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PORTO DI MANFREDONIA: STAZIONE RADIO BASE SUL MOLO DI PONENTE DEL PORTO DI MANFREDONIA, L’ADSPMAM PRECISA: PROCEDIMENTO NEL PIENO RISPETTO DELLA LEGGE, CON LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI GLI ENTI COMPETENTI E NEL QUADRO DEGLI OBIETTIVI STRATEGICI ZES.

In merito alle recenti notizie diffuse sulla realizzazione di una stazione radio base, sul molo di Ponente del porto di Manfredonia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdsPMAM) ritiene necessario fornire una ricostruzione completa e corretta dell’iter amministrativo, al fine di offrire alla cittadinanza informazioni puntuali e trasparenti.

 

Innanzitutto, si precisa che l’intero procedimento si è svolto nel pieno rispetto della Legge, con la partecipazione di tutti gli Enti competenti e nel quadro degli obiettivi strategici della ZES Unica. Le ricostruzioni recentemente diffuse a mezzo stampa non trovano riscontro negli atti e rischiano di generare ingiustificati sospetti sull’operato delle Amministrazioni pubbliche coinvolte.

 

I fatti: l’intervento trae origine da un’istanza presentata alla Struttura di Missione ZES e trasferita all’Autorità di Sistema nel settembre 2024. La richiesta riguardava la realizzazione di una nuova infrastruttura di telecomunicazione, costituita da un palo poligonale alto 30 metri con antenne, parabole e relative apparecchiature tecnologiche, su un’area di suolo demaniale regolarmente individuata.

 

In piena conformità ai principi sanciti dalla Legge 241/1990 – trasparenza, correttezza, partecipazione e semplificazione amministrativa– l’Ente portuale ha avviato il procedimento nei tempi previsti e ha provveduto alla pubblicazione dell’istanza presso l’Albo Pretorio del Comune di Manfredonia, sul proprio Albo Pretorio, nonché sulle Gazzette Ufficiali, italiana ed europea. Nel periodo di pubblicazione, protrattosi dal 16 ottobre al 30 novembre 2024, non è pervenuta alcuna osservazione, né è stata presentata alcuna domanda concorrente.

 

L’Ente, pertanto, in questa cornice normativa, ha convocato una conferenza di servizi, coinvolgendo tutte le Amministrazioni competenti: Struttura di Missione ZES, SUD ZES, Soprintendenza, Provincia di Foggia, Agenzia delle Dogane, Comune di Manfredonia, Capitaneria di Porto, ARPA Puglia e gli Uffici tecnici e legali della stessa Autorità di Sistema.

 

Sono stati acquisiti i pareri favorevoli di: Capitaneria di Porto, Dipartimento Tecnico e Dipartimento Legale dell’Autorità di Sistema, e Guardia di Finanza – Sezione Operativa Navale, tutti corredati dalle eventuali prescrizioni tecniche necessarie a garantire sicurezza, compatibilità e assenza di interferenze radio o marittime.

 

Per quanto riguarda, invece, Comune di Manfredonia, Provincia di Foggia e ARPA Puglia, la mancata trasmissione del parere entro i termini di legge previsti equivale, ai sensi della normativa vigente, ad assenso senza condizioni.

 

Una prima seduta della conferenza di servizi, in modalità sincrona, convocata per il 30 dicembre 2024 è stata rimandata a causa dell’assenza del rappresentante della Struttura di Missione ZES – la cui presenza è obbligatoria. Nella successiva convocazione, lo scorso 30 gennaio, il rappresentante della Struttura ZES ha espresso il proprio assenso, confermando la piena conformità dell’intervento rispetto agli obiettivi del Piano Strategico della ZES Unica.

 

Espletate tutte le verifiche, quindi, l’Autorità di Sistema ha concluso la conferenza di servizi, approvando il rilascio dell’atto formale della durata di 9 anni e dell’Autorizzazione Unica ZES. Successivamente, in coerenza con quanto richiesto dalla Soprintendenza nel corso della procedura, il Comune di Manfredonia ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica prevista dall’articolo 146 del Codice dei beni culturali, corredandola delle prescrizioni tecniche da osservare in fase esecutiva.

Anche l’ARPA e la Provincia di Foggia, che non si erano espresse in sede di conferenza di servizi, hanno rilasciato rispettivamente il parere tecnico preventivo favorevole in data 13/9/2024 e l’autorizzazione sismica ex art. 94 del DPR 6/6/2001, n. 380 in data 12/9/2024.

 

L’articolato iter descritto dimostra, quindi, che il provvedimento è stato rilasciato nel pieno rispetto della normativa, a seguito della partecipazione e della valutazione di tutte le Amministrazioni competenti e nel quadro di obiettivi strategici di innovazione e di sviluppo delle aree ZES.

 

Alla luce di quanto su esposto, pertanto, l’Ente portuale respinge fermamente le osservazioni recentemente sollevate, poiché basate su presunzioni e non sulla reale conoscenza dei passaggi amministrativi che hanno condotto alla decisione finale.

 

Un esame attento del titolo concessorio– scaricabile dalla sezione trasparenza del sito web dell’Ente– avrebbe agevolmente consentito di evitare la diffusione di interpretazioni non rispondenti alla realtà dei fatti e di non alimentare, ingiustificatamente, sospetti sul corretto operato della Pubblica Amministrazione.

 

L’Autorità di Sistema Portuale ribadisce il proprio impegno verso la massima trasparenza e conferma che ogni decisione adottata è il frutto di istruttorie complete, partecipate e rigorosamente conformi alla Legge.

 

 

MDF, 5 dicembre 2025

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ADSPMAM: I PORTI DELL’ADRIATICO MERIDIONALE TENGONO IL PASSO, NONOSTANTE IL RALLENTAMENTO DEL COMMERCIO GLOBALE DOVUTO ALLE INCERTEZZE GEOPOLITICHE. NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2025, MOVIMENTATE OLTRE 12 MILIONI DI TONNELLATE DI MERCI E PIÙ DI 1,5 MILIONI DI PASSEGGERI.

I primi nove mesi del 2025 confermano la solidità del Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale che- pur in un contesto economico complesso- mantiene performance di assoluto rilievo, attestandosi su volumi di traffico che restano ampiamente superiori ai livelli pre-pandemia.

Nei sei porti del Sistema (Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia, Monopoli e Termoli)

l’andamento dei traffici riflette le complessità del quadro economico e le complesse dinamiche che stanno interessando l’economia mondiale. La crisi geopolitica internazionale, l’instabilità dei mercati energetici, i numerosi focolai di guerra, la contrazione dei consumi e l’aumento dei costi logistici hanno inciso sull’intera catena di approvvigionamento, determinando una contrazione generalizzata dei flussi commerciali e una revisione delle strategie degli operatori del trasporto marittimo. L’Autorità di Sistema, tuttavia, ha dimostrato un contrasto a tali complessità tale da mantenere salda la sintesi economico-finanziaria dell’Ente.

 

In questo contesto, infatti, il Sistema dell’Adriatico Meridionale ha dimostrato una notevole capacità di tenuta, mantenendo volumi di traffico solidi e superiori ai livelli pre-pandemici e confermandosi infrastruttura strategica per la connettività dell’Italia meridionale e per gli scambi con i Paesi dell’area balcanica e del Mediterraneo orientale.

 

Da gennaio a settembre 2025, il Sistema ha registrato oltre 4.000 accosti, con una riduzione del 6% rispetto allo stesso periodo del 2024, ma con un dato che resta superiore del 12% rispetto al 2019, anno pre-Covid.

 

Le merci movimentate superano i 12 milioni di tonnellate, con una flessione del 7%; il quadro generale, tuttavia, mostra un Sistema in equilibrio, sostenuto dal buon andamento di alcune categorie merceologiche strategiche.

 

Le rinfuse solide segnano un incremento del +13%, trainate dai cereali (+23%) e dai TEU (+40%), in crescita costante negli ultimi sette anni.

Proprio in tal senso, è interessante soffermarsi sulla movimentazione dei cereali, nello specifico il grano duro, tenero e il mais che raggiunge il +23% rispetto all’anno precedente, con più 1,8 milioni di tonnellate.

Il traffico Ro-Ro e Ro-Pax, con oltre 243mila mezzi movimentati, registra un lieve calo rispetto all’anno precedente ma resta in crescita rispetto al 2019.

I passeggeri traghetti superano 1,5 milioni di unità, con una sostanziale stabilità sul biennio precedente; mentre continua la corsa del comparto crocieristico che supera i 516 mila crocieristi transitati attraverso i porti del Sistema e segna un +14% rispetto al 2024 e un +25% rispetto al 2023.

 

PORTO DI BARI

 

Il porto di Bari registra risultati positivi in tutti i principali segmenti di traffico, confermandosi come snodo logistico e commerciale nel Bacino del Mediterraneo. Nei primi nove mesi dell’anno, si è registrato un aumento delle toccate di +1,4% (ben 1.480 navi accostate); un aumento delle rinfuse solide di più del 30% (oltre un milione e settecentomila tonnellate), trainate dai cereali +40% e dai prodotti chimici +27%; un aumento del +1% delle merci varie (con quasi 4 milioni di tonnellate); ben 75mila TEU (+9,4% in tons e +35% in numero contenitori) e +92% merci varie.

L’andamento dei Ro-Ro risulta piuttosto stabile, contando un -1% per le tonnellate ed un +0,7% per quel che riguarda il numero di camion e trailers.

Per quanto riguarda i flussi dei passeggeri, il porto di Bari segna un numero quasi invariato di passeggeri traghetti (più di 840mila passeggeri) ed un +21% dei passeggeri crociere (circa 430 mila turisti) e 152 navi accostate.

 

 

PORTO DI BRINDISI

 

Il porto di Brindisi attraversa una fase di transizione strutturale, segnata dal progressivo ridimensionamento dei traffici energetici tradizionali e da un riequilibrio verso comparti più sostenibili e diversificati del trasporto marittimo. Nei primi nove mesi dell’anno, si sono registrati 1.170 accosti che hanno movimentato oltre 4,4 milioni di tonnellate di merci. Il dato complessivo segna un calo del 22% rispetto al 2024, statistica influenzata significativamente dalla cessazione della produzione di energia elettrica da parte della centrale Federico II Enel e, quindi, dalla connessa attività di sbarco del carbone. A questo, c’è da aggiungere la riduzione della produzione di Versalis, dovuta all’interruzione dell’attività di cracking. Il numero di camion e di trailer, seppur con un calo del 14% rispetto all’anno precedente, raggiunge più di 96 mila unità rotabili transitate nel porto. Mezzi che hanno trasportato più di 3 milioni di tonnellate di merci via Ro-Ro. Il traffico passeggeri, con 462mila unità, registra una flessione del 10%, mentre il comparto crocieristico continua a consolidarsi con 86mila passeggeri e 44 accosti. L’entrata in funzione del pontile a briccole e le nuove in fase di realizzazione, già dal prossimo anno, favoriranno sicuramente una ripresa traffici, rafforzando la competitività del porto e aprendo nuovi scenari per l’intero sistema produttivo locale.

 

PORTO DI BARLETTA

 

Il porto di Barletta evidenzia un andamento positivo, trainato dalle connessioni con le filiere locali e dal potenziamento dei collegamenti con l’entroterra produttivo; con 606mila tonnellate movimentate registra un incremento del 6% rispetto al 2024.

A trainare la crescita, la movimentazione di prodotti chimici liquidi con +100%, anche se in modesta quantità (6mila tonnellate); un aumento generalizzato del +27% delle rinfuse solide, tra le quali evidenziamo i cereali +12% (106mila tonnellate); i prodotti chimici  +54% (126mila tonnellate) e i minerali/cementi e calci +12% (più di 130mila tonnellate). In aumento anche le toccate navi, 139 nel periodo in esame, pari al +2,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

PORTO DI MANFREDONIA

 

In un contesto di contrazione dei volumi globali, il porto di Manfredonia evidenzia una crescita selettiva dei traffici legati ai settori industriali locali, in particolare quello dei materiali da costruzione e dell’eolico. Comparando il periodo in esame rispetto all’anno precedente si registrano 253 accosti, in crescita del 2%, e oltre 467mila tonnellate di merci movimentate (-20%); tra queste, l’aumento del +26% della categoria “minerali, cementi e calci” che supera le 100mila tonnellate. Una quota significativa degli accosti ha riguardato la movimentazione di componenti eolici, il cui peso specifico limita l’incidenza sul volume complessivo.

Sul fronte passeggeri, la linea con le Isole Tremiti, avviata con ritardo rispetto agli anni precedenti, ha trasportato 4.812 turisti.

 

 

 

PORTO DI MONOPOLI

 

Il porto di Monopoli si contraddistingue per vivacità operativa e capacità di attrarre traffici diversificati. Assume, inoltre un ruolo sempre più strategico nel segmento del turismo marittimo di nicchia e di lusso, riflettendo la forte crescita del comparto nautico-alta di gamma in Italia. Da gennaio a settembre, il “porto gioiello” del Sistema ha registrato 160 accosti che si traduce in un +30% rispetto al 2024. Gli accosti in più corrispondono ad un aumento sia delle rinfuse liquide, costituite da oli vegetali (oltre 232mila tonnellate) e le rinfuse solide (+27%) che raggiungono 86mila tonnellate tra derrate alimentari, mangimi, minerali e prodotti chimici.

In crescita significativa anche il segmento crocieristico che ha raggiunto i 2.951 passeggeri (554 in più rispetto all’anno precedente), corrispondente ad un aumento del +23%. Un dato che attesta Monopoli tra le mete più apprezzate dal turismo di nicchia.

 

PORTO DI TERMOLI

 

In linea con la strategia di diversificazione dei traffici, il porto di Termoli consolida la propria funzione di scalo passeggeri e avvia un percorso di crescita orientato all’apertura verso nuovi mercati e rotte adriatiche. Il traffico passeggeri da e per le Isole Tremiti, infatti, resta stabile con 206mila unità per 734 accosti. Intanto, dopo l’ottimo risultato ottenuto con il collegamento sperimentale Termoli-Ploce, che ha testimoniato la bontà dell’iniziativa e l’appetibilità turistica e commerciale della linea, l’Ente portuale in sinergia con gli operatori si sta adoperando per attivare nuovi collegamenti passeggeri da e per il porto di Termoli e nuove linee commerciali.

 

Il 2025 può essere considerato come un anno di assestamento per i traffici portuali – commenta il presidente dell’AdSPMAM, Francesco Mastro–. Dopo anni di crescita sostenuta, il rallentamento dell’economia globale si riflette anche sui nostri numeri. Tuttavia, la tenuta complessiva del Sistema, l’incremento costante dei traffici container e crocieristici e la stabilità dei flussi passeggeri testimoniano la solidità della nostra infrastruttura logistica. Continueremo ad investire in innovazione, sostenibilità ed efficienza operativacontinua Mastro– per rendere i nostri porti sempre più competitivi e per cogliere le opportunità offerte dalla transizione energetica e digitale che sta ridisegnando il panorama del commercio internazionale”.

 

Nelle statistiche dei primi nove mesi del 2025, una menzione speciale meritano anche gli accosti dei “Pleasure and Commercial Yachts” (imbarcazioni utilizzate per uso privato, ricreativo e imbarcazioni commerciali utilizzate per attività commerciali) che da maggio a settembre hanno riguardato in particolare i porti di Brindisi, Monopoli e Bari, confermando l’appeal turistico e commerciale delle coste dell’Adriatico meridionale.

 

I dati relativi ai traffici nei porti dell’AdSPMAM sono raccolti dal sistema tecnologico GAIA, il Port Community System multi-porto, realizzato come strumento di supporto per le attività portuali degli scali di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta, Monopoli e Termoli. GAIA consente di monitorare in tempo reale passeggeri e mezzi in entrata e in uscita dai porti e di immagazzinare i dati di traffico merci e passeggeri forniti dalle Agenzie marittime. I dati complessivi vengono poi elaborati dall’Ufficio Statistiche dell’AdSPMAM per fini di analisi e fatturazione, secondo i modelli ESPO, garantendo omogeneità e trasparenza nella rappresentazione dei flussi portuali del Sistema.

 

 

MDF, 7 novembre 2025

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ADSPMAM: PRENDE FORMA IL COMITATO DI GESTIONE DELL’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE. SI ATTENDONO LE DESIGNAZIONI DI ALCUNE AMMINISTRAZIONI LOCALI MANCANTI PER COMPLETARE L’ORGANO GOVERNO E DI GESTIONE STRATEGICA DELL’ENTE.

Con determina n. 349 del 28 ottobre scorso, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), Francesco Mastro, ha nominato i primi sei componenti del nuovo Comitato di gestione dell’Ente.

Si tratta di:

– Avv. Flavia Rita Decaro – designato dalla Regione Puglia

– Avv. Francesco La Torre – designato dal Comune di Manfredonia

– C.A. (CP) Donato De Carolis – Direttore Marittimo della Puglia e Basilicata ionica

– C.V. (CP) Luigi Amitrano – Comandante del Porto di Brindisi

– C.F. (CP) Valerio Massimo Acanfora – Comandante del porto di Barletta

– C.F. (CP) Marco Pepe Comandante del Porto di Manfredonia

– C.F. (CP) Giuseppe Panico – Comandante del porto di Termoli

– T.V. (CP) Gennaro Moccia – Comandante del porto di Monopoli

Si attendono, ancora, le designazioni di alcune Amministrazioni locali mancanti, già richieste dall’Ente portuale, per completare l’organo governo e di gestione strategica dell’Autorità di Sistema.

Abbiamo bisogno che la nostra macchina gestionale sia messa quanto prima nelle condizioni di correre e di affrontare tutte le sfide che ci attendono– commenta il presidente Mastro. La costituzione del Comitato di gestione rappresenta un passaggio fondamentale per dare piena operatività all’Ente e garantire una governance solida. Per questo – continua Mastro– auspico che le Amministrazioni locali mancanti procedano tempestivamente con le designazioni di competenza; magari, oltre all’avvocato Decaro, già designata dalla Regione, valorizzando ulteriormente la presenza femminile, risorsa di competenza e visione. È necessario, comunque, procedere speditamente – conclude il Presidente – per rendere l’Autorità pienamente in grado di deliberare e di decidere il futuro strategico dei sei porti del nostro Sistema, a beneficio dei territori e di tutto il Paese”.

Il Comitato di gestione è l’organo di governo dell’Autorità di Sistema Portuale. Esercita funzioni di indirizzo e programmazione, deliberando su atti fondamentali quali il Piano Regolatore di Sistema Portuale, il Bilancio, il Piano Operativo Triennale e le concessioni demaniali; peraltro, il Comitato nomina il Segretario generale, su proposta del Presidente.

 

Prima della riforma del 2016, le Autorità portuali erano dotate di un Comitato portuale con una composizione più ampia e articolata che includeva rappresentanti delle categorie economiche e sociali. La riforma ha introdotto un modello più snello e funzionale, riducendo il numero dei componenti e concentrandone le competenze sulle decisioni strategiche.

 

 

 

 

 

MDF, 29 ottobre 2025

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ADSPMAM: FRANCESCO MASTRO È IL NUOVO PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE. TRA LE PRIORITÀ, CRESCITA DEI TRAFFICI, SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E COSTANTE CONFRONTO CON OPERATORI E COMUNITÀ PORTUALI.

Questa mattina, nella sala ex Comitato dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), sede di Brindisi, si è svolta una partecipata conferenza stampa per la presentazione del nuovo presidente, Francesco Mastro.

Lo sorso 23 ottobre, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha sottoscritto il Decreto n.268 che trasforma l’incarico di commissario straordinario, ricoperto dal 30 giugno 2025, in quello di Presidente dell’Ente che gestisce i porti di Bari, Brindisi, Barletta, Monopoli, Manfredonia e Termoli.

All’incontro con la Stampa erano presenti il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, il vicecomandante della Capitaneria di Porto di Brindisi, C.F. (CP) Giuseppe Barretta.

 

 

Sono profondamente grato al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti- ha detto il Presidente– per la fiducia che ha riposto in me e ringrazio le comunità marittime dei sei porti del nostro Sistema – Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta, Monopoli e Termoli – per il sostegno che hanno manifestato alla mia candidatura”. “Ho scelto di tenere la mia prima conferenza stampa a Brindisi non per caso, ma per dare un

segnale chiaro: nel mio mandato tutti i porti del Sistema avranno pari attenzione- ha dichiarato Mastro-. Tutti i nostri scali rivestono un ruolo cruciale per lo sviluppo economico del territorio e contribuiscono significativamente a rendere competitivo l’intero Sistema dell’Adriatico Meridionale, specialmente nel contesto dei sempre più agguerriti mercati internazionali”.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti, il Commissario straordinario ha parlato del suo predecessore, primo presidente dell’AdSPMAM, Ugo Patroni Griffi. “Opererò nel solco di quanto già costruito da Ugo Patroni Griffi, – ha detto– che in sette anni di mandato ha saputo svolgere un’azione amministrativa con visione, progettualità e forza; creando dal nulla un Sistema portuale dove i sei porti, pur conservando le loro specificità sono diventati un unico hub polifunzionale. Ora tocca a me proseguire questo percorso e potenziarlo, senza perdere mai di vista il valore strategico di ciascuno scalo”.

Nel suo intervento, inoltre, Mastro, ha rivolto un pensiero nei confronti dei dipendenti dell’Ente. “Fin dal 2017, anno in cui sono nate le Autorità di Sistema Portuale, – ha dichiarato– ho fatto parte del Comitato di Gestione, e ancor prima ero componente del Comitato Portuale di Bari e di Brindisi. Questo mi ha permesso di conoscere a fondo l’organizzazione dell’Ente e, soprattutto, le sue risorse umane. Conosco bene i dipendenti dell’Autorità, il loro valore, la loro dedizione e la loro esperienza. Una squadra forte, affiatata e guidata con competenza dal segretario generale, Tito Vespasiani; è da qui che voglio partire. Sarà grazie a questo capitale umano che potremo continuare a crescere e ad affrontare insieme le sfide che ci attendono”.

Per quanto attiene l’indirizzo che intende dare alla sua azione amministrativa vi sono tre colonne portanti: la sostenibilità, lo sviluppo e la tecnologia. “Al centro della mia azione ci sarà la sostenibilità- ha detto. Non è una parola alla moda, ma una necessità reale. Non un vincolo ma un’opportunità. La crescita dei traffici – merci e passeggeri – e la tutela ambientale, infatti, non sono due strade parallele che non si incontreranno mai. Possono e devono procedere insieme, in un unico percorso virtuoso, con il fondamentale supporto delle nuove tecnologie. Solo porti moderni, sostenibili e avveniristici possono attrarre investimenti, generare economia, creare lavoro”.

 

Nel corso del suo intervento, il Presidente ha sottolineato l’urgenza di procedere speditamente con le tante opere già avviate e di imprimere un’accelerazione a quelle ancora in fase di programmazione, in tutti i porti del sistema. Mastro, inoltre, ha annunciato la volontà di rivolgere una particolare attenzione nei confronti del comparto della portualità turistica e diportistica, considerato strategico per lo sviluppo del territorio. I dati parlano chiaro: in Puglia, ha detto, la nautica da diporto genera oltre 300 milioni di euro di indotto all’anno. Si tratta di un settore che attiva occupazione, servizi, turismo di qualità e una filiera ampia che coinvolge le comunità costiere, contribuendo in modo concreto alla crescita economica di tutto il territorio.

“Sarò al fianco di operatori, imprese, istituzioni e cittadini- ha concluso Mastro. Perché i porti non sono solo infrastrutture, sono comunità vive. E la rotta, da oggi, la tracciamo insieme”.

 

 

MDF, 27 ottobre 2025

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PORTO DI BARLETTA: L’ADSPMAM PROCEDERÀ CON LA MESSA IN SICUREZZA DEL BRACCIO DI LEVANTE DEL PORTO DI BARLETTA, RESTITUENDO ALLA CITTÀ UN LUOGO SIMBOLO E DI RITROVO.

Questa mattina, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), si è svolto un incontro tra il commissario straordinario dell’Ente, Francesco Mastro, e il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito, per analizzare la questione relativa alla riqualificazione del Braccio di Levante, a seguito dei lavori avviati dall’Ente portuale relativi al prolungamento dei moli foranei del porto di Barletta.

Il Commissario ha riferito al Primo cittadino, l’intendimento dell’Ente portuale di integrare i lavori già in corso, finalizzati alla realizzazione di misure connesse alla sicurezza, con un intervento atto a rendere fruibile pedonalmente il molo di Levante. L’intervento, che dovrà ovviamente essere preventivamente condiviso oltre che con l’Amministrazione comunale anche con la Prefettura e la Questura della BAT e la Capitaneria di Porto di Barletta, sarà finanziato sia con i 600mila euro già destinati a tale scopo nell’ambito del Protocollo di Intesa sottoscritto nel 2020 tra il sindaco Cannito e il presidente dell’epoca dell’AdSPMAM, Ugo Patroni Griffi, sia, ove necessario, con fondi derivanti dall’appalto per i lavori di prolungamento dei moli foranei di prossima cantierizzazione.

Nel corso dell’incontro, il Commissario ha evidenziato che l’Autorità di Sistema Portuale è pienamente consapevole del valore simbolico e identitario che il Molo di Levante riveste per la comunità barlettana e non solo. Un luogo di incontro, svago e socialità. Vi è, tuttavia, la necessità che qualsiasi riapertura avvenga esclusivamente in condizioni di massima sicurezza per l’utenza e nel pieno rispetto delle leggi e delle prescrizioni delle Autorità competenti e delle ordinanze vigenti.

Il porto di Barletta è il fiore all’occhiello del territorio costiero– ha dichiarato Mastro- proprio per questo procederemo con il nostro progetto di riqualificazione e di messa in sicurezza del Braccio di Levante. Un’opera che si innesca nell’ambito della mega-opera che stiamo realizzando: il prolungamento dei moli foranei. Un intervento infrastrutturale imponente ed ecosostenibile che renderà lo scalo finalmente fruibile anche alle navi di ultima generazione. Le aree di interazione porto-città sono definite da un principio non solo normativo, ma anche sociale – conclude il Commissario– un principio che intendiamo mantenere vivo ed efficace”. 

La decisione di interdire fisicamente l’accesso al Molo di Levante è stata adottata per imprescindibili ragioni di sicurezza, a seguito dei gravi fatti di cronaca verificatisi lo scorso 4 luglio e delle numerose segnalazioni di attività illecite registrate nell’area. Bisogna però ricordare che l’accesso alla diga foranea è vietato da anni in forza dell’Ordinanza  n. 59 del 13 novembre 2020 della Capitaneria di Porto che ne consentiva l’accesso esclusivamente ai mezzi e al personale del Comune di Barletta, della stessa Capitaneria, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e delle Forze di Polizia e di soccorso, sia per ragioni di maritime security sia per l’assenza delle necessarie condizioni di sicurezza.

Per superare tali criticità, nel maggio 2020 l’Autorità di Sistema Portuale e il Comune di Barletta avevano, appunto, sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato alla riqualificazione dell’area, con l’impegno dell’Ente portuale di contribuire nella misura massima di 600 mila euro e per il Comune di provvedere all’appalto dei lavori previa progettazione. Successivamente, a seguito della redazione del progetto esecutivo da parte del professionista incaricato dal Comune di Barletta, è risultato un fabbisogno economico è pari a 1,7 milioni di euro.

Per risolvere l’impossibilità da parte del Comune di finanziare i lavori, a valle di una rimodulazione del Protocollo di intesa, l’AdSP si farà carico dell’intera progettazione e realizzazione degli stessi, mantenendo la competenza gestoria che, in base al Protocollo, era prevista in capo all’Amministrazione comunale.

Relativamente al progetto di prolungamento dei moli, va rimarcato che trattasi di un’opera imponente e strategica, attesa da sempre dagli Operatori e non solo, che consentirà di elevare in maniera significativa la funzionalità del bacino portuale di Barletta, risolvendo alcune criticità tecnico-nautiche e consentendo, contestualmente, di ridurre l’apporto verso l’interno del materiale solido trasportato dalle correnti costiere. Gli interventi previsti sono:

  • Allungamento del Molo di Tramontana di circa 500 m in modo da raggiungere la lunghezza complessiva di 805 m prevista dal Piano Regolatore Portuale (PRP) vigente;
  • Prolungamento del Molo di Levante di circa 140 metri.

Per la realizzazione del prolungamento del Molo di Ponente è stimato un quadro economico di spesa pari a 38 milioni di euro, di cui 34 milioni circa per lavori e 4 milioni per somme a disposizione dell’Amministrazione.

L’importo di 38 milioni trova copertura finanziaria dalle seguenti fonti:

  • Con D.M. 332 del 17/08/2021 l’intervento è stato ammesso a finanziamento per euro 19.916.000,00;
  • L’opera beneficia di un ulteriore finanziamento ai sensi del D.M. MIT n. 150 del 16/10/2020 per complessivi euro 5.000.000,00;

Sono previsti, infine, ulteriori 13 milioni di euro a completare l’intera opera, compreso il Molo di Levante, rivenienti dall’Accordo di Coesione per la Regione Puglia, un documento, sottoscritto nel novembre 2024 tra Governo e Regione. Secondo le stime i lavori dovrebbero durare circa un anno e mezzo.

 

 

MDF, 2 ottobre 2025

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PORTO DI BARLETTA: IL TAR PUGLIA CONFERMA LA LEGITTIMITÀ DELL’OPERATO DELL’ADSPMAM SULL’APPALTO DEI LAVORI AL PORTO DI BARLETTA. RIGETTATO INTEGRALMENTE IL RICORSO PRESENTATO DAI SECONDI CLASSIFICATI.

Con sentenza pubblicata mercoledì 9 luglio, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Prima) ha rigettato integralmente il ricorso (n. 339/2025) presentato dal RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese) con impresa capogruppo D’oronzo Infrastrutture S.r.l. e costituito D’Agostino Angelo Antonio Costruzioni Generali S.p.A., confermando la piena legittimità dell’aggiudicazione dell’appalto per il prolungamento dei moli foranei del porto di Barletta.

Il RTI, classificatosi secondo nella procedura di gara, aveva impugnato la determina con cui l’Autorità di Sistema aveva assegnato l’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori al Raggruppamento Temporaneo di Imprese guidato da Fincosit S.r.l., con le mandanti Fincantieri Infrastructure Opere Marittime S.p.A., Zeta S.r.l. ed EMarine S.r.l..

Il TAR ha accolto totalmente la linea difensiva del Dipartimento Legale dell’Ente portuale, diretto dall’avv. Fulvio Mezzina, valutando le contestazioni sollevate nel ricorso e nei successivi motivi aggiunti in parte infondate nel merito e in parte in parte inammissibili.

In particolare, il Giudice amministrativo ha respinto gli assunti del RTI ricorrente, secondo il quale l’offerta dell’aggiudicatario sarebbe stata inattendibile, incerta e indeterminata, confermando, così, la legittimità delle valutazioni operate dalla Commissione giudicatrice.

Si sblocca finalmente l’avvio di un’opera strategica per Barletta e per tutto il territorio– commenta il commissario straordinario dell’AdSPMAM Francesco Mastro-. Si tratta di un intervento infrastrutturale imponente ed ecosostenibile che consentirà di elevare significativamente i livelli di sicurezza dello scalo portuale rendendolo finalmente fruibile anche alle navi di ultima generazione. La decisione del TAR, inoltre, è una importante vittoria della nostra squadra– conclude Mastro-; poiché conferma la piena regolarità e l’assoluta trasparenza dell’intero iter amministrativo istruito dai nostri Uffici, al fine di garantire legalità, efficienza e trasparenza in ogni fase della propria attività, a beneficio della collettività e dell’economia locale”.

Il RTI aggiudicatario della gara effettuerà tutti i lavori, le prestazioni, le forniture e le provviste necessarie per fornire il lavoro completamente compiuto e secondo tutte le condizioni stabilite nel capitolato speciale di appalto e nella documentazione progettuale, con le caratteristiche tecniche, qualitative, quantitative e prestazionali previste nel progetto di fattibilità tecnico-economica, posto a base di gara.

Il Raggruppamento Temporaneo di Imprese, inoltre, si occuperà di redigere, prima dell’esecuzione dei lavori, la progettazione esecutiva, compresi i relativi particolari costruttivi, in conformità al progetto di fattibilità tecnica ed economica (lo studio preliminare che valuta la realizzabilità e la convenienza del progetto, identificando la soluzione migliore tra le alternative possibili in termini di costi e benefici per la collettività) posto a base di gara dall’Ente portuale. I lavori saranno condotti in modo tale da non intralciare né interrompere in alcuna maniera l’operatività del porto.

L’intervento riguarda inizialmente la realizzazione del solo Molo di Ponente, sebbene il bando sia stato strutturato in modo da consentire, in una fase successiva e nell’ambito della stessa procedura, anche l’estensione dei lavori al Molo di Levante.

Si tratta di un’opera imponente e strategica (il cui intervento si inquadra nell’ambito di un poderoso programma di potenziamento infrastrutturale del valore complessivo di 800 milioni di euro) che consentirà di elevare in maniera significativa la funzionalità del bacino portuale di Barletta, consentendo, contestualmente, di ridurre l’apporto verso l’interno del materiale solido trasportato dalle correnti costiere. Gli interventi previsti sono:

  • Allungamento del Molo di Tramontana di circa 500 m in modo da raggiungere la lunghezza complessiva di 805 m prevista dal Piano Regolatore Portuale (PRP) vigente;
  • Prolungamento del Molo di Levante di circa 140 metri.

Per la realizzazione del prolungamento del Molo di Ponente è stimato un quadro economico di spesa pari a 38 milioni di euro, di cui 34 milioni circa per lavori e 4 milioni per somme a disposizione dell’Amministrazione.

L’importo di 38 milioni trova copertura finanziaria dalle seguenti fonti:

  • Con D.M. 332 del 17/08/2021 l’intervento è stato ammesso a finanziamento per euro 19.916.000,00;
  • L’opera beneficia di un ulteriore finanziamento ai sensi del D.M. MIT n. 150 del 16/10/2020 per complessivi euro 5.000.000,00;

Sono previsti, infine, ulteriori 13 milioni di euro a completare l’intera opera, compreso il Molo di Levante, rivenienti dall’Accordo di Coesione per la Regione Puglia, un documento, sottoscritto nel novembre 2024 tra Governo e Regione. Secondo le stime i lavori dovrebbero durare circa un anno e mezzo.

 

MDF, 11 luglio 2025

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ADSPMAM: FRANCESCO MASTRO È IL NUOVO COMMISSARIO STRAORDINARIO DELL’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE. PASSAGGIO DI CONSEGNE FORMALE NELLA SEDE DELL’ENTE.

Questa mattina, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), ha avuto luogo il passaggio di consegne tra l’Amiraglio Vincenzo Leone, che ha guidato l’Ente per un anno, e il prof. avv. Francesco Mastro, che, con Decreto n.144 del 17 giugno 2025 è stato nominato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti Commissario straordinario dell’Ente.

Dopo la firma degli atti formali, alla presenza del segretario generale, Tito Vespasiani, dei dirigenti e di una parte del personale dell’Ente, il Commissario straordinario Mastro ha ringraziato l’Ammiraglio Leone per il lavoro svolto, rivolgendogli i migliori auguri per una carriera ancora ricca di successi e per un cammino personale sereno.

Da oggi, Mastro è già al lavoro per garantire piena continuità amministrativa e gestionale all’Ente, assicurando la regolare prosecuzione delle attività in corso e la piena operatività dei porti MAM, in attesa che il Ministero proceda con la nomina del nuovo presidente.

In una fase cruciale per il futuro della portualità, l’AdSPMAM resta impegnata nel portare avanti le progettualità strategiche già avviate, con l’obiettivo di rafforzare la competitività, l’intermodalità e la sostenibilità delle sei infrastrutture portuali che ricadono nel Sistema (Bari, Brindisi, Barletta, Monopoli, Manfredonia e Termoli).

L’Ente portuale dell’Adriatico meridionale continuerà ad operare in stretta collaborazione con i territori, gli operatori economici e le istituzioni, per promuovere uno sviluppo portuale armonico, moderno ed efficiente, in linea con le esigenze del sistema logistico nazionale ed europeo.

 

MDF, 30 giugno 2025

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PORTO DI BRINDISI: DOPO 50 ANNI, IL PORTO DI BRINDISI HA UN NUOVO PIANO REGOLATORE PORTUALE. IL COMITATO DI GESTIONE DELL’ENTE HA APPROVATO ALL’UNANIMITÀ IL DOCUMENTO STRATEGICO CHE IMPOSTA LO SVILUPPO DELLO SCALO MESSAPICO PER I PROSSIMI 35 – 40 ANNI.

 

Oggi, nella sala ex Comitato della sede di Brindisi dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), il commissario straordinario, Ammiraglio Vincenzo Leone, ha tenuto una conferenza stampa di presentazione del nuovo Piano Regolatore Portuale (PRP) del porto di Brindisi, approvato all’unanimità dal Comitato di Gestione, riunitosi nella sede brindisina.

Il nuovo PRP disegna il futuro del porto per i prossimi 35-40 anni, puntando su uno sviluppo moderno, sostenibile e strategico; prevede opere di grande infrastrutturazione, in special modo nel porto esterno, per consolidare il suo ruolo di hub multimodale e strategico, con funzioni di corridoio lato mare e Autostrada del Mare per il trasporto Ro-Ro e Ro-Pax verso l’Europa dell’Est; mira ad intensificare il traffico container e rinfuse e ad avere una funzione rilevante quale terminal crocieristico e passeggeri, in coerenza, peraltro, con le indicazioni già delineate nel Documento di Pianificazione Strategica di Sistema.

Tra i punti chiave della visione futura vi è una maggiore valorizzazione del rapporto tra il porto e il tessuto urbano, con la possibilità di aumentare l’accessibilità e la fruibilità di luoghi e di spazi sul mare, da parte della comunità tutta.

Va letta in tal senso la nuova proposta funzionale del versante “cittadino” del Seno di Levante, lungo via Del Mare che mira a consolidare ulteriormente il millenario legame tra il porto e la città, valorizzandone la naturale vocazione urbana. L’intervento prevede un’integrazione più armoniosa con il tessuto cittadino, superando l’attuale configurazione che, pur garantendo i servizi per l’ormeggio delle grandi navi, limita l’accesso al mare e la fruizione degli spazi pubblici a causa di barriere fisiche e di restrizioni.

 

La prospettiva cioè della prefigurazione di un nuovo lungomare sull’attuale via del mare che andrà ad aggiungersi ed integrarsi con quello del lungomare Regina Margherita, postula l’inizio di un percorso lineare e spaziale fronte mare senza soluzione di continuità tra la porta Thaon de Revel e porta Lecce senza tuttavia minare il traffico crocieristico– da assistere con nuove tecnologie e con presidi all’occorrenza – che anzi ne risulterà ulteriormente esaltato dall’unicità della nuova offerta paesaggistica ed ambientale in un contesto già ora pregno di tali valori.

Il Piano individua, anche, nuove aree retroportuali strategiche, fondamentali per migliorare la logistica e l’efficienza dei traffici marittimi. Questi spazi, aventi funzione accessoria agli scambi portuali, saranno destinati allo stoccaggio, alla movimentazione delle merci e ai servizi per imprese e trasporti, garantendo un porto sempre più competitivo e connesso alle grandi rotte commerciali.

Nel rispetto del layout definito dal Piano del 1974 per i porti interno e medio, le nuove grandi opere si concentrano sul porto esterno, dove le colmate previste sono state ridefinite per rispondere agli obiettivi del nuovo progetto di potenziamento della logistica e della cantieristica navale, oltre che al supporto dei programmi governativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Le indicazioni della Commissione Tecnica di Verifica Ambientale, nell’ambito della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), appunto, confermano la piena idoneità di queste aree a sostenere la trasformazione degli scali portuali che non saranno più solo punti di scambio merci, ma veri e propri hub energetici.

Grande attenzione è stata riservata al potenziamento del polo cantieristico navale, attraverso la previsione di ampliamenti delle strutture “a mare” dei cantieri esistenti, con l’obiettivo di incrementare significativamente la produzione navale e generare un impatto positivo sull’occupazione qualificata.

Anche nel settore della nautica da diporto sono previste importanti novità. Si è pensato, infatti di raddoppiare gli spazi attualmente insistenti nel Porticciolo turistico “Bocche di Puglia- Marina di Brindisi”, in una visione complessiva di potenziamento dell’attrattività dello scalo e di conseguenza di tutto il territorio,

Dopo 50 anni Brindisi ha finalmente il suo Piano Regolatore Portuale– commenta il Commissario straordinario. È un risultato storico per la città e per il territorio, per il quale ringrazio il Presidente, Ugo Patroni Griffi, il Segretario Generale, Tito Vespasiani, il Dipartimento tecnico dell’Ente e tutti coloro i quali si sono autorevolmente ed efficacemente adoperati per raggiungerlo. Dopo un lungo percorso fatto di franco, dialettico e leale confronto con le Istituzioni interessate, con gli operatori portuali, studi di tecnici qualificati e nel pieno rispetto delle complesse procedure amministrative previste ed esperite positivamente, uno degli scali più strategici del Mediterraneo, ha un piano in grado di coniugare sviluppo e sostenibilità, progettazione di visione e integrazione. Abbiamo pensato ad un porto che tenga conto delle costanti evoluzioni nel campo navale e dello shipping internazionale. Un hub moderno, insomma,- conclude l’Ammiraglio Leone- in grado di potenziare i traffici attuali e di favorire nuovi flussi commerciali, di offrire aree per insediamenti produttivi connessi alla transizione energetica, di sviluppare servizi all’avanguardia, di sostenere la crescita della ZES unica e della Zona Franca Doganale e di intercettare il tanto auspicato ritorno delle attività produttive dall’estero, oltre che dialogare ed interconnettersi in maniera sempre più simbiotica e felice con il tessuto urbano cittadino”.

Un progetto ambizioso che guarda al futuro non solo del porto ma del territorio e dei cittadini– ha commentato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano -. Le infrastrutture che saranno realizzate renderanno la città di Brindisi sicuramente all’altezza delle sfide che la attendono, sia in termini di competitività che di sostenibilità ambientale ed energetica. Ringrazio l’ex presidente dell’Autorità portuale Ugo Patroni Griffi e il commissario straordinario, ammiraglio Vincenzo Leone, per l’ottimo lavoro svolto in questa direzione. Grazie al nuovo Piano, quello che è già un approdo strategico punta ancora più in alto, con l’obiettivo di diventare sempre più accessibile e inserito in un contesto internazionale”.

 

Il nuovo Piano mette insieme l’aspetto storico, industriale e culturale dell’area portuale e propone una visione futura del Porto come interfaccia tra città e mare – sottolinea l’assessore regionale alla Mobilità Debora Ciliento-. Questa nuova visione del Porto apre a nuove prospettive nell’utilizzo della risorsa mare, per valorizzare le attività turistiche, commerciali e industriali sempre nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale. Un progetto importante portato avanti dall’ex presidente Patroni Griffi e dal commissario straordinario, ammiraglio Leone, che ringrazio”.

 

Sono soddisfatto per la conclusione positiva di un procedimento complesso– commenta il sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna. Il nuovo PRP sarà certamente un valore aggiunto per l’attrattività del territorio brindisino, in vista delle sfide della transizione industriale che ci apprestiamo a vivere con attenzione e volontà di non ripetere gli errori del passato. Una nuova visione della Città e del territorio circostante è assolutamente imperniato su un nuovo rapporto con il porto che è l’infrastruttura portante di un inedito modello di sviluppo economico e sociale”.

 

Le basi del nuovo Piano sono quelle indicate nel Documento di Pianificazione Strategica di Sistema Portuale (DPSSP), approvato nel 2020 sulla scorta di una serie di confronti con stakeholders (istituzionali, imprenditoriali, dell’associazionismo, del terzo settore e privati cittadini) che hanno avuto l’obiettivo di far emergere i rispettivi fabbisogni, secondo logiche partecipative e attraverso una prospettiva sovra-territoriale di raccordo tra le specificità di ogni singolo nodo portuale.

 

Il Piano vigente fino ad oggi era stato approvato nel 1975 ed era stato oggetto poi di una variante nel 2006 e di adeguamenti tecnici funzionali nel 2013 e nel 2020.

 

 

MDF, 30 gennaio 2025

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PORTO DI BARI: VISITA DI UNA DELEGAZIONE FAO PER CONOSCERE L’ESPERIENZA DELLO SCALO ADRIATICO NELLA MOVIMENTAZIONE E NELLO STOCCAGGIO DI CEREALI.

Ieri, martedì 21 gennaio, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), il direttore di esercizio del porto di Bari, Pietro Bianco, alcuni funzionari dell’Ente insieme ai rappresentati della Capitaneria di Porto, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dell’UVAC, dell’USMAF, della Guardia di Finanza, della Polizia di Frontiera, nonché degli Operatori e del Laboratorio Archimede hanno incontrato una delegazione composta da 20 persone, nell’ambito di una “visita- studio” organizzata dal Centro per gli Investimenti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO).

La delegazione era composta da rappresentanti degli enti pubblici egiziano e tunisino coinvolti direttamente nell’importazione di cereali – la Egyptian Holding Company for Silos and Storage (EHCSS) e l’Office des Céréales (ODC) – oltre a membri del Centro per gli Investimenti della FAO e della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS).

Obiettivo dell’iniziativa, organizzata dalla FAO, è stato quello di fornire ai rappresentanti dei due Paesi Africani la possibilitá di conoscere l’esperienza del porto di Bari, uno dei principali porti di importazione di cereali in Italia, nella movimentazione e nello stoccaggio di cereali.

il direttore di Esercizio porto di Bari, Pietro Bianco , e Dmytro PRYKHODKO- Economista senior e team leader del progetto- Centro per gli investimenti – FAO

Egitto e Tunisia, infatti, intendono investire e migliorare significativamente l’efficienza delle loro importazioni, attraverso la realizzazione di moderne infrastrutture per lo stoccaggio, la movimentazione e il trasporto; strutture e silos la cui realizzazione è prevista nei prossimi anni.

 

Il Centro per gli Investimenti della FAO, insieme alla BERS, infatti sta lavorando su un progetto regionale implementato nei Paesi della regione a Sud e ad Est del Mediterraneo, in particolare in Tunisia e in Egitto, mirato, appunto, ad ottimizzare e implementare la gestione della filiera di approvvigionamento dei cereali.

 

La visita si è articolata in due momenti: una tavola rotonda durante la quale i funzionari dell’AdSPMAM hanno fornito ai delegati una panoramica completa sulle infrastrutture e sulle procedure operative del porto di Bari, con particolare attenzione agli aspetti logistici, fitosanitari e di sicurezza alimentare, e una visita agli impianti portuali dedicati al traffico cerealicolo dello scalo barese.

La delegazione ha partecipato con grande interesse trovando estremamente rilevanti e proficui i contenuti raccolti nel corso della intensa “visita-studio”.

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PORTO DI BARI: GIOVEDÌ 23 GENNAIO ALLE ORE 16.00 CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’UFFICIO DI PIANO.

Giovedì 23 gennaio, alle ore 16.00, nella sala Comitato della sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) – piazzale C. Colombo n. 1- il commissario straordinario, Ammiraglio Vincenzo Leone, presenterà la costituzione del nuovo Ufficio di Piano e i suoi componenti.

 

Si tratta della struttura di coordinamento prodromica alla formazione del Piano Regolatore Portuale del porto di Bari.

 

All’incontro con la Stampa sarà presente il professor Ugo Patroni Griffi, già presidente dell’Ente portuale, chiamato dal Commissario straordinario a ricoprire la carica di coordinatore dell’Ufficio di Piano, in quanto esperto nei temi della pianificazione portuale, già referente del gruppo “urbanisti” in seno ad Assoporti e autore di vari contributi in materia.

 

Ha garantito la sua presenza il direttore generale per i porti, la logistica e l’intermodalità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), Donato Liguori.

 

Il documento strategico attualmente in uso nel porto, capoluogo di regione, era stato approvato nel 1974; negli anni successivi aveva subito vari aggiornamenti, di cui l’ultimo in ordine di tempo nel 2023: un adeguamento tecnico-funzionale per l’approfondimento dei fondali del molo San Cataldo, nato dall’esigenza di avere aree di manovra con fondali minimi di 7,00 m rispetto al livello del mare per consentire l’ormeggio di tre unità di ultima generazione.

 

 

 

 

MDF, 21 gennaio 2025

 

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