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DiMaria Di Filippo

PORTO DI BRINDISI: SI SONO CONCLUSE LE OPERAZIONI DI BONIFICA E SGOMBERO DI UN’AREA DEMANIALE OCCUPATA ABUSIVAMENTE. ADSP MAM, CAPITANERIA DI PORTO E ARPA RIPRISTINANO STATO DI LEGALITÀ E IDONEE CONDIZIONI AMBIENTALI.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, la Capitaneria di Porto di Brindisi e l’Arpa Puglia, al termine di un’azione congiunta finalizzata a ricondurre a legalità una vasta area
demaniale, hanno completato, ciascuno nelle proprie competenze, le operazioni di bonifica e di sgombero di un sito occupato abusivamente, ripristinando, dopo numerosi anni, legalità e idonee
condizioni ambientali di aree occupate da materiali e rifiuti rivenienti dal precedente sgombero forzoso  degli ex Cantieri navali Brindisi, in località Marimisti.
 
Dal 2011 nell’area, ubicata all’interno del circuito portuale port facility di Costa Morena, nel porto di Brindisi, erano stati accatastati e stoccati quantitativi ingenti di materiale riveniente dal suddetto sgombero d’ufficio, a suo tempo eseguito dall’allora Autorità portuale di Brindisi.  Nonostante svariati solleciti bonari e diffide formali, atteso il perdurare annoso di uno stato di  illegittimità, l’Ente portuale, nello scorso mese di luglio, aveva proceduto formalmente con un’ingiunzione di sgombero d’ufficio. Atto che la Società non ha inteso eseguire.
Nel mese di dicembre, quindi, la Capitaneria di Porto congiuntamente con Arpa Puglia è intervenuta d’iniziativa, sottoponendo l’area a sequestro penale preventivo contro ignoti per le ipotesi di reato di occupazione abusiva di aree demaniali e deposito incontrollato di rifiuti. Sequestro, convalidato successivamente dalla Procura della Repubblica di Brindisi.
Oggi le aree sono state completamente liberate e bonificate per opera di una ditta specializzata, incaricata da AdSP MAM e i cui oneri economici saranno posti a carico della società.
Dopo numerosi anni, pertanto, si chiude positivamente un’altra complessa e delicata vicenda, a seguito di un’azione sinergica e coordinata che ha portato finalmente al ripristino dello stato dei luoghi, la messa in sicurezza e la bonifica di tutta l’area demaniale
  
MDF 12 febbraio 2021
DiMaria Di Filippo

PORTI VERDI COME HUB MULTIMODALI PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE E INTELLIGENTE. L’ADSP MAM PARTECIPA CON DUE PROGETTI AL PROGRAMMA QUADRO HORIZON 2020.

L’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale ha presentato due progetti al programma quadro HORIZON 2020, il più grande programma mai realizzato dall’Unione europea (UE) per la ricerca e l’innovazione.

L’obiettivo principale del programma quadro, per il quale sono disponibili quasi 80 miliardi di euro di finanziamenti, oltre agli investimenti nazionali pubblici e privati che questa somma attirerà, è quello di contribuire ad una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, associando la ricerca all’innovazione, affinché l’Europa possa produrre una scienza e una tecnologia di classe mondiale in grado di stimolare la crescita economica.

All’interessante iniziativa europea, l’AdSP MAM ha presentato due progetti: RE-PORT e SEAD4Port.

RE-PORT: dimostrazione sull’uso delle energie rinnovabili offshore e ottimizzazione della logistica come trampolino di lancio per una più ampia transizione verso porti puliti, verdi e intelligenti.Obiettivo del progetto è verificare, attraverso la ricerca scientifica applicata, che l’energia rinnovabile offshore può esser un trampolino di lancio per la più ampia transizione verso porti puliti, verdi e intelligenti, ottimizzando i sistemi digitali e la logistica per garantire l’efficacia degli scali.Sulla scorta di tali presupposti, quindi, l’Ente intende replicare nei cinque porti del proprio sistema le soluzioni tecnologiche date dal processo di ricerca, per individuare la soluzione tecnologica più adeguata per utilizzare congiuntamente più fonti di energia rinnovabile per l’elettrificazione delle banchine o per l’eventuale futura fornitura di energia a navi a propulsione elettrica. I numerosi partner, pubblici, privati e commerciali, provenienti da Gran Bretagna, Germania, Danimarca, Belgio, Paesi Bassi, Irlanda e Turchia studieranno e porteranno le ultime tecnologie verdi e le migliori pratiche al porto leader di progetto e a tutti i porti partecipanti.

Progetto SEAD4Port: l’elettrificazione e la digitalizzazione sostenibili per rendere più verdi i porti di piccole e medie dimensioni lungo i corridoi TEN-T. Il partenariato è costituito da enti di ricerca europei (Italia-Inghilterra-Germania-Grecia- Norvegia- Lituania). L’AdSP MAM promuove due azioni pilota con le quali si eseguiranno tutte le attività necessarie, anche attraverso l’utilizzo di attrezzature IoT altamente tecnologiche, al fine di aumentare l’efficienza energetica e di ridurre le emissioni inquinanti nei porti. Inoltre, attraverso studi tecnici di fattibilità si individueranno nuove fonti per la generazione di energia alternativa.

Vogliamo giocare un ruolo da protagonista nel processo globale di transizione energetica in atto,– commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. E’ una svolta epocale che vede il progressivo abbandono del fossile in favore del green e del rinnovabile. Solo la ricerca, la scienza e la tecnologia ci possono indicare la strada da intraprendere, gli obiettivi e gli strumenti a disposizione per rendere i nostri porti verdi come hub multimodali con una mobilità sostenibile e intelligente“.

 

MDF, 04 febbraio 2021

DiMaria Di Filippo

ENTRA IN FUNZIONE VEGA, UN APPLICATIVO AVVENIRISTICO SVILUPPATO DALL’ADSP MAM. OBIETTIVO, MIGLIORARE LA SOSTENIBILITÀ ENERGETICA DEL TRASPORTO MARITTIMO E MULTIMODALE NEI CINQUE PORTI DEL SISTEMA.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale rafforza la propria azione di tutela dell’ambiente nei propri porti: entra in funzione il sistema VEGA.

 

Si tratta di un applicativo pionieristico e avveniristico in grado di facilitare, nei porti di Bari, Brindisi, Barletta, Monopoli e Manfredonia, il processo di potenziamento delle infrastrutture e l’efficientamento delle risorse energetiche, attraverso l’innovazione tecnologica e la salvaguardia ambientale.

 

Il sistema, progettato e sviluppato per essere completamente configurabile rispetto alle esigenze di monitoraggio (che possono differire in ciascun porto di applicazione), fornisce delle avanzate dashboard di consultazione, attraverso le quali possono essere interpolati dati eterogenei, come per esempio il fattore di impatto dei lavori infrastrutturali sui principali benchmark di monitoraggio ambientale.

 

VEGA, infatti, oltre ad acquisire i dati provenienti dai principali dispositivi di monitoraggio ambientale, quali fonometri, centraline di controllo qualità aria, stazioni meteorologiche, sonde multi-parametriche, correntometri, ondametri e mareografi, è in grado di gestire e acquisire dati e informazioni secondo paradigmi innovativi come l’IoT (Internet of Things), consentendo, attraverso l’utilizzo delle funzionalità integrate DSS (Decision Support System), la programmazione efficace della movimentazione delle merci, la prevenzione dei rischi derivanti dalla congestione del traffico, la riduzione complessiva dell’impatto ambientale rinveniente dalle attività.

Tutto questo è reso possibile anche grazie allo scambio dati in real time con il sistema PCS GAIA, operante ormai da anni in tutti i porti del network per le operazioni portuali, il transito e il controllo di passeggeri e merci.

 

Attraverso una potente funzionalità Rule Chain, inoltre, è  possibile costruire autonomamente una serie di catene di eventi e azioni collegate all’acquisizione dei dati di campo. Ad esempio, laddove dovessero giungere segnali di superamento di alcune soglie di allarme, il sistema stesso sarebbe in grado di inviare autonomamente notifiche push ai soggetti responsabili dei controlli.

Con la stessa logica applicativa, inoltre, l’infrastruttura tecnologica è in grado di inviare comandi ai dispositivi IoT integrati.

Abbiamo studiato un  sistema in grado di sfruttare le più recenti tecnologie per implementare e ottimizzare i traffici, limitando fortemente l’impatto ambientale e salvaguardando le risorse energetiche– commenta il presidente di AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. Muoviamo, quindi, un altro significativo passo in avanti nel percorso virtuoso che abbiamo intrapreso, volto a riutilizzare l’architettura tecnologica dell’Ente, ottimizzando e facendo dialogare tra loro tutti i sistemi di cui disponiamo”.

 

VEGA, infatti, è stato integrato con l’applicativo del Port Community System GAIA che oggi governa tutte le informazioni che riguardano il trasporto di persone e merci, attraverso l’interoperabilità tra i sistemi gestiti anche dagli altri Enti e condivisi da tutti i soggetti appartenenti alle comunità dei porti del sistema.

Attraverso le funzionalità di VEGA e i prossimi interventi che renderanno “intelligenti” le infrastrutture fisiche portuali– conclude Patroni Griffi- i nostri porti saranno tra  i primi in Italia in grado di gestire ed erogare esclusivamente i servizi che risultano essere necessari”.

 

Il sistema VEGA è stato sviluppato nell’ambito delle attività previste dal progetto comunitario Interreg Italia-Croazia 2014-2020 “SUSPORT – SUStainable PORTs”, con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità energetica del trasporto marittimo e multimodale nell’ambito portuale, attraverso lo sviluppo di piani d’azione congiunti tesi a coordinare tutti i principali attori interessati nel comparto del trasporto marittimo.

 

Nell’ambito del progetto comunitario Interreg Italia-Croazia 2014-2020 “SUSPORT”, nei prossimi mesi sarà avviata la fase 2 del progetto, finalizzata all’acquisizione di nuovi dispositivi di monitoraggio ambientale per coprire il fabbisogno di tutti i porti dell’Ente.

 

 

MDF, 18 dicembre 2020

DiMaria Di Filippo

ZES INTERREGIONALE ADRIATICA: SI INSEDIA IL COMITATO DI INDIRIZZO. CREATI I GRUPPI DI LAVORO PER LA PREDISPOSIZIONE DEL KIT LOCALIZZATIVO. NASCONO LE ZONE FRANCHE DOGANALI, LA PRIMA SARÀ A BRINDISI.

Ieri, nella sala conferenze della sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, si è insediato il comitato di indirizzo della ZES (Zona Economica Speciale) Adriatica interregionale Puglia-Molise.

 

L’incontro ha avuto luogo sia in presenza, sia in videoconferenza in stretta adesione alle norme anti-Covid.

 

Il Comitato, presieduto dal presidente di AdSP MAM Ugo Patroni Griffi, è costituito da Annalisa Formosi, delegata del Ministero dei Trasporti, Donato Toma, presidente della Regione Molise e dalla Regione Puglia; erano, inoltre, presenti il direttore generale dell’Agenzia delle Dogane, Marcello Minenna e Domenico Laforgia, direttore Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia.

 

In apertura dei lavori, il Comitato ha adottato il regolamento di funzionamento già varato per la ZES Ionica; successivamente, sono stati istituiti due gruppi di lavoro: uno per il kit localizzativo, indicato nel piano strategico (un pacchetto di misure relative alle imposte locali e alle semplificazioni di competenza, come esenzione IMU, TASI, TARI) che avrà il compito di interfacciarsi con i comuni ricadenti nella zona economica speciale per individuare e contrattualizzare le forme incentivanti individuate; l’altro per la redazione di una Legge regionale che contempli le semplificazioni previste dalle ZES.

 

Entrambi i progetti saranno predisposti entro due mesi, nel frattempo i consorzi Asi, gli interporti, i gestori dei nodi logistici dei retro-porti di Manfredonia, Bari e Termoli dovranno presentare la proposta di perimetrazione per le zone franche.

 

La prima zona franca sorgerà a Brindisi e sarà una zona franca portuale che disporrà di un’estensione di circa 40 ettari, nell’area di Capobianco, nel porto esterno.

 

Il gruppo tecnico sarà coordinato dall’ingegner Formosi, mentre il gruppo giuridico dall’avvocato Fulvio Mezzina, dirigente Dipartimento Legale AdSP MAM, che si avvarrà della consulenza qualificata dell’avvocato Beppe Marchionne, delegato di Confindustria.

 

Il Comitato ha dettato tempi stringenti: formalizzazione entro 60 giorni ed istituzione entro i 60 giorni successivi. Un’accelerazione che sarà consentita dalla piena cooperazione che ha assicurato il direttore Minenna. L’urgenza è dettata principalmente dalla necessità di creare un ambiente attrattivo per le imprese a Brindisi, nel tentativo di scongiurare un dramma sociale di proporzioni rilevanti per via della transizione energetica in atto.

L’abbiamo chiamata la ZES del Sole, come la Città del Sole di Campanella– commenta il presidente Patroni Griffi- totalmente sfrondata, però, dai contorni utopistici dati dal filosofo. Vogliamo creare un ambiente ospitale per le imprese: autorizzazione unica per opere ed attività pubbliche e private, termini ridotti, semplificazione doganale, sospensione dell’iva, esenzione dai dazi, e anche per la manifattura. In questo momento, peraltro, gioviamo del Recovery Fund, stanziato dalla Ue per far fronte al dissesto economico e sociale causato dalla pandemia. Tra le priorità indicate per l’utilizzo delle risorse, infatti, vi è anche l’implementazione e l’accelerazione del “Quadrilatero Zes” (le Zes regionali e interregionali che si sviluppano intorno ai grandi porti di Bari, Brindisi, Taranto, Gioia Tauro, Napoli, Salerno). Abbiamo 120 giorni di tempo, quindi, per predisporre tutto e per far divenire, finalmente realtà la nostra ZES.”

 

Il direttore Minenna dichiara “l’Agenzia contribuirà alla definizione delle Zone Franche Doganali all’interno della ZES, tra cui quella che il presidente Patroni Griffi ha definito ‘ZES del Sole’, quale ulteriore semplificazione e stimolo per la crescita dell’economia pugliese e dell’intero sistema Paese.”

 

Sono molto soddisfatto – dichiara il presidente della Regione Molise Toma – dell’attivazione della ZES Adriatica, che parte oggi con i migliori auspici. Siamo pronti per accelerare su tutti i punti discussi. Siamo sempre più convinti di avere scelto di costruire la nostra ZES con la Puglia, avremo l’occasione di condividere un percorso virtuoso e attrattivo insieme. In virtù del mio ruolo di referente nazionale per la semplificazione, mi adopererò, in sede di Ministero, affinché si ottenga, al più presto, il riconoscimento delle nostre proposte. Siamo felici anche dell’opportunità concretizzata che Termoli faccia parte della ZES del Sole, come oggi è stata battezzata, con la perimetrazione dell’unica zona franca del Molise, particolarmente attrattiva, e la candidatura di riconoscimento nel Sistema portuale. Faremo di tutto per responsabilizzare comuni ed enti coinvolti nel percorso”.

 

Soddisfazione l’ha espressa anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: “La nostra regione si trova di fronte un’opportunità unica per investire sia sulla infrastrutturazione green ed intelligente di queste importanti realtà marittime, sia per fare in modo che tutti i territori – anche interni – che gravitano attorno ad esse, diventino attrattivi per importanti investimenti industriali.”

 

Creeremo su Brindisi, la mia terra, un modello perfetto, il primo prototipo da ripetere nelle altre città collegate dal corridoio doganale -dichiara Annalisa Formosi-. Un’area perfettamente localizzata e circoscritta che sia particolarmente attrattiva per le imprese per rilanciare il territorio.”

 

MDF, 17 settembre 2020

DiMaria Di Filippo

PORTO DI BARI: FASE ESECUTIVA DELL’OPERA DI MOVIMENTAZIONE DEI SEDIMENTI NEL BACINO PORTUALE. SI TRATTA DI UN’OPERA STRATEGICA PER LO SVILUPPO DEI TRAFFICI COMMERCIALI.

Con il bando di gara pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (GURI) il 2 settembre scorso, entra nella fase esecutiva l’opera di “movimentazione dei sedimenti all’interno del bacino portuale del porto di Bari”, programmata e progettata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.

 

Si tratta di un intervento di rilevante strategicità per lo sviluppo dei traffici commerciali dello scalo barese, atteso che configurerà nuove batimetrie nella darsena di levante che così potrà ospitare anche navi di ultima generazione, di stazza e dimensioni superiori rispetto alle attuali; inoltre, verranno notevolmente facilitate le operazioni di allibo / scarico di quelle che già vi transitano.

La stessa profondità operativa (-13 mt) è imposta come dato di progetto anche per il passo di accesso all’imboccatura del porto che, a causa di fenomeni di insabbiamento, denuncia allo stato quote significativamente inferiori.

 

A garanzia della massima tutela ambientale, i volumi di escavo saranno movimentati nello stesso ambito portuale – secondo quanto delineato dall’art.2 del DM 173/2016 – pertanto, non saranno creati nuovi bacini di contenimento e tutte le operazioni verranno effettuate in ambiente subacqueo, secondo tecnologia e protocolli ulteriormente affinati in sede di progettazione esecutiva e recependo, tra l’altro, tutte le misure prescrittive dettate in sede di Conferenza di Servizi Decisoria che prevedono l’intensificazione delle analisi e dei controlli da mettere in campo, specialmente in corso d’opera.

 

La progettazione è stata curata interamente dal Dipartimento Tecnico dell’Ente e verificata da ultimo dall’Agenzia Regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio, preliminarmente all’avvio della gara.

L’intervento è parte integrante del Programma Operativo Nazione Infrastrutture & Reti 2014 – 2020 finanziato dalla Unione Europea e comporta complessivamente una spesa pari a 3,5 milioni di euro.

 

Abbiamo sviluppato un’impostazione progettuale contenitiva di tutte le raccomandazioni delineate in sede di Conferenza di Servizi e supportata dalle più recenti tecnologie disponibili per ridurre al minimo gli impatti ambientali che il quadro normativo in progress vuole promuovere (con la legge di conversione al Dl 76/2020) anche per quei bacini idrici non situati in aree SIN (Siti di Interesse Nazionale),” – commenta il presidente di AdSP MAM Ugo Patroni Griffi.

 

Il progetto si inserisce in un più ampio programma di escavazione dei sedimenti interessante l’intero sistema portuale dell’Adriatico meridionale e che prevede:

 

  • per Manfredonia: il bando imminente per la caratterizzazione dei fondali del porto commerciale, attività propedeutica alla campagna di approfondimento nell’area di imboccatura e nell’area prospiciente il Molo di Ponente sino al Molo Trapezio;
  • per Barletta: la definizione della progettazione esecutiva dei lavori di manutenzione dei fondali nei pressi dell’imboccatura del porto per un importo pari a 6 milioni di euro;
  • per Monopoli: l’esecuzione in corso della caratterizzazione dei fondali finalizzati alla definizione del progetto di approfondimento dei fondali fino a -8 mt di tutta l’area di accesso al porto e antistante la banchina del Molo di Tramontana;
  • per Brindisi: la chiusura delle attività di attualizzazione delle caratterizzazioni- già all’attenzione del Ministero dell’Ambiente, richieste in fase di valutazione di impatto ambientale della vasca di colmata di Costa morena Est e relativa campagna di escavi interessante tutto il porto medio ed esterno (fino a -14 mt), comportante una spesa complessiva di oltre 60 milioni di euro.

 

MDF, 10 settembre 2020

DiMaria Di Filippo

BARI SARÀ IL PRIMO PORTO IN CUI PASSEGGERI E OPERATORI POTRANNO RESPIRARE ARIA “FOTOCATALIZZATA”: ADSP MAM, T.ECO.M, LA PULISAN E RE AIR AVVIANO UN PROGETTO PILOTA, PRIMO IN ITALIA, CHE POTRÀ ESSERE ESPORTATO ANCHE NEGLI ALTRI PORTI DEL SISTEMA.

Questa mattina, nel terminal crociere del porto di Bari, il presidente dell’AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, ha assistito ad un’azione dimostrativa del sistema RE AIR; una start up nata dall’esperienza di un gruppo di giovani imprenditori che propone sistemi innovativi e brevettati per il trattamento di superfici in ambienti indoor e outdoor. Il progetto si fonda sul principio della fotocatalisi, un processo naturale di degradazione ossidativa delle sostanze inquinanti e microbiotiche diffuse nell’ambiente, ottenuto attraverso l’azione combinata della luce solare o artificiale e dell’aria.

 

Al termine della dimostrazione pratica, nella sala conferenze della sede di Bari, ha avuto luogo una tavola rotonda a cui hanno preso parte, oltre al Presidente dell’Ente, Claudia Nuzzo, T.ECO.M; Gabriele De Bonfilis, LA PULISAN ; Angelo Del Favero, Raffaella Moro e Gianluca Guerrini di RE AIR.

 

Gli esperti hanno dimostrato che il sistema è in grado di decomporre microrganismi nocivi (quali microbi, batteri e allergeni);di  ridurre drasticamente il livello di inquinanti tossici; di abbattere per oltre il 90% gli ossidi di azoto (NOx).

 

A valle delle evidenze scientifiche che ci sono state sottoposte– commenta il Presidente- abbiamo deciso di avviare un protocollo di collaborazione che parte dal porto di Bari per poi estendersi anche agli altri porti del sistema. Ancora una volta, lo scalo adriatico assume il ruolo di pioniere in Italia nella sperimentazione tecnologica. Il biossido di titanio, principio fondante della fotocatalizzazione, potrà essere un nostro alleato sia nella attuale fase di emergenza, sia quando sarà cessato l’allarme Covid, poichè viene utilizzata la più avanzata tecnologia oggi disponibile di ossidazione fotocatalitica in soluzione acquosa avanzata, che utilizza la luce, non prodotti chimici a beneficio dell’ambiente“. Siamo difronte ad un sistema totalmente sostenibile, -conclude Patroni Griffi- in grado di ridurre i costi e di migliorare attivamente l’ecosistema.”

 

La fotocatalisi è il fenomeno naturale in cui una sostanza, detta fotocatalizzatore, attraverso l’azione della luce (naturale o prodotta da speciali lampade) modifica la velocità di una reazione chimica. In presenza di aria e luce si attiva un forte processo ossidativo che porta alla decomposizione delle sostanze organiche e inorganiche inquinanti.

 

Il funzionamento del processo imita la fotosintesi clorofilliana (trasforma sostanze dannose per l’uomo in sostanze inerti). I due elementi, luce e aria, a contatto con il rivestimento delle superfici, favoriscono l’attivazione della reazione e la conseguente decomposizione delle sostanze organiche, dei microbi e batteri (gram negativi e gram positivi, muffe, allergeni, ossidi di azoto, aromatici policondensati, benzene, dell’anidride solforosa, monossido di carbonio, formaldeide, del metanolo, etanolo, etilbenzene, monossido e biossido di azoto).

 

T.ECO.M, LA PULISAN  e RE AIR ringraziano il presidente Patroni Griffi per aver saputo cogliere una sfida tecnologica avveniristica che potrà essere utilizzata anche negli altri porti italiani.

 

 

 

MDF, 14 luglio 2020

 

 

DiMaria Di Filippo

ADSP MAM: NEI PLESSI APERTI AL PUBBLICO DEI PORTI DEL SISTEMA PREVISTA L’INSTALLAZIONE DI INNOVATIVI DISPOSITIVI DI SANIFICAZIONE

L’ADSP MAM sposa totalmente la filosofia di Saint-Simon, e quindi ritiene che innovazione e metodo scientifico siano le uniche leve su cui basare lo sviluppo e la risoluzione dei numerosi problemi dell’età contemporanea.

Applicando tale ideale l’ADSP si è determinata ad installare, progressivamente, presso tutti i plessi aperti al pubblico da essa gestiti dispositivi innovativi di sanificazione che favoriscano l’eliminazione della carica microbica (batteri, virus, muffe, ecc.) e dei composti organici volatili (VOC) nell’aria e sulle superfici, neutralizzando di conseguenza allergeni e odori. Difatti i predetti apparecchi da installare sono dei dispositivi utilizzati per la sanificazione continua dell’aria, per ambienti e superfici, che utilizzano la tecnologia PCO, avendo le misure previste dal Ministero della Sanità, limitato l’uso degli impianti di riciclo dell’aria per ovvie ragioni legate all’impossibilità di garantire aria pulita con gli impianti presenti nelle maggiori infrastrutture esistenti sul territorio nazionale.

La tecnologia PCO (Photo CatalyticOxidation), meglio conosciuta come ossidazione fotocatalitica, è stata sviluppata ed utilizzata dalla NASA per la sanificazione degli ambienti destinati alle missioni aerospaziali, dove una delle prerogative principali è la qualità e la salubrità dell’aria.
La tecnologia imita e riproduce ciò che avviene in natura mediante la fotocatalisi: un processo che, grazie all’azione combinata dei raggi UV del sole, dell’umidità presente nell’aria e di alcuni metalli nobili presenti in natura, genera ioni ossidanti in grado di distruggere la maggior parte delle sostanze inquinanti e tossiche.

La reazione fotochimica che si genera permette quindi di distruggere con un principio naturale attivo le sostanze inquinanti, in particolare batteri, virus, muffe, allergeni ed odori.
Recenti studi hanno dimostrato anche l’abbattimento dei Coronavirus.
Pertanto detti dispostivi migliorano la qualità generale dell’aria interna dei locali, ove sono installati, rendendo l’ambiente sanificato e gradevole a chi lo vive. Detto metodo di sanificazione è sicuro ed efficace per la salute dell’uomo e dell’ambiente, in quanto non utilizza ozono né disinfettanti chimici a base di cloro, che al contrario hanno effettivi collaterali anche pericolosi in alcuni casi. Il dispositivo agisce in maniera attiva 24 ore su 24 nell’aria e sulle superfici, riducendo così la necessità di costosi interventi periodici di manutenzione.

Come tutti i virus finora studiati, è stato già dimostrato che il SARS-CoV-2 sopravvive su diverse superfici ambientali per diverse ore e forse per giorni, per cui può essere trasferito dalle mani alle superfici e viceversa. Pertanto, per prevenire l’infezione è necessario pulire e disinfettare accuratamente le superfici dei materiali. Difatti molti centri di ricerca stanno studiando le modalità di contagio del virus fra umani, che riguardano anche le possibilità che il virus si trasmetta con contatto virale diretto/indiretto con secrezioni respiratorie o attraverso il contatto di superfici di materiali contaminati con gocce cariche di virus.

Il sistema di sanificazione attiva differisce dai sistemi passivi (filtrazione tradizionale, ionizzazione classica, lampade germicide) in quanto, grazie agli agenti ossidanti generati dalla tecnologia PCO, si ha un effetto sanificante, non solo nel punto in cui viene installato il modulo ma sull’intero circuito aeraulicoed anche sulle superfici trattate.

L’auspicio è che l’impegno profuso nella predisposizione di ambienti il più salubri possibili possa vincere ogni residua remora dei passeggeri all’utilizzo dei traghetti come mezzo di trasporto sicuro, e quindi sostenere efficacemente le compagni di navigazione, il cluster marittimo e la ripresa dell’economia del Paese

 

 

 17 giugno 2020

DiMaria Di Filippo

ESCAVI E INFRASTRUTTURE NEL PORTO DI BRINDISI: PROFICUO CONFRONTO TRA ADSP MAM, COMUNE DI BRINDISI E SOGESID.

Si è svolto ieri, presso il Comune di Brindisi, un significativo e proficuo incontro tecnico-operativo per analizzare, in maniera dettagliata e scientifica, alcune rilevanti questioni afferenti il porto di Brindisi, con particolare riferimento agli escavi e alla rete infrastrutturale.

 

Seduti attorno al tavolo: il sindaco, Riccardo Rossi, l’assessore all’Ambiente, Roberta Lopalco, e i dirigenti comunali Gaetano Padula e Francesco Corvace; il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, il segretario generale, Tito Vespasiani, e il dirigente dell’Ufficio Tecnico, Francesco Di Leverano. Presenti all’incontro anche il dirigente Enrico Brugiotti e il tecnico Vito Specchio di Sogesid SpA, società “in house providing” dei Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture che garantisce supporto tecnico agli interventi ambientali e infrastrutturali previsti dal piano di investimenti sia al Comune di Brindisi sia all’Ente portuale, sulla base di pregressi accordi.

 

Nel corso della riunione è stata esaminata la possibilità – avanzata in alcuni articoli pubblicati sulla stampa e da taluno caldeggiata – di depositare i sedimenti rivenienti dai dragaggi di Sant’Apollinare (azione fondamentale e prodromica per la successiva realizzazione di nuovi accosti), una volta terminate le caratterizzazioni dei fondali, presso l’area cosiddetta Micorosa, a sud della zona industriale, negli anni destinata a discarica dell’insediamento Petrolchimico.

 

I tecnici Sogesid e il responsabile del Procedimento, Gaetano Padula, hanno esposto l’attuale stato delle attività di bonifica della falda in area Micorosa, evidenziando che sono in atto le attività di “capping” dell’area di discarica, rientranti in un progetto coordinato con la parte privata “Eni Rewind”. I tempi di completamento, previsto per il marzo del prossimo anno – è stato chiarito nella riunione – non sarebbero compatibili con l’iter di caratterizzazione, progettazione e rimozione dei sedimenti di Sant’Apollinare. Qualora si decidesse di intraprendere tale possibilità, sarebbe infatti necessario sospendere la già avviata attività di bonifica dell’area, con criticità di ordine economico  per le azioni di risarcimento dei danni che potrebbero derivarne.

 

Alla luce di quanto emerso, quindi, si è convenuto di affidare a Sogesid la redazione di un documento analitico sulle possibili azioni da intraprendere, valide ed efficaci sia dal punto di vista tecnico che da quello economico, finalizzate alla migliore gestione dei sedimenti portuali.

 

Si è concordato, infine, di avanzare tempestivamente – sulla base del documento redatto da Sogesid – una richiesta al Governo, formulata congiuntamente con il Comune, finalizzata ad ottenere per Brindisi misure straordinarie (come avvenuto per Taranto e Genova) per la tempestiva realizzazione delle opere.

 

MDF, 6 marzo 2020

DiMaria Di Filippo

DAL 1 GENNAIO 2020 ARIA PIÙ PULITA NEGLI AMBITI PORTUALI DEL SISTEMA DELL’ADRIATICO MERIDIONALE: GIOVEDÌ 19 DICEMBRE ALLE11.00 LA CONFERENZA STAMPA.

Giovedì 19 dicembre alle ore 11.00 negli uffici di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, p.le C. Colombo 1, il presidente Ugo Patroni Griffi e il Direttore Marittimo della Puglia e della Basilicata Ionica, Contrammiraglio Giuseppe Meli, terranno una conferenza stampa per illustrare l’adozione, nei porti dell’Adriatico meridionale, di una serie di misure tese alla riduzione e al contenimento di emissioni nocive e gas serra da parte delle navi.

 

Dal 1 gennaio 2020, infatti, entrerà in vigore, su scala mondiale, il nuovo limite della percentuale di zolfo nei combustibili navali, applicabili alle navi di qualsiasi bandiera, pari a 0,5%, ben 7 volte inferiore al  vigente limite del 3,5% .

 

Contemporaneamente, sarà compiuto un ulteriore passo per l’abbattimento progressivo delle emissioni CO2 da trasporto marittimo, con obbligo per le nuove navi in costruzione di miglioramento dell’efficienza energetica che consenta la riduzione del 20% di CO2 per tonnellata/km.

 

Tutti i dettagli della normativa e le conseguenti applicazioni nei porti dell’AdSP MAM saranno illustrate nel corso della conferenza stampa.

 

 

MDF, 17 dicembre 2019

DiMaria Di Filippo

IL SEGRETARIO GENERALE DELL’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE RISPONDE AL PRESIDENTE DI LEGAMBIENTE BRINDISI

Al dott. Teodoro Marinazzo

Presidente Legambiente Brindisi

 

 

 

Rispondo alla Sua  del 24 settembre 2019.

 

Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene perché mi percuoti ?“ (Giovanni 18,19-23)

Innanzitutto tengo a precisare che la mia lettera del 9 settembre u.s. è stata recapitata via mail prima che fosse diffusa alla stampa. Le allego ricevuta di ricezione.

Ho citato Spinoza per individuare un metodo corretto di lavoro e non per giudicare  Legambiente con cui peraltro  nella mia trentennale carriera ho avuto sempre ottimi rapporti; quindi La invito a non stravolgere il senso del ragionamento, attribuendomi peraltro frasi mai dette, tipo quella in cui “sentenzierei che Legambiente voglia svuotare il porto”.

Per tutte le questioni poste, attesa la complessità delle problematiche, anziché un ping pong a mezzo stampa che non consente adeguati approfondimenti,  preferirei un incontro, ove potro’ fornire sine ira et studio tutti i chiarimenti necessari, fatta eccezione per le questioni che risultano sottoposte all’attenzione del giudice penale, per ovvi motivi di opportunità.

Mi faccia sapere quando desidera incontrarmi, rinnovandoLe l’invito a una visita al porto ad assistere alle operazioni portuali; ritengo sia meglio constatare de visu i fatti,  piuttosto che per sentito dire, e ciò nel quadro della massima trasparenza, più volte da Lei evocata.

Un cordialissimo  saluto.

Il Segretario Generale

Dott. Tito Vespasiani

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