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L’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE VARA IL PRIMO BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ. UN PERCORSO, INTRAPRESO DALL’ENTE, FINALIZZATO A RAFFORZARE IL DIALOGO CON IL TERRITORIO E CON GLI OPERATORI ECONOMICI, PER IL RAGGIUNGIMENTO DI UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, NEI TERRITORI DEL SISTEMA.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale  (AdSPMAM) si dota del Bilancio di Sostenibilità, relativo all’anno 2020, per rendicontare e far conoscere pubblicamente le attività svolte e i loro impatti,  sotto il profilo economico, ambientale e sociale.

 

Il documento intende essere un significativo contributo per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile, nei territori del Sistema.

 

Si tratta di un percorso fortemente voluto dal ministro Enrico Giovannini (MIMS) e convintamente sostenuto dall’AdSPMAM che, ha dopo aver partecipato alla redazione dello schema assieme ad Assoporti, è riuscita, per prima in Italia, a presentare il documento completo.

 

Il Bilancio di Sostenibilità dell’AdSPMAM,  verrà affinato, in un un’ottica di miglioramento continuo, nei prossimi anni per consentire a tutti i cittadini e agli interlocutori di conoscere sia l’operato dell’Ente, sia come esso realizza e interpreta la propria missione.

 

Il documento prende in considerazione oltre l‘aspetto economico e le relative performance economiche/finanziarie dell’Autorità di Sistema, anche gli aspetti collegati al sociale e alla sostenibilità ambientale

 

La struttura del  Bilancio di  Sostenibilità si articola in tre sezioni: Identità Aziendale, in cui sono esplicitati la missione, i valori di riferimento, la visione, la storia dell’AdSP, le attività, gli stakeholders, le strategie, il sistema di governance, le infrastrutture e l’assetto organizzativo; Relazione Sociale, in cui si descrivono le iniziative intraprese, le relazioni con i portatori di interesse, interni ed esterni e i risultati raggiunti per le diverse tipologie; Dimensione EconomicaPatrimoniale e Finanziaria, in cui si espone la rappresentazione della situazione finanziaria, patrimoniale e la determinazione del valore economico generato e distribuito agli stakeholders, a determinazione del valore aggiunto.

 

Gli stakeholders, o portatori di interesse, con cui interagisce l’Autorità di Sistema Portuale del  Mare Adriatico Meridionale sono: gli operatori del cluster del trasporto marittimo, del settore portuale e della logistica; gli operatori delle risorse umane; i fornitori; la Pubblica Amministrazione  e  la collettività.

 

Vogliamo rafforzare e intensificare dialogo e sinergia con i nostri stakeholders– commenta il presidente di AdSPMAM,  Ugo Patroni Griffi. Un obiettivo che si può raggiungere solo amplificando i canali della comunicazione e della trasparenza e mettendoci costantemente in discussione. Alla base del percorso virtuoso di sostenibilità, infatti, c’è l’identificazione di quelle che sono le tematiche più significative e le  aspettative più importanti  rispetto all’azione  dell’Autorità  di Sistema,  seguendo il principio della “materialità”, ossia valutando tutte quelle  informazioni utili sugli aspetti che incidono, in modo rilevante, sull’attività dell’Ente, sul suo andamento, sui risultati e sull’impatto che  essa genera”.

 

Il Bilancio di Sostenibilità è stato redatto seguendo i principi di redazione del Sustainability Reporting Standards del Global Reporting Initiative (GRI) , ente internazionale senza scopo di lucro nato con il fine di definire gli standard di rendicontazione della performance sostenibile e prende in considerazione, contemporaneamente, sia l’approccio tridimensionale, rivolto alla sostenibilità economica, sociale e ambientale, sia l’approccio ai portatori di interesse.

 

Le  azioni intraprese  dall’AdSPMAM, inoltre, sono state riclassificate per i 17 obiettivi Global Goal (gli obiettivi di sviluppo sostenibili) che  i Paesi membri dell’ONU devono perseguire entro il 2030.

 

I dati esposti attengono l’anno di esercizio 2020 e, ove disponibile, anche l’anno 2019, e derivano da documenti dell’Ente e da Bilanci/Consuntivi di esercizio approvati.

 

Il Bilancio di Sostenibilità è pubblicato sul sito istituzionale dell’Autorità, www.adspmam.it, nella sezione “Amministrazione Trasparente – Bilanci – Bilancio preventivo e consuntivo”.

 

Richieste di maggiori informazioni possono essere rivolte all’indirizzo protocollo@adspmam.it.

 

MDF, 05 ottobre 2021

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ADSPMAM: E’ ON-LINE LO SPORTELLO UNICO AMMINISTRATIVO (SUA), UN FRONT-OFFICE VIRTUALE PER PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI E AUTORIZZATIVI DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE CHE INTERAGISCONO CON L’ENTE.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha attivato lo Sportello Unico Amministrativo (SUA), un front-office virtuale che, così come  stabilito dalla legge di riforma delle  Autorità  portuali, “svolge funzione unica di front-office rispetto ai soggetti deputati ad operare in porto”.

 

Mercoledì 15 settembre scorso, il Comitato di gestione dell’Ente, deliberando l’approvazione del regolamento, ha di fatto sancito l’attivazione del SUA, uno strumento di digitalizzazione e semplificazione teso a migliorare il rapporto tra l’Autorità e l’utenza, in relazione ai procedimenti amministrativi e autorizzativi caratteristici dell’operatività portuale, disciplinati dalla Legge n.84/94, dal Codice delle Navigazione e dalle ordinanze di ciascun porto.

 

Le imprese che operano nei porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli, quindi, attraverso un’unica interfaccia raggiungibile al link https://sua.adspmam.it, potranno, per ora, presentare in via telematica istanze per:

  • Richiedere permessi di accesso in porto (servizio PASS)
  • Richiedere autorizzazioni per trasporti eccezionali
  • Iscriversi o richiedere rinnovi nei registri ex art.68 Cod. Nav.

 

Dal prossimo anno, poi, saranno totalmente digitalizzati tutti gli altri procedimenti, come le autorizzazioni alle imprese portuali per operazioni e servizi portuali (art.16); le autorizzazioni per la fornitura del lavoro portuale temporaneo (art.17); e tutte le richieste che riguardano il settore Demanio, concessioni di aree e banchine, riduzione del canone, rinuncia alla concessione e molto altro.

 

Abbattiamo le distanze Ente-imprese e velocizziamo i procedimenti amministrativi per facilitare investimenti e sviluppo– commenta  il presidente  di AdSPMAM Ugo Patroni Griffi. Per rilanciare  un  porto è  necessario intervenire  in  maniera determinata  e proficua  anche sul sistema economico retro-portuale che deve essere vivo, operoso e attrattivo. E solo un’adeguata  infrastrutturazione e una efficace azione  di semplificazione- conclude  Patroni Griffi- possono costituire  quel volano necessario a tutti gli straordinari strumenti  di cui disponiamo, in questo momento storico, ad esempio ZES  e PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che dobbiamo gestire in maniera  perfetta per ottenere le ricadute economiche tanto auspicate”.

 

Lo strumento, infatti, sarà particolarmente performante e costituirà un valore aggiunto valido in supporto alle esigenze della ZES Interregionale Adriatica. Le aziende che vorranno insediarsi sul territorio, appunto, potranno interagire con un unico front-office, efficace ed esaustivo, che, oltre a raccogliere le varie istanze, provvederà contestualmente a registrarle, ad aprire le pratiche conseguenti e a trasmetterle al back-office, sistemizzando la modulistica per ogni tipologia di richiesta e rendendo disponibili tutte le informazioni utili per diminuire i tempi del procedimento.

 

Il SUA attivato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale rappresenta un importante strumento che agevola le imprese snellendo la burocrazia– commenta l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci. È un ottimo esempio di quanto i processi di trasformazione digitale siano indispensabili per accorciare i tempi, avvicinare le imprese agli enti pubblici semplificando le procedure. In un momento di grandi opportunità per la nostra regione e per l’intero Sud, in un momento in cui numerose sono le opportunità di sviluppo per le nostre imprese, immaginare degli strumenti di semplificazione rappresenta un segnale importante di supporto e di vicinanza al mondo delle imprese”.

 

Il portale, SUA, è raggiungibile al link https://sua.adspmam.it. La consultazione è libera, previo accreditamento attraverso il Servizio Pubblico di Identità Digitale (SPID).

 

Per l’accesso ai servizi è necessario essere muniti di SPID, mentre per il pagamento di tariffe, canoni o spese di istruttoria è necessario utilizzare il sistema PagoPA.

 

MDF, 21 settembre 2021

 

 

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L’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE HA RICEVUTO LA VISITA DELLA VICEMINISTRA DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILI, SEN. TERESA BELLANOVA. ILLUSTRATI PROGETTI, IDEE E OPERE NEI CINQUE PORTI DEL SISTEMA.

Visita istituzionale, oggi, della Viceministra delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, sen. Teresa Bellanova, nei porti di Brindisi e Bari. Un significativo momento di incontro  e di confronto nel  corso del  quale il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, ha illustrato alla  rappresentante del Governo i  progetti, le opere e i cantieri predisposti dall’Ente nei cinque porti del sistema.

 

Tra le numerose tematiche affrontate, si è  parlato:

 

  • porto di Brindisi: completamento del banchinamento in zona Capobianco e realizzazione dei dragaggi ad esso funzionali sino alla quota -12 m sotto il livello del mare; completamento dell’infrastrutturazione portuale mediante banchinamento e realizzazione della retrostante colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena Est; opere di completamento degli accosti portuali navi traghetto e ro-ro di S.Apollinare;; lavori di riqualificazione, ristrutturazione ed ampliamento del terminal passeggeri di Costa Morena Punta delle Terrare; potenziamento degli ormeggi navi Ro-Ro aCosta Morena Est; realizzazione di un pontile con briccole.

 

In particolare, è stata presentata la Zona Franca Doganale di Capobianco, capace di garantire            l’attrazione di nuovi traffici e di attività economiche, uno strumento insostituibile per governare           le conseguenze sociali della decarbonizzazione. “Un punto franco non solo in senso doganale,- ha sottolineato il Presidente Patroni Griffi nel corso della presentazione–  ma anche affrancato dai limiti e dalle interferenze che condizionano le altre aree del porto di Brindisi. Un porto nuovo per un breve deal economico“.

 

  • porto di Manfredonia: ristrutturazione e rifunzionalizzazione molo alti fondali;

 

  • porti di Bari e Brindisi: lavori di realizzazione dei sistemi di cold-ironing;

 

  • porto di Bari: interazioni porto – città: Parco del Castello, riconnessione Castello-porto; riqualificazione del Molo S. Cataldo; potenziamento delle infrastrutture asservite alla sede logistica di Bari del Corpo delle Capitanerie di Porto; lavori di realizzazione di un terminal passeggeri sulla banchina 10; interventi di movimentazione dei sedimenti all’interno del bacino portuale; lavori di rimodulazione e nuova configurazione dei varchi carrabili e pedonali della port facility molo San Vito extra-Schengen e adeguamento della viabilità; lavori di realizzazione di torri faro sui piazzali retrostanti le banchine operative della Darsena di Levante; realizzazione di un dente di attracco alla banchina “Capitaneria” nella darsena interna molo S.Vito;

 

  • porto di Barletta: lavori di prolungamento dei moli foranei  le previsioni del vigente Piano Regolatore Portuale; lavori di manutenzione dei fondali nei pressi dell’imboccatura del porto per il ripristino delle quote preesistenti

Il Presidente ha voluto che cardine  della visita istituzionale fossero due momenti di incontro e di confronto con le comunità portuali dei  porti di Brindisi e Bari.

 

Una ristretta rappresentanza dei cluster marittimi, in due momenti diversi, ha potuto, in tal modo, illustrare alla Viceministra aspettative e idee ritenute fondamentali e fondanti per esaltare l’operatività degli scali e  le eccellenze di ciascuna infrastruttura portuale.

 

Al termine della visita, è emersa, da tutte le  parti, la necessità di procedere speditamente, con la cantierizzazione delle  opere e, in tal senso, la Viceministra si è detta pronta ad esperire, a livello governativo,  tutte le azioni utili perché non si perda ulteriore tempo che rischierebbe  di vanificare gli sforzi profusi per intercettare  i finanziamenti e di bloccare pericolosamente  lo sviluppo infrastrutturale dei porti nel medio lungo periodo.

 

Ringrazio la Viceministra per la sensibilità e l’apprezzamento riservati al nostro Sistema– ha commentato il presidente  dell’Ente Ugo Patroni Griffi- molto presto, ci ha promesso, tornerà per una visita  negli  altri  tre porti del network. Abbiamo al nostro fianco un‘alleata forte e competente che, siamo certi, non farà mancare il proprio sostegno alle istanze dei porti e delle aree retroportuali che fanno capo alla nostra Adsp“.

 

Al termine della sua  visita, il Presidente ha consegnato alla rappresentante del Governo il  crest ufficiale dell’Ente.

 

 

 

 

MDF, 12luglio 2021

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SOTTOSCRITTO UN ACCORDO DI PROGRAMMA TRA UNIVERSITÀ LUM E AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE

Sviluppare forme di collaborazione in partnership per lo svolgimento di attività di ricerca, networking ed innovazione e nell’ambito delle attività di didattica e formazione, nonché per l’erogazione di servizi a supporto delle attività di ricerca.

Sono alcuni degli obiettivi dell’accordo di programma sottoscritto quest’oggi dal Rettore della LUM, prof. Antonello Garzoni e dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, prof. Ugo Patroni Griffi.

In particolare, l’accordo si propone di attuare forme di collaborazione finalizzate a:

  • Realizzare programmi formativi executive e Master universitari nell’ambito di amministrazione e gestione dell’AdSPMAM, intermodalità, Logistica e Sistema dei Trasporti, pianificazione strategica urbana e portuale, innovazione e digitalizzazione dei sistemi portuali e dei trasporti, tra gli altri;
  • sviluppare iniziative formative in house per dipendenti, collaboratori e partner di AdSPMAM, anche sul tema della prevenzione della corruzione e della trasparenza;
  • partecipazione attiva a progetti di ricerca su tematiche inerenti il miglioramento dell’efficienza nel sistema dei trasporti, la sostenibilità dei sistemi di trasporti;
  • attività di public engagement per il miglioramento del sistema dei trasporti, anche in relazione alla Terza Missione universitaria e allo sviluppo socio-economico del Mezzogiorno.

 

Dichiarazione Patroni Griffi

Abbiamo necessità di disporre di professionalità dotate di una vision completa rispetto alle nuove sfide del futuro. Il mondo dei porti è complesso, in continua evoluzione e ricco di opportunità ancora inesplorate– commenta il presidente di AdSPMAM  Ugo Patroni Griffi. Insieme alla LUM vogliamo sviluppare un percorso che abbia un piano formativo dedicato all’approfondimento e all’aggiornamento di ambiti per noi fondamentali, quali appalti pubblici, pianificazione urbana e portuale, ambiente, demanio e gestione del patrimonio, sicurezza, risorse umane, amministrazione e contabilità pubblica. Investire in cultura e specializzazione è la risposta migliore che possiamo dare alle difficoltà di oggi e all’incertezza del futuro, consapevoli che finirà per ripagarci, con gli interessi”.

Foto firma protocollo 1

“Il ruolo dei porti è centrale per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e intermodalità, fondamentali per la competitività del Mezzogiorno – ha affermato il Rettore Garzoni – Con questo accordo si vuole avviare un percorso comune per far crescere le competenze giuridiche e manageriali del Sistema delle Autorità Portuali, contribuendo a valorizzare un importante asset del nostro territorio grazie anche alle nuove tecnologie digitali”.

 

Entro 20 giorni la Lum e l’Autorità di Sistema costituiranno un Comitato paritetico che si occuperà tra l’altro di:

 

  • elaborare i piani di attuazione dell’accordo;

 

  • formulare proposte su possibili nuove attività coinvolgendo eventualmente anche altri soggetti interessati;
  • individuare altre forme di collaborazione.

 

Foto firma protocollo 2

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PORTO DI BARLETTA: RAGIONI DI SICUREZZA NON RENDONO COMPATIBILE LA PRESENZA DELLA SEDE DELL’ASSOCIAZIONE ANGLAT NELL’ATTUALE LOCALIZZAZIONE.

La presenza della sede dell’Associazione ANGLAT Sport Insieme all’interno del porto di Barletta non è oggettivamente compatibile con i profili di sicurezza in primo luogo degli stessi associati, nonché di tutti coloro che operano all’interno dell’area portuale.

 

In occasione della redazione del Piano di Emergenza Esterna (PEE) per stabilimenti a rischio incidente rilevante del deposito IP-API all’interno del porto di Barletta, approvato in questi giorni dalla Prefettura di Barletta Andria Trani, è emersa l’incompatibilità della sede dell’ANGLAT, proprio a due passi dal deposito di carburanti che determina un intuibile ed elevato rischio.

 

Per tali ragioni, da subito l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, assieme alla Prefettura di Barletta Andria e Trani, al Comune di Barletta ed alla Capitaneria di Porto si sono adoperati per individuare soluzioni alternative, dove garantire la prosecuzione delle meritorie attività dell’Associazione.

 

Nel corso di una riunione tenutasi presso la sede del Palazzo del Governo lo scorso 28 aprile, l’Ente portuale, proprio a tutela della sicurezza delle persone che abitualmente frequentano l’Associazione, aveva proposto il manufatto ex Cap Ruggiero, di circa 70 mq, ubicato nelle adiacenze del moletto pescatori e che dispone di un ampio piazzale, dove, peraltro, non vi è alcun pregiudizio amministrativo rispetto all’eventuale installazione di un nuovo pontile a mare. Tale proposta fu subito accolta favorevolmente dagli esponenti dell’ANGLAT.

 

La stessa Autorità di Sistema Portuale si era, altresì,  impegnata ad effettuare, a proprie spese e cura, un intervento di pulizia straordinaria della struttura e a concedere, su eventuale richiesta, l’occupazione anticipata dell’immobile, assicurando, finanche, la possibilità di autorizzare, su istanza dell’ANGLAT, l’utilizzo del pontile installato sulla banchina n.1, sino alla realizzazione della nuova struttura, al fine di non limitare in alcun modo l’importante attività sino ad oggi svolta.

 

Dopo aver in un primo momento condiviso tale percorso, tuttavia, l’Associazione ha contestato la necessità di dover cambiare sede, ritenendo le condizioni di criticità preesistenti e quindi, di fatto, riconoscendone l’esistenza.

 

In ragione del prioritario interesse pubblico legato ad inderogabili ed improcrastinabili esigenze di sicurezza, gli Organi preposti hanno dunque revocato la licenza all’Associazione.

 

Sono certo che anche i responsabili dell’Associazione tengano alla sicurezza dei loro iscritti proprio quanto teniamo noi e tutti i gli altri soggetti competenti che hanno certificato l’assoluta incompatibilità della compresenza nella stessa area della sede dell’ANGLAT e dei depositi IP-API- commenta il Presidente di AdSPMAM Ugo Patroni Griffi. Garantire la sicurezza delle persone, a maggior ragione se diversamente abili, è un dovere imprescindibile e una priorità fondamentale. Abbiamo tutti, ancora, le lacrime agli occhi per quanto accaduto alla Funivia Stresa Mottarone. Una tragedia che insegna che mai nulla deve essere lasciato al caso, trascurato, non curato, non controllato, non valutato. L’AdSP si fa parte diligente per individuare ulteriori ipotesi di diversa localizzazione, in condizioni di sicurezza, che possano essere accolte dall’Associazione. La strada del dialogo e della condivisione è l’unico strumento in grado di portare ai risultati migliori”.

 

MDF, 27 maggio 2021

 

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ADSP MAM E PREFETTURA DI BARLETTA SOTTOSCRIVONO UN PROTOCOLLO DI LEGALITA’

Prevenire i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata negli affidamenti di lavori, servizi e forniture, concessioni ed autorizzazioni demaniali: è l’obiettivo del Protocollo di Legalità sottoscritto questa mattina presso la sede del Palazzo del Governo in Barletta tra il Prefetto di Barletta Andria Trani Maurizio Valiante ed il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli Ugo Patroni Griffi.

Attraverso il Protocollo di Legalità saranno estese le verifiche antimafia anche agli affidamenti, ai contratti, alle autorizzazioni ed alle concessioni demaniali anche sotto soglia di valore per cui la legge prescrive la obbligatorietà, ampliando così l’azione di prevenzione e contrasto di infiltrazione della criminalità, proprio a garanzia della massima legalità e trasparenza nella gestione degli appalti pubblici e delle procedure concorsuali, promuovendo il rispetto delle diciscpline antimafia in materia di anticorruzione e migliorando l’interscambio informativo tra le Pubbliche Amministrazioni coinvolte.

Nel dettaglio, l’Autorità di Sistema Portuale si impegnerà ad acquisire la comunicazione antimafia oltre che nei casi previsti dal Codice dei Contratti Pubblici anche per i contratti di appalto per acquisizione di servizi, forniture, lavori ed operedi importo compreso tra 40mila e 150mila euro. Procederà inoltre preliminarmente alla verifica dell’iscrizione alla “White List”(elenco di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa, operanti nei settori esposti maggiormente a rischio), tramite consultazione dell’apposita sezione della Banca Dati Nazionale Antimafia e/o pubblicazione della lista online sul sito della Prefettura, ed in assenza di tale iscrizione procederà con la richiesta della comunicazione antimafia.

Ancora, nel caso in cui la Prefettura emetta un’interdittiva antimafia, l’Autorità di Sistema Portuale, oltre a procedere alla risoluzione immediata ed automatica del contratto, applicherà anche una penale a titolo di liquidazione del danno nella misura del 15% del valore del contratto.

Foto firma protocollo 1

“Il Protocollo di Legalità è un ulteriore esempio di come la squadra Stato intende rafforzare le proprie strategie per osteggiare il fenomeno criminale e le infiltrazioni mafiose nell’economia legale, ampliando il più possibile la platea dei soggetti coinvolti nella gestione e realizzazione delle opere pubbliche – ha dichiarato il Prefetto di Barletta Andria Trani Maurizio Valiante -. Vogliamo assicurare la realizzazione del preminente interesse pubblico alla legalità ed alla trasparenza nell’economia, esercitando appieno i poteri di monitoraggio e vigilanza. La tendenza della criminalità organizzata di penetrare i principali settori dell’economia legale, ed in particolare quello degli appalti pubblici, proprio in periodi di particolare congiuntura economica negativa, richiede infatti l’innalzamento della soglia di attenzione da parte delle istituzioni, attraverso iniziative ed interventi preventivi, utili proprio ad impedire tali infiltrazioni”.

 

Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli Ugo Patroni Griffi ha dichiarato: “Dopo Bari, anche con la  Prefettura di Barletta Andria Trani sottoscriviamo il  Protocollo di Legalità, uno strumento importante che mira a garantire, soprattutto in un periodo di congiuntura economica difficile come quello che stiamo vivendo, legalità, trasparenza e snellimento dell’attività amministrativa, promuovendo il rispetto della disciplina antimafia e migliorando l’interscambio informativo tra le Pubbliche Amministrazioni interessate. Attraverso il documento, ampliamo in maniera esponenziale l’azione di prevenzione e contrasto di eventuali tentativi di infiltrazione criminale nelle procedure di affidamento, contratti, autorizzazioni e concessioni, anche demaniali, al di sotto della soglia di valore per cui la legge prescrive la obbligatorietà”.

 

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PORTO DI BARLETTA: VENERDI’ 23 APRILE PASSAGGIO DI CONSEGNE. IL FARO NAPOLEONICO ENTRA NELLA DISPONIBILITA’ DI ADSPMAM

Venerdì 23 aprile alle ore 10.30, nelle adiacenze del Faro Napoleonico– Litoranea di Ponente via C. Colombo a Barletta, il direttore di MARIGENIMIL Taranto, C.V. Gennaro Grilli, consegnerà formalmente le chiavi del bene storico nelle mani del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, per il tramite del comandante del porto di Barletta, C.F. (CP) Roberto Larocca.

 

Al passaggio di consegne, che si svolgerà nel pieno rispetto delle normative di sicurezza anti-Covid, ha assicurato la sua partecipazione il senatore barlettano Dario Damiani che, in sinergia con l’Ente portuale, si molto è speso perché i tempi di consegna del benefossero quanto più brevi possibile, interpellando direttamente il sottosegretario di stato alla Difesa, on. Giorgio Mulè.

 

Sono stati invitati il sindaco di Barletta, Cosimo Damiano Cannito, e il segretario regionale del MIBACT per la Puglia, Maria Piccarreta. L’Ente portuale, infatti, ha coinvolto l’Amministrazione comunale di Barletta per sviluppare assieme idee progettuali concordate e condivise perché, al termine del processo di recupero, si possa rendere la struttura fruibile alla cittadinanza, con la compartecipazione e la supervisione della competente Soprintendenza e dell’Agenzia del Demanio.

 

I giornalisti, i fotoreporter e i tele-cineoperatori che volessero seguire l’evento dovranno inviare entro e non oltre giovedì 22 aprile alle ore 10.30 all’indirizzo email l.trentadue@adspmam.it: numero di targa del veicolo e carta di identità, per poter accedere all’area circostante il Faro.

 

 

MDF, 20 aprile 2021

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PORTO DI BARLETTA: È UFFICIALE, IL FARO NAPOLEONICO SARÀ NELLA DISPONIBILITÀ DELL’ADSPMAM. PRESTO AL VIA I LAVORI PER IL RIPRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI, PERCHÈ LO STORICO MONUMENTO POSSA ESSERE FRUIBILE DALLA CITTADINANZA.

 

Lo Stato Maggiore della Marina Militare ha disposto la consegna all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale del Faro napoloenico che insiste nel porto di Barletta. La comunicazione ufficiale è giunta nella tarda mattinata di oggi, negli uffici dell’Ente portuale. Si completa così un iter che l’AdSPMAM aveva avviato nello scorso anno, richiedendo a MARIFARI, soggetto nella cui disponibilità ricadeva la struttura, di poter ottenere la consegna del bene.

 

Un percorso lungo e articolato che è stato seguito direttamente dal senatore barlettano Dario Damiani che ha incontrato più volte il sottosegretario di stato alla Difesa, on. Giorgio Mulè, al quale ha sottoposto l’importanza, per la comunità portuale e per l’intera cittadinanza, di procedere in tempi rapidi al recupero del noto bene storico.

 

In attesa del placet odierno, l’Ente portuale, contestualmente con l’avvio della procedura per il trasferimento del bene, aveva, comunque, esperito una serie di azioni finalizzate a rendere il processo di recupero quanto più spedito possibile.

 

Dopo un sopralluogo dei tecnici dei Dipartimenti di Esercizio e Tecnico dell’Ente, nel corso del quale erano stati esaminati gli elementi di criticità e i punti di forza della struttura, i tecnici dell’AdSP avevano realizzato un preliminare studio di fattibilità che prevede tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di messa in sicurezza e di ripristino dello stato dei luoghi, finalizzati a riportare il vecchio e glorioso faro napoleonico agli antichi splendori.

 

L’Ente portuale, inoltre, ha già coinvolto l’Amministrazione comunale di Barletta per sviluppare assieme idee progettuali concordate e condivise perché, al termine del processo di recupero, si possa rendere la struttura fruibile alla cittadinanza, con la condivisione e la supervisione della competente Soprintendenza e dell’Agenzia del Demanio.

 

Da oggi, quindi, con la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, Barletta potrà riappropriarsi di un monumento storico e caratterizzante del porto che contribuirà ad irrobustire l’offerta turistica e l’attrattività del territorio.

 

MDF, 15 aprile 2021

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PORTO DI BARLETTA: UNO STUDIO DI FATTIBILITÀ PER RECUPERARE IL VECCHIO FARO NAPOLEONICO. IN ATTESA DEL VIA LIBERA DI MARI FARI PER LA RESTITUZIONE DEL BENE, L’ADSPMAM PREDISPONE AZIONI E IDEE PROGETTUALI TESI AL RECUPERO E ALLA VALORIZZAZIONE DELL’ANTICA “LANTERNA” DEL PORTO.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha posto nei propri intendimenti programmatici relativi al porto di Barletta anche quello della valorizzazione del faro di epoca Napoleonica, monumento storico e caratterizzante del porto.

 

L’Ente portuale, da circa un anno, infatti, ha avviato uno specifico percorso finalizzato, appunto, al recupero dell’antico segnalamento luminoso che versa in uno stato di ammaloramento, sia per la sua stessa conservazione sia per la sicurezza di chi potrebbe transitare nelle immediate vicinanze, per via del distacco di alcune parti di struttura.

 

Per poter procedere al progetto di recupero, l’AdSPMAM, nel mese di novembre dello scorso anno, ha richiesto a MARIFARI, soggetto nella cui disponibilità ricade la struttura, di poter ottenere la riconsegna del bene. Per tutelare, inoltre, la sicurezza di persone e di beni, intanto, l’AdSPMAM ha recintato tutta la  struttura che in alcune parti risulta anche pericolante.

PORTO DI BARLETTA: UNO STUDIO DI FATTIBILITÀ PER RECUPERARE IL VECCHIO FARO NAPOLEONICO. IN ATTESA DEL VIA LIBERA DI MARI FARI PER LA RESTITUZIONE DEL BENE, L’ADSPMAM PREDISPONE AZIONI E IDEE PROGETTUALI TESI AL RECUPERO E  ALLA  VALORIZZAZIONE DELL’ANTICA “LANTERNA” DEL PORTO.

In attesa di una risposta del Soggetto gestore, comunque, l’Ente portuale ha già predisposto una serie di azioni finalizzate a rendere  il processo di recupero quanto più spedito possibile.

 

Innanzitutto, è stato effettuato un sopralluogo dei tecnici dei Dipartimenti di Esercizio e Tecnico dell’Ente, nel corso del quale sono stati esaminati gli elementi di criticità e i punti di forza della  struttura. Mentre l’appartamento del custode versa in condizioni tutto sommate discrete, ad eccezione di qualche zona ammalorata delle pareti perimetrali, ciò che desta particolare preoccupazione è,  appunto, la situazione strutturale del faro napoleonico.

Foto del faro

Dal sopralluogo è scaturito un preliminare studio di fattibilità che prevede tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di messa in sicurezza e di ripristino dello stato dei  luoghi, finalizzati a riportare il vecchio e glorioso faro napoleonico agli antichi splendori.

 

L’Ente portuale, inoltre, ha già coinvolto l’Amministrazione comunale di Barletta per sviluppare assieme idee progettuali concordate e condivise perché, al termine del processo di recupero, si possa rendere la struttura fruibile alla cittadinanza.

Particolare del faro

Siamo fiduciosi del fatto che MARIFARI possa disporre a breve la riconsegna del bene all’Autorità di Sistema– commenta il  presidente di AdSPMAM Ugo Patroni Griffi- da quel momento noi saremo prontissimi a restituire al faro la sua originale funzione. Con l’Amministrazione comunale potremmo inserire il monumento in un eventuale percorso turistico che come un “filo” conduttore racconti  la storia della marineria del porto di Barletta e dei suoi segnalamenti marittimi. Una storia secolare che si è sviluppata dal mare in due direzioni: dal porto con il grande movimento di navi, gli sbarchi e le partenze dei popoli, e dall’entroterra con la necessità di cercare un approdo, un porto sicuro. E’ fondamentale- conclude Patroni Griffi- lasciare al futuro le testimonianze dell’antico legame tra il porto e la sua comunità. E una delle testimonianze più suggestive, significative e gloriose è sicuramente  l’antica lanterna”.

 

Il faro fu realizzato nel 1750 da Carlo III di Borbone per dotare Barletta di un nuovo approdo.

Per dare sicurezza ai naviganti e potenziare quello che era uno degli scali più importanti all’inizio del XIX secolo, nel 1807 fu adeguato, così come si legge sulla lapide apposta alla base dello stesso, “Al comodo e sicurezza de’ naviganti regnando Giuseppe Napoleone I”. L’intervento fu ad opera dell’architetto barlettano Giuseppe Chiarelli.

Foto della lapide

L’antico segnalamento luminoso è in disuso dal 1959, anno in cui è entrato in funzione il nuovo faro realizzato dal Genio Civile, sulla prosecuzione del molo. Da quel momento, quindi, non vi è stata alcuna attività manutentiva, accelerando, di fatto, il processo di deterioramento strutturale.

 

 

 

MDF, 24 marzo 2021

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