Giovedì 9 luglio l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) assieme ai partner del progetto Sea Trace, ha ricevuto il “Premio PIMBY Green 2026”, nel corso di una partecipata cerimonia che si è svolta a Milano.
Ha ritirato il riconoscimento il direttore di esercizio porto di Termoli (AdSPMAM) , Piero Bianco.
SEA TRACE è la prima soluzione digitale completa per monitorare e gestire i rifiuti marini, basata su una tecnologia blockchain, brevettata da The Nest Company, società partecipata da Omnisyst, Algebris Investments.
La piattaforma traccia l’intero ciclo di vita dei rifiuti, dalla raccolta in mare al trattamento finale e crea un passaporto digitale per ogni lotto di rifiuto. Grazie alla blockchain, tutte le operazioni vengono registrate in modo immutabile, consentendo di controllare in modo oggettivo le attività svolte, garantire la sicurezza del sistema e dei dati, prevenire accessi distorti ai contributi e possibili truffe e certificare l’effettivo recupero dei materiali pescati.
Premiata l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale insieme ai partner del progetto. Sea Trace rende operativa la Legge Salvamare attraverso un modello digitale che utilizza tecnologie blockchain per certificare i dati sui rifiuti accidentalmente pescati e costruire un registro pubblico dei rifiuti raccolti in mare, sulle spiagge e nei fiumi.

Termoli, 10 luglio 2026 – Il progetto Sea Trace – Porto di Termoli ha ricevuto il Premio PIMBY Green 2026, riconoscimento promosso da Assoambiente e consegnato dal Presidente Chicco Testa ad amministrazioni, imprese e territori che trasformano infrastrutture e progetti ambientali in opportunità concrete per le comunità.
Il premio è stato assegnato all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, insieme ai partner Comune di Termoli, Innovation Sea, The Nest Company e RES – Recupero Etico Sostenibile, per aver sviluppato un modello innovativo di gestione e tracciabilità dei Rifiuti Accidentalmente Pescati.
A ritirare il riconoscimento è stato Piero Bianco, Direttore Esercizio Porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, accompagnato da Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company, partner tecnologico del progetto.
Sea Trace nasce per trasformare la Legge Salvamare in una filiera ambientale realmente operativa: dalla raccolta dei rifiuti in mare alla registrazione digitale, fino al conferimento, alla gestione e alla valorizzazione finale.
Attraverso una piattaforma digitale, i pescatori registrano i rifiuti raccolti durante le attività di pesca inserendo coordinate GPS, immagini, quantità e informazioni operative. I dati vengono certificati su una infrastruttura blockchain brevettata da The Nest Company, e progettata per garantire integrità, verificabilità e certezza delle informazioni.
Nelle prime fasi della sperimentazione, ogni peschereccio coinvolto ha raccolto in media circa 200 kg di rifiuti a settimana, confermando il potenziale ambientale, operativo e sociale del modello.
Il primo caso applicativo è stato avviato nel Comune di Termoli, all’interno del Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale. Il progetto abilita la costruzione di un registro pubblico dei rifiuti pescati in mare e raccolti su spiagge e fiumi, mettendo a disposizione dati affidabili su quantità, localizzazione, tipologia e destino dei materiali raccolti.
“Ricevere questo riconoscimento è, per noi, motivo di grande soddisfazione perché viene premiata un’idea semplice ma rivoluzionaria: trasformare un rifiuto in un dato, e un dato certificato in una risorsa per l’ambiente. Con Sea Trace abbiamo dimostrato che la transizione ecologica passa anche dall’innovazione digitale e dalla capacità di fare rete tra istituzioni, mondo della pesca e ricerca.
Il porto di Termoli diventa così un laboratorio di sostenibilità, nel quale la tecnologia blockchain garantisce trasparenza e tracciabilità dell’intero ciclo dei rifiuti marini, fornendo utili contributi alla applicabilità della Legge Salvamare. Non si tratta soltanto di raccogliere plastica dal mare, ma di costruire una filiera ambientale affidabile, misurabile e replicabile in altri porti italiani.
Come Autorità di Sistema Portuale crediamo che i porti debbano essere protagonisti della transizione ecologica: infrastrutture moderne, intelligenti e capaci di generare valore non solo economico, ma anche ambientale e sociale. Sea Trace rappresenta esattamente questa visione: un’innovazione che nasce sul territorio, coinvolge le comunità del mare e guarda al futuro della portualità sostenibile”. Prof. Avv. Francesco Mastro, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale
“Il Premio PIMBY Green di Assoambiente – dichiara il sindaco di Termoli Nicola Balice – rappresenta per la città un riconoscimento di grande prestigio. Il progetto Sea Trace, che come amministrazione abbiamo sostenuto fin dall’inizio, testimonia il valore delle politiche a favore dell’ambiente, dell’economia circolare e della transizione ecologica. Continueremo a investire in iniziative capaci di coniugare crescita economica, qualità della vita e salvaguardia del territorio”.
“Con Sea Trace – dichiara Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company – la blockchain viene utilizzata come infrastruttura di fiducia pubblica, non come tecnologia finanziaria. Il suo valore è dare certezza al dato: sapere chi ha raccolto il rifiuto, dove, quando, in quale quantità e quale percorso ha seguito. È così che un obbligo normativo diventa una filiera ambientale credibile, misurabile e replicabile”.

“Siamo orgogliosi di questo riconoscimento che premia l’ impegno di tutto il team di Innovation Sea, capace di coniugare il mondo della pesca con le più avanzate tecnologie disponibili per la difesa dell’ambiente marino. Sea Trace è partita dal livello locale e ora si proietta a quello nazionale, con un “Progetto Paese” in grado di dare una soluzione forte al problema dell’inquinamento non solo marino, ma anche di fiumi e laghi” – dichiara Domenico Guidotti, CEO di Innovation Sea.
Con il Premio PIMBY Green 2026, Sea Trace viene riconosciuto come una best practice italiana di collaborazione pubblico-privata, innovazione tecnologica e sostenibilità concreta: un modello che parte da Termoli e dall’Adriatico Meridionale e che può diventare riferimento nazionale per la gestione trasparente dei rifiuti marini.
In merito alle recenti notizie diffuse sulla realizzazione di una stazione radio base, sul molo di Ponente del porto di Manfredonia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdsPMAM) ritiene necessario fornire una ricostruzione completa e corretta dell’iter amministrativo, al fine di offrire alla cittadinanza informazioni puntuali e trasparenti.
Innanzitutto, si precisa che l’intero procedimento si è svolto nel pieno rispetto della Legge, con la partecipazione di tutti gli Enti competenti e nel quadro degli obiettivi strategici della ZES Unica. Le ricostruzioni recentemente diffuse a mezzo stampa non trovano riscontro negli atti e rischiano di generare ingiustificati sospetti sull’operato delle Amministrazioni pubbliche coinvolte.
I fatti: l’intervento trae origine da un’istanza presentata alla Struttura di Missione ZES e trasferita all’Autorità di Sistema nel settembre 2024. La richiesta riguardava la realizzazione di una nuova infrastruttura di telecomunicazione, costituita da un palo poligonale alto 30 metri con antenne, parabole e relative apparecchiature tecnologiche, su un’area di suolo demaniale regolarmente individuata.
In piena conformità ai principi sanciti dalla Legge 241/1990 – trasparenza, correttezza, partecipazione e semplificazione amministrativa– l’Ente portuale ha avviato il procedimento nei tempi previsti e ha provveduto alla pubblicazione dell’istanza presso l’Albo Pretorio del Comune di Manfredonia, sul proprio Albo Pretorio, nonché sulle Gazzette Ufficiali, italiana ed europea. Nel periodo di pubblicazione, protrattosi dal 16 ottobre al 30 novembre 2024, non è pervenuta alcuna osservazione, né è stata presentata alcuna domanda concorrente.
L’Ente, pertanto, in questa cornice normativa, ha convocato una conferenza di servizi, coinvolgendo tutte le Amministrazioni competenti: Struttura di Missione ZES, SUD ZES, Soprintendenza, Provincia di Foggia, Agenzia delle Dogane, Comune di Manfredonia, Capitaneria di Porto, ARPA Puglia e gli Uffici tecnici e legali della stessa Autorità di Sistema.
Sono stati acquisiti i pareri favorevoli di: Capitaneria di Porto, Dipartimento Tecnico e Dipartimento Legale dell’Autorità di Sistema, e Guardia di Finanza – Sezione Operativa Navale, tutti corredati dalle eventuali prescrizioni tecniche necessarie a garantire sicurezza, compatibilità e assenza di interferenze radio o marittime.
Per quanto riguarda, invece, Comune di Manfredonia, Provincia di Foggia e ARPA Puglia, la mancata trasmissione del parere entro i termini di legge previsti equivale, ai sensi della normativa vigente, ad assenso senza condizioni.
Una prima seduta della conferenza di servizi, in modalità sincrona, convocata per il 30 dicembre 2024 è stata rimandata a causa dell’assenza del rappresentante della Struttura di Missione ZES – la cui presenza è obbligatoria. Nella successiva convocazione, lo scorso 30 gennaio, il rappresentante della Struttura ZES ha espresso il proprio assenso, confermando la piena conformità dell’intervento rispetto agli obiettivi del Piano Strategico della ZES Unica.
Espletate tutte le verifiche, quindi, l’Autorità di Sistema ha concluso la conferenza di servizi, approvando il rilascio dell’atto formale della durata di 9 anni e dell’Autorizzazione Unica ZES. Successivamente, in coerenza con quanto richiesto dalla Soprintendenza nel corso della procedura, il Comune di Manfredonia ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica prevista dall’articolo 146 del Codice dei beni culturali, corredandola delle prescrizioni tecniche da osservare in fase esecutiva.
Anche l’ARPA e la Provincia di Foggia, che non si erano espresse in sede di conferenza di servizi, hanno rilasciato rispettivamente il parere tecnico preventivo favorevole in data 13/9/2024 e l’autorizzazione sismica ex art. 94 del DPR 6/6/2001, n. 380 in data 12/9/2024.
L’articolato iter descritto dimostra, quindi, che il provvedimento è stato rilasciato nel pieno rispetto della normativa, a seguito della partecipazione e della valutazione di tutte le Amministrazioni competenti e nel quadro di obiettivi strategici di innovazione e di sviluppo delle aree ZES.
Alla luce di quanto su esposto, pertanto, l’Ente portuale respinge fermamente le osservazioni recentemente sollevate, poiché basate su presunzioni e non sulla reale conoscenza dei passaggi amministrativi che hanno condotto alla decisione finale.
Un esame attento del titolo concessorio– scaricabile dalla sezione trasparenza del sito web dell’Ente– avrebbe agevolmente consentito di evitare la diffusione di interpretazioni non rispondenti alla realtà dei fatti e di non alimentare, ingiustificatamente, sospetti sul corretto operato della Pubblica Amministrazione.
L’Autorità di Sistema Portuale ribadisce il proprio impegno verso la massima trasparenza e conferma che ogni decisione adottata è il frutto di istruttorie complete, partecipate e rigorosamente conformi alla Legge.
MDF, 5 dicembre 2025