Comunicati Stampa

DiMaria Di Filippo

ADSP MAM E COMUNE DI BARI CANDIDANO UN PARCO PROGETTI FINALIZZATO ALLA RICONNESSIONE CITTÀ-PORTO, ATTRAVERSO INTERVENTI MIRATI ALLA RIQUALIFICAZIONE DI AREE E ALLO SVILUPPO PORTO.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e il Comune di Bari, dopo un intenso lavoro sviluppato in questi mesi, hanno candidato alla misura di finanziamento al PAC (Piano di Azione e Coesione), complementare al PON “Infrastrutture e Reti” 2014 – 2020 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, una serie di progetti per la digitalizzazione della logistica, per il recupero del Lungomare Imperatore Augusto, nel tratto di connessione tra la città vecchia e il porto, e per il miglioramento della sostenibilità ambientale della zona.

 

La manifestazione di interesse formalizzata è il frutto di un lungo e complesso iter di studio e di ricerca, che ha visto la costituzione di gruppi interni di lavoro coordinati dai Dipartimenti Tecnici dei due Enti, i quali hanno elaborato tre proposte progettuali, con l’obiettivo di potenziare il rapporto porto-città, migliorare la sostenibilità ambientale in ambito portuale e sviluppare maggiormente l’asset tecnologico dell’Autorità portuale, uniformando i servizi offerti in tutti i porti del sistema.

 

Il PAC si articola in 6 assi strategici: digitalizzazione della logistica, programma recupero waterfront, accessibilità turistica, green ports, progetti infrastrutturali ferroviari e portuali, capacità istituzionale e supporto per l’attuazione. Di questi, quattro sono stati oggetto di studio e approfondimento così da tarare la proposta di parteneriato in maniera più specifica.

 

Asse A – digitalizzazione della logistica – Autorità di Sistema Portuale : è stato presentato un progetto che prevede il potenziamento del PCS GAIA, lo sviluppo dello Sportello Unico Amministrativo, il potenziamento dei varchi portuali per il tracciamento logistico della merce e la cooperazione applicativa con il sistema doganale AIDA, l’estensione delle reti WiFi di tipo pubblico e operativo, il potenziamento e l’estensione del sistema di videosorveglianza.

Al fine di estendere la cooperazione applicativa con il sistema doganale AIDA a tutti i porti gestiti dall’Ente, è stato siglato un accordo preliminare con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

 

Asse B – programma recupero waterfront – Comune di Bari e Autorità di Sistema portuale: l’intervento intende realizzare la riconnessione della città vecchia e del Castello Svevo con il mare. La strategia adottata prevede la riqualificazione delle aree portuali e delle aree urbane limitrofe, con l’obiettivo di rimuovere le barriere che oggi separano le città vecchia dal mare. Il progetto riguarda alcuni interventi che puntano a riqualificare le aree intorno al Castello Svevo che negli anni hanno subito forme di degrado fisico e ambientale, offrendo l’opportunità di valorizzare il patrimonio storico, artistico architettonico, asset del territorio cittadino e metropolitano.

 

Tra questi ci sono:

-L’interramento della strada litoranea urbana (parte di Corso de Tullio), nel tratto che va dal giardino di Isabella D’Aragona fino agli edifici doganali, in modo in modo da creare un’area di collegamento pedonale tra il Castello Svevo, la città vecchia, e il mare.

-La riqualificazione delle aree tra la città vecchia e il Castello Svevo con il potenziamento della loro accessibilità, attraverso il riordino dell’intermodalità e della mobilità sostenibile, nonché il miglioramento delle condizioni paesaggistiche e ambientali dell’area, con la realizzazione del nuovo parco.

 

Il macro-progetto prevede, d’intesa con L’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale (AdSP-MAM) – interventi di adeguamento delle infrastrutture esistenti per la connessione città-porto, il potenziamento dell’intermodalità e della mobilità sostenibile di accesso all’area della città vecchia e che connetta tutta la linea di costa, e la creazione di un parco orbitale il centro storico che acquisisca dimensioni rilevanti in corrispondenza del Castello Svevo.

L’accordo tra il Comune di Bari e l’AdSP-MAM è stato sottoscritto, attraverso un protocollo d’intesa, in data 10.07.2020 e prevede la realizzazione di un programma organico di interventi facenti riferimento ad un unico masterplan di riordino del waterfront urbano prospiciente l’area portuale. L’importo degli interventi, per quanto riguarda la parte di competenza comunale è di 21.590.909,09 euro suddivisi in interramento di Lungomare Corso Antonio de Tullio e riqualificazione di Piazza Ruggiero il Normanno.

 

Asse C – accessibilità turistica – Comune di Bari – L’intervento ha l’obiettivo di garantire il massimo grado di accessibilità alle aree del Castello Svevo di Bari. Nella configurazione attuale, il Castello Svevo di Bari è collocato in un’area limitrofa alla città vecchia con cui costituisce, a livello paesaggistico un unicum. Oggi il castello e il centro storico sono giustapposti e non hanno spazi di collegamento o elementi di connessione di mobilità lenta o carrabile. L’intervento intende quindi riqualificare le aree esterne al Castello Svevo integrandole con la città vecchia e la rete di mobilità ciclo-pedonale esistente attraverso la realizzazione di alcuni tratti oggi non presenti. L’obiettivo specifico del programma consiste nella riqualificazione delle zone adiacenti ai beni più importanti del patrimonio storico artistico culturale – quali l’unicum Castello Svevo e città vecchia – attraverso il loro ricongiungimento con l’elemento identitario caratterizzante il territorio barese e pugliese quale il mare. L’importo complessivo degli interventi previsti in questo progetto è di 4.000.000 euro.

 

Asse D – green ports – Autorità di sistema Portuale: è stata presentata una proposta progettuale consistente nella realizzazione di sistemi di elettrificazione delle banchine, con particolare riferimento a quelle di Punta delle Terrare, nel porto di Brindisi, e a quella che ricomprende gli ormeggi nr.10 e nr.11 della darsena di Ponente del Porto di Bari. Nel progetto è compresa anche l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione energetica proveniente da fonti rinnovabili.

 

Abbiamo presentato un lavoro progettuale corposo e ricco di contenuti– commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi.- Il nostro principale obiettivo è quello di estendere ai cinque porti del Sistema servizi e facilities volti ad irrobustire la nostra azione di promozione dell’hub MAM. Attraverso l’asse A, – continua il Presidente- miriamo al rafforzamento dei fast corridor ferroviari e su gomma, all’implementazione del Port Community Systems, all’estensione a tutti i nostri porti dello sdoganamento a mare. Con l’asse B, invece, puntiamo alla sistemazione e alla riqualificazione funzionale e urbanistica delle aree portuali, al miglioramento della connessione materiale tra i centri urbani e le aree portuali. Infine, attraverso l’asse D, vogliamo raggiungere risparmio ed efficientamento energetico,  attraverso la produzione di energia da fonti rinnovabili, la mobilità sostenibile nelle aree portuali e il monitoraggio ambientale nelle aree portuali.

 

Questo progetto significa per noi abbattere la più grande barriera architettonica che separa la città e il suo mare – spiega il sindaco Antonio Decaro-. Questo intervento rappresenta senza dubbio una delle più importanti occasioni di futuro, perché Bari finalmente sta tornando ad essere una vera città di mare attraverso interventi di riqualificazione urbana che puntano ad eliminare le barriere fisiche realizzate nel tempo tra gli insediamenti urbani e il mare ma anche attraverso lo sviluppo e la valorizzazione di funzioni che fino ad oggi sono rimaste in parte inespresse. Penso al turismo, alla sostenibilità ambientale, ai percorsi culturali come pure allo sviluppo commerciale, alle funzioni logistiche portuali, alla mobilità. È certamente un programma ambizioso, redatto a più mani, che ha subito incontrato la lungimiranza e la determinazione dell’Autorità di sistema portuale con cui abbiamo condiviso l’idea che il porto dovesse essere un nodo centrale dello sviluppo di Bari e non un elemento estraneo e autonomo. Siamo convinti di aver lanciato una sfida a noi stessi, alle altre istituzioni, ai cittadini e agli stakeholders a vario titolo coinvolti in questo percorso, ma siamo altrettanto consapevoli che la città di Bari è matura per coglierla e esserne protagonista”.

 

Il PAC 2014-2020 è finalizzato a garantire uno sviluppo competitivo dei territori delle regioni meno sviluppate del Mezzogiorno e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020, attraverso azioni ed interventi riferibili agli OT 2 “Migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché l’impiego e la qualità delle medesime” e OT 7 “Promuovere sistemi di trasporto sostenibili”, dell’Accordo di Partenariato.

DiMaria Di Filippo

BARI SARÀ IL PRIMO PORTO IN CUI PASSEGGERI E OPERATORI POTRANNO RESPIRARE ARIA “FOTOCATALIZZATA”: ADSP MAM, T.ECO.M, LA PULISAN E RE AIR AVVIANO UN PROGETTO PILOTA, PRIMO IN ITALIA, CHE POTRÀ ESSERE ESPORTATO ANCHE NEGLI ALTRI PORTI DEL SISTEMA.

Questa mattina, nel terminal crociere del porto di Bari, il presidente dell’AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, ha assistito ad un’azione dimostrativa del sistema RE AIR; una start up nata dall’esperienza di un gruppo di giovani imprenditori che propone sistemi innovativi e brevettati per il trattamento di superfici in ambienti indoor e outdoor. Il progetto si fonda sul principio della fotocatalisi, un processo naturale di degradazione ossidativa delle sostanze inquinanti e microbiotiche diffuse nell’ambiente, ottenuto attraverso l’azione combinata della luce solare o artificiale e dell’aria.

 

Al termine della dimostrazione pratica, nella sala conferenze della sede di Bari, ha avuto luogo una tavola rotonda a cui hanno preso parte, oltre al Presidente dell’Ente, Claudia Nuzzo, T.ECO.M; Gabriele De Bonfilis, LA PULISAN ; Angelo Del Favero, Raffaella Moro e Gianluca Guerrini di RE AIR.

 

Gli esperti hanno dimostrato che il sistema è in grado di decomporre microrganismi nocivi (quali microbi, batteri e allergeni);di  ridurre drasticamente il livello di inquinanti tossici; di abbattere per oltre il 90% gli ossidi di azoto (NOx).

 

A valle delle evidenze scientifiche che ci sono state sottoposte– commenta il Presidente- abbiamo deciso di avviare un protocollo di collaborazione che parte dal porto di Bari per poi estendersi anche agli altri porti del sistema. Ancora una volta, lo scalo adriatico assume il ruolo di pioniere in Italia nella sperimentazione tecnologica. Il biossido di titanio, principio fondante della fotocatalizzazione, potrà essere un nostro alleato sia nella attuale fase di emergenza, sia quando sarà cessato l’allarme Covid, poichè viene utilizzata la più avanzata tecnologia oggi disponibile di ossidazione fotocatalitica in soluzione acquosa avanzata, che utilizza la luce, non prodotti chimici a beneficio dell’ambiente“. Siamo difronte ad un sistema totalmente sostenibile, -conclude Patroni Griffi- in grado di ridurre i costi e di migliorare attivamente l’ecosistema.”

 

La fotocatalisi è il fenomeno naturale in cui una sostanza, detta fotocatalizzatore, attraverso l’azione della luce (naturale o prodotta da speciali lampade) modifica la velocità di una reazione chimica. In presenza di aria e luce si attiva un forte processo ossidativo che porta alla decomposizione delle sostanze organiche e inorganiche inquinanti.

 

Il funzionamento del processo imita la fotosintesi clorofilliana (trasforma sostanze dannose per l’uomo in sostanze inerti). I due elementi, luce e aria, a contatto con il rivestimento delle superfici, favoriscono l’attivazione della reazione e la conseguente decomposizione delle sostanze organiche, dei microbi e batteri (gram negativi e gram positivi, muffe, allergeni, ossidi di azoto, aromatici policondensati, benzene, dell’anidride solforosa, monossido di carbonio, formaldeide, del metanolo, etanolo, etilbenzene, monossido e biossido di azoto).

 

T.ECO.M, LA PULISAN  e RE AIR ringraziano il presidente Patroni Griffi per aver saputo cogliere una sfida tecnologica avveniristica che potrà essere utilizzata anche negli altri porti italiani.

 

 

 

MDF, 14 luglio 2020

 

 

DiMaria Di Filippo

ORGANISMO DI PARTENARIATO E COMITATO DI GESTIONE ADSP MAM APPROVANO ALL’UNANIMITÀ IL CONTO CONSUNTIVO 2019: IL BILANCIO SI CHIUDE CON UN AVANZO DI OLTRE 2,5 MILIONI DI EURO.

L’Organismo di Partenariato della Risorsa del Mare e il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale hanno approvato all’unanimità il conto consuntivo 2019 dell’Ente portuale che si chiude con un avanzo di parte corrente che supera i 2,5 milioni di euro.

 

Rispetto all’anno precedente, si registra un incremento di entrate di oltre 1 milione di euro, a dimostrazione che gli sforzi compiuti dall’Ente per rendere i porti del sistema più competitivi e in grado di attrarre nuovi traffici hanno prodotto gli esiti attesi. Un risultato positivo reso ancor più significativo se si considera che nell’anno 2019, come del resto nei due anni precedenti, non sono stati adottati provvedimenti di incremento delle tariffe.

 

Il bilancio dà inoltre conto dei costi connessi all’incremento e miglioramento dell’attività di security e di viabilità, in conseguenza dell’aumento dei traffici in tutti i porti e della estensione anche ai porti di Brindisi e Manfredonia degli standard di security già adottati nei porti di Bari, Monopoli e Barletta.

 

L’avanzo di amministrazione per l’anno 2019 ammonta ad oltre 48 milioni di euro, dei quali 33 milioni sono destinati alla realizzazione delle opere previste dal Programma Triennale delle Opere, approvato in occasione del Bilancio di previsione 2020.

 

Piena soddisfazione esprime il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi:L’approvazione all’unanimità del bilancio consuntivo, da parte dell’Organismo di partenariato e del Comitato di gestione, per l’entità dell’avanzo, il contenimento della spesa e gli investimenti in opere e servizi è un suggello che attesta l’ottimo stato di salute dell’Ente e l’efficacia della nostra azione amministrativa.”

 

Il risultato– continua Patroni Griffi- ci ha consentito di vincolare 9 milioni dell’avanzo disponibile alle esigenze Covid 19, per traghettare indenni, oltre la pandemia, imprese e lavoratori, senza rallentare nessuna opera pubblica, investendo in servizi e innovazione.”

 

Potendo contare su ben 9 milioni di euro per l’applicazione delle misure di mitigazione degli effetti negativi sulla portualità derivanti dalla pandemia da COVID-19 (art. 199 del DL Rilancio), infatti, l’Ente sarà in grado di sostenere non solo gli effetti del prevedibile calo dei traffici dell’esercizio 2020, specie per quanto riguarda passeggeri e crociere, ma anche e soprattutto aiutare –nei limiti fissati dal legislatore- l’intero cluster, conservandone integri i livelli occupazionali, nonché le imprese autorizzate alla fornitura del lavoro portuale temporaneo (art. 17 della Legge n. 84/94).

 

Gli ottimi risultati conseguiti – conclude il Presidente- da un lato premiano gli sforzi profusi sin dalla costituzione dell’Autorità di Sistema Portuale nella riorganizzazione e razionalizzazione delle attività svolte dalle soppresse Autorità Portuali per la valorizzazione e lo sviluppo dei 5 porti del sistema; dall’altro consentono di affrontare con maggiore serenità il particolare momento di crisi in cui versa sia la portualità, sia l’intera economia nazionale.”

 

 

MDF, 29.06.2020

DiMaria Di Filippo

PORTO DI BRINDISI: UNA DELEGAZIONE DEL CONSOLATO AMERICANO DI NAPOLI E DELL’AMBASCIATA AMERICANA A ROMA RICEVUTA DAL PRESIDENTE ADSP MAM, PATRONI GRIFFI. OBIETTIVO, RAFFORZARE I RAPPORTI ISTITUZIONALI IN UNA PROSPETTIVA, ANCHE, DI POSSIBILI INVESTIMENTI STATUNITENSI SUL TERRITORIO.

Ieri mattina, nella sede di Brindisi dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, una delegazione del Consolato americano di Napoli e dell’Ambasciata americana a Roma è stata ricevuta dal presidente dell’AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi.

Una visita cordiale e informale, durante la quale la delegazione, grazie all’importante supporto della Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Brindisi, ha potuto ammirare la bellezza e la operosità dello scalo portuale a bordo di una motovedetta CP, coordinata dal comandante in seconda della Capitaneria C.F. (CP) Stefania Milione e dal capo servizio operazioni CF (CP) Pasquale Golizia.

La delegazione, costituita da George Sarmiento, capo Sezione economica dell’Ambasciata americana di Roma, Patrick Horne, capo Sezione economico-politica del Consolato Generale americano di Napoli, e Alba Ferreri, consigliere politico del Consolato Generale americano di Napoli, oltre ad essere affascinata dalla millenaria storia del porto messapico, è stata particolarmente interessata dalla versatilità e dalla poliedricità dello scalo: dai collegamenti marittimi con le vicine Grecia e Albania, alle banchine del porto industriale, servite da una vastissima area retro-portuale che consente collegamenti diretti con la rete infrastrutturale, stradale e ferroviaria, senza tangere il traffico cittadino.

Il presidente Patroni Griffi ha illustrato gli strumenti di sviluppo promossi attraverso la già istituita ZES interregionale Adriatica (Puglia Molise), nata con l’obiettivo di attrarre grandi investimenti, favorendo la crescita delle imprese già operative o la nascita di nuove realtà industriali, nelle aree portuali e retroportuali, e implementando le piattaforme logistiche, collegate anche da intermodalità ferroviaria, attraverso una serie di agevolazioni fiscali. Infine, si è parlato, anche, di come i porti del sistema dell’Adriatico meridionale abbiano fronteggiato e retto l’emergenza COVID.

Al termine della visita, il Presidente ha consegnato agli ospiti brochure informative dei porti dell’AdSP MAM e il crest dell’Ente, ottenendo la promessa di intensificare e rafforzare i rapporti istituzionali in una prospettiva, anche, di possibili investimenti statunitensi nell’area messapica. I delegati del Governo americano hanno ricambiato con omaggi rappresentativi.

MDF, 27 giugno 2020

DiMaria Di Filippo

PORTO DI BRINDISI: IL VECCHIO “FANALE ROSSO” TORNERÀ A NUOVA VITA. L’ADSP MAM AVVIA LA PROCEDURA PER LA RISTRUTTURAZIONE DEL FARO POSTO ALL’IMBOCCATURA DEL PORTO. PREVISTI INTERVENTI PER CIRCA 430 MILA EURO.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha avviato una procedura per la ristrutturazione del faro posto all’imboccatura del porto di Brindisi, installato su uno dei cinque isolotti e scogli affioranti che costituiscono il mini-arcipelago delle Pedagne.

Trattandosi di un bene connotato da spiccati segni identitari che pure a tutt’oggi conserva la sua antica funzione di indispensabile segnalamento marittimo, l’Ente portuale ha ritenuto opportuno convocare una Conferenza di Servizi Preliminare sul progetto di fattibilità tecnico economica, redatto per valutare, congiuntamente con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio e con gli altri Enti interessati, tutte gli aspetti da tener conto nelle successive evoluzioni progettuali, onde assicurarsi i migliori risultati possibili nei termini di una sua massima valorizzazione.

Il complesso delle strutture presenti, compresa la torre del faro, attualmente versa in uno stato di degrado che rende estremamente difficoltoso agli operatori del Comando di MARIFARI, preposti alla manutenzione e tenuta in esercizio dell’apparato luminoso, accedere sia all’isolotto che alla sommità della torre su cui è installato il faro, alimentato da pannelli fotovoltaici.

 

Il fanale rosso, oltre alle sue funzioni di sicurezza della navigazione, rappresenta un landmark identitario per la città di Brindisi ed il primo biglietto da visita che chi arriva via mare incontra entrando nel porto– commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi.

Oltre a restituire al faro la sua originale funzione, il monumento potrebbe essere inserito in un eventuale percorso turistico che come un “filo” conduttore racconti la storia secolare della marineria del porto di Brindisi e dei suoi segnalamenti marittimi, come per esempio quello del Castello Alfonsino e quello semi-diroccato dell’isola di S’Andrea, situato alla radice della diga di Punta Riso. Restituire alla città uno dei propri luoghi simbolo, incastonato nel cuore del porto, – conclude Patroni Griffi– contribuisce a rinsaldare quel legame di appartenenza che da sempre esiste tra la città e la comunità marinara brindisina.”

Il progetto che verrà sottoposto all’esame della Conferenza di Servizi prevede tra l’altro: la verifica statica delle opere di fondazione, di elevazione e solai e conseguente esecuzione, ove necessario, di consolidamenti e ricostruzione delle strutture di fondazione, murarie e di copertura; il rifacimento degli impianti tecnologici dei rivestimenti murari interni ed esterni dei pavimenti, degli infissi interni ed esterni; la  revisione della lanterna di alloggiamento del segnalamento marittimo luminoso e suo potenziamento; l’ampliamento del punto di attracco dei mezzi nautici, il tutto nel pieno rispetto delle caratteristiche costruttive e dell’impianto morfologico esistente. Un intervento strutturale complesso per il quale si prevede uno stanziamento di circa 430 mila euro.

Il Faro delle Pedagne-Isolotto Traversa fu eretto nel 1859 ed entrò in funzione nel 1861 ad opera del Genio Civile. Si tratta di un manufatto a torre di forma cilindrica in muratura di conci di tufo/carparo, alto  circa 18 metr,  sulla cui sommità è installata una lanterna poligonale che all’epoca era una luce bianca alimentata a petrolio. Dal 1915 il faro divenne un fanale ad intermittenza rossa, classificato come faro di V Ordine, con una portata nominale di circa 13 miglia nautiche ed è a tutt’oggi operativo a cura del Comando di MARIFARI della Marina Militare.Alla base della torre del faro, vi sono dei vani con destinazione di alloggio temporaneo, attualmente non più utilizzatidal personale farista della Marina Militare che invece un tempo si avvicendava a turno sull’isola, per garantire il funzionamento e la relativa manutenzione del segnalamento, oltre ad altri manufatti di servizio.

 

MDF, 18 giugno 2020

DiMaria Di Filippo

ADSP MAM: NEI PLESSI APERTI AL PUBBLICO DEI PORTI DEL SISTEMA PREVISTA L’INSTALLAZIONE DI INNOVATIVI DISPOSITIVI DI SANIFICAZIONE

L’ADSP MAM sposa totalmente la filosofia di Saint-Simon, e quindi ritiene che innovazione e metodo scientifico siano le uniche leve su cui basare lo sviluppo e la risoluzione dei numerosi problemi dell’età contemporanea.

Applicando tale ideale l’ADSP si è determinata ad installare, progressivamente, presso tutti i plessi aperti al pubblico da essa gestiti dispositivi innovativi di sanificazione che favoriscano l’eliminazione della carica microbica (batteri, virus, muffe, ecc.) e dei composti organici volatili (VOC) nell’aria e sulle superfici, neutralizzando di conseguenza allergeni e odori. Difatti i predetti apparecchi da installare sono dei dispositivi utilizzati per la sanificazione continua dell’aria, per ambienti e superfici, che utilizzano la tecnologia PCO, avendo le misure previste dal Ministero della Sanità, limitato l’uso degli impianti di riciclo dell’aria per ovvie ragioni legate all’impossibilità di garantire aria pulita con gli impianti presenti nelle maggiori infrastrutture esistenti sul territorio nazionale.

La tecnologia PCO (Photo CatalyticOxidation), meglio conosciuta come ossidazione fotocatalitica, è stata sviluppata ed utilizzata dalla NASA per la sanificazione degli ambienti destinati alle missioni aerospaziali, dove una delle prerogative principali è la qualità e la salubrità dell’aria.
La tecnologia imita e riproduce ciò che avviene in natura mediante la fotocatalisi: un processo che, grazie all’azione combinata dei raggi UV del sole, dell’umidità presente nell’aria e di alcuni metalli nobili presenti in natura, genera ioni ossidanti in grado di distruggere la maggior parte delle sostanze inquinanti e tossiche.

La reazione fotochimica che si genera permette quindi di distruggere con un principio naturale attivo le sostanze inquinanti, in particolare batteri, virus, muffe, allergeni ed odori.
Recenti studi hanno dimostrato anche l’abbattimento dei Coronavirus.
Pertanto detti dispostivi migliorano la qualità generale dell’aria interna dei locali, ove sono installati, rendendo l’ambiente sanificato e gradevole a chi lo vive. Detto metodo di sanificazione è sicuro ed efficace per la salute dell’uomo e dell’ambiente, in quanto non utilizza ozono né disinfettanti chimici a base di cloro, che al contrario hanno effettivi collaterali anche pericolosi in alcuni casi. Il dispositivo agisce in maniera attiva 24 ore su 24 nell’aria e sulle superfici, riducendo così la necessità di costosi interventi periodici di manutenzione.

Come tutti i virus finora studiati, è stato già dimostrato che il SARS-CoV-2 sopravvive su diverse superfici ambientali per diverse ore e forse per giorni, per cui può essere trasferito dalle mani alle superfici e viceversa. Pertanto, per prevenire l’infezione è necessario pulire e disinfettare accuratamente le superfici dei materiali. Difatti molti centri di ricerca stanno studiando le modalità di contagio del virus fra umani, che riguardano anche le possibilità che il virus si trasmetta con contatto virale diretto/indiretto con secrezioni respiratorie o attraverso il contatto di superfici di materiali contaminati con gocce cariche di virus.

Il sistema di sanificazione attiva differisce dai sistemi passivi (filtrazione tradizionale, ionizzazione classica, lampade germicide) in quanto, grazie agli agenti ossidanti generati dalla tecnologia PCO, si ha un effetto sanificante, non solo nel punto in cui viene installato il modulo ma sull’intero circuito aeraulicoed anche sulle superfici trattate.

L’auspicio è che l’impegno profuso nella predisposizione di ambienti il più salubri possibili possa vincere ogni residua remora dei passeggeri all’utilizzo dei traghetti come mezzo di trasporto sicuro, e quindi sostenere efficacemente le compagni di navigazione, il cluster marittimo e la ripresa dell’economia del Paese

 

 

 17 giugno 2020

DiMaria Di Filippo

PORTO DI BARLETTA: SOTTOSCRITTO UN PROTOCOLLO D’INTESA TRA AMMINISTRAZIONE COMUNALE E ADSP MAM PER RISTRUTTURARE E RENDERE FRUIBILE ALLA CITTADINANZA LO STORICO TRABUCCO.

Questa mattina, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e il sindaco di Barletta, Cosimo Damiano Cannito, hanno sottoscritto il protocollo d’intesa denominato “Molo di Levante” che ha l’obiettivo di avviare una serie azioni finalizzate al completamento della ristrutturazione dell’antico trabucco e del Molo di Levante che conduce alla storica e simbolica struttura.

IL TRABUCCO: STORICA STRUTTURA PER LA PESCA DA TERRA

Nell’ottica di una vision finalizzata ad intensificare e stringere l’interazione tra porto e città, verranno infatti effettuati interventi di manutenzione e messa in sicurezza della diga foranea, proprio per consentire un utilizzo pubblico dell’antico “guardiano” del litorale.

Con il protocollo d’intesa, l’Ente portuale si impegna a stanziare una cifra di 600 mila euro per gli interventi di ristrutturazione, previa approvazione del progetto redatto dal Comune di Barletta che ricoprirà la funzione di stazione appaltante per l’effettuazione dei lavori.

In un periodo storico particolarmente complesso, -commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi- ritengo sia necessario riappropriarsi delle proprie radici identitarie, in grado di trasmettere sicurezza attraverso la diffusione della memoria storica. Il “vecchio ragno”, simbolo di Barletta, evoca, appunto, un forte senso di comunità marinara maturata in seno alle pratiche di pesca da terra, frutto dell’esperienza secolare tramandata di padre in figlio sino ai giorni nostri. Soprattutto in questa fase di ripresa – conclude Patroni Griffi- la Puglia deve puntare sul modello turistico composto da competitività + attrattività + sostenibilità; una formula che si fonda principalmente sul vastissimo patrimonio storico culturale di cui dispone il nostro territorio e che il vecchio trabucco contribuirà ad arricchire.”

“Quello fra la città di Barletta e il mare è un legame stretto che con il completamento di quest’opera sarà rinsaldato per consentire ai più giovani di riscoprire il significato che per tantissime generazioni di barlettani ha avuto il trabucco”, ha detto il sindaco Cannito. “Quel luogo – ha aggiunto il primo cittadino – che appartiene alle storie di vita degli abitanti di questa città, entrerà a far parte del patrimonio culturale e turistico dell’intero territorio e della regione grazie alla riqualificazione del molo di Levante, intervento che lo renderà realmente fruibile e questo è davvero di buon auspicio, oltre che un bell’orizzonte a cui guardare, in un momento come questo, nel quale si cerca, non senza fatica e con prudenza, di pensare e progettare il futuro, di investire nel futuro”.

 

Tra gli interventi che verranno effettuati sul molo di Levante vi sono:

  • rifacimento della pavimentazione;
  • installazione di una balaustra anti-caduta, sul lato porto;
  • installazione di un sistema di illuminazione a pali;
  • fornitura di erogatori di acqua e luce;
  • sistema di videosorveglianza;
  • lavori di arredo urbano.

 

In tempi brevi, il Comune presenterà alla Capitaneria di Porto una domanda al fine di ottenere la consegna, ex art. 34 Codice della Navigazione, delle aree interessate dall’intervento e dall’utilizzo come passeggiata a mare.

 

 

 

 

MDF, 25 maggio 2020

 

 

DiMaria Di Filippo

QUASI 15 MILIONI DI EURO PER INTERVENTI DI INFRASTRUTTURAZIONE NEI PORTI ADSP MAM: L’EMERGENZA COVID NON FERMA L’ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA DELL’ENTE PORTUALE, FIRMATI IN REMOTO 12 CONTRATTI DI APPALTO E SUBAPPALTO.

Nei mesi di marzo e di aprile, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, nonostante la crisi sanitaria e le conseguenti misure restrittive, ha continuato senza alcuna interruzione la propria attività amministrativa sia per garantire l’operosità dei porti, snodi strategici della catena logistica nella movimentazione delle merci, sia per predisporre tutte le procedure prodromiche, indispensabili per l’avvio delle opere di infrastrutturazione già programmate.

 

Disponendo, pertanto, di una serie di procedure amministrative concluse e contrattualizzate, l’Ente portuale sta già iniziando i lavori pianificati, atteso che le recenti disposizioni governative consentono il riavvio dei cantieri.

 

Nonostante il lock-down, infatti, l’AdSP MAM ha sottoscritto da remoto 12 contratti con altrettanti appaltatori per un valore complessivo che sfiora i 15 milioni di euro. Importo che si somma a quanto già stanziato per gli accordi quadro manutenzioni delle infrastrutture civili e degli impianti già in essere.

 

Tutto l’intricato e complesso iter procedurale è stato eseguito da remoto, attraverso l’utilizzo di piattaforme tecnologiche che hanno consentito di esperire le diverse fasi delle gare d’appalto.

 

Nonostante le difficoltà oggettive– commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffinon abbiamo mai lesinato sforzi e impegno. Non abbiamo mai inteso perdere un solo istante, con l’obiettivo di farci trovare prontissimi, ai nastri di partenza, al riavvio delle attività.”.

Per tentare di parare gli innumerevoli contraccolpi economici legati alla pandemia, infatti, – conclude Patroni Griffi- è necessario riaccendere i motori produttivi del Paese. Il riavvio delle attività cantieristiche nei nostri porti vuole essere un significativo contributo finalizzato alla ripresa economica nei nostri territori.

 

Sono 24 le opere appaltate:

 

PORTO DI BARI

 

  • APPALTO INTEGRATO: LAVORI DI REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO FOTOVOLTAICO A SERVIZIO DELLA STAZIONE MARITTIMA- 220.000 €

 

  • LAVORI DI REALIZZAZIONE DI TORRI FARO SUI PIAZZALI RETROSTANTI LE BANCHINE OPERATIVE DELLA DARSENA DI LEVANTE – 1.200.000 €

 

  • LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA CON ADEGUAMENTO DELLE STRUTTURE DI CONTROLLO PIF (posti d’ispezione frontalieri) E PED (punti di entrata designata) AL NUOVO REGOLAMENTO (UE) 2017/625- 200.000 €

 

  • SERVIZIO DI PROGETTAZIONE DEFINITIVA ED ESECUTIVA, NONCHÈ DIREZIONE LAVORI, INCLUSO IL COORDINAMENTO DELLA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI UN TERMINAL PASSEGGERI SULLA BANCHINA 10 DEL PORTO DI BARI- 400.000 €

 

  • PORTO DI BARI. LAVORI DI RIMODULAZIONE E NUOVA CONFIGURAZIONE DEI VARCHI CARRABILI E PEDONALI DELLA PORT FACILITY MOLO SAN VITO EXTRA SCHENGEN E ADEGUAMENTO DELLA VIABILITÀ- 1.600.000 €

 

  • LAVORI DI RIFACIMENTO E RICONFIGURAZIONE DEI SERVIZI IGIENICI AL PIANO TERRA DELLA STAZIONE MARITTIMA S. VITO- 200.000 €

 

  • INTERVENTO URGENTE DI FORNITURA E POSA IN OPERA DELLA RETE IN FIBRA OTTICA PER L’ESTENSIONE DEI SERVIZI DI CONNETTIVITÀ PORTUALE NELLA TRATTA VARCO PIZZOLI – VARCO DELLA VITTORIA- 164.079 €

 

PORTO DI BRINDISI

 

  • APPALTO INTEGRATO: PROGETTAZIONE ESECUTIVA ED ESECUZIONE DEI LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DELLA STAZIONE MARITTIMA LATO MARE, NONCHÉ DEI PROSPETTI E DELLE COPERTURE DEGLI UFFICI PROSPICIENTI PIAZZA VITTORIO EMANUELE II- 900.000 € –

 

  • AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE DEL SERVIZIO DI RIFORNIMENTO IDRICO ALLE NAVI- 300.000 € –

 

  • SERVIZIO PER LA PULIZIA DI STRADE E PIAZZALI, RITIRO E TRASPORTO A SMALTIMENTO DEI RIFIUTI, SERVIZIO GIORNALIERO DI PULIZIA DEGLI IMMOBILI DEMANIALI E DEGLI UFFICI DI BRINDISI DELL’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE- 427.910 €

 

  • SERVIZIO PER IL COMPLETAMENTO DELLA CARATTERIZZAZIONE AMBIENTALE DELLE AREE PORTUALI A TERRA E PER LA CARATTERIZZAZIONE INTEGRATIVA DELL’AREA DENOMINATA SANT’APOLLINARE, COSTA MORENA E PUNTA DELLE TERRARE – 600.000 €

 

  • OPERE DI COMPLETAMENTO ACCOSTI PORTUALI NAVI TRAGHETTO E RO-RO SANT’APOLLINARE NEL PORTO DI BRINDISI. PIANO DI INDAGINE AI FINI DELLA VERIFICA E SUCCESSIVA CONFERMA DELL’ATTUALITÀ DEGLI ESITI DELLA CARATTERIZZAZIONE DEI FONDALI GIÀ CONDOTTA 250.000 €

 

  • SERVIZIO PER IL COMPLETAMENTO DELLA CARATTERIZZAZIONE AMBIENTALE DELLE AREE PORTUALI A TERRA E PER LA CARATTERIZZAZIONE INTEGRATIVA DELL’AREA DENOMINATA SANT’APOLLINARE, COSTA MORENA E PUNTA DELLE TERRARE – 13.350 €

 

  • COMPLETAMENTO DELLA INFRASTRUTTURAZIONE PORTUALE MEDIANTE BANCHINAMENTO E REALIZZAZIONE DELLA RETROSTANTE COLMATA TRA IL PONTILE PETROLCHIMICO E COSTA MORENA EST. PIANO DI INDAGINE AI FINI DELLA VERIFICA E SUCCESSIVA CONFERMA DELL’ATTUALITÀ DEGLI ESITI DELLE CARATTERIZZAZIONI DEI FONDALI GIÀ CONDOTTE- 440.000 €

 

  • SERVIZIO DI AGGIORNAMENTO DELLA CARATTERIZZAZIONE DEI FONDALI NELL’AREA ALL’IMBOCCATURA E COMMERCIALE DEL PORTO DI BRINDISI 155.000 €

 

PORTI DI MONOPOLI- BARLETTA E MANFREDONIA

 

  • PORTO DI MONOPOLI. AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE DEL SERVIZIO DI RACCOLTA E GESTIONE DEI RIFIUTI E DEI RESIDUI DEL CARICO PRODOTTI DALLE NAVI- 120.000 €

 

  • SERVIZIO DI AGGIORNAMENTO DELLA CARATTERIZZAZIONE DEI FONDALI NELL’AREA ALL’IMBOCCATURA E COMMERCIALE DEL PORTO DI MONOPOLI 250.000 €

 

  • LAVORI DI REALIZZAZIONE DI STRUTTURE LEGGERE PREFABBRICATE DESTINATE AD INFOPOINT A SERVIZIO DEI PASSEGGERI NEI PORTI DI MANFREDONIA, MONOPOLI E BARLETTA. “PROGETTO INTERREG V-A EL-IT GREECE – ITALY 2014 – 2020 THEMIS”- 520.071 €

 

  • PORTI DI MANFREDONIA E BARLETTA – ACCORDO QUADRO MANUTENZIONE E TENUTA IN ESERCIZIO PORTI. II atto aggiuntivo ai Rep 56/2018 (il primo atto aggiuntivo è il Rep 216/19)- 68.000 €

 

Nei cinque porti del sistema, inoltre, sono previsti:

 

  • SERVIZI DI COMUNICAZIONE E MARKETING TERRITORIALE DEL PROGETTO THEMIS FINANZIATO NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA INTERREG VA GREECE ITALY 2014/2020- 139.533 €

 

  • ATTO AGGIUNTIVO AL CONTRATTO DI ACCORDO QUADRO PER LAVORI DI LAVORI DI MANUTENZIONE E TENUTA IN ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI TECNOLOGICI DEGLI IMMOBILI NEGLI AMBITI DEMANIALI DEI PORTI DEL SISTEMA – LOTTO 3 – MANFREDONIA E BARLETTA – 453.000€

 

  • LAVORI DI LAVORI DI MANUTENZIONE E TENUTA IN ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI TECNOLOGICI DEGLI IMMOBILI NEGLI AMBITI DEMANIALI DEI PORTI DEL SISTEMA – LOTTO 1 – BARI – 108.200 €

 

 

 

 

 

MDF, 13 maggio 2020

DiMaria Di Filippo

L’ADSP MAM PUNTA A RENDERE I PROPRI PORTI SEMPRE PIÙ “GREEN”: AMMESSO A FINANZIAMENTO IL PROGETTO “SUSPORT – SUSTAINABLE PORTS” PER MIGLIORARE LA SOSTENIBILITÀ E L’EFFICIENZA ENERGETICA DEL TRASPORTO MARITTIMO E MULTIMODALE NEI PORTI DEL SISTEMA.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale fruirà di un budget complessivo di 560.000 euro per predisporre un sistema di monitoraggio che consenta il mantenimento di un livello ecosostenibile nella gestione delle infrastrutture portuali e delle attività che vi si svolgono.

Lo scorso 1 marzo, infatti, è stato ammesso a finanziamento il progetto “SUSPORT – SUStainable PORTs”, nell’ambito del bando strategico del Programma Interreg Italia-Croazia 2014-2020, Asse prioritario 4.1 che ha ottenuto un finanziamento complessivo di oltre 7 milioni di euro e che coinvolge

tutti i più importanti porti adriatici italiani (Bari, Ravenna, Venezia, Ancona e Trieste) e croati (Spalato, Dubrovnik, Zara, Ploce e Rijeka).

Il progetto è finalizzato al miglioramento della sostenibilità e dell’efficienza energetica del trasporto marittimo e multimodale nell’ambito portuale, attraverso lo sviluppo di piani d’azione congiunti, attività pilota concrete e una strategia a lungo termine tesa a coordinare tutti i principali attori interessati nel comparto del trasporto marittimo.

Il progetto prevede l’installazione di centraline, sensori, torbidimetri, fluorimetri, analizzatori e fonometri da esterno ad alta affidabilità. E ancora, stazioni (meteorologiche, corrento-metriche e onda-metriche  multi-direzionali), software di controllo, gestione e scarico dati oceanografici da remoto.

Strumentazioni elettroniche altamente sofisticate che verranno integrate direttamente con il sistema PCS GAIA, da anni attivo nel porto di Bari per la raccolta, la gestione e la elaborazione dei dati.

In linea con quanto abbiamo previsto nel Documento di Pianificazione Energetico Ambientale del Sistema Portuale (DPEASP)– commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffivogliamo rendere efficace ed effettivo il green deal che ci siamo imposti: aumentare la produttività degli scali, non tralasciando la salvaguardia dell’ambiente, l’utilizzo di sistemi produttivi a basso impatto ambientale e lo sfruttamento di risorse rinnovabili.

Una volta installato il sistema, l’Ente portuale disporrà di dati effettivi relativi all’incidenza delle attività portuali, comparati con fattori variabili quali le condizioni ambientali e le congiunture economiche. Il software analizzerà ed elaborerà in tempi brevissimi i dati raccolti, consentendo all’AdSP di predisporre e gestire eventuali misure di mitigazione e/o compensazione necessarie.

 

La nuova piattaforma informatica di raccolta ed elaborazione dati che parte dal porto di Bari sarà estesa a tutti i porti del sistema.

 

MDF, 06 maggio 2020

DiMaria Di Filippo

ACCORDO TRA AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE E AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI PER LA DIGITALIZZAZIONE DELLE PROCEDURE DOGANALI NEI PORTI DI BRINDISI, MANFREDONIA, BARLETTA E MONOPOLI

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Ugo Patroni Griffi e il direttore Generale dell’Agenzia Dogane e Monopoli , Marcello Minenna, hanno firmato un accordo finalizzato a realizzare, entro il 30 settembre 2020, una valutazione di fattibilità tecnica di interventi di digitalizzazione delle procedure doganali nei porti di Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli. Con tali interventi si intende estendere la soluzione già adottata per la digitalizzazione nel porto di Bari, agli altri porti di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale, valutandone preliminarmente le condizioni tecniche. Il progetto di Bari, ormai in via di completamento, ha costituito l’iniziativa pilota per il programma ADM di digitalizzazione nei porti. L ‘Autorità di Sistema Portuale e l’Agenzia delle Dogane con questa iniziativa intendono puntare sullo sviluppo delle infrastrutture immateriali e sul controllo a valore aggiunto della supply chain, massimizzando gli effetti degli interventi nei porti a vantaggio del sistema logistico e produttivo.

Valutata la fattibilità tecnica, le parti daranno avvio alla fase di attuazione dei progetti, sulla base della metodologia definita da ADM e pubblicata sul sito internet, e alla sottoscrizione dei relativi Protocolli di intesa.

Nel mese di luglio inaugureremo il sistema che assicurerà la inter-operatività tra il PCS GAIA e il sistema AIDA– commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. Un modello virtuoso che, dopo essere stato applicato negli scali del nostro sistema, sarà adottato da tutti i porti d’Italia. Una vera e propria rivoluzione informatica che consoliderà ulteriormente l’unico primato italiano nel rating annuale Doing Business, pubblicato dalla Banca Mondiale, relativo alla facilità di sdoganamento delle merci.

Nel corso della conf-call- aggiunge il Presidente dell’Ente portuale– abbiamo appreso la notizia che il  presidente Donato Toma a nome delle otto regioni ZES ha presentato al Governo una proposta articolata sulla semplificazione delle aree ZES, finalizzata ad attirare investimenti nazionali ed esteri, nonchè ad estendere la norma prevista per Taranto a tutte le AdSP delle aree ZES,  con l’obiettivo di procedere velocemente alla costituzione delle Zone Doganali Intercluse, cioè le vere e proprie Zone Franche.”

Con quest’ultimo accordo prosegue l’importante iter finalizzato alla completa automazione delle procedure doganali e delle operazioni logistiche connesse ai flussi di merce, a supporto di una catena logistica senza soluzione di continuità. Oggi si implementa ulteriormente la
copertura del cantiere nazionale sulla digitalizzazione delle procedure doganali nei porti con il quale ADM intende conseguire una maggiore standardizzazione dei processi doganali in un’ottica di semplificazione e omogeneizzazione. Iniziativa che rappresenta una fondamentale leva di sviluppo per il sistema Paese” ha dichiarato il Direttore Generale dell’Agenzia, Marcello
Minenna.