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PORTO DI TERMOLI: SEA TRACE VINCE IL PREMIO PIMBY GREEN 2026: TERMOLI MODELLO NAZIONALE PER LA TRACCIABILITÀ DEI RIFIUTI MARINI

Giovedì 9 luglio l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) assieme ai partner del progetto Sea Trace, ha ricevuto il “Premio PIMBY Green 2026”, nel corso di una partecipata cerimonia che si è svolta a Milano.
Ha ritirato il riconoscimento il direttore di esercizio porto di Termoli (AdSPMAM) , Piero Bianco.
SEA TRACE è la prima soluzione digitale completa per monitorare e gestire i rifiuti marini, basata su una tecnologia blockchain, brevettata da The Nest Company, società partecipata da Omnisyst, Algebris Investments.
La piattaforma traccia l’intero ciclo di vita dei rifiuti, dalla raccolta in mare al trattamento finale e crea un passaporto digitale per ogni lotto di rifiuto. Grazie alla blockchain, tutte le operazioni vengono registrate in modo immutabile, consentendo di controllare in modo oggettivo le attività svolte, garantire la sicurezza del sistema e dei dati, prevenire accessi distorti ai contributi e possibili truffe e certificare l’effettivo recupero dei materiali pescati.

Premiata l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale insieme ai partner del progetto. Sea Trace rende operativa la Legge Salvamare attraverso un modello digitale che utilizza tecnologie blockchain per certificare i dati sui rifiuti accidentalmente pescati e costruire un registro pubblico dei rifiuti raccolti in mare, sulle spiagge e nei fiumi.

Termoli, 10 luglio 2026 – Il progetto Sea Trace – Porto di Termoli ha ricevuto il Premio PIMBY Green 2026, riconoscimento promosso da Assoambiente e consegnato dal Presidente Chicco Testa ad amministrazioni, imprese e territori che trasformano infrastrutture e progetti ambientali in opportunità concrete per le comunità.
Il premio è stato assegnato all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, insieme ai partner Comune di Termoli, Innovation Sea, The Nest Company e RES – Recupero Etico Sostenibile, per aver sviluppato un modello innovativo di gestione e tracciabilità dei Rifiuti Accidentalmente Pescati.
A ritirare il riconoscimento è stato Piero Bianco, Direttore Esercizio Porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, accompagnato da Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company, partner tecnologico del progetto.
Sea Trace nasce per trasformare la Legge Salvamare in una filiera ambientale realmente operativa: dalla raccolta dei rifiuti in mare alla registrazione digitale, fino al conferimento, alla gestione e alla valorizzazione finale.
Attraverso una piattaforma digitale, i pescatori registrano i rifiuti raccolti durante le attività di pesca inserendo coordinate GPS, immagini, quantità e informazioni operative. I dati vengono certificati su una infrastruttura blockchain brevettata da The Nest Company, e progettata per garantire integrità, verificabilità e certezza delle informazioni.
Nelle prime fasi della sperimentazione, ogni peschereccio coinvolto ha raccolto in media circa 200 kg di rifiuti a settimana, confermando il potenziale ambientale, operativo e sociale del modello.
Il primo caso applicativo è stato avviato nel Comune di Termoli, all’interno del Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale. Il progetto abilita la costruzione di un registro pubblico dei rifiuti pescati in mare e raccolti su spiagge e fiumi, mettendo a disposizione dati affidabili su quantità, localizzazione, tipologia e destino dei materiali raccolti.
“Ricevere questo riconoscimento è, per noi, motivo di grande soddisfazione perché viene premiata un’idea semplice ma rivoluzionaria: trasformare un rifiuto in un dato, e un dato certificato in una risorsa per l’ambiente. Con Sea Trace abbiamo dimostrato che la transizione ecologica passa anche dall’innovazione digitale e dalla capacità di fare rete tra istituzioni, mondo della pesca e ricerca.
Il porto di Termoli diventa così un laboratorio di sostenibilità, nel quale la tecnologia blockchain garantisce trasparenza e tracciabilità dell’intero ciclo dei rifiuti marini, fornendo utili contributi alla applicabilità della Legge Salvamare. Non si tratta soltanto di raccogliere plastica dal mare, ma di costruire una filiera ambientale affidabile, misurabile e replicabile in altri porti italiani.
Come Autorità di Sistema Portuale crediamo che i porti debbano essere protagonisti della transizione ecologica: infrastrutture moderne, intelligenti e capaci di generare valore non solo economico, ma anche ambientale e sociale. Sea Trace rappresenta esattamente questa visione: un’innovazione che nasce sul territorio, coinvolge le comunità del mare e guarda al futuro della portualità sostenibile”. Prof. Avv. Francesco Mastro, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale
“Il Premio PIMBY Green di Assoambiente – dichiara il sindaco di Termoli Nicola Balice – rappresenta per la città un riconoscimento di grande prestigio. Il progetto Sea Trace, che come amministrazione abbiamo sostenuto fin dall’inizio, testimonia il valore delle politiche a favore dell’ambiente, dell’economia circolare e della transizione ecologica. Continueremo a investire in iniziative capaci di coniugare crescita economica, qualità della vita e salvaguardia del territorio”.
“Con Sea Trace – dichiara Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company – la blockchain viene utilizzata come infrastruttura di fiducia pubblica, non come tecnologia finanziaria. Il suo valore è dare certezza al dato: sapere chi ha raccolto il rifiuto, dove, quando, in quale quantità e quale percorso ha seguito. È così che un obbligo normativo diventa una filiera ambientale credibile, misurabile e replicabile”.

“Siamo orgogliosi di questo riconoscimento che premia l’ impegno di tutto il team di Innovation Sea, capace di coniugare il mondo della pesca con le più avanzate tecnologie disponibili per la difesa dell’ambiente marino. Sea Trace è partita dal livello locale e ora si proietta a quello nazionale, con un “Progetto Paese” in grado di dare una soluzione forte al problema dell’inquinamento non solo marino, ma anche di fiumi e laghi” – dichiara Domenico Guidotti, CEO di Innovation Sea.
Con il Premio PIMBY Green 2026, Sea Trace viene riconosciuto come una best practice italiana di collaborazione pubblico-privata, innovazione tecnologica e sostenibilità concreta: un modello che parte da Termoli e dall’Adriatico Meridionale e che può diventare riferimento nazionale per la gestione trasparente dei rifiuti marini.

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PORTO DI BARLETTA: INAUGURAZIONE DEL CANTIERE PER IL PROLUNGAMENTO DEI MOLI FORANEI DEL PORTO DI BARLETTA, ALLA PRESENZA DEL MINISTRO PICHETTO FRATIN.

Venerdì 29 maggio alle 11.00, nel terminal Themis del porto di Barletta (ingresso varco Dogana), alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, delle massime autorità civili, militari e marittime, regionali e locali, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Francesco Mastro, terrà una conferenza stampa nel corso della quale saranno illustrati i lavori di prolungamento dei moli foranei del porto di Barletta.

A seguire, nell’area interessata dall’intervento, si svolgerà la cerimonia inaugurale del cantiere con il tradizionale taglio del nastro, momento simbolico che segnerà l’avvio ufficiale di una delle opere infrastrutturali più rilevanti per lo sviluppo dello scalo.
Si tratta di un’infrastruttura di grande rilevanza strategica per il territorio e per l’intero Sistema dell’Adriatico meridionale; un intervento destinato a rafforzare in maniera significativa la funzionalità, la sicurezza e la competitività del porto, con una particolare attenzione ai profili della sostenibilità ambientale e dell’innovazione delle opere marittime.

MDF, 25 maggio 2026

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L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro lancia lo Short Master in “Economia, Diritto e Management delle grandi infrastrutture logistiche”, un percorso di alta formazione promosso dal Dipartimento di Economia, Management e Diritto dell’Impresa, pensato per rispondere a una delle sfide più rilevanti del nostro tempo: governare, con competenze integrate, la trasformazione delle infrastrutture logistiche, dei trasporti e dei nodi strategici della mobilità. Il corso, di 227 ore e 9 crediti formativi universitari, si svolgerà in modalità ibrida, in presenza presso il Dipartimento DEMDI e online in modalità sincrona, nelle giornate di venerdì e sabato, con l’obiettivo di offrire una formazione avanzata e compatibile con le esigenze di professionisti, laureati e operatori del settore. «Con questo Short Master l’Università di Bari conferma la propria vocazione a leggere i cambiamenti dell’economia reale e a trasformarli in opportunità di formazione qualificata, innovazione e sviluppo dei territori – dichiara il Rettore, prof. Roberto Bellotti –. Il settore della logistica e dei trasporti sta attraversando una fase di profonda evoluzione, segnata dalla transizione ecologica, dalla digitalizzazione e dagli investimenti strategici nei sistemi infrastrutturali. In questo scenario, diventa essenziale formare profili capaci di integrare saperi giuridici, economici, manageriali e organizzativi». «Lo Short Master in “Economia, Diritto e Management delle grandi infrastrutture logistiche” nasce proprio per colmare un vuoto formativo e per accompagnare la crescita di una nuova classe di professionisti in grado di operare nella complessità: figure che sappiano dialogare con le autorità di regolazione, comprendere le dinamiche del partenariato pubblico‑privato e del project financing, presidiare i temi del lavoro, della sostenibilità, dell’innovazione e della sicurezza nei grandi hub logistici – prosegue il Rettore –. Si tratta di un progetto che unisce rigore accademico e forte connessione con il mondo delle imprese e delle istituzioni».
La collaborazione con ALIS, Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, rappresenta un elemento qualificante dell’iniziativa, perché consente di rafforzare il legame tra alta formazione e realtà operative, offrendo ai partecipanti un accesso diretto a competenze, esperienze e visioni provenienti dai principali attori nazionali del settore. «La cooperazione istituzionale con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro rappresenta per ALIS un ulteriore passo concreto nel rafforzare il legame tra formazione e mondo imprenditoriale, contribuendo alla crescita di competenze strategiche per il futuro della logistica e dei trasporti – dichiara il Presidente di ALIS, Guido Grimaldi –. In un contesto caratterizzato da grandi trasformazioni, tra transizione ecologica, innovazione tecnologica e sviluppo delle infrastrutture, è fondamentale investire nella formazione di professionisti capaci di interpretare e guidare questi cambiamenti. Questo Short Master va esattamente in questa direzione: creare una nuova classe dirigente preparata, con visione pubblico-privata, competente e pronta a sostenere la competitività del nostro Paese e del sistema logistico nel Mediterraneo».
«L’avvio dello Short Master promosso dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro – dichiara il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi – rappresenta un segnale concreto della direzione che il Paese deve intraprendere: investire sulle competenze per governare la trasformazione delle infrastrutture logistiche e dei trasporti. In una fase in cui stiamo mettendo a terra importanti interventi strategici, dalla modernizzazione della rete infrastrutturale alla transizione sostenibile, diventa fondamentale poter contare su figure professionali altamente qualificate, capaci di integrare visione pubblica e capacità manageriale. Iniziative come questa contribuiscono a rafforzare il legame tra formazione, istituzioni e sistema produttivo, creando le condizioni per una crescita più efficiente, competitiva e coerente con le sfide del Mediterraneo».
«Questo Short Master nasce dall’ascolto del settore e dall’evidenza che le grandi infrastrutture logistiche richiedono oggi professionalità nuove: capaci di coniugare diritto, economia, management e innovazione. Il nostro obiettivo è formare manager delle infrastrutture complesse che sappiano guidare processi di investimento, ristrutturazione e sviluppo sostenibile, dialogando con istituzioni, imprese e comunità. È un percorso pensato per chi vuole stare al centro delle trasformazioni che stanno ridisegnando la geografia economica e logistica del Paese», dichiara il Direttore del Master, prof. Ugo Patroni Griffi.
Lo Short Master si rivolge a laureati, professionisti e anche a candidati in possesso di diploma di maturità quinquennale con almeno due anni di esperienza in ambiti affini. È previsto un numero minimo di 20 e massimo di 60 partecipanti e una frequenza obbligatoria pari all’80% delle attività didattiche. Le domande di ammissione dovranno essere presentate attraverso il portale Esse3 dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro nel periodo compreso tra il 15 aprile 2026 e il 15 maggio 2026 (https://www.uniba.it/it/didattica/master-universitari/short-master/2025-2026/economia-diritto-e-management-delle-grandi-infrastrutture-logistiche). La nuova iniziativa formativa si inserisce nel più ampio impegno dell’Ateneo barese nel costruire percorsi specialistici ad alto impatto, capaci di valorizzare le vocazioni del territorio e di rafforzare il ruolo dell’Università quale motore di competenze, competitività e sviluppo nel Mediterraneo.

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PORTO DI BARI: LA TRANSIZIONE DIGITALE È REALTÀ. LUNEDÌ 20 APRILE LA PRESENTAZIONE DEL SISTEMA GAIA, NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA DI AZIONE E COESIONE (PAC)

Lunedì 20 aprile, a partire dalle 9.30, nel Terminal Crociere del porto di Bari si terrà un workshop dal titolo: “Il Port Community System GAIA: uno strumento per lo sviluppo della logistica e per guidare la transizione digitale nei porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale”.
Obiettivo dell’iniziativa è presentare il Port Community System GAIA, la piattaforma digitale d’avanguardia, realizzata nell’ambito del PAC (Programma di Azione e Coesione) Infrastrutture e Reti 2014/2020, destinata a rivoluzionare la logistica e la sicurezza nei porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM).
Nel corso dell’evento, infatti, verrà illustrato come l’innovazione tecnologica stia trasformando gli scali di Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia, Monopoli e Termoli in nodi logistici intelligenti e interconnessi.
Il PAC è un piano strategico- gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti- che integra e rafforza il PON Infrastrutture e Reti, con una dotazione finanziaria complessiva di oltre 810 milioni di euro, destinata a Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Il Programma è fondamentale per la logistica e la sicurezza portuale poiché finanzia interventi mirati, in particolare attraverso l’asse tematico A dedicato alla digitalizzazione. L’obiettivo è accrescere la competitività dei territori del Mezzogiorno, specialmente attraverso l’efficienza logistica, quindi l’abbattimento dei tempi di attesa e la fluidificazione delle merci grazie a sistemi digitali interoperabili e la sicurezza, cioè il monitoraggio costante dei flussi e l’integrazione con le autorità di controllo e le forze di polizia, per garantire standard elevati in ogni fase operativa.
All’evento sono stati invitati i massimi rappresentanti istituzionali regionali e delle città portuali interessate; i rappresentanti delle Autorità Marittime, Doganali e di Polizia e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

MDF, 13 aprile 2026

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ADSPMAM: FRANCESCO DI LEVERANO È IL NUOVO SEGRETARIO GENERALE DELL’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE. IL COMITATO DI GESTIONE DELL’ENTE HA APPROVATO ALL’UNANIMITÀ LA PROPOSTA DEL PRESIDENTE MASTRO.

Franceso Di Leverano è il nuovo segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM). Il Comitato di Gestione dell’Ente, riunitosi oggi, ha votato all’unanimità la proposta presentata dal presidente dell’Ente, Francesco Mastro.
Il Comitato, valutato il curriculum, ha espresso il proprio unanime parere favorevole sulla candidatura che per esperienza, preparazione professionale e aderenza ai requisiti richiesti dalla Legge di riforma delle Autorità portuali, particolarmente spicca per la sua profonda conoscenza dei sei porti che compongono il Sistema dell’Adriatico meridionale.
Francesco Di Leverano, 60 anni, ingegnere, dal 2013 al 2017 è stato dirigente dell’ufficio Tecnico dell’ex Autorità portuale di Brindisi per poi, dopo la Legge di riforma, guidare il Dipartimento tecnico dell’Ente.
Soddisfatto il presidente Mastro per la scelta effettuata dal Comitato di gestione che ha puntato sul merito e sulla competenza.

“Innanzitutto, ringrazio per l’ottimo lavoro svolto fino ad oggi il segretario generale facente funzione, dottoressa Michelina Latorre- commenta Mastro- la quale, nel delicato momento di transizione, determinato dalla mia nomina e dalla quasi contestuale partenza dell’ex Segretario generale, si è spesa con energia, senso del dovere, grande professionalità e abnegazione in favore dell’Ente. Sono, altresì, convinto – continua il Presidente- che le capacità umane e professionali di Francesco Di Leverano, nonché la sua grande esperienza e competenza, non solo del comparto marittimo ma anche delle dinamiche che animano il nostro Sistema, saranno fondamentali per proseguire il percorso di crescita e di sviluppo dei nostri porti. A lui va il mio miglior augurio di buon lavoro, certo di una proficua e sinergica collaborazione”.

Il nuovo Segretario, una volta adempiute le formalità di rito, si insedierà il prossimo 11 maggio, il suo incarico ha una durata di quattro anni.
Il Segretario generale, ai sensi della Legge 84/94 e successive riforme (D.Lgs. 169/2016), svolge funzioni gestionali, organizzative e tecniche; dirige la struttura amministrativa, coordinando gli uffici, predisponendo atti per il Comitato di Gestione, garantendo l’attuazione degli indirizzi del Presidente, assicurando continuità amministrativa ai porti; svolge l’istruttoria tecnico-amministrativa finalizzata all’adozione delle deliberazioni di competenza del Comitato di Gestione; formula proposte riguardanti le materie di rilievo locale e la pianificazione operativa; attua gli indirizzi e le decisioni del Presidente e del Comitato di Gestione; gestisce le procedure autorizzatorie e concessorie e la promozione delle attività commerciali e industriali nei porti; cura la documentazione per le sedute del Comitato di Gestione. Tali funzioni sono finalizzate ad integrare la gestione dei porti in un’ottica di sistema.

MDF, 9 aprile 2026

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L’ADRIATICO CERNIERA TRA EST E OVEST: SHIPMAG COLLOQUIA APPRODA A BARI IL 27 APRILE, I VERTICI DELLO SHIPPING, DELLE ISTITUZIONI E DELLE ADSP A CONFRONTO NEL CAPOLUOGO PUGLIESE SULLE NUOVE ROTTE DEL MEDITERRANEO. BARI – IL PORTO DI BARI SI CONFERMA BARICENTRO

Il porto di Bari si conferma baricentro strategico per i traffici marittimi internazionali. Lunedì
27 aprile, a partire dalle ore 14.30, la prestigiosa cornice del Circolo della Vela (Molo Borbonico)
ospiterà la nuova tappa di ShipMag Colloquia, il ciclo di incontri itineranti dedicato all’economia del
mare.
Il convegno, dal titolo “L’Adriatico cerniera tra Est e Ovest. Le economie emergenti guardano al
Mediterraneo”, analizzerà il ruolo cruciale dei porti pugliesi e adriatici in un contesto geopolitico in
continua evoluzione, dove la logistica diventa il motore della crescita per i mercati emergenti.
Il Programma dell’evento
I lavori saranno aperti dall’editore di ShipMag, Franco Mariani, seguiti dai saluti istituzionali
del Contrammiraglio Donato De Carolis (Direttore Marittimo della Puglia), del Sindaco di Bari,
Vito Leccese e del Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
A seguire la relazione introduttiva di Giovanna Visco, esperta di trasporti e logistica.
La giornata si articolerà su tre tavole rotonde:
· Le Adsp dell’Adriatico si confrontano: Un dialogo tra i presidenti delle Autorità di Sistema
Portuale dell’Adriatico (Francesco Mastro, Vincenzo Garofalo e Francesco Benevolo) per discutere
di infrastrutture e governance. Modera Teodoro Chiarelli, direttore di ShipMag
· Gli armatori protagonisti dello sviluppo economico dell’area: Un focus con Guido Grimaldi,
presidente di Alis, Matteo Catani, amministratore delegato di Gnv e Andrea Morandi, ceo di
Morandi Group. Modera Teodoro Chiarelli, direttore di ShipMag.
· I porti punto veloce di attraversamento delle merci e delle persone: Si confrontano Luigi Morfini,
presidente degli operatori portuali del Mar Adriatico Meridionale, Teo Titi, presidente degli
operatori portuali salentini, Riccardo Sabadini, presidente della Sapir di Ravenna, Vincenzo
Prencipe, presidente di Raccomar Puglia – Ass. agenti raccomandatari e mediatori marittimi,
Giacomo Erario, direttore generale Bari-Brindisi Cruise Terminal. Modera la giornalista Maria Di
Filippo.
Conclusioni
L’evento si concluderà alle ore 17.45 con l’intervento del Viceministro alle Infrastrutture e
ai Trasporti, Edoardo Rixi

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ADSPMAM: INNOVAZIONE DIGITALE NEI PORTI: L’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE TRA I PROGETTI FINANZIATI PER IL 5G

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale è tra i soggetti selezionati dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri nell’ambito dell’avviso nazionale per lo sviluppo di infrastrutture DAS 5G in aree strategiche di interesse pubblico.

Un riconoscimento importante che premia il lavoro avviato per rendere i porti sempre più connessi, efficienti e tecnologicamente avanzati, rafforzando i processi di digitalizzazione e aprendo la strada a nuovi modelli di Smart Port a servizio di imprese, operatori e comunità portuali.

 Tutti i dettagli nel comunicato stampa redatto dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri:

 

DISTRIBUTED ANTENNA SYSTEM: APPROVATA LA GRADUATORIA DI MERITO DEI PROGETTI PER LO SVILUPPO DI INFRASTRUTTURE DAS 5G IN AREE DI INTERESSE PUBBLICO

Il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri ha approvato la graduatoria di merito relativa all’Avviso per lo sviluppo di infrastrutture Distributed Antenna System (DAS) 5G in aree di primario interesse pubblico, selezionando 12 progetti, risultati idonei al finanziamento.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito della Strategia italiana per la Banda Ultra Larga 2023–2026, che punta ad accelerare la diffusione di infrastrutture digitali di nuova generazione, attraverso l’adozione di servizi applicativi avanzati. Le reti DAS rappresentano uno strumento fondamentale per garantire connettività mobile ad alte prestazioni in contesti a elevata concentrazione di utenti e per promuovere la realizzazione di reti private 5G da parte degli enti pubblici, nonché favorire l’adozione di nuovi servizi innovativi.
“Con l’approvazione di questa graduatoria il Governo conferma il proprio impegno a sostenere, con investimenti concreti, la diffusione di infrastrutture digitali avanzate in luoghi strategici” ha dichiarato il Sottosegretario Alessio Butti. “Il finanziamento di 12 progetti è il risultato di un lavoro condiviso con università, strutture sanitarie e autorità portuali, che dimostra quanto la collaborazione istituzionale sia decisiva per accelerare l’innovazione. Rafforziamo così la presenza del 5G in contesti ad alto valore pubblico, contribuendo a rendere più efficienti i servizi essenziali per cittadini e imprese.”
L’Avviso, rivolto a soggetti quali Università, Centri di ricerca, Strutture sanitarie e Autorità di Sistema Portuale, prevedeva una dotazione iniziale di 20 milioni di euro. L’ampia partecipazione e la qualità delle proposte presentate hanno portato il Dipartimento alla decisione di estendere il finanziamento, per un totale di 25,6 milioni di euro, mediante le risorse disponibili sul Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione.
I progetti ammessi al finanziamento, che saranno avviati e completati entro un massimo di 24 mesi dall’aggiudicazione, sono in totale 12 e sono stati presentati da tre Università, quattro strutture sanitarie e cinque Autorità di Sistema Portuale, nello specifico:

1) Università pubbliche

Università degli Studi di Napoli “Federico II”;

Università degli Studi di Catania;

Politecnico di Bari.

2) Strutture sanitarie

Azienda Unità Sanitaria Locale Toscana Centro;

Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana;

Azienda Sanitaria Locale di Taranto;

Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer.
3) Autorità di Sistema Portuale

Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale;

Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio;

Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale – ADSPMAM;

Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale;

Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale.
I progetti presentati dalle Università mirano a sviluppare e potenziare infrastrutture DAS di nuova generazione, basate su tecnologia 5G. L’obiettivo è garantire una copertura radio capillare in contesti complessi e ad alta densità, migliorando l’esperienza digitale di studenti, ricercatori e personale di Ateneo. Le infrastrutture DAS assicurano una connettività stabile e ad alta capacità, migliorando l’esperienza formativa e abilitando scenari applicativi, quali la didattica immersiva – Augmented Reality, Virtual Reality e la telepresenza olografica, la ricerca avanzata in campi come la robotica e la mobilità autonoma, nonché i living lab per la sperimentazione e la certificazione di nuove tecnologie.
Le Strutture sanitarie implementeranno infrastrutture DAS per migliorare la qualità e la continuità dei servizi di connettività mobile all’interno dei presidi ospedalieri. Grazie all’adozione di reti 5G affidabili e ad alte prestazioni, sarà possibile potenziare la digitalizzazione dei servizi clinici e organizzativi e sviluppare modelli di Smart Hospital, basati su control room multiservizio. In tale contesto, si inseriscono scenari applicativi, quali il monitoraggio remoto dei pazienti, tramite IoMT (Internet of Medical Things), sistemi di supporto decisionale basati su Big Data e soluzioni per l’ottimizzazione dei flussi ospedalieri e dei percorsi di cura.
Le Autorità di Sistema Portuale realizzeranno infrastrutture DAS – in alcuni casi basate su reti 5G Stand Alone private – progettate per assicurare una copertura uniforme e resiliente in contesti strategici di rilevanza nazionale e internazionale. Tali interventi sostengono la digitalizzazione dei processi logistici, abilitando servizi avanzati di operatività in tempo reale. L’adozione di reti 5G consente, inoltre, la transizione verso modelli evoluti di Smart Port,

favorendo applicazioni a supporto della sicurezza e della gestione operativa, tra cui comunicazioni mission-critical, monitoraggio perimetrale tramite IoT e soluzioni di realtà aumentata per il supporto remoto agli operatori.

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ADSPMAM: IL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA, ANTONIO DECARO, VISITA L’ADSMAM. UN MOMENTO DI SIGNIFICATIVO CONFRONTO OPERATIVO E DI CONDIVISIONE SU STRATEGIE E PROGETTI NEI SEI PORTI DEL SISTEMA. UN VOLUME TOTALE DI INVESTIMENTI CHE SUPERA I 728 MILIONI DI EURO.

Oggi, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), il presidente Francesco Mastro insieme a tutto il management dell’Ente hanno accolto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, l’assessore regionale con delega alla Portualità e retroporti, Raffaele Piemontese, e il consigliere regionale Nicola Rutigliano.

Nella Sala Comitato, ha avuto luogo un confronto operativo e significativo. Nel corso dell’incontro, sono stati illustrati al Presidente tutti i cantieri avviati e le opere programmate nei sei scali del Sistema.

Si tratta di un volume totale di investimenti che supera i 728 milioni di euro.

Questo sforzo economico si divide tra opere in fase di programmazione (316,8 M€), interventi attualmente in corso di esecuzione (391,3 M€) e progetti recentemente conclusi e collaudati (20,0 M€).

Un piano imponente che mette insieme competitività, sostenibilità e visione strategica. Di seguito, gli interventi principali previsti nei sei porti:

Porto di Bari: il porto di Bari si conferma un polo strategico per la logistica e la sostenibilità, con interventi che puntano all’ammodernamento delle banchine e alla riduzione dell’impatto ambientale.

  • Sostenibilità energetica (cold ironing): realizzazione di sistemi per l’elettrificazione delle banchine (intervento condiviso con Brindisi) per un investimento complessivo di 34 milioni di euro.
  • Completamento della colmata di Marisabella: opere di infrastrutturazione portuale e banchinamento nell’area “Pizzoli-Marisabella”, con un investimento di 65 milioni di euro.
  • Riqualificazione del Molo S. Cataldo: interventi di potenziamento infrastrutturale e miglioramento dell’operatività per un totale di circa 55,5 milioni di euro (suddivisi in lotti).
  • Interazione porto-città: banchinamento dello specchio acqueo della “Darsena Vecchia” per 5 milioni di euro.
  • Terminal e viabilità: Costruzione di un nuovo terminal passeggeri sulla banchina 10 (11,5 M€) e rimodulazione della viabilità sulla darsena di Levante (5,5 M€).

Porto di Brindisi: Brindisi vive una fase di profonda trasformazione infrastrutturale e ambientale, con investimenti volti a potenziare la capacità ricettiva e operativa.

  • Nuovi Accosti S. Apollinare: completamento degli accosti per navi traghetto e Ro-Ro, un progetto strategico da 82 milioni di euro.
  • Sostenibilità energetica (cold ironing): realizzazione di sistemi per l’elettrificazione delle banchine (intervento condiviso con Bari) per un investimento complessivo di 34 milioni di euro.
  • Logistica e ambiente: realizzazione della cassa di colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena Est (43 M€) e relativo dragaggio dei fondali (19,4 M€).
  • Energia verde: installazione di un impianto fotovoltaico presso la diga di Punta Riso per 4,5 milioni di euro.
  • Potenziamento Terminal: ristrutturazione e ampliamento del Terminal “Le Vele” (16 M€) e del Terminal passeggeri “Il Mondo” (5,7 M€).

Porto di Manfredonia: a Manfredonia il focus principale riguarda il ripristino e il consolidamento delle strutture esistenti per garantirne la piena funzionalità.

  • Bacino Alti Fondali: un massiccio intervento di consolidamento statico e risanamento conservativo per un totale di 121 milioni di euro.
  • Dragaggi e pesca: manutenzione dei fondali del porto commerciale (5,2 M€) e realizzazione di strutture a sostegno della pesca (1,5 M€).

Porto di Barletta: a Barletta gli interventi sono mirati al miglioramento della sicurezza e alla protezione del bacino portuale.

  • Prolungamento dei Moli: intervento di estensione di entrambi i moli foranei per un investimento di 38 milioni di euro.
  • Manutenzione infrastrutturale: consolidamento statico della banchina n. 3 (2 M€) e restauro del Faro Napoleonico (2,2 M€).

Porto di Monopoli: a Monopoli, il porto sta beneficiando di interventi di ammodernamento dei servizi ai passeggeri e di manutenzione dei fondali.

  • Molo di Tramontana: intervento di manutenzione straordinaria (nello specifico della pavimentazione) del molo “Tramontana”. L’investimento complessivo previsto è di 6,27 milioni di euro.  L’opera è attualmente inserita nella fase di programmazione (progettazione Piano di Fattibilità Tecnico Economica PFTE) ed è in attesa di finanziamento.

Porto di Termoli: a Termoli, è in corso la definizione della nuova programmazione basata sul Piano Regolatore Portuale.

  • Ampliamento del porto: il primo intervento funzionale previsto dal nuovo Piano prevede ampliamenti dei moli e riorganizzazione degli ambiti portuali, per un investimento di 30 milioni di euro.

L’incontro di oggi è servito a fare il punto sui lavori in corso e delle progettazioni ultimate legate ai porti gestiti dall’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico meridionale – Bari, Barletta, Manfredonia, Brindisi, Monopoli– ha detto il presidente Decaro. L’obiettivo era quello di comprendere lo stato di avanzamento delle opere in corso per ampliare le attività portali e valutare potenzialità di sviluppo a seconda delle specificità degli scali: dalle linee di fideraggio per le merci alle linee per trasporto passeggeri, allo sviluppo turistico con la possibilità di approdo di navi da crociere. Particolare attenzione c’è sugli scali di Manfredonia e Brindisi, con riferimento alle aree retroportuali che possono essere valorizzate e utilizzate per sviluppare linee merci anche attraverso la riqualificazione e la realizzazione dei nuovi moli in corso”.

Quella presentata oggi – ha detto Mastro- non è una lista di opere, molte delle quali già in corso di realizzazione, è un’azione strategica. Ringraziamo il presidente Decaro per l’opportunità che ci ha concesso e per la manifestata volontà di essere al fianco dell’Ente nel sostenere e nel dare impulso alla nostra vision. Un Sistema portuale che cresce in modo coordinato, rafforza la propria competitività e diventa sempre più motore economico per la Puglia e per l’intero Mezzogiorno”.

 

 

 

MDF, 02 marzo 2026

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PORTO DI MANFREDONIA: STAZIONE RADIO BASE SUL MOLO DI PONENTE DEL PORTO DI MANFREDONIA, L’ADSPMAM PRECISA: PROCEDIMENTO NEL PIENO RISPETTO DELLA LEGGE, CON LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI GLI ENTI COMPETENTI E NEL QUADRO DEGLI OBIETTIVI STRATEGICI ZES.

In merito alle recenti notizie diffuse sulla realizzazione di una stazione radio base, sul molo di Ponente del porto di Manfredonia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdsPMAM) ritiene necessario fornire una ricostruzione completa e corretta dell’iter amministrativo, al fine di offrire alla cittadinanza informazioni puntuali e trasparenti.

 

Innanzitutto, si precisa che l’intero procedimento si è svolto nel pieno rispetto della Legge, con la partecipazione di tutti gli Enti competenti e nel quadro degli obiettivi strategici della ZES Unica. Le ricostruzioni recentemente diffuse a mezzo stampa non trovano riscontro negli atti e rischiano di generare ingiustificati sospetti sull’operato delle Amministrazioni pubbliche coinvolte.

 

I fatti: l’intervento trae origine da un’istanza presentata alla Struttura di Missione ZES e trasferita all’Autorità di Sistema nel settembre 2024. La richiesta riguardava la realizzazione di una nuova infrastruttura di telecomunicazione, costituita da un palo poligonale alto 30 metri con antenne, parabole e relative apparecchiature tecnologiche, su un’area di suolo demaniale regolarmente individuata.

 

In piena conformità ai principi sanciti dalla Legge 241/1990 – trasparenza, correttezza, partecipazione e semplificazione amministrativa– l’Ente portuale ha avviato il procedimento nei tempi previsti e ha provveduto alla pubblicazione dell’istanza presso l’Albo Pretorio del Comune di Manfredonia, sul proprio Albo Pretorio, nonché sulle Gazzette Ufficiali, italiana ed europea. Nel periodo di pubblicazione, protrattosi dal 16 ottobre al 30 novembre 2024, non è pervenuta alcuna osservazione, né è stata presentata alcuna domanda concorrente.

 

L’Ente, pertanto, in questa cornice normativa, ha convocato una conferenza di servizi, coinvolgendo tutte le Amministrazioni competenti: Struttura di Missione ZES, SUD ZES, Soprintendenza, Provincia di Foggia, Agenzia delle Dogane, Comune di Manfredonia, Capitaneria di Porto, ARPA Puglia e gli Uffici tecnici e legali della stessa Autorità di Sistema.

 

Sono stati acquisiti i pareri favorevoli di: Capitaneria di Porto, Dipartimento Tecnico e Dipartimento Legale dell’Autorità di Sistema, e Guardia di Finanza – Sezione Operativa Navale, tutti corredati dalle eventuali prescrizioni tecniche necessarie a garantire sicurezza, compatibilità e assenza di interferenze radio o marittime.

 

Per quanto riguarda, invece, Comune di Manfredonia, Provincia di Foggia e ARPA Puglia, la mancata trasmissione del parere entro i termini di legge previsti equivale, ai sensi della normativa vigente, ad assenso senza condizioni.

 

Una prima seduta della conferenza di servizi, in modalità sincrona, convocata per il 30 dicembre 2024 è stata rimandata a causa dell’assenza del rappresentante della Struttura di Missione ZES – la cui presenza è obbligatoria. Nella successiva convocazione, lo scorso 30 gennaio, il rappresentante della Struttura ZES ha espresso il proprio assenso, confermando la piena conformità dell’intervento rispetto agli obiettivi del Piano Strategico della ZES Unica.

 

Espletate tutte le verifiche, quindi, l’Autorità di Sistema ha concluso la conferenza di servizi, approvando il rilascio dell’atto formale della durata di 9 anni e dell’Autorizzazione Unica ZES. Successivamente, in coerenza con quanto richiesto dalla Soprintendenza nel corso della procedura, il Comune di Manfredonia ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica prevista dall’articolo 146 del Codice dei beni culturali, corredandola delle prescrizioni tecniche da osservare in fase esecutiva.

Anche l’ARPA e la Provincia di Foggia, che non si erano espresse in sede di conferenza di servizi, hanno rilasciato rispettivamente il parere tecnico preventivo favorevole in data 13/9/2024 e l’autorizzazione sismica ex art. 94 del DPR 6/6/2001, n. 380 in data 12/9/2024.

 

L’articolato iter descritto dimostra, quindi, che il provvedimento è stato rilasciato nel pieno rispetto della normativa, a seguito della partecipazione e della valutazione di tutte le Amministrazioni competenti e nel quadro di obiettivi strategici di innovazione e di sviluppo delle aree ZES.

 

Alla luce di quanto su esposto, pertanto, l’Ente portuale respinge fermamente le osservazioni recentemente sollevate, poiché basate su presunzioni e non sulla reale conoscenza dei passaggi amministrativi che hanno condotto alla decisione finale.

 

Un esame attento del titolo concessorio– scaricabile dalla sezione trasparenza del sito web dell’Ente– avrebbe agevolmente consentito di evitare la diffusione di interpretazioni non rispondenti alla realtà dei fatti e di non alimentare, ingiustificatamente, sospetti sul corretto operato della Pubblica Amministrazione.

 

L’Autorità di Sistema Portuale ribadisce il proprio impegno verso la massima trasparenza e conferma che ogni decisione adottata è il frutto di istruttorie complete, partecipate e rigorosamente conformi alla Legge.

 

 

MDF, 5 dicembre 2025

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PORTO DI BARLETTA: SI INAUGURA UNA NUOVA ERA PER LO SCALO DI BARLETTA CHE SARÀ PIÙ ATTRATTIVO E SICURO. L’ADSPMAM RILASCIA UNA CONCESSIONE TRENTENNALE ALLA IP, SULLA TESTATA DEL MOLO DI TRAMONTANA, CONSENTENDO LA DEMOLIZIONE DEI VECCHI SERBATOI PRESENTI NEL PORTO.

Ieri, martedì 25 novembre, nella sala comitato della sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) il presidente Francesco Mastro e il procuratore speciale della “Italiana Petroli S.P.A.” (IP), Giovanni Iapella, hanno sottoscritto un atto formale, con mantenimento dell’Autorizzazione Unica ZES, relativo alla concessione di un’area di quasi 19 mila metri quadri in prossimità della banchina n. 12 del porto di Barletta, allo scopo di dare corso alla ristrutturazione con ampliamento e all’adeguamento funzionale del deposito carburanti sito sul molo di Tramontana.

L’atto prevede la realizzazione di ulteriori serbatoi nell’area già occupata sulla Testata del Molo di Tramontana e l’impegno della IP a smantellare i serbatoi presenti alla radice del Molo commerciale, banchina 3, liberando quindi l’ambito più prossimo alla città.

 

I lavori per l’esecuzione delle opere dovranno essere eseguiti nel sostanziale rispetto del cronoprogramma che IP dovrà presentare entro il 31 marzo 2026 e dovranno essere ultimati entro il 31 dicembre 2028. Le attività di decommissioning degli impianti, attualmente ubicati sulla banchina n.3, invece, dovranno essere ultimate entro il 31 dicembre 2029

 

Si tratta di un intervento che modificherà radicalmente l’aspetto del porto, rendendolo più attrattivo, sicuro e performante. Attraverso la concessione di un’area operativa così vasta, inoltre, IP potrà implementare e ottimizzare il proprio impianto, a conferma dell’interesse dell’Azienda ad investire ulteriormente sul territorio.

 

Finalmente iniziamo a scrivere, per il porto di Barletta, una nuova storia – commenta il presidente Mastro –in linea con la programmazione annunciata. Lo smantellamento dei serbatoi dal porto interno, infatti, renderà lo scalo più attrattivo e ci consentirà di promuovere Barletta come meta del segmento crocieristico luxury. Anche lo skyline con il vicino Castello Svevo, ne trarrà sicuro beneficio. Insomma, –conclude Mastro- stiamo muovendo un passo avanti decisivo per un porto più moderno, ordinato, funzionale e sicuro”.

Il nuovo hub verrà realizzato da IP nell’Area Petroli indicata dal vigente PRG del porto e localizzata ad una distanza maggiore dal centro abitato rispetto ad oggi.

 

Siamo orgogliosi di aver raggiunto un accordo di Concessione di lunga durata, che rafforza il legame esistente tra la nostra Azienda e la città di Barletta, iniziato nel lontano 1956. Il progetto da noi presentato porterà al completamento di quanto iniziato con la costruzione del Deposito di Tramontana, consentendo di concentrare la movimentazione di tutti i prodotti energetici in un unico hub tecnologicamente molto avanzato. Fin dall’inizio abbiamo creduto con convinzione nella strategicità del progetto, consapevoli che tale intervento potesse valorizzare l’area portuale a beneficio dell’intera comunità di Barletta” ha dichiarato per conto di Italiana Petroli il Responsabile delle Operations Giovanni Iapella.

Attualmente, il deposito esercita la sua attività in area demaniale marittima del porto commerciale di Barletta, in zona attigua a molo marittimo dove attraccano le navi cisterna per il rifornimento di gasolio e benzina provenienti dalla Raffineria api di Falconara Marittima. Comprende la ricezione, lo stoccaggio, additivazione e spedizione per benzine e gasoli. La ricezione della benzina e del gasolio avviene tramite nave cisterna collegata mediante oleodotto. La pensilina per gli idrocarburi ha solo carico dal basso, è in struttura metallica poggiante su plinti interrati e presenta, a livello terra, una piattaforma in cemento dotata, di canaline di scolo grigliate.

 

MDF, 26 novembre 2025

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