuito agli stakeholders, a determinazione del valore aggiunto.

 

Gli stakeholders, o portatori di interesse, con cui interagisce l’Autorità di Sistema Portuale del  Mare Adriatico Meridionale sono: gli operatori del cluster del trasporto marittimo, del settore portuale e della logistica; gli operatori delle risorse umane; i fornitori; la Pubblica Amministrazione  e  la collettività.

 

Vogliamo rafforzare e intensificare dialogo e sinergia con i nostri stakeholders– commenta il presidente di AdSPMAM,  Ugo Patroni Griffi. Un obiettivo che si può raggiungere solo amplificando i canali della comunicazione e della trasparenza e mettendoci costantemente in discussione. Alla base del percorso virtuoso di sostenibilità, infatti, c’è l’identificazione di quelle che sono le tematiche più significative e le  aspettative più importanti  rispetto all’azione  dell’Autorità  di Sistema,  seguendo il principio della “materialità”, ossia valutando tutte quelle  informazioni utili sugli aspetti che incidono, in modo rilevante, sull’attività dell’Ente, sul suo andamento, sui risultati e sull’impatto che  essa genera”.

 

Il Bilancio di Sostenibilità è stato redatto seguendo i principi di redazione del Sustainability Reporting Standards del Global Reporting Initiative (GRI) , ente internazionale senza scopo di lucro nato con il fine di definire gli standard di rendicontazione della performance sostenibile e prende in considerazione, contemporaneamente, sia l’approccio tridimensionale, rivolto alla sostenibilità economica, sociale e ambientale, sia l’approccio ai portatori di interesse.

 

Le  azioni intraprese  dall’AdSPMAM, inoltre, sono state riclassificate per i 17 obiettivi Global Goal (gli obiettivi di sviluppo sostenibili) che  i Paesi membri dell’ONU devono perseguire entro il 2030.

 

I dati esposti attengono l’anno di esercizio 2020 e, ove disponibile, anche l’anno 2019, e derivano da documenti dell’Ente e da Bilanci/Consuntivi di esercizio approvati.

 

Il Bilancio di Sostenibilità è pubblicato sul sito istituzionale dell’Autorità, www.adspmam.it, nella sezione “Amministrazione Trasparente – Bilanci – Bilancio preventivo e consuntivo”.

 

Richieste di maggiori informazioni possono essere rivolte all’indirizzo protocollo@adspmam.it.

 

MDF, 05 ottobre 2021

Immagine avatar di Maria Di Filippo DiMaria Di Filippo
PORTO DI BARI: LO SCALO ADRIATICO SEMPRE PIÙ “GREEN”. ADSPMAM INSTALLA UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO REALIZZATO SULLA COPERTURA DELLA STAZIONE MARITTIMA- TERMINAL SAN VITO- DEL PORTO. I PANNELLI PRODURRANNO CIRCA 170 MILA DI KWH/ANNUI. L’ENERGIA PULITA IN RETE ABBATTERÀ SIGNIFICATIVAMENTE LE EMISSIONI DI CO2 IN ATMOSFERA.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale  ha realizzato un impianto fotovoltaico, ubicato sulla copertura piana della Stazione Marittima, terminal San Vito di Bari.

 

L’impianto, installato sul lastrico solare attraverso l’utilizzo di una struttura zavorrata, è costituito da 380 pannelli in silicio monocristallino.

 

I pannelli sono raggruppati in 23 stringhe, ognuna composta da 16 o da 22 pannelli, attestate su quattro inverter, attraverso i quali la potenza generata dai pannelli fotovoltaici (in corrente continua) viene trasformata in potenza alternata.

 

La potenzialità produttiva è notevole. In condizioni standard, infatti, l’impianto riesce  a produrre circa 170 mila kWh/annui.

La produzione di energia è costantemente tenuta sotto controllo grazie ad un sistema di monitoraggio da remoto che consente a gestori  ed utenza di essere informati in tempo reale sui livelli di produzione.

 

Vogliamo rendere i porti del nostro network sempre più green ed eco-sostenibili, attraverso interventi mirati che, con l’utilizzo delle più recenti tecnologie e della domotica, riducano drasticamente le emissioni di CO2 in atmosfera– commenta il  presidente dell’AdSPMAM  Ugo Patroni Griffi. Attraverso l’impianto che abbiamo realizzato a Bari, riusciremo a coniugare la compatibilità con le esigenze architettoniche e di tutela ambientale, a non produrre inquinamento acustico; a ridurre drasticamente l’utilizzo di combustibile fossile, generando e immettendo in rete energia elettrica senza emissioni di sostanze inquinanti. Un  progetto pilota che intendiamo applicare anche negli altri porti del sistema”.

Utilizzando parametri specifici del parco elettrico italiano, si è stimato che le emissioni di CO2 risparmiate con l’entrata in esercizio dell’impianto saranno pari a 464,8 g CO2/kWh di produzione termoelettrica lorda totale; di conseguenza, l’emissione di anidride carbonica “evitata” ogni anno sarà  di circa 79.000 kg.

 

Per la realizzazione dell’impianto, l’Ente portuale ha investito la somma di circa 135.400 euro.

 

MDF, 26 luglio 2021

Immagine avatar di Maria Di Filippo DiMaria Di Filippo
AUTORITÀ MARE ADRIATICO MERIDIONALE E SOGESID LAVORANO AL PRIMO PIANO REGOLATORE DI MANFREDONIA.

porto di Manfredonia avrà per la prima volta un Piano Regolatore. E’ stata sottoscritta con questo obiettivo una convenzione tra l’Autorità Portuale del Mar Adriatico Meridionale, guidata dal Presidente Ugo Patroni Griffi, e Sogesid, Società “in house” dei Ministeri della Transizione Ecologica (MiTE) e del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS), il cui Presidente è Carmelo Gallo.

 

Sogesid supporterà il lavoro dell’Autorità per tutte le articolate attività necessarie alla redazione del più importante documento strategico per il porto garganico, che definirà anche l’assetto complessivo delle opere di grande infrastrutturazione e quindi il ruolo dello scalo sipontino all’interno del sistema portuale del basso Adriatico.

 

Compito di Sogesid sarà analizzare l’ampio spettro di discipline tecniche, economiche, sociali e ambientali coinvolte nella redazione del Piano Regolatore Portuale: dallo stato attuale alle tendenze evolutive, agli aspetti portuali e retro – portuali, di collegamento viario e ferroviario, di ordine commerciale, crocieristico, nonché riguardanti la cantieristica e la logistica. Alla redazione del Piano seguirà il supporto della Società per l’iter autorizzativo del Piano, da sottoporsi a Valutazione Ambientale Strategica, e il necessario monitoraggio.

 

“Il porto di Manfredonia – spiega il Presidente dell’Autorità, Patroni Griffi – è uno snodo strategico per il sistema dell’Adriatico meridionale. Con Sogesid al nostro fianco riusciremo a produrre, come per Brindisi, un Piano Regolatore in grado di sfruttare e valorizzare appieno gli innumerevoli punti di forza, le caratteristiche strutturali e territoriali e le interconnessioni con la città. Le sfide che ci attendono nell’immediato futuro – conclude Patroni Griffi –  sono innumerevoli, dobbiamo farci trovare pronti con infrastrutture avveniristiche e moderne in grado di spalancare, per lo scalo sipontino, nuovi e importanti scenari di sviluppo”.

 

“Come già sta accadendo a Brindisi – spiega il Presidente e Amministratore delegato di Sogesid Gallo – la Società si occuperà di redigere questo importante elaborato, che consentirà, in linea con gli obiettivi dell’Autorità, di tracciare le nuove prospettive di crescita dello scalo. Un lavoro particolarmente utile e a suo modo storico, visto che sarà il primo per Manfredonia, nella cornice di un crescente e sfidante impegno a fianco della AdSP MAM”.

 

“È un passo che avrà un impatto forte in termini di sviluppo reale perché, con la nuova legislazione varata cinque anni fa, i piani regolatori hanno il compito di integrare i porti rispetto agli orientamenti europei in materia di portualità, logistica e reti infrastrutturali e al Piano strategico nazionale della portualità e della logistica, preoccupandosi di stabilire collegamenti e coordinamenti con le aree retro-portuali, come nel caso specifico di Manfredonia quelle del Consorzio ASI di Foggia, con la città e con le vie di collegamento stradali e ferroviarie di ultimo miglio”, ha osservato il vicepresidente della Regione Puglia e assessore alle Infrastrutture, Raffaele Piemontese.

 

L’importo della convenzione supera di poco i 350 mila euro, per una durata di due anni. Ne sono referenti per Sogesid il dirigente Ing. Enrico Brugiotti e per l’Autorità l’Ing. Francesco Di Leverano.  Sempre a Manfredonia, una convenzione regola il supporto della Società all’AdsP MAM per le attività di caratterizzazione ambientale del porto commerciale.

 

Immagine avatar di Maria Di Filippo DiMaria Di Filippo
L’ADSP MAM SI AGGIUDICA IN VIA DEFINITIVA FINANZIAMENTI PER QUASI 27 MILIONI DI EURO, NELL’AMBITO DEL PAC. I PROGETTI DI COLD IRONING E DI DIGITALIZZAZIONE DELLA LOGISTICA PREMIATI DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILI.

Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ha confermato il finanziamento per due progetti presentati dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, nell’ambito del PAC 2014/2020 ( Programma di Azione e Coesione complementare al PON Infrastrutture e Reti 2014-2020), attribuendo finanziamenti per oltre 27 milioni di euro, ritenendo i progetti presentati dall’Ente validi e ineccepibili.

 

L’AdSP MAM aveva aderito a tre assi del PAC: Asse A (Digitalizzazione della logistica), Asse B – (Programma Recupero Waterfront) ancora in attesa di valutazione e Asse D (Green ports).

 

Digitalizzazione della logistica: il progetto è stato ammesso a finanziamento al 100% dell’importo previsto (4,7miloni di euro). Nella graduatoria finale, l’Ente portuale si è classificato al 2° posto della classifica. Il progetto prevede l’evoluzione della piattaforma GAIA a supporto della interoperabilità con il sistema logistico regionale, nazionale e globale, estendendola a tutti e cinque i porti del sistema.

In particolare, verrà potenziato il PCS GAIA e sviluppato lo Sportello Unico Amministrativo, con integrazione diretta delle soluzioni SPID e PagoPA. Non solo. Si effettuerà l’estensione della cooperazione applicativa con il sistema doganale AIDA a tutti i porti del sistema, attraverso la realizzazione di varchi intelligenti per il tracciamento logistico della merce, il potenziamento del sistema di videosorveglianza a supporto della security portuale e l’attivazione, in tutti i porti, di reti Wi-Fi a disposizione dei passeggeri in transito e degli operatori portuali.

 

Green ports: Anche in questo caso, il progetto presentato dall’Ente si è classificato al 2° posto, su 14 presentati e solo 4 ammessi. Finanziato un importo pari ad oltre 22 milioni di euro che risulta, peraltro, la somma più alta ammessa. Il progetto prevede lavori di realizzazione dei sistemi di COLD IRONING nei porti di Bari, banchina 10, e Brindisi, Punta delle Terrare. Sulla scorta degli esiti di uno studio relativo alle navi che attualmente ormeggiano presso le banchine individuate, il progetto prevede il dimensionamento dei sistemi e la progettazione di soluzioni standard che siano idonee a soddisfare l’attuale fabbisogno senza, peraltro, escludere la possibilità di ulteriori utilizzi futuri. L’impatto sull’ambiente sarà tangibile e certificato, in termini di diminuzione delle emissioni in atmosfera e diminuzione dell’inquinamento acustico. E’ prevista, inoltre, la  realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica a parziale copertura del fabbisogno energetico derivante dall’attivazione dei sistemi di cold ironing.

 

In particolare, nel porto di Bari saranno elettrificati due ormeggi presso la Darsena di Ponente. Considerata la frequenza di attracco delle due tipologie di utenze individuate, si è stabilito di dimensionare l’impianto considerando la contemporaneità di due navi Ro-Ro/Ro-Pax o, in alternativa, di una nave Ro-Ro/Ro-Pax e una nave da crociera, sarà installato un convertitore di potenza da 16 MVA con uscite a 6,6/11 kV.

Particolare cold ironing 1

Nel porto di Brindisi verranno elettrificati due ormeggi presso la banchina di Punta delle Terrare. L’impianto sarà dimensionato in modo da garantire l’alimentazione contemporanea di due navi Ro-Ro/Ro-Pax, attraverso l’installazione di un convertitore di potenza da 6,5 MW con uscita a 11 kV predisposto anche per un futuro ampliamento dell’impianto che consenta anche l’attracco di navi da crociera.

Particolare cold ironing 2

Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di due impianti fotovoltaici, uno nel porto di Bari e uno nel porto di Brindisi, la cui produzione di energia elettrica supporterà il sistema di elettrificazione delle banchine, diminuendone il fabbisogno energetico, e sarà, inoltre, impiegato per integrare e soddisfare le svariate esigenze degli ambiti portuali (catena del freddo, pubblica illuminazione, operazioni portuali, ecc.), rendendo più attrattivo l’ormeggio, con alimentazione elettrica da terra, abbattendo i costi supportati dalle compagnie.

 

La nostra squadra ha svolto un lavoro eccezionale– commenta il presidente dell’Ente Ugo Patroni Griffi- abbiamo presentato un parco progetti che non solo è stato ritenuto idoneo e quindi ammesso a finanziamento nella totalità dell’importo stimato, ma che anche si è imposto nelle graduatorie finali. Da quando è iniziata l’avventura AdSP, abbiamo lavorato su due grandi direttrici: dotare i nostri cinque porti delle medesime infrastrutture, anche tecnologiche finalizzate a migliorare l’efficienza della logistica integrata; implementare la sostenibilità ambientale delle aree portuali. Il risultato ottenuto non era affatto scontato– conclude Patroni Griffi- ha vinto una squadra che ha giocato con cervello e cuore. Adesso aspettiamo febbrilmente gli esiti del progetto, candidato sull’Asse B, Parco del Castello Bari riconnessione CASTELLO-PORTO, che abbiamo presentato assieme al Comune di Bari, in cui prevediamo di effettuare interventi di adeguamento delle infrastrutture esistenti per la connessione città-porto, potenziando l’intermodalità e la mobilità sostenibile di accesso all’area della città vecchia. Un’altra sfida importante che auspichiamo di vincere“.

 

Nella stesura progettuale, sono state tenute in considerazione le variabili dipendenti e i fattori di integrazione ritenuti strategici per lo sviluppo dei porti del sistema nei prossimi anni, sia in termini quantitativi (volumi di traffico), sia in termini di capacità di creare valore nelle global supply chain e di migliorare le performance portuali nei mercati internazionali.

 

Bari, 15 aprile 2021

Immagine avatar di Maria Di Filippo DiMaria Di Filippo
PORTO DI BRINDISI: CONTINUANO AD AUMENTARE SENSIBILMENTE I VOLUMI DI TRAFFICO. ANCHE MARZO FA REGISTRARE NUMERI IN NETTA E SIGNIFICATIVA CRESCITA, RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2019.

Anche le statistiche relative al mese di marzo 2021 registrano numeri che parlano di una crescita importante nel porto di Brindisi, nei traffici commerciali, nonostante le limitazioni agli spostamenti ancora imposte per la pandemia e il processo di decarbonizzazione avviato dalla centrale Enel.

Ciò che spicca particolarmente è il fiorente traffico RO-RO. Le stime parlano di una media di circa 11.000 mezzi pesanti al mese, passati dal porto di Brindisi, nel primo trimestre 2021 (32.958 complessivamente nei tre mesi) con un aumento del + 17,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 (anno utile per una reale comparazione, attesa l’anomalia rappresentata dal 2020). 4.720 mezzi in più hanno attraversato lo scalo adriatico.

Il trend di crescita interessa tutti i segmenti di traffico: nel mese di marzo, aumentano le tonnellate totali delle merci del 4,7%, ben 1,608 milioni di tonnellate (di cui +3,3% rinfuse solide, +12,4% merci in colli, piccola flessione nelle rinfuse liquide -1,8%).

Continua a crescere, anche, il numero degli accosti: 417 navi hanno scalato il porto, ossia il +3% rispetto al primo trimestre 2019.

Le uniche flessioni importanti sono registrate nel settore crocieristico (le crociere sono ancora ferme per via del Covid) e passeggeri -43%  per effetto delle limitazioni ancora in atto negli spostamenti.

I dati sono stati anticipati ieri dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, nel corso del webinar dal titolo “Brindisi, porto core“, organizzato dall’International Propeller Club Port of Brindisi.

C’è un traffico che attende un porto– commenta il Presidente- e il porto deve sostenere la crescita potenziale dei traffici, attraverso opere infrastrutturali che possano consentire allo scalo di Brindisi di essere candidato come porto core. La condivisione di intenti emersa nel corso del webinar di ieri- conclude Patroni Griffi– ci fa finalmente vedere la luce perchè le opere che riteniamo prioritarie e strategiche e che ci condurranno verso un porto green competitivo, ossia accosti di Sant’Apollinare e dragaggi, possano essere avviate tempestivamente. ZES e Zona Franca di Brindisi daranno ulteriore vigore a tutta questa azione di rilancio di uno scalo che certamente tornerà a recitare un ruolo da protagonista nelle reti internazionali“.

I dati statistici relativi ai traffici nei porti dell’AdSPMAM sono raccolti ed elaborati dal sistema tecnologico GAIA, il Port Community System multi-porto realizzato come strumento di supporto per le attività portuali dei porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli,in grado di controllare in real time i passeggeri e i mezzi in entrata e in uscita dai porti, immagazzinare i dati di traffico passeggeri e merci forniti dalle Agenzie Marittime e, quindi, elaborarli per fini statistici e di fatturazione, secondo i modelli ESPO.

 

MDF, 8 aprile 2021

Immagine avatar di Maria Di Filippo DiMaria Di Filippo
PORTO DI BRINDISI: ISTITUITA IN TEMPI RECORD LA ZONA FRANCA DOGANALE IN AREE ENEL RETROSTANTI LA BANCHINA DI COSTA MORENA INTENSO LAVORO DI ADSPMAM, ADM ED ENEL PER SOSTENERE I LIVELLI OCCUPAZIONALI DURANTE LA TRANSIZIONE ENERGETICA.

Il direttore generale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM) Marcello Minenna ha approvato la perimetrazione della Zona Franca Doganale Interclusa (ZFD) di Brindisi, situata nella zona industriale retro portuale, in alcune aree di Brindisi Nord retrostanti la banchina di Costa Morena, come candidata dal Comitato di Indirizzo della Zona Economica Speciale (ZES) adriatica.

 

Si conclude così, in tempi rapidissimi, il lavoro sinergico svolto da Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed Enel per l’istituzione, dopo Capobianco, della seconda Zona Franca Doganale a Brindisi, in un’area di circa 200.000 metri quadrati, già infrastrutturata e pronta per ricevere nuovi investimenti produttivi che sostengano i livelli occupazionali dell’indotto, creando ulteriori opportunità di crescita e di sviluppo.

 

Sono stati individuati ampi spazi strategici non più utili all’attuale configurazione energetica, funzionali alla realizzazione di attività di deposito e logistiche nell’ambito della ZFD. Un processo ispirato a principi di sostenibilità che non comporterà alcun impatto ambientale, atteso che saranno convertite a nuova vita strutture già esistenti, e che valorizzerà competenze e asset già attivi e proficui, applicando i principi cardine dell’economia circolare.

 

Disporre di una zona franca in area portuale è una opportunità fondamentale per gli operatori economici, – commenta il presidente di AdSP MAM Ugo Patroni Griffi- non solo è possibile differire il momento impositivo doganale, ma anche gestire in sospensione di imposta la filiera logistica. Siamo riusciti ad includere nella Zona Franca Doganale aree estese e inutilizzate quali Capobianco e Costa Morena, decuplicando significativamente l’attrattività dello scalo brindisino. Non solo. Sostituendo l’industria con l’industria riusciamo a sostenere fortemente l’occupazione, evitando la perdita di risorse, e a rilanciare l’economia del porto di Brindisi, cogliendo a pieno le opportunità offerte dalla transizione energetica”.

 

Le amministrazioni dello Stato devono fare sistema per valorizzare al massimo il sistema portuale nazionale, mettendolo in connessione con la rete di trasporto ferroviario e gli assi logistici intermodali europei e transeuropei”, commenta il Direttore Generale di ADM Marcello Minenna, “Ciò significa anche rendere le nostre infrastrutture attrattive di nuovi investimenti produttivi, selezionati dal mercato anche per la loro sostenibilità energetica e ambientale. ADM accompagna i Comitati di Indirizzo delle ZES e le Autorità di Sistema Portuale in questo processo di miglioramento congiunto, che investe in primo luogo i porti ma che, in realtà, riguarda l’intero sistema logistico e produttivo nazionale”.

 

Solo il radicamento e la conoscenza delle realtà locali consente di promuovere e realizzare una collaborazione così concreta tra amministrazioni pubbliche e operatori economici, capace di incidere positivamente sul tessuto produttivo territoriale”, dichiara il Direttore Territoriale ADM Puglia, Molise e Basilicata, Marco Cutaia.

 

MDF, 1 marzo 2021

 

 

Immagine avatar di Maria Di Filippo DiMaria Di Filippo
ADSPMAM PARTNER DEL PROGETTO GUTTA: OBIETTIVO, SOSTENERE LA DECARBONIZZAZIONE DEGLI ATTUALI COLLEGAMENTI MARITTIMI TRANFRONTALIERI TRA ITALIA E CROAZIA.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale è partner del progetto GUTTA, nato con l’obiettivo di sostenere la decarbonizzazione degli attuali collegamenti marittimi transfrontalieri tra Italia e Croazia, attraverso operazioni ottimizzate basate su uno strumento computazionale che, utilizzando le previsioni meteo-marine,  calcola il valore dei dati raccolti a sensi del regolamento UE 757/15 sull’MRV (monitoraggio/segnalazione/verifica) delle emissioni di CO2 e  valuta l’andamento passato e presente del traffico dei traghetti tra l’Italia e la Croazia.

https://www.cmcc.it/it/articolo/traghetti-meno-emissioni-con-lottimizzazione-delle-rotte

 

Il  progetto GUTTA finanziato dal programma Italia – Croazia 2014-2020, ci mostra come saranno le future rotte dei traghetti a basse emissioni di CO2, con un focus sull’Adriatico.

up