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PORTO DI BARLETTA: IL TAR PUGLIA CONFERMA LA LEGITTIMITÀ DELL’OPERATO DELL’ADSPMAM SULL’APPALTO DEI LAVORI AL PORTO DI BARLETTA. RIGETTATO INTEGRALMENTE IL RICORSO PRESENTATO DAI SECONDI CLASSIFICATI.

Con sentenza pubblicata mercoledì 9 luglio, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Prima) ha rigettato integralmente il ricorso (n. 339/2025) presentato dal RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese) con impresa capogruppo D’oronzo Infrastrutture S.r.l. e costituito D’Agostino Angelo Antonio Costruzioni Generali S.p.A., confermando la piena legittimità dell’aggiudicazione dell’appalto per il prolungamento dei moli foranei del porto di Barletta.

Il RTI, classificatosi secondo nella procedura di gara, aveva impugnato la determina con cui l’Autorità di Sistema aveva assegnato l’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori al Raggruppamento Temporaneo di Imprese guidato da Fincosit S.r.l., con le mandanti Fincantieri Infrastructure Opere Marittime S.p.A., Zeta S.r.l. ed EMarine S.r.l..

Il TAR ha accolto totalmente la linea difensiva del Dipartimento Legale dell’Ente portuale, diretto dall’avv. Fulvio Mezzina, valutando le contestazioni sollevate nel ricorso e nei successivi motivi aggiunti in parte infondate nel merito e in parte in parte inammissibili.

In particolare, il Giudice amministrativo ha respinto gli assunti del RTI ricorrente, secondo il quale l’offerta dell’aggiudicatario sarebbe stata inattendibile, incerta e indeterminata, confermando, così, la legittimità delle valutazioni operate dalla Commissione giudicatrice.

Si sblocca finalmente l’avvio di un’opera strategica per Barletta e per tutto il territorio– commenta il commissario straordinario dell’AdSPMAM Francesco Mastro-. Si tratta di un intervento infrastrutturale imponente ed ecosostenibile che consentirà di elevare significativamente i livelli di sicurezza dello scalo portuale rendendolo finalmente fruibile anche alle navi di ultima generazione. La decisione del TAR, inoltre, è una importante vittoria della nostra squadra– conclude Mastro-; poiché conferma la piena regolarità e l’assoluta trasparenza dell’intero iter amministrativo istruito dai nostri Uffici, al fine di garantire legalità, efficienza e trasparenza in ogni fase della propria attività, a beneficio della collettività e dell’economia locale”.

Il RTI aggiudicatario della gara effettuerà tutti i lavori, le prestazioni, le forniture e le provviste necessarie per fornire il lavoro completamente compiuto e secondo tutte le condizioni stabilite nel capitolato speciale di appalto e nella documentazione progettuale, con le caratteristiche tecniche, qualitative, quantitative e prestazionali previste nel progetto di fattibilità tecnico-economica, posto a base di gara.

Il Raggruppamento Temporaneo di Imprese, inoltre, si occuperà di redigere, prima dell’esecuzione dei lavori, la progettazione esecutiva, compresi i relativi particolari costruttivi, in conformità al progetto di fattibilità tecnica ed economica (lo studio preliminare che valuta la realizzabilità e la convenienza del progetto, identificando la soluzione migliore tra le alternative possibili in termini di costi e benefici per la collettività) posto a base di gara dall’Ente portuale. I lavori saranno condotti in modo tale da non intralciare né interrompere in alcuna maniera l’operatività del porto.

L’intervento riguarda inizialmente la realizzazione del solo Molo di Ponente, sebbene il bando sia stato strutturato in modo da consentire, in una fase successiva e nell’ambito della stessa procedura, anche l’estensione dei lavori al Molo di Levante.

Si tratta di un’opera imponente e strategica (il cui intervento si inquadra nell’ambito di un poderoso programma di potenziamento infrastrutturale del valore complessivo di 800 milioni di euro) che consentirà di elevare in maniera significativa la funzionalità del bacino portuale di Barletta, consentendo, contestualmente, di ridurre l’apporto verso l’interno del materiale solido trasportato dalle correnti costiere. Gli interventi previsti sono:

  • Allungamento del Molo di Tramontana di circa 500 m in modo da raggiungere la lunghezza complessiva di 805 m prevista dal Piano Regolatore Portuale (PRP) vigente;
  • Prolungamento del Molo di Levante di circa 140 metri.

Per la realizzazione del prolungamento del Molo di Ponente è stimato un quadro economico di spesa pari a 38 milioni di euro, di cui 34 milioni circa per lavori e 4 milioni per somme a disposizione dell’Amministrazione.

L’importo di 38 milioni trova copertura finanziaria dalle seguenti fonti:

  • Con D.M. 332 del 17/08/2021 l’intervento è stato ammesso a finanziamento per euro 19.916.000,00;
  • L’opera beneficia di un ulteriore finanziamento ai sensi del D.M. MIT n. 150 del 16/10/2020 per complessivi euro 5.000.000,00;

Sono previsti, infine, ulteriori 13 milioni di euro a completare l’intera opera, compreso il Molo di Levante, rivenienti dall’Accordo di Coesione per la Regione Puglia, un documento, sottoscritto nel novembre 2024 tra Governo e Regione. Secondo le stime i lavori dovrebbero durare circa un anno e mezzo.

 

MDF, 11 luglio 2025

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PORTO DI TERMOLI: L’ADSPMAM CHIARISCE. “GESTIONE CONCRETA, INVESTIMENTI ATTIVATI, MASSIMO IMPEGNO PER IL TERRITORIO”.

In riferimento alla nota diffusa il 23 giugno scorso da Assoporto Termoli, e riportata dalla Stampa, al fine di garantire alla cittadinanza e alla comunità marittima una corretta informazione, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), ritiene opportuno offrire un chiarimento puntuale sulle azioni già intraprese, a beneficio del porto di Termoli, da quando – nel 2022 – ne è stata formalmente affidata la gestione all’Ente.

Con il DL n. 68 del 16 giugno 2022, l’Autorità’ di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale è stata ampliata con l’ingresso, nel proprio Sistema, del porto di Termoli, a seguito di un percorso istituzionale sinergico che ha visto impegnati la Regione Molise, il Comune di Termoli, la Provincia di Campobasso, il Consiglio regionale del Molise, la Regione Puglia e l’AdSPMAM.

I primi passi dell’Ente portuale sono stati mossi in un contesto amministrativo frammentato e, in molti casi, privo delle minime condizioni per un funzionamento efficiente.

A mero titolo esplicativo, delle 76 pratiche demaniali trasferite dalla Regione Molise, soltanto 15 erano accompagnate da licenze demaniali marittime attive. Gli Uffici dell’Ente, pertanto, hanno dovuto svolgere un intenso lavoro di ricostruzione e regolarizzazione che ha già prodotto 30 licenze e atti formali rilasciati e ha attivato oltre 30 ulteriori procedimenti in fase avanzata di definizione.

Tale processo ha avuto effetti concreti sull’economia locale: ha consentito, ad esempio, al Comune di Termoli di sbloccare i fondi FEAMP (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca) destinati alla realizzazione delle strutture per la pesca, evitando  così la perdita del finanziamento grazie alla proposta – tecnicamente valida e più rapida – di utilizzare la procedura AUSZes (Autorizzazione Unica nella Zona Economica Speciale). L’intervento è stato completato nel rispetto dei tempi previsti dai programmi europei e oggi attende solo l’assegnazione da parte del Comune di Termoli dei box ai pescatori.

Non solo. La capacità di “costruire” soluzioni amministrative ha permesso di valorizzare, sempre grazie ad una procedura AUSZes, un investimento privato di oltre 900mila euro, destinato alla realizzazione di un parcheggio multipiano, valorizzando un’area strategica del porto e generando un effetto moltiplicatore sull’indotto urbano e commerciale.

Nel solco di una collaborazione istituzionale costante, l’AdSPMAM ha inoltre individuato una soluzione amministrativa che ha permesso al Comune di Termoli di garantire lo svolgimento degli eventi culturali estivi, inclusi i concerti dell’Arena del Mare, evitando interruzioni o blocchi organizzativi e offrendo soluzioni tempestive e nel rispetto delle regole demaniali.

Ma è sul piano dei servizi portuali che la trasformazione risulta più evidente. Alla data del trasferimento delle competenze, il porto era completamente privo di servizi essenziali: non esistevano affidamenti per la pulizia, né supporto per i collegamenti marittimi con le Isole Tremiti, né, quanto meno, strutture per accogliere l’utenza.

La stazione marittima di Termoli, consegnata all’AdSPMAM dalla Regione Molise nel mese di marzo 2024, è stata resa operativa dopo appena 2 mesi a seguito di alcuni lavori di allestimento, e con l’attivazione dei servizi di presidio e di pulizia (per un valore annuo di circa 70.000 euro), delle forniture idriche/fognarie ed elettriche, nonché dei servizi igienici, prestazioni di cui lo scalo era totalmente carente.

Sono stati, inoltre, appaltati i servizi di assistenza alla viabilità, di derattizzazione, di manutenzione del verde e sottoscritta una convenzione con il Comune per lo spazzamento delle aree comuni del porto (per un importo di circa 120.000 euro annui).

È stato, inoltre, attivato un ufficio dell’AdSPMAM con l’assunzione di funzionario apicale per garantire relazioni dirette con le istituzioni e un efficiente servizio di front-office. Sono stati introdotti il sistema GAIA per il rilascio dei pass d’accesso e il Wi-Fi gratuito per operatori, passeggeri e utenti.

Sul fronte digitale e gestionale, tutti gli applicativi SUA – già operativi negli altri scali del Sistema – sono stati estesi anche a Termoli, uniformando le procedure e aumentando i livelli di efficienza. È stato anche regolamentato il servizio di bigliettazione e check-in che fino al 2022 avveniva in modalità disordinata e in spazi spesso inadeguati.

Sul piano ambientale e dell’innovazione, è in corso di definizione un protocollo d’intesa con la società Innovation Sea, insieme alle realtà locali The Nest e RES, per l’avvio di un progetto sperimentale dedicato alla gestione dei rifiuti accidentalmente pescati (RAP), in attuazione del D.lgs. 197/2021 e della Legge 60/2022.

In materia di sicurezza portuale, infine, l’AdSPMAM ha provveduto alla nomina degli agenti di sicurezza e dei loro sostituti – tutti funzionari interni – e all’elaborazione dei nuovi Piani di Security, facendosi interamente carico dei relativi costi.

Il porto di Termoli, quindi, in questi due anni, ha conosciuto una netta inversione di tendenza. Da scalo privo di servizi e coperture autorizzative, è diventato un’infrastruttura operativa, con servizi attivi, iter semplificati, presenza amministrativa stabile e prospettive concrete di sviluppo.

A questa trasformazione ha contribuito in maniera determinante l’avvio di un piano organico di manutenzione e di infrastrutturazione, mediante l’affidamento di due Accordi Quadro che riguardano rispettivamente gli impianti tecnologici e le strutture edilizie e viarie dell’ambito demaniale. Il primo di un importo di 78.700 €, oltre a 70.000 € circa già programmati; il secondo, di 255.600 €, oltre a 25.0000€  circa già programmati.

Sulla base del primo Accordo Quadro, sono stati eseguiti interventi sia di manutenzione ordinaria, come la sostituzione delle barriere automatiche e la manutenzione della pubblica illuminazione, sia straordinaria, con il rifacimento degli impianti elettrici, videocitofonici, di condizionamento e rete dati presso i nuovi uffici dell’Ente, oltre alla posa di una stazione di ricarica elettrica da 22 kW per i veicoli aziendali.

Attraverso il secondo Accordo Quadro, invece, si è intervenuti sulla manutenzione stradale con fresatura, risagomatura, rifacimento dei marciapiedi, posa di dossi artificiali, sistemazione della segnaletica e rifacimento dei canali di gronda, nonché sulla revisione di manufatti metallici e del cancello del molo nord-est.

Sul fronte delle opere straordinarie, sono stati realizzati lavori murari nei nuovi uffici dell’AdSPMAM, la posa di nuovi cancelli e di gazebo, il ripristino delle murature danneggiate del vecchio muro paraonde, l’installazione di archetti para-pedonali verso le isole Tremiti, nonché il ripristino delle scalette sul molo nord-est.

È in corso, inoltre, l’esecuzione dell’importante intervento di cold ironing per l’elettrificazione delle banchine dei moli traghetti, pesca e Forze Armate, finanziato con fondi del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al PNRR per un importo pari a 6 milioni di euro.

A corredo degli interventi manutentivi, sono stati avviati, anche, servizi propedeutici alla pianificazione e messa in sicurezza dell’ambito portuale, come la caratterizzazione dei fondali, i rilievi strutturali sulle banchine e la ricognizione subacquea per l’individuazione dei materiali presenti sul fondo.

Sotto il profilo amministrativo e gestionale va evidenziata l’estrema attenzione alle peculiarità del porto di Termoli; ne sono plastico esempio l’introduzione di abbattimenti nei canoni demaniali e l’applicazione dei diritti per i passeggeri al 50%.

È comprensibile che le aspettative siano alte, commenta il commissario straordinario dell’Ente, Ammiraglio Vincenzo Leone, ma è altrettanto evidente, a chi vuole guardare con approccio sereno e, soprattutto, disinteressato l’impegno messo in campo dall’Ente nel triennio di seria ed oculata amministrazione fin qui condotto. L’Autorità non ha mai inteso agire con approccio burocratico o “calato dall’alto”, ma piuttosto si è costantemente adoperata affinché fossero rispettate le peculiarità locali, promuovendo soluzioni compatibili sia con gli irrinunciabili principi di legalità, trasparenza e correttezza amministrativa che in armonia con gli oggettivi vincoli e le sostenibili opportunità del contesto portuale. Il porto di Termoli rappresenta un asset di assoluto valore non solo per il sistema portuale, di cui fa felicemente parte, ma anche per la macro-area marittimo costiera lucana, pugliese e molisana. l’Ente– conclude l’Ammiraglio- ha ed avrà sempre l’interesse, oltre che il dovere, di valorizzarlo appieno nell’esclusivo e superiore interesse pubblico e delle comunità di riferimento”.

Proprio per questo, l’AdSPMAM ribadisce la massima disponibilità al dialogo con gli operatori, con Assoporto Termoli, con il Comune e con la Regione Molise.

Solo il confronto costruttivo, basato su dati, risultati e obiettivi condivisi, può garantire uno sviluppo equilibrato e duraturo.

 

MDF, 26 giugno 2025

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PORTO DI BARI E PORTO DI BRINDISI: MERCOLEDì 25 GIUGNO LA SOTTOSCRIZIONE DELLA CONCESSIONE DECENNALE IN FAVORE DI MSC CROCIERE

Mercoledì 25 giugno, alle ore12.00, con punto di incontro presso il Molo Borbonico, per accedere successivamente nel cantiere dove sta prendendo forma il nuovo terminal crocieristico, sulla banchina n. 10 del porto di Bari, il commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), Ammiraglio Vincenzo Leone, e Gianluca Suprani, presidente della “Bari-Brindisi Cruise Terminal”, sottoscriveranno l’atto di concessione decennale in favore di MSC Crociere, per la gestione delle aree e dei beni demaniali destinati ai servizi crocieristici nei porti di Bari e di Brindisi, ai sensi dell’art. 36 del Codice della Navigazione.

All’evento, cui sono state invitate le autorità e i rappresentanti del cluster marittimo di Bari e di Brindisi, ha assicurato la sua presenza Pierfrancesco Vago, presidente esecutivo della Divisione crociere del Gruppo MSC.

I giornalisti e i foto-cineoperatori potranno accedere in porto, attraverso il Varco della Vittoria.

 

MDF, 23 giugno 2025

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PORTO DI BRINDISI: L’ON. TULLIO FERRANTE VISITA IL CANTIERE DOVE SONO IN CORSO I LAVORI PER LA CASSA DI COLMATA V

Venerdì 13 giugno, alle ore 11.00, nella sede di Brindisi dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM)- piazza V. Emanuele II n. 7– il Commissario straordinario di Governo per l’opera, professor avv. Ugo Patroni Griffi, e il Commissario straordinario dell’Ente, Ammiraglio Vincenzo Leone, illustreranno al Sottosegretario di Stato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, on. Tullio Ferrante, delegato al coordinamento funzionale delle opere commissariate, lo stato dell’arte e i prossimi imminenti step relativi al progetto “Completamento della infrastrutturazione portuale mediante banchinamento e realizzazione della retrostante colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena Est“.

Dopo l’incontro con la Stampa, la delegazione visiterà il cantiere dove sono in corso i lavori di realizzazione della cassa di colmata, futuro sito di destinazione per il refluimento dei materiali rivenienti dalla conseguente campagna di escavo (dragaggio) per l’approfondimento dei fondali che verrà effettuata in aree del porto medio e del porto esterno.

L’iter per l’ottenimento di tutte le autorizzazioni, lungo e complesso, si è perfezionato di recente con il Decreto della Direzione Generale Economia Circolare e Bonifiche del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica n. 55 del 24 marzo 2025, mediante il quale è stata approvata – ai sensi dell’art. 5 bis della legge nr.84/94 – la gestione dei materiali da escavare nell’area della foce di Fiume Grande.

 

 

 

MDF, 11 giugno 2025

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PORTO DI BARI: 39 MILIONI DI EURO PER LA REALIZZAZIONE DEL MOLO SAN CATALDO, A BARI. L’ADSPMAM PUBBLICA IL BANDO DI GARA PER “L’AFFIDAMENTO DEI SERVIZI TECNICI ATTINENTI ALL’INGEGNERIA E ALL’ARCHITETTURA RELATIVI ALLA PROGETTAZIONE ESECUTIVA ED ESECUZIONE DEI LAVORI DI POTENZIAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE ASSERVITE ALLA SEDE LOGISTICA DEL CORPO DELLE CAPITANERIE DI PORTO – REALIZZAZIONE DI NUOVE BANCHINE IN AMPLIAMENTO DEL MOLO SAN CATALDO”. L’OPERA SARÀ AVVIATA ENTRO LA FINE DEL 2025.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), nei giorni scorsi, ha pubblicato il bando di gara d’appalto integrato per “l’affidamento dei servizi tecnici attinenti all’ingegneria e all’architettura relativi alla progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di potenziamento delle infrastrutture asservite alla sede logistica del Corpo delle Capitanerie di Porto – Realizzazione di nuove banchine in ampliamento del Molo San Cataldo, nel porto di Bari”.

Il progetto prevede la costruzione di nuove opere di banchinamento che si estenderanno su una superficie complessiva di circa 33.000 mq, quale ampliamento del Molo San Cataldo, dove già sono presenti le infrastrutture al servizio della Guardia Costiera.

 

L’imponente progetto è stato realizzato dall’Autorità di Sistema con lo scopo di riqualificare funzionalmente un ambito portuale attualmente sottoutilizzato, con il duplice obiettivo di potenziare le infrastrutture asservite alla sede logistica di Bari del Corpo delle Capitanerie di Porto e, contemporaneamente, realizzare un bacino da destinare alla nautica da diporto, un settore in forte espansione che solo nell’ultimo anno ha registrato, secondo Confindustria Nautica, una crescita a doppia cifra nella domanda di posti barca, in particolare per yacht dai 12 ai 24 metri e oltre.

Sul Molo San Cataldo verranno realizzati tre nuovi punti di ormeggio, per la lunghezza di circa 400 metri; mentre, le superfici restanti saranno destinate sia alla Guardia Costiera e sia all’approdo turistico.

Il quadro economico dell’intervento trova copertura finanziaria per 36 milioni di euro da parte del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, nell’ambito dei fondi di investimento ricadenti nella missione ordine pubblico e sicurezza (per il raggiungimento degli obiettivi di miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza delle attività di controllo e sicurezza), e per i restanti 3 milioni nei fondi propri dell’AdSPMAM.

L’opera è stata concepita con una visione integrata e sostenibile: non solo migliorerà significativamente la capacità operativa della Guardia Costiera, garantendo infrastrutture moderne, ecocompatibili e funzionali, ma darà anche un impulso decisivo al comparto della nautica da diporto degli yacht di grandi dimensioni, un settore in costante crescita che necessita di ormeggi sicuri, fondali adeguati e servizi evoluti- commenta il commissario straordinario dell’AdSPMAM, Amm. Vincenzo Leone. Gli Uffici dell’Ente hanno lavorato con la consueta determinazione e competenza per strutturare un bando così complesso e articolato di un progetto avviato nel 2019 dal presidente Ugo Patroni Griffi che ha anticipato quanto poi previsto dal regolamento europeo relativamente all’utilizzo dual use, civile e militare, delle infrastrutture portuali. Stiamo avviando- conclude l’Ammiraglio– un intervento strategico, in grado di coniugare efficacia logistica, sostenibilità ambientale e potenziale valorizzazione turistica dell’intero scalo portuale”.

Nello specifico, il progetto riguarda la realizzazione di banchine e piazzali al servizio della Guardia Costiera, collegati alla radice del Molo San Cataldo, in adiacenza e ampliamento delle aree già occupate dallo stesso Corpo dello Stato. L’opera, inoltre, prevede un intervento di approfondimento dei fondali, fino alla quota di -7,00 metri rispetto al livello del mare, per un quantitativo complessivo di materiale dragato di 88.410 m3.

La presentazione delle offerte deve avvenire entro e non oltre le ore 12.00 del 18 luglio 2025; l’apertura delle offerte avverrà il 21 luglio alle ore 11.00.

 

Tutti i dettagli sono pubblicati sul sito dell’Ente attraverso il link https://gare.adspmam.it/

 

L’opera sarà avviata entro la fine del 2025.

 

MDF, 30 maggio 2025

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PORTO DI BRINDISI: L’ON. TULLIO FERRANTE VISITA IL CANTIERE DOVE SONO IN CORSO I LAVORI PER LA CASSA DI COLMATA

Venerdì 16 maggio, alle ore 13.00, nella sede di Brindisi dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM)- piazza V. Emanuele II n. 7– il Commissario straordinario di Governo per l’opera, professor Ugo Patroni Griffi, e il Commissario straordinario dell’Ente, Ammiraglio Vincenzo Leone, illustreranno al Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibili, on. Tullio Ferrante, delegato al coordinamento funzionale delle opere commissariate, lo stato dell’arte e i prossimi imminenti step relativi al progetto “Completamento della infrastrutturazione portuale mediante banchinamento e realizzazione della retrostante colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena Est“.

Dopo l’incontro con la Stampa, la delegazione, a bordo di una motovedetta messa a disposizione dalla Capitaneria di Porto di Brindisi, visiterà il cantiere dove sono in corso i lavori di realizzazione della cassa di colmata, futuro sito di destinazione per il refluimento dei materiali rivenienti dalla conseguente campagna di escavo (dragaggio) per l’approfondimento dei fondali che verrà effettuata in aree del porto medio e del porto esterno.

L’iter per l’ottenimento di tutte le autorizzazioni, lungo e complesso, si è perfezionato di recente con il Decreto della Direzione Generale Economia Circolare e Bonifiche del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica n. 55 del 24 marzo 202,5 mediante il quale è stata approvata – ai sensi dell’art. 5 bis della legge nr.84/94 – la gestione dei materiali da escavare nell’area della foce di Fiume Grande.

 

 

 

MDF, 14 maggio 2025

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PORTO DI BARI: VISITA DI UNA DELEGAZIONE FAO PER CONOSCERE L’ESPERIENZA DELLO SCALO ADRIATICO NELLA MOVIMENTAZIONE E NELLO STOCCAGGIO DI CEREALI.

Ieri, martedì 21 gennaio, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), il direttore di esercizio del porto di Bari, Pietro Bianco, alcuni funzionari dell’Ente insieme ai rappresentati della Capitaneria di Porto, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dell’UVAC, dell’USMAF, della Guardia di Finanza, della Polizia di Frontiera, nonché degli Operatori e del Laboratorio Archimede hanno incontrato una delegazione composta da 20 persone, nell’ambito di una “visita- studio” organizzata dal Centro per gli Investimenti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO).

La delegazione era composta da rappresentanti degli enti pubblici egiziano e tunisino coinvolti direttamente nell’importazione di cereali – la Egyptian Holding Company for Silos and Storage (EHCSS) e l’Office des Céréales (ODC) – oltre a membri del Centro per gli Investimenti della FAO e della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS).

Obiettivo dell’iniziativa, organizzata dalla FAO, è stato quello di fornire ai rappresentanti dei due Paesi Africani la possibilitá di conoscere l’esperienza del porto di Bari, uno dei principali porti di importazione di cereali in Italia, nella movimentazione e nello stoccaggio di cereali.

il direttore di Esercizio porto di Bari, Pietro Bianco , e Dmytro PRYKHODKO- Economista senior e team leader del progetto- Centro per gli investimenti – FAO

Egitto e Tunisia, infatti, intendono investire e migliorare significativamente l’efficienza delle loro importazioni, attraverso la realizzazione di moderne infrastrutture per lo stoccaggio, la movimentazione e il trasporto; strutture e silos la cui realizzazione è prevista nei prossimi anni.

 

Il Centro per gli Investimenti della FAO, insieme alla BERS, infatti sta lavorando su un progetto regionale implementato nei Paesi della regione a Sud e ad Est del Mediterraneo, in particolare in Tunisia e in Egitto, mirato, appunto, ad ottimizzare e implementare la gestione della filiera di approvvigionamento dei cereali.

 

La visita si è articolata in due momenti: una tavola rotonda durante la quale i funzionari dell’AdSPMAM hanno fornito ai delegati una panoramica completa sulle infrastrutture e sulle procedure operative del porto di Bari, con particolare attenzione agli aspetti logistici, fitosanitari e di sicurezza alimentare, e una visita agli impianti portuali dedicati al traffico cerealicolo dello scalo barese.

La delegazione ha partecipato con grande interesse trovando estremamente rilevanti e proficui i contenuti raccolti nel corso della intensa “visita-studio”.

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PORTO DI BARI: GIOVEDÌ 23 GENNAIO ALLE ORE 16.00 CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’UFFICIO DI PIANO.

Giovedì 23 gennaio, alle ore 16.00, nella sala Comitato della sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) – piazzale C. Colombo n. 1- il commissario straordinario, Ammiraglio Vincenzo Leone, presenterà la costituzione del nuovo Ufficio di Piano e i suoi componenti.

 

Si tratta della struttura di coordinamento prodromica alla formazione del Piano Regolatore Portuale del porto di Bari.

 

All’incontro con la Stampa sarà presente il professor Ugo Patroni Griffi, già presidente dell’Ente portuale, chiamato dal Commissario straordinario a ricoprire la carica di coordinatore dell’Ufficio di Piano, in quanto esperto nei temi della pianificazione portuale, già referente del gruppo “urbanisti” in seno ad Assoporti e autore di vari contributi in materia.

 

Ha garantito la sua presenza il direttore generale per i porti, la logistica e l’intermodalità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), Donato Liguori.

 

Il documento strategico attualmente in uso nel porto, capoluogo di regione, era stato approvato nel 1974; negli anni successivi aveva subito vari aggiornamenti, di cui l’ultimo in ordine di tempo nel 2023: un adeguamento tecnico-funzionale per l’approfondimento dei fondali del molo San Cataldo, nato dall’esigenza di avere aree di manovra con fondali minimi di 7,00 m rispetto al livello del mare per consentire l’ormeggio di tre unità di ultima generazione.

 

 

 

 

MDF, 21 gennaio 2025

 

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PORTI DI BARI E DI BRINDISI: SI ILLUMINANO DI VERDE I PORTI DI BARI E DI BRINDISI. IL RAGGRUPPAMENTO TEMPORANEO DI IMPRESE, COMPOSTO DALLA CAPOGRUPPO CONSORZIO STABILE CANTIERE ITALIA DI NAPOLI, SI AGGIUDICA L’APPALTO INTEGRATO, OLTRE 28 MILIONI DI EURO, PER LA PROGETTAZIONE E PER I LAVORI DI REALIZZAZIONE DEI SISTEMI DI COLD IRONING. LA RIVOLUZIONE GREEN DEI PORTI ADRIATICI PASSA NELLA SUA FASE OPERATIVA.

Lo scorso 30 dicembre, l’Ufficio Gare e Contratti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) ha concluso positivamente la procedura per l’affidamento congiunto dei servizi tecnici attinenti all’ingegneria e all’architettura, relativi alla progettazione esecutiva, alla esecuzione e ai lavori per la realizzazione dei sistemi di cold ironing nei porti di Bari e Brindisi.

 

Le verifiche effettuate dall’Ente hanno dato esito positivo; l’aggiudicatario dell’appalto integrato sarà, pertanto, il Raggruppamento Temporaneo di Imprese Consorzio Stabile Cantiere Italia/Acreide di Napoli che progetterà ed effettuerà i lavori nei due scali adriatici.

 

In linea di continuità tecnico – amministrativa, si è conlusa, quindi, l’ultima fase di una procedura complessa, fortemente voluta e avviata dal presidente Ugo Patroni Griffi e varata dal commissario straordinario, Contrammiraglio Vincenzo Leone, finalizzata ad accrescere l’ecosostenibilità dei due porti, aumentando esponenzialmente l’efficienza energetica e riducendo significativamente l’impatto ambientale delle operazioni portuali.

 

In attesa della stipula del contratto, si potrà procedere entro questo mese di gennaio, in via di urgenza, alla consegna dell’appalto per l’espletamento di servizi di architettura e di ingegneria, relativi alla progettazione esecutiva per gli interventi di elettrificazione delle banchine, previsti nei porti di Bari- banchina 10, e di Brindisi- Punta delle Terrare, definiti appunto anche cold ironing.

 

L’opera prevede l’installazione di una rete di sistemi per la fornitura di energia elettrica dalla riva alle navi durante la fase di ormeggio, in modo da ridurre al minimo l’utilizzo dei motori ausiliari di bordo per l’autoproduzione dell’energia elettrica necessaria, limitando sensibilmente emissioni di CO2, ossidi di azoto e polveri sottili, nonché l’impatto acustico.

 

E’ prevista, inoltre, la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica, a parziale copertura del fabbisogno energetico derivante dall’attivazione dei sistemi di cold ironing.

Il progetto prevede, infatti, l’installazione di due impianti fotovoltaici, uno nel porto di Bari e uno nel porto di Brindisi, la cui produzione di energia elettrica supporterà il sistema di elettrificazione delle banchine, riducendo il fabbisogno energetico, e sarà impiegata per integrare e soddisfare le svariate esigenze degli ambiti portuali (catena del freddo, pubblica illuminazione, operazioni portuali, ecc.).

In particolare, nel porto di Bari saranno elettrificati due ormeggi presso la Darsena di Ponente.

Valutata la frequenza di attracco delle due tipologie di utenze individuate, infatti, si è stabilito di dimensionare l’impianto considerando la contemporaneità di due navi Ro-Ro/Ro-Pax o, in alternativa, di una nave Ro-Ro/Ro-Pax e una nave da crociera, sarà installato, quindi, un convertitore di potenza da 16 MVA con uscite a 6,6/11 kV.

Nel porto di Brindisi verranno elettrificati due ormeggi presso la banchina di Punta delle Terrare. L’impianto sarà dimensionato in modo da garantire l’alimentazione contemporanea di due navi Ro-Ro/Ro-Pax, attraverso l’installazione di un convertitore di potenza da 6,5 MW con uscita a 11 kV predisposto per un futuro ampliamento dell’impianto che consenta anche l’attracco di navi da crociera.

Con il cold ironing, trasformiamo i porti di Bari e di Brindisi in due polmoni verdi del trasporto marittimo- afferma il commissario straordinario, Contrammiraglio Vincenzo Leone. Due pionieri della sostenibilità ambientale e dell’innovazione tecnologica che contribuiranno concretamente al processo di transizione ecologica in atto a livello globale. Questo progetto, oltre a rendere i due scali maggiormente attrattivi e a migliorare significativamente la qualità della vita delle comunità portuali e dei territori circostanti- conclude il Commissario– è una vera e propria svolta epocale verso un futuro in cui crescita economica e rispetto per l’ambiente camminano finalmente assieme, dimostrando che sviluppo e sostenibilità possono e devono coesistere”.

Obiettivo del cold ironing è evitare che i motori, nel periodo di ormeggio in porto, rimangano accesi con le conseguenti emissioni inquinanti nell’aria. Durante la sosta in banchina, infatti, i motori a propulsione delle navi vengono spenti; tuttavia, per garantire l’erogazione dei servizi a bordo si utilizzano motori diesel ausiliari che comportano consumo di combustibile ed emissione di gas di scarico.

Tutti i documenti sono consultabili attraverso questi link:

  1. TUTTOGARE: https://gare.adspmam.it/gare/dettaglio.php?codice=1190
  2. ADSPMAM: sezione bandi e gare:

https://www.adspmam.it/appalto-integrato-per-laffidamento-dei-servizi-tecnici-attinenti-allingegneria-e-allarchitettura-relativi-alla-progettazione-esecutiva-ed-esecuzione-lavori-per-la-realizzazione-dei/

  1. PROFILO COMMITENTE – “TRASPARENZA”

https://adspmam.etrasparenza.it/archivio105_procedure-dal-01012024_0_9276_566_1.html

  1. BDNCP https://dati.anticorruzione.it/superset/dashboard/dettaglio_cig/?cig=B260CB8D42

 

L’importo, oltre 28 milioni di euro, è finanziato nell’ambito del PAC 2014/2020 (Programma di Azione e Coesione complementare al PON Infrastrutture e Reti 2014-2020), a cui l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale era stato ammesso a finanziamento, classificandosi al 2° posto, su 14 presentati.

 

MDF, 7 gennaio 2025

Immagine avatar di Maria Di Filippo DiMaria Di Filippo
PORTO DI BARI: LA PIÙ GRANDE OPERA A CIELO APERTO DI BARI È COMPIUTA. DOPO OLTRE UN ANNO DI LAVORO INTENSO, AD UN’ALTEZZA DI 32 METRI, L’ARTISTA INTERNAZIONALE GUIDO VAN HELTEN CONSEGNA AL PORTO E ALLA CITTÀ IL SUO CAPOLAVORO ICONOGRAFICO. UN INTERVENTO DESTINATO AD ACCRESCERE L’APPEAL DI TUTTO IL TERRITORIO.

Questa mattina, nella sala Comitato dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), si è svolta una conferenza stampa nel corso della quale il commissario straordinario, Contrammiraglio Vincenzo Leone, il direttore generale del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, Aldo Patruno, e il noto artista australiano, Guido van Helten hanno presentato la conclusione dell’opera di riqualificazione e di valorizzazione delle strutture di stoccaggio presenti in porto, i silos.

Alla conferenza stampa erano presenti l’ex presidente di AdSPMAM, Ugo Patroni Griffi, che ha fortemente voluto e avviato l’opera; l’assessore alla Cultura del Comune di Bari, Paola Romano e Davide Campanile, amministratore unico dell’impresa Silos Granari della Sicilia S.r.l.- Gruppo Casillo, società concessionaria dei silos.

 

Dopo oltre un anno di lavoro, effettuato anche a 32 metri di altezza sui 16 silos, l’enorme affresco monumentale è stato completato e consegnato al porto e alla città.

Nel corso della conferenza stampa l’artista ha mostrato immagini suggestive e rappresentative. L’effetto finale è stupefacente: anche da molto lontano è possibile ammirare i volti e i gesti impressi sul murales, immagini che hanno la capacità di raccontare la storia millenaria di Bari e che da oggi caratterizzano ulteriormente la città; regalando al territorio un capolavoro visivo senza precedenti.https://drive.google.com/file/d/1geaveNdDnhuGV8VUEvUU0UgvAAipKZL1/view?usp=drive_link

L’iniziativa, fortemente voluta dall’Ente portuale e supportata dal Comune di Bari, rientra nell’ambito di un Accordo di collaborazione stipulato tra AdSPMAM e l’Agenzia Regionale del Turismo Pugliapromozione con l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione, promozione e comunicazione del territorio e del suo patrimonio materiale e immateriale, attraverso un’opera artistica di rigenerazione urbana che sarà espressione dei valori legati all’identità regionale e alla memoria collettiva. Valori intesi come elementi costitutivi del brand Puglia.

 

Siamo difronte ad un’opera di portata straordinaria, la cui imponenza e unicità avranno un impatto significativo sul rafforzamento dell’appeal turistico della città– commenta il contramm. Vincenzo Leone. Il porto, tradizionalmente crocevia commerciale e turistico, diventerà anche un punto di riferimento artistico e culturale di grande rilevanza. La millenaria storia di Bari è stata tratteggiata con immagini gigantesche, suggestive ed eloquenti, in grado di raccontare le radici di una cultura da sempre strettamente legata al mare. Non abbiamo lesinato sforzi o risorse per donare alla città un’opera d’arte che fungerà anche da potente attrattore, in grado di catalizzare nuove energie per fare del porto un polo di attrazione turistico e artistico di portata internazionale”.

 

“Prosegue ai massimi livelli l’operazione di valorizzazione e promozione del Territorio Pugliese tramite l’Arte, in tutte le variegate forme ed espressioni attraverso le quali si esprime e giunge direttamente alla testa e al cuore del pubblico- commenta Aldo Patruno. Nel caso di Guido van Helten e dei silos granari al porto di Bari, questa operazione raggiunge livelli eclatanti e può davvero costituire, nell’immaginario collettivo, il legame più immediato tra il Porto e la Città”

 “Ringraziamo l’artista per aver voluto portare avanti un importante lavoro di ricerca sul culto nicolaiano e sulle emozioni che animano la città vecchia- commenta l’assessore Paola Romano. La sua opera contribuisce all’apertura del porto alla città e si inserisce in una strategia più ampia di arte pubblica della città di Bari che vorremo portare avanti nei prossimi anni. Sarà molto bello per i tanti che transitano nel nostro porto poter associare la città di Bari a quei volti emozionati e portare con sé le radici profonde di un culto candideremo a Patrimonio Unesco. Un ringraziamento particolare va al prof. Ugo Patroni Griffi che ha fortemente voluto la realizzazione di questa meravigliosa opera d’arte e a tutte le Istituzioni che hanno contribuito alla sua realizzazione”.

L’arte contemporanea potrà contribuire a caratterizzare l’attrattività della Puglia e noi continueremo a lavorare in sinergia con chi condivide la nostra visione – dice Luca Scandale. L’opera dell’artista australiano Guido van Helten propone con grande sensibilità i volti, le tradizioni ed anche lo sguardo rivolto al domani del nostro territorio. Non si tratta di un’iniziativa isolata per Pugliapromozione, dato che abbiamo già avviato una serie di attività fra le quali la Fashion Week di Milano che sta per iniziare, in aggiunta a varie mostre di artisti internazionali che in Puglia sanno di trovare un punto di riferimento, con una rinnovata offerta artistica e culturale”.

 

Dedico l’opera a tutti i baresi, alla loro umanità, a questa splendida città in cui ho lavorato a lungo e che mi ha fatto sentire a casa– commenta Guido van Helten. L’opera dei Silos vuole offrire al mondo una versione contemporanea della figura di San Nicola, ispirata dalla grande tradizione pittorica che ne ha raccontato le gesta. Una rappresentazione che coinvolge i lavoratori del porto e la straordinaria gente di Bari”.

L’opera rappresenta la conclusione di un lungo e articolato percorso di interazione che l’artista aveva intrapreso con la comunità e con il territorio, percorso finalizzato a comprendere e assimilare gli elementi più distintivi e intimi della città, in particolare della città vecchia, ossia quella più strettamente legata al porto.

 

Van Helten si era immerso in prima persona nel territorio, per conoscere e studiare le persone che lo caratterizzano, non solo a Bari ma anche a Durazzo (Albania).

 

Per completare la ricerca, l’artista dopo aver compiuto un viaggio a Myra, in Turchia, nel maggio 2023 aveva sperimentato e fotografato la festa di San Nicola.

L’arte urbana sui silos portuali si configura come un catalizzatore di trasformazione territoriale, in grado di innescare un effetto positivo sull’economia locale e di amplificare l’appeal della regione. La sinergia tra espressione artistica e infrastrutture portuali non solo ridefinisce l’aspetto visivo delle aree coinvolte, ma incarna un nuovo paradigma di sviluppo urbano, in cui la fusione tra creatività e innovazione si intreccia con la funzionalità e la praticità dell’ambiente circostante.

L’opera di allestimento e di riqualificazione di tutta l’area portuale non termina quì. Presente alla conferenza stampa, infatti, il liceo Artistico “Federico II Stupor Mundi” di Corato che, proprio oggi, ha presentato un progetto di realizzazione di un murales sul tema del Mediterraneo come luogo di incontro e di coesistenza dei popoli che vi si affacciano.

 

MDF, 11 settembre 2024

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