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L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro lancia lo Short Master in “Economia, Diritto e Management delle grandi infrastrutture logistiche”, un percorso di alta formazione promosso dal Dipartimento di Economia, Management e Diritto dell’Impresa, pensato per rispondere a una delle sfide più rilevanti del nostro tempo: governare, con competenze integrate, la trasformazione delle infrastrutture logistiche, dei trasporti e dei nodi strategici della mobilità. Il corso, di 227 ore e 9 crediti formativi universitari, si svolgerà in modalità ibrida, in presenza presso il Dipartimento DEMDI e online in modalità sincrona, nelle giornate di venerdì e sabato, con l’obiettivo di offrire una formazione avanzata e compatibile con le esigenze di professionisti, laureati e operatori del settore. «Con questo Short Master l’Università di Bari conferma la propria vocazione a leggere i cambiamenti dell’economia reale e a trasformarli in opportunità di formazione qualificata, innovazione e sviluppo dei territori – dichiara il Rettore, prof. Roberto Bellotti –. Il settore della logistica e dei trasporti sta attraversando una fase di profonda evoluzione, segnata dalla transizione ecologica, dalla digitalizzazione e dagli investimenti strategici nei sistemi infrastrutturali. In questo scenario, diventa essenziale formare profili capaci di integrare saperi giuridici, economici, manageriali e organizzativi». «Lo Short Master in “Economia, Diritto e Management delle grandi infrastrutture logistiche” nasce proprio per colmare un vuoto formativo e per accompagnare la crescita di una nuova classe di professionisti in grado di operare nella complessità: figure che sappiano dialogare con le autorità di regolazione, comprendere le dinamiche del partenariato pubblico‑privato e del project financing, presidiare i temi del lavoro, della sostenibilità, dell’innovazione e della sicurezza nei grandi hub logistici – prosegue il Rettore –. Si tratta di un progetto che unisce rigore accademico e forte connessione con il mondo delle imprese e delle istituzioni».
La collaborazione con ALIS, Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, rappresenta un elemento qualificante dell’iniziativa, perché consente di rafforzare il legame tra alta formazione e realtà operative, offrendo ai partecipanti un accesso diretto a competenze, esperienze e visioni provenienti dai principali attori nazionali del settore. «La cooperazione istituzionale con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro rappresenta per ALIS un ulteriore passo concreto nel rafforzare il legame tra formazione e mondo imprenditoriale, contribuendo alla crescita di competenze strategiche per il futuro della logistica e dei trasporti – dichiara il Presidente di ALIS, Guido Grimaldi –. In un contesto caratterizzato da grandi trasformazioni, tra transizione ecologica, innovazione tecnologica e sviluppo delle infrastrutture, è fondamentale investire nella formazione di professionisti capaci di interpretare e guidare questi cambiamenti. Questo Short Master va esattamente in questa direzione: creare una nuova classe dirigente preparata, con visione pubblico-privata, competente e pronta a sostenere la competitività del nostro Paese e del sistema logistico nel Mediterraneo».
«L’avvio dello Short Master promosso dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro – dichiara il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi – rappresenta un segnale concreto della direzione che il Paese deve intraprendere: investire sulle competenze per governare la trasformazione delle infrastrutture logistiche e dei trasporti. In una fase in cui stiamo mettendo a terra importanti interventi strategici, dalla modernizzazione della rete infrastrutturale alla transizione sostenibile, diventa fondamentale poter contare su figure professionali altamente qualificate, capaci di integrare visione pubblica e capacità manageriale. Iniziative come questa contribuiscono a rafforzare il legame tra formazione, istituzioni e sistema produttivo, creando le condizioni per una crescita più efficiente, competitiva e coerente con le sfide del Mediterraneo».
«Questo Short Master nasce dall’ascolto del settore e dall’evidenza che le grandi infrastrutture logistiche richiedono oggi professionalità nuove: capaci di coniugare diritto, economia, management e innovazione. Il nostro obiettivo è formare manager delle infrastrutture complesse che sappiano guidare processi di investimento, ristrutturazione e sviluppo sostenibile, dialogando con istituzioni, imprese e comunità. È un percorso pensato per chi vuole stare al centro delle trasformazioni che stanno ridisegnando la geografia economica e logistica del Paese», dichiara il Direttore del Master, prof. Ugo Patroni Griffi.
Lo Short Master si rivolge a laureati, professionisti e anche a candidati in possesso di diploma di maturità quinquennale con almeno due anni di esperienza in ambiti affini. È previsto un numero minimo di 20 e massimo di 60 partecipanti e una frequenza obbligatoria pari all’80% delle attività didattiche. Le domande di ammissione dovranno essere presentate attraverso il portale Esse3 dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro nel periodo compreso tra il 15 aprile 2026 e il 15 maggio 2026 (https://www.uniba.it/it/didattica/master-universitari/short-master/2025-2026/economia-diritto-e-management-delle-grandi-infrastrutture-logistiche). La nuova iniziativa formativa si inserisce nel più ampio impegno dell’Ateneo barese nel costruire percorsi specialistici ad alto impatto, capaci di valorizzare le vocazioni del territorio e di rafforzare il ruolo dell’Università quale motore di competenze, competitività e sviluppo nel Mediterraneo.

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PORTO DI BARI: LA TRANSIZIONE DIGITALE È REALTÀ. LUNEDÌ 20 APRILE LA PRESENTAZIONE DEL SISTEMA GAIA, NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA DI AZIONE E COESIONE (PAC)

Lunedì 20 aprile, a partire dalle 9.30, nel Terminal Crociere del porto di Bari si terrà un workshop dal titolo: “Il Port Community System GAIA: uno strumento per lo sviluppo della logistica e per guidare la transizione digitale nei porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale”.
Obiettivo dell’iniziativa è presentare il Port Community System GAIA, la piattaforma digitale d’avanguardia, realizzata nell’ambito del PAC (Programma di Azione e Coesione) Infrastrutture e Reti 2014/2020, destinata a rivoluzionare la logistica e la sicurezza nei porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM).
Nel corso dell’evento, infatti, verrà illustrato come l’innovazione tecnologica stia trasformando gli scali di Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia, Monopoli e Termoli in nodi logistici intelligenti e interconnessi.
Il PAC è un piano strategico- gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti- che integra e rafforza il PON Infrastrutture e Reti, con una dotazione finanziaria complessiva di oltre 810 milioni di euro, destinata a Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Il Programma è fondamentale per la logistica e la sicurezza portuale poiché finanzia interventi mirati, in particolare attraverso l’asse tematico A dedicato alla digitalizzazione. L’obiettivo è accrescere la competitività dei territori del Mezzogiorno, specialmente attraverso l’efficienza logistica, quindi l’abbattimento dei tempi di attesa e la fluidificazione delle merci grazie a sistemi digitali interoperabili e la sicurezza, cioè il monitoraggio costante dei flussi e l’integrazione con le autorità di controllo e le forze di polizia, per garantire standard elevati in ogni fase operativa.
All’evento sono stati invitati i massimi rappresentanti istituzionali regionali e delle città portuali interessate; i rappresentanti delle Autorità Marittime, Doganali e di Polizia e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

MDF, 13 aprile 2026

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ADSPMAM: FRANCESCO DI LEVERANO È IL NUOVO SEGRETARIO GENERALE DELL’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE. IL COMITATO DI GESTIONE DELL’ENTE HA APPROVATO ALL’UNANIMITÀ LA PROPOSTA DEL PRESIDENTE MASTRO.

Franceso Di Leverano è il nuovo segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM). Il Comitato di Gestione dell’Ente, riunitosi oggi, ha votato all’unanimità la proposta presentata dal presidente dell’Ente, Francesco Mastro.
Il Comitato, valutato il curriculum, ha espresso il proprio unanime parere favorevole sulla candidatura che per esperienza, preparazione professionale e aderenza ai requisiti richiesti dalla Legge di riforma delle Autorità portuali, particolarmente spicca per la sua profonda conoscenza dei sei porti che compongono il Sistema dell’Adriatico meridionale.
Francesco Di Leverano, 60 anni, ingegnere, dal 2013 al 2017 è stato dirigente dell’ufficio Tecnico dell’ex Autorità portuale di Brindisi per poi, dopo la Legge di riforma, guidare il Dipartimento tecnico dell’Ente.
Soddisfatto il presidente Mastro per la scelta effettuata dal Comitato di gestione che ha puntato sul merito e sulla competenza.

“Innanzitutto, ringrazio per l’ottimo lavoro svolto fino ad oggi il segretario generale facente funzione, dottoressa Michelina Latorre- commenta Mastro- la quale, nel delicato momento di transizione, determinato dalla mia nomina e dalla quasi contestuale partenza dell’ex Segretario generale, si è spesa con energia, senso del dovere, grande professionalità e abnegazione in favore dell’Ente. Sono, altresì, convinto – continua il Presidente- che le capacità umane e professionali di Francesco Di Leverano, nonché la sua grande esperienza e competenza, non solo del comparto marittimo ma anche delle dinamiche che animano il nostro Sistema, saranno fondamentali per proseguire il percorso di crescita e di sviluppo dei nostri porti. A lui va il mio miglior augurio di buon lavoro, certo di una proficua e sinergica collaborazione”.

Il nuovo Segretario, una volta adempiute le formalità di rito, si insedierà il prossimo 11 maggio, il suo incarico ha una durata di quattro anni.
Il Segretario generale, ai sensi della Legge 84/94 e successive riforme (D.Lgs. 169/2016), svolge funzioni gestionali, organizzative e tecniche; dirige la struttura amministrativa, coordinando gli uffici, predisponendo atti per il Comitato di Gestione, garantendo l’attuazione degli indirizzi del Presidente, assicurando continuità amministrativa ai porti; svolge l’istruttoria tecnico-amministrativa finalizzata all’adozione delle deliberazioni di competenza del Comitato di Gestione; formula proposte riguardanti le materie di rilievo locale e la pianificazione operativa; attua gli indirizzi e le decisioni del Presidente e del Comitato di Gestione; gestisce le procedure autorizzatorie e concessorie e la promozione delle attività commerciali e industriali nei porti; cura la documentazione per le sedute del Comitato di Gestione. Tali funzioni sono finalizzate ad integrare la gestione dei porti in un’ottica di sistema.

MDF, 9 aprile 2026

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ADSPMAM: INNOVAZIONE DIGITALE NEI PORTI: L’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE TRA I PROGETTI FINANZIATI PER IL 5G

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale è tra i soggetti selezionati dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri nell’ambito dell’avviso nazionale per lo sviluppo di infrastrutture DAS 5G in aree strategiche di interesse pubblico.

Un riconoscimento importante che premia il lavoro avviato per rendere i porti sempre più connessi, efficienti e tecnologicamente avanzati, rafforzando i processi di digitalizzazione e aprendo la strada a nuovi modelli di Smart Port a servizio di imprese, operatori e comunità portuali.

 Tutti i dettagli nel comunicato stampa redatto dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri:

 

DISTRIBUTED ANTENNA SYSTEM: APPROVATA LA GRADUATORIA DI MERITO DEI PROGETTI PER LO SVILUPPO DI INFRASTRUTTURE DAS 5G IN AREE DI INTERESSE PUBBLICO

Il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri ha approvato la graduatoria di merito relativa all’Avviso per lo sviluppo di infrastrutture Distributed Antenna System (DAS) 5G in aree di primario interesse pubblico, selezionando 12 progetti, risultati idonei al finanziamento.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito della Strategia italiana per la Banda Ultra Larga 2023–2026, che punta ad accelerare la diffusione di infrastrutture digitali di nuova generazione, attraverso l’adozione di servizi applicativi avanzati. Le reti DAS rappresentano uno strumento fondamentale per garantire connettività mobile ad alte prestazioni in contesti a elevata concentrazione di utenti e per promuovere la realizzazione di reti private 5G da parte degli enti pubblici, nonché favorire l’adozione di nuovi servizi innovativi.
“Con l’approvazione di questa graduatoria il Governo conferma il proprio impegno a sostenere, con investimenti concreti, la diffusione di infrastrutture digitali avanzate in luoghi strategici” ha dichiarato il Sottosegretario Alessio Butti. “Il finanziamento di 12 progetti è il risultato di un lavoro condiviso con università, strutture sanitarie e autorità portuali, che dimostra quanto la collaborazione istituzionale sia decisiva per accelerare l’innovazione. Rafforziamo così la presenza del 5G in contesti ad alto valore pubblico, contribuendo a rendere più efficienti i servizi essenziali per cittadini e imprese.”
L’Avviso, rivolto a soggetti quali Università, Centri di ricerca, Strutture sanitarie e Autorità di Sistema Portuale, prevedeva una dotazione iniziale di 20 milioni di euro. L’ampia partecipazione e la qualità delle proposte presentate hanno portato il Dipartimento alla decisione di estendere il finanziamento, per un totale di 25,6 milioni di euro, mediante le risorse disponibili sul Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione.
I progetti ammessi al finanziamento, che saranno avviati e completati entro un massimo di 24 mesi dall’aggiudicazione, sono in totale 12 e sono stati presentati da tre Università, quattro strutture sanitarie e cinque Autorità di Sistema Portuale, nello specifico:

1) Università pubbliche

Università degli Studi di Napoli “Federico II”;

Università degli Studi di Catania;

Politecnico di Bari.

2) Strutture sanitarie

Azienda Unità Sanitaria Locale Toscana Centro;

Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana;

Azienda Sanitaria Locale di Taranto;

Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer.
3) Autorità di Sistema Portuale

Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale;

Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio;

Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale – ADSPMAM;

Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale;

Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale.
I progetti presentati dalle Università mirano a sviluppare e potenziare infrastrutture DAS di nuova generazione, basate su tecnologia 5G. L’obiettivo è garantire una copertura radio capillare in contesti complessi e ad alta densità, migliorando l’esperienza digitale di studenti, ricercatori e personale di Ateneo. Le infrastrutture DAS assicurano una connettività stabile e ad alta capacità, migliorando l’esperienza formativa e abilitando scenari applicativi, quali la didattica immersiva – Augmented Reality, Virtual Reality e la telepresenza olografica, la ricerca avanzata in campi come la robotica e la mobilità autonoma, nonché i living lab per la sperimentazione e la certificazione di nuove tecnologie.
Le Strutture sanitarie implementeranno infrastrutture DAS per migliorare la qualità e la continuità dei servizi di connettività mobile all’interno dei presidi ospedalieri. Grazie all’adozione di reti 5G affidabili e ad alte prestazioni, sarà possibile potenziare la digitalizzazione dei servizi clinici e organizzativi e sviluppare modelli di Smart Hospital, basati su control room multiservizio. In tale contesto, si inseriscono scenari applicativi, quali il monitoraggio remoto dei pazienti, tramite IoMT (Internet of Medical Things), sistemi di supporto decisionale basati su Big Data e soluzioni per l’ottimizzazione dei flussi ospedalieri e dei percorsi di cura.
Le Autorità di Sistema Portuale realizzeranno infrastrutture DAS – in alcuni casi basate su reti 5G Stand Alone private – progettate per assicurare una copertura uniforme e resiliente in contesti strategici di rilevanza nazionale e internazionale. Tali interventi sostengono la digitalizzazione dei processi logistici, abilitando servizi avanzati di operatività in tempo reale. L’adozione di reti 5G consente, inoltre, la transizione verso modelli evoluti di Smart Port,

favorendo applicazioni a supporto della sicurezza e della gestione operativa, tra cui comunicazioni mission-critical, monitoraggio perimetrale tramite IoT e soluzioni di realtà aumentata per il supporto remoto agli operatori.

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ADSPMAM: IL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA, ANTONIO DECARO, VISITA L’ADSMAM. UN MOMENTO DI SIGNIFICATIVO CONFRONTO OPERATIVO E DI CONDIVISIONE SU STRATEGIE E PROGETTI NEI SEI PORTI DEL SISTEMA. UN VOLUME TOTALE DI INVESTIMENTI CHE SUPERA I 728 MILIONI DI EURO.

Oggi, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), il presidente Francesco Mastro insieme a tutto il management dell’Ente hanno accolto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, l’assessore regionale con delega alla Portualità e retroporti, Raffaele Piemontese, e il consigliere regionale Nicola Rutigliano.

Nella Sala Comitato, ha avuto luogo un confronto operativo e significativo. Nel corso dell’incontro, sono stati illustrati al Presidente tutti i cantieri avviati e le opere programmate nei sei scali del Sistema.

Si tratta di un volume totale di investimenti che supera i 728 milioni di euro.

Questo sforzo economico si divide tra opere in fase di programmazione (316,8 M€), interventi attualmente in corso di esecuzione (391,3 M€) e progetti recentemente conclusi e collaudati (20,0 M€).

Un piano imponente che mette insieme competitività, sostenibilità e visione strategica. Di seguito, gli interventi principali previsti nei sei porti:

Porto di Bari: il porto di Bari si conferma un polo strategico per la logistica e la sostenibilità, con interventi che puntano all’ammodernamento delle banchine e alla riduzione dell’impatto ambientale.

  • Sostenibilità energetica (cold ironing): realizzazione di sistemi per l’elettrificazione delle banchine (intervento condiviso con Brindisi) per un investimento complessivo di 34 milioni di euro.
  • Completamento della colmata di Marisabella: opere di infrastrutturazione portuale e banchinamento nell’area “Pizzoli-Marisabella”, con un investimento di 65 milioni di euro.
  • Riqualificazione del Molo S. Cataldo: interventi di potenziamento infrastrutturale e miglioramento dell’operatività per un totale di circa 55,5 milioni di euro (suddivisi in lotti).
  • Interazione porto-città: banchinamento dello specchio acqueo della “Darsena Vecchia” per 5 milioni di euro.
  • Terminal e viabilità: Costruzione di un nuovo terminal passeggeri sulla banchina 10 (11,5 M€) e rimodulazione della viabilità sulla darsena di Levante (5,5 M€).

Porto di Brindisi: Brindisi vive una fase di profonda trasformazione infrastrutturale e ambientale, con investimenti volti a potenziare la capacità ricettiva e operativa.

  • Nuovi Accosti S. Apollinare: completamento degli accosti per navi traghetto e Ro-Ro, un progetto strategico da 82 milioni di euro.
  • Sostenibilità energetica (cold ironing): realizzazione di sistemi per l’elettrificazione delle banchine (intervento condiviso con Bari) per un investimento complessivo di 34 milioni di euro.
  • Logistica e ambiente: realizzazione della cassa di colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena Est (43 M€) e relativo dragaggio dei fondali (19,4 M€).
  • Energia verde: installazione di un impianto fotovoltaico presso la diga di Punta Riso per 4,5 milioni di euro.
  • Potenziamento Terminal: ristrutturazione e ampliamento del Terminal “Le Vele” (16 M€) e del Terminal passeggeri “Il Mondo” (5,7 M€).

Porto di Manfredonia: a Manfredonia il focus principale riguarda il ripristino e il consolidamento delle strutture esistenti per garantirne la piena funzionalità.

  • Bacino Alti Fondali: un massiccio intervento di consolidamento statico e risanamento conservativo per un totale di 121 milioni di euro.
  • Dragaggi e pesca: manutenzione dei fondali del porto commerciale (5,2 M€) e realizzazione di strutture a sostegno della pesca (1,5 M€).

Porto di Barletta: a Barletta gli interventi sono mirati al miglioramento della sicurezza e alla protezione del bacino portuale.

  • Prolungamento dei Moli: intervento di estensione di entrambi i moli foranei per un investimento di 38 milioni di euro.
  • Manutenzione infrastrutturale: consolidamento statico della banchina n. 3 (2 M€) e restauro del Faro Napoleonico (2,2 M€).

Porto di Monopoli: a Monopoli, il porto sta beneficiando di interventi di ammodernamento dei servizi ai passeggeri e di manutenzione dei fondali.

  • Molo di Tramontana: intervento di manutenzione straordinaria (nello specifico della pavimentazione) del molo “Tramontana”. L’investimento complessivo previsto è di 6,27 milioni di euro.  L’opera è attualmente inserita nella fase di programmazione (progettazione Piano di Fattibilità Tecnico Economica PFTE) ed è in attesa di finanziamento.

Porto di Termoli: a Termoli, è in corso la definizione della nuova programmazione basata sul Piano Regolatore Portuale.

  • Ampliamento del porto: il primo intervento funzionale previsto dal nuovo Piano prevede ampliamenti dei moli e riorganizzazione degli ambiti portuali, per un investimento di 30 milioni di euro.

L’incontro di oggi è servito a fare il punto sui lavori in corso e delle progettazioni ultimate legate ai porti gestiti dall’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico meridionale – Bari, Barletta, Manfredonia, Brindisi, Monopoli– ha detto il presidente Decaro. L’obiettivo era quello di comprendere lo stato di avanzamento delle opere in corso per ampliare le attività portali e valutare potenzialità di sviluppo a seconda delle specificità degli scali: dalle linee di fideraggio per le merci alle linee per trasporto passeggeri, allo sviluppo turistico con la possibilità di approdo di navi da crociere. Particolare attenzione c’è sugli scali di Manfredonia e Brindisi, con riferimento alle aree retroportuali che possono essere valorizzate e utilizzate per sviluppare linee merci anche attraverso la riqualificazione e la realizzazione dei nuovi moli in corso”.

Quella presentata oggi – ha detto Mastro- non è una lista di opere, molte delle quali già in corso di realizzazione, è un’azione strategica. Ringraziamo il presidente Decaro per l’opportunità che ci ha concesso e per la manifestata volontà di essere al fianco dell’Ente nel sostenere e nel dare impulso alla nostra vision. Un Sistema portuale che cresce in modo coordinato, rafforza la propria competitività e diventa sempre più motore economico per la Puglia e per l’intero Mezzogiorno”.

 

 

 

MDF, 02 marzo 2026

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PORTO DI BARLETTA: SI INAUGURA UNA NUOVA ERA PER LO SCALO DI BARLETTA CHE SARÀ PIÙ ATTRATTIVO E SICURO. L’ADSPMAM RILASCIA UNA CONCESSIONE TRENTENNALE ALLA IP, SULLA TESTATA DEL MOLO DI TRAMONTANA, CONSENTENDO LA DEMOLIZIONE DEI VECCHI SERBATOI PRESENTI NEL PORTO.

Ieri, martedì 25 novembre, nella sala comitato della sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) il presidente Francesco Mastro e il procuratore speciale della “Italiana Petroli S.P.A.” (IP), Giovanni Iapella, hanno sottoscritto un atto formale, con mantenimento dell’Autorizzazione Unica ZES, relativo alla concessione di un’area di quasi 19 mila metri quadri in prossimità della banchina n. 12 del porto di Barletta, allo scopo di dare corso alla ristrutturazione con ampliamento e all’adeguamento funzionale del deposito carburanti sito sul molo di Tramontana.

L’atto prevede la realizzazione di ulteriori serbatoi nell’area già occupata sulla Testata del Molo di Tramontana e l’impegno della IP a smantellare i serbatoi presenti alla radice del Molo commerciale, banchina 3, liberando quindi l’ambito più prossimo alla città.

 

I lavori per l’esecuzione delle opere dovranno essere eseguiti nel sostanziale rispetto del cronoprogramma che IP dovrà presentare entro il 31 marzo 2026 e dovranno essere ultimati entro il 31 dicembre 2028. Le attività di decommissioning degli impianti, attualmente ubicati sulla banchina n.3, invece, dovranno essere ultimate entro il 31 dicembre 2029

 

Si tratta di un intervento che modificherà radicalmente l’aspetto del porto, rendendolo più attrattivo, sicuro e performante. Attraverso la concessione di un’area operativa così vasta, inoltre, IP potrà implementare e ottimizzare il proprio impianto, a conferma dell’interesse dell’Azienda ad investire ulteriormente sul territorio.

 

Finalmente iniziamo a scrivere, per il porto di Barletta, una nuova storia – commenta il presidente Mastro –in linea con la programmazione annunciata. Lo smantellamento dei serbatoi dal porto interno, infatti, renderà lo scalo più attrattivo e ci consentirà di promuovere Barletta come meta del segmento crocieristico luxury. Anche lo skyline con il vicino Castello Svevo, ne trarrà sicuro beneficio. Insomma, –conclude Mastro- stiamo muovendo un passo avanti decisivo per un porto più moderno, ordinato, funzionale e sicuro”.

Il nuovo hub verrà realizzato da IP nell’Area Petroli indicata dal vigente PRG del porto e localizzata ad una distanza maggiore dal centro abitato rispetto ad oggi.

 

Siamo orgogliosi di aver raggiunto un accordo di Concessione di lunga durata, che rafforza il legame esistente tra la nostra Azienda e la città di Barletta, iniziato nel lontano 1956. Il progetto da noi presentato porterà al completamento di quanto iniziato con la costruzione del Deposito di Tramontana, consentendo di concentrare la movimentazione di tutti i prodotti energetici in un unico hub tecnologicamente molto avanzato. Fin dall’inizio abbiamo creduto con convinzione nella strategicità del progetto, consapevoli che tale intervento potesse valorizzare l’area portuale a beneficio dell’intera comunità di Barletta” ha dichiarato per conto di Italiana Petroli il Responsabile delle Operations Giovanni Iapella.

Attualmente, il deposito esercita la sua attività in area demaniale marittima del porto commerciale di Barletta, in zona attigua a molo marittimo dove attraccano le navi cisterna per il rifornimento di gasolio e benzina provenienti dalla Raffineria api di Falconara Marittima. Comprende la ricezione, lo stoccaggio, additivazione e spedizione per benzine e gasoli. La ricezione della benzina e del gasolio avviene tramite nave cisterna collegata mediante oleodotto. La pensilina per gli idrocarburi ha solo carico dal basso, è in struttura metallica poggiante su plinti interrati e presenta, a livello terra, una piattaforma in cemento dotata, di canaline di scolo grigliate.

 

MDF, 26 novembre 2025

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PORTO DI BARLETTA: PROCEDE SPEDITAMENTE L’ITER PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL BRACCIO DI LEVANTE DEL PORTO DI BARLETTA. L’ADSPMAM HA AVVIATO L’INSTALLAZIONE DELL’IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE. UN INTERVENTO DA 150 MILA EURO CHE ASSICURERÀ UNA PERFETTA VISIBILITÀ A QUELLO CHE È UN LUOGO SIMBOLO E DI RITROVO DELLA CITTÀ.

Nei giorni scorsi, sono iniziati i lavori di installazione del nuovo impianto di illuminazione del Braccio di Levante nel porto di Barletta. Un intervento predisposto e pagato interamente dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), rientrante nel più ampio e complessivo progetto di ripristino delle condizioni di sicurezza nell’area della infrastruttura portuale. Saranno installati nuovi pali della luce dalla radice fino alla punta del molo, corpi illuminanti a led che consentono contestualmente di avere una visibilità perfetta di tutta la zona, limitando significativamente l’impatto nei consumi energetici. Il cancello provvisorio installato continuerà a delimitare l’area di cantiere, fino a quando non verranno ripristinate tutte le condizioni di sicurezza. Una volta completato il programma, il cancello verrà rimosso e sarà restituito alla collettività uno dei luoghi simbolo del territorio che sarà reso perfettamente fruibile e sicuro.

Oltre all’installazione dei punti luminosi, l’Autorità di Sistema provvederà anche all’installazione di telecamere; al rifacimento del sedime stradale e alla messa in opera di corrimano che delimitino il percorso pedonale.

E’ un sacrificio necessario ancorchè temporaneo– commenta il commissario straordinario dell’Ente Francesco Mastro- una volta completato il nostro intervento la cittadinanza potrà tornare a fruire di una delle aree più belle e caratteristiche del territorio. Ma lo farà in totale sicurezza. Non vogliamo che una passeggiata spensierata debba mai trasformarsi in un attentato alla sicurezza e all’incolumità di adulti e bambini”.

L’intervento complessivo, condiviso oltre che con l’Amministrazione comunale anche con la Prefettura e la Questura della BAT e la Capitaneria di Porto di Barletta, sarà finanziato sia con i 600mila euro già destinati a tale scopo nell’ambito del Protocollo di Intesa sottoscritto nel 2020 tra il sindaco Cannito e il presidente dell’epoca dell’AdSPMAM, Ugo Patroni Griffi, sia, ove necessario, con ulteriori fondi che si stanno reperendo.

La decisione di interdire fisicamente l’accesso al Molo di Levante è stata adottata per imprescindibili ragioni di sicurezza, a seguito dei gravi fatti di cronaca verificatisi lo scorso 4 luglio e a seguito delle numerose segnalazioni di attività illecite registrate nell’area.

Come si ricorderà, peraltro, l’accesso al molo di Levante è vietato da anni in forza dell’Ordinanza  n. 59 del 13 novembre 2020 della Capitaneria di Porto che ne consentiva l’accesso esclusivamente ai mezzi e al personale del Comune di Barletta, della stessa Capitaneria, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e delle Forze di Polizia e di soccorso, sia per ragioni di maritime security sia per l’assenza delle necessarie condizioni di sicurezza.

Per superare tali criticità, nel maggio 2020 l’Autorità di Sistema Portuale e il Comune di Barletta avevano, appunto, sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato alla riqualificazione dell’area, con l’impegno dell’Ente portuale di contribuire nella misura massima di 600 mila euro e per il Comune di provvedere all’appalto dei lavori, previa progettazione.

 

 

 

 

 

MDF, 23 ottobre 2025

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PORTO DI BARLETTA: L’ADSPMAM PROCEDERÀ CON LA MESSA IN SICUREZZA DEL BRACCIO DI LEVANTE DEL PORTO DI BARLETTA, RESTITUENDO ALLA CITTÀ UN LUOGO SIMBOLO E DI RITROVO.

Questa mattina, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), si è svolto un incontro tra il commissario straordinario dell’Ente, Francesco Mastro, e il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito, per analizzare la questione relativa alla riqualificazione del Braccio di Levante, a seguito dei lavori avviati dall’Ente portuale relativi al prolungamento dei moli foranei del porto di Barletta.

Il Commissario ha riferito al Primo cittadino, l’intendimento dell’Ente portuale di integrare i lavori già in corso, finalizzati alla realizzazione di misure connesse alla sicurezza, con un intervento atto a rendere fruibile pedonalmente il molo di Levante. L’intervento, che dovrà ovviamente essere preventivamente condiviso oltre che con l’Amministrazione comunale anche con la Prefettura e la Questura della BAT e la Capitaneria di Porto di Barletta, sarà finanziato sia con i 600mila euro già destinati a tale scopo nell’ambito del Protocollo di Intesa sottoscritto nel 2020 tra il sindaco Cannito e il presidente dell’epoca dell’AdSPMAM, Ugo Patroni Griffi, sia, ove necessario, con fondi derivanti dall’appalto per i lavori di prolungamento dei moli foranei di prossima cantierizzazione.

Nel corso dell’incontro, il Commissario ha evidenziato che l’Autorità di Sistema Portuale è pienamente consapevole del valore simbolico e identitario che il Molo di Levante riveste per la comunità barlettana e non solo. Un luogo di incontro, svago e socialità. Vi è, tuttavia, la necessità che qualsiasi riapertura avvenga esclusivamente in condizioni di massima sicurezza per l’utenza e nel pieno rispetto delle leggi e delle prescrizioni delle Autorità competenti e delle ordinanze vigenti.

Il porto di Barletta è il fiore all’occhiello del territorio costiero– ha dichiarato Mastro- proprio per questo procederemo con il nostro progetto di riqualificazione e di messa in sicurezza del Braccio di Levante. Un’opera che si innesca nell’ambito della mega-opera che stiamo realizzando: il prolungamento dei moli foranei. Un intervento infrastrutturale imponente ed ecosostenibile che renderà lo scalo finalmente fruibile anche alle navi di ultima generazione. Le aree di interazione porto-città sono definite da un principio non solo normativo, ma anche sociale – conclude il Commissario– un principio che intendiamo mantenere vivo ed efficace”. 

La decisione di interdire fisicamente l’accesso al Molo di Levante è stata adottata per imprescindibili ragioni di sicurezza, a seguito dei gravi fatti di cronaca verificatisi lo scorso 4 luglio e delle numerose segnalazioni di attività illecite registrate nell’area. Bisogna però ricordare che l’accesso alla diga foranea è vietato da anni in forza dell’Ordinanza  n. 59 del 13 novembre 2020 della Capitaneria di Porto che ne consentiva l’accesso esclusivamente ai mezzi e al personale del Comune di Barletta, della stessa Capitaneria, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e delle Forze di Polizia e di soccorso, sia per ragioni di maritime security sia per l’assenza delle necessarie condizioni di sicurezza.

Per superare tali criticità, nel maggio 2020 l’Autorità di Sistema Portuale e il Comune di Barletta avevano, appunto, sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato alla riqualificazione dell’area, con l’impegno dell’Ente portuale di contribuire nella misura massima di 600 mila euro e per il Comune di provvedere all’appalto dei lavori previa progettazione. Successivamente, a seguito della redazione del progetto esecutivo da parte del professionista incaricato dal Comune di Barletta, è risultato un fabbisogno economico è pari a 1,7 milioni di euro.

Per risolvere l’impossibilità da parte del Comune di finanziare i lavori, a valle di una rimodulazione del Protocollo di intesa, l’AdSP si farà carico dell’intera progettazione e realizzazione degli stessi, mantenendo la competenza gestoria che, in base al Protocollo, era prevista in capo all’Amministrazione comunale.

Relativamente al progetto di prolungamento dei moli, va rimarcato che trattasi di un’opera imponente e strategica, attesa da sempre dagli Operatori e non solo, che consentirà di elevare in maniera significativa la funzionalità del bacino portuale di Barletta, risolvendo alcune criticità tecnico-nautiche e consentendo, contestualmente, di ridurre l’apporto verso l’interno del materiale solido trasportato dalle correnti costiere. Gli interventi previsti sono:

  • Allungamento del Molo di Tramontana di circa 500 m in modo da raggiungere la lunghezza complessiva di 805 m prevista dal Piano Regolatore Portuale (PRP) vigente;
  • Prolungamento del Molo di Levante di circa 140 metri.

Per la realizzazione del prolungamento del Molo di Ponente è stimato un quadro economico di spesa pari a 38 milioni di euro, di cui 34 milioni circa per lavori e 4 milioni per somme a disposizione dell’Amministrazione.

L’importo di 38 milioni trova copertura finanziaria dalle seguenti fonti:

  • Con D.M. 332 del 17/08/2021 l’intervento è stato ammesso a finanziamento per euro 19.916.000,00;
  • L’opera beneficia di un ulteriore finanziamento ai sensi del D.M. MIT n. 150 del 16/10/2020 per complessivi euro 5.000.000,00;

Sono previsti, infine, ulteriori 13 milioni di euro a completare l’intera opera, compreso il Molo di Levante, rivenienti dall’Accordo di Coesione per la Regione Puglia, un documento, sottoscritto nel novembre 2024 tra Governo e Regione. Secondo le stime i lavori dovrebbero durare circa un anno e mezzo.

 

 

MDF, 2 ottobre 2025

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PORTO DI BARLETTA: IL TAR PUGLIA CONFERMA LA LEGITTIMITÀ DELL’OPERATO DELL’ADSPMAM SULL’APPALTO DEI LAVORI AL PORTO DI BARLETTA. RIGETTATO INTEGRALMENTE IL RICORSO PRESENTATO DAI SECONDI CLASSIFICATI.

Con sentenza pubblicata mercoledì 9 luglio, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Prima) ha rigettato integralmente il ricorso (n. 339/2025) presentato dal RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese) con impresa capogruppo D’oronzo Infrastrutture S.r.l. e costituito D’Agostino Angelo Antonio Costruzioni Generali S.p.A., confermando la piena legittimità dell’aggiudicazione dell’appalto per il prolungamento dei moli foranei del porto di Barletta.

Il RTI, classificatosi secondo nella procedura di gara, aveva impugnato la determina con cui l’Autorità di Sistema aveva assegnato l’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori al Raggruppamento Temporaneo di Imprese guidato da Fincosit S.r.l., con le mandanti Fincantieri Infrastructure Opere Marittime S.p.A., Zeta S.r.l. ed EMarine S.r.l..

Il TAR ha accolto totalmente la linea difensiva del Dipartimento Legale dell’Ente portuale, diretto dall’avv. Fulvio Mezzina, valutando le contestazioni sollevate nel ricorso e nei successivi motivi aggiunti in parte infondate nel merito e in parte in parte inammissibili.

In particolare, il Giudice amministrativo ha respinto gli assunti del RTI ricorrente, secondo il quale l’offerta dell’aggiudicatario sarebbe stata inattendibile, incerta e indeterminata, confermando, così, la legittimità delle valutazioni operate dalla Commissione giudicatrice.

Si sblocca finalmente l’avvio di un’opera strategica per Barletta e per tutto il territorio– commenta il commissario straordinario dell’AdSPMAM Francesco Mastro-. Si tratta di un intervento infrastrutturale imponente ed ecosostenibile che consentirà di elevare significativamente i livelli di sicurezza dello scalo portuale rendendolo finalmente fruibile anche alle navi di ultima generazione. La decisione del TAR, inoltre, è una importante vittoria della nostra squadra– conclude Mastro-; poiché conferma la piena regolarità e l’assoluta trasparenza dell’intero iter amministrativo istruito dai nostri Uffici, al fine di garantire legalità, efficienza e trasparenza in ogni fase della propria attività, a beneficio della collettività e dell’economia locale”.

Il RTI aggiudicatario della gara effettuerà tutti i lavori, le prestazioni, le forniture e le provviste necessarie per fornire il lavoro completamente compiuto e secondo tutte le condizioni stabilite nel capitolato speciale di appalto e nella documentazione progettuale, con le caratteristiche tecniche, qualitative, quantitative e prestazionali previste nel progetto di fattibilità tecnico-economica, posto a base di gara.

Il Raggruppamento Temporaneo di Imprese, inoltre, si occuperà di redigere, prima dell’esecuzione dei lavori, la progettazione esecutiva, compresi i relativi particolari costruttivi, in conformità al progetto di fattibilità tecnica ed economica (lo studio preliminare che valuta la realizzabilità e la convenienza del progetto, identificando la soluzione migliore tra le alternative possibili in termini di costi e benefici per la collettività) posto a base di gara dall’Ente portuale. I lavori saranno condotti in modo tale da non intralciare né interrompere in alcuna maniera l’operatività del porto.

L’intervento riguarda inizialmente la realizzazione del solo Molo di Ponente, sebbene il bando sia stato strutturato in modo da consentire, in una fase successiva e nell’ambito della stessa procedura, anche l’estensione dei lavori al Molo di Levante.

Si tratta di un’opera imponente e strategica (il cui intervento si inquadra nell’ambito di un poderoso programma di potenziamento infrastrutturale del valore complessivo di 800 milioni di euro) che consentirà di elevare in maniera significativa la funzionalità del bacino portuale di Barletta, consentendo, contestualmente, di ridurre l’apporto verso l’interno del materiale solido trasportato dalle correnti costiere. Gli interventi previsti sono:

  • Allungamento del Molo di Tramontana di circa 500 m in modo da raggiungere la lunghezza complessiva di 805 m prevista dal Piano Regolatore Portuale (PRP) vigente;
  • Prolungamento del Molo di Levante di circa 140 metri.

Per la realizzazione del prolungamento del Molo di Ponente è stimato un quadro economico di spesa pari a 38 milioni di euro, di cui 34 milioni circa per lavori e 4 milioni per somme a disposizione dell’Amministrazione.

L’importo di 38 milioni trova copertura finanziaria dalle seguenti fonti:

  • Con D.M. 332 del 17/08/2021 l’intervento è stato ammesso a finanziamento per euro 19.916.000,00;
  • L’opera beneficia di un ulteriore finanziamento ai sensi del D.M. MIT n. 150 del 16/10/2020 per complessivi euro 5.000.000,00;

Sono previsti, infine, ulteriori 13 milioni di euro a completare l’intera opera, compreso il Molo di Levante, rivenienti dall’Accordo di Coesione per la Regione Puglia, un documento, sottoscritto nel novembre 2024 tra Governo e Regione. Secondo le stime i lavori dovrebbero durare circa un anno e mezzo.

 

MDF, 11 luglio 2025

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PORTO DI BARLETTA: SARÀ IL R.T.I. “FINCOSIT S.R.L./FINCANTIERI INFRASTRUCTURE OPERE MARITTIME S.P.A./ZETA S.R.L. /E-MARINE S.R.L.” AD EFFETTUARE LA PROGETTAZIONE ESECUTIVA E I LAVORI DI PROLUNGAMENTO DEI MOLI FORANEI DEL PORTO DI BARLETTA. COSTO COMPLESSIVO DELL’APPALTO 38 MILIONI DI EURO.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) ha aggiudicato l’appalto per l’espletamento del servizio di progettazione esecutiva e l’esecuzione di tutte le opere e provviste occorrenti per i “lavori di prolungamento dei moli foranei del porto di Barletta, secondo le previsioni del vigente Piano Regolatore Portuale”, sulla base del progetto di fattibilità tecnico-economica redatto dall’Ufficio Tecnico dell’Ente, al Raggruppamento Temporaneo di Imprese (R.T.I.) “FINCOSIT S.R.L./Fincantieri Infrastructure Opere Marittime S.p.A./Zeta S.r.l. /E-Marine S.r.l.”, con sede legale a Genova.

 

Al termine delle operazioni di gara, concluse nello scorso mese di novembre, il RTI Fincosit- Fincantieri è risultato essere l’aggiudicatario. Sono quindi state esperite tutte le verifiche previste che hanno di fatto accertato i requisiti di idoneità professionale e di capacità economico finanziaria e tecnico-professionale che hanno dato esito positivo.

 

Nello specifico, oggetto dell’appalto è la progettazione esecutiva e l’esecuzione del solo Molo di Ponente, anche se il bando è stato confezionato in modo tale da poter sviluppare, in un momento successivo e con la stessa competizione, anche la realizzazione del Molo di Levante.

 

Si tratta di un’opera imponente e strategica (il cui intervento si inquadra nell’ambito di un poderoso programma di potenziamento infrastrutturale del valore complessivo di 800 milioni di euro) che consentirà di elevare in maniera significativa la funzionalità del bacino portuale di Barletta, consentendo, contestualmente, di ridurre l’apporto verso l’interno del materiale solido trasportato dalle correnti costiere.

 

Gli interventi previsti nell’appalto aggiudicato sono:

 

  • Allungamento del Molo di Tramontana di circa 500 m in modo da raggiungere la lunghezza complessiva di 805 m prevista dal Piano Regolatore Portuale (PRP) vigente;
  • Prolungamento del Molo di Levante di circa 140 metri;

 

La sinergia interistituzionale è un moltiplicatore di efficacia ed efficienza– commenta il commissario straordinario dell’Ente portuale, Ammiraglio Vincenzo Leone. Regione e Governo ci hanno sostenuto in una procedura complessa per l’integrazione delle somme concorrenti a coprire l’intero quadro economico, già parzialmente finanziato, per 25 milioni di euro circa con fondi ministeriali. Il risultato sarà un’opera strategica e fondamentale per lo sviluppo economico e logistico di tutto il territorio. Un intervento ingegneristico di grande rilievoconclude il Commissario- che renderà il bacino portuale più efficiente e competitivo, garantendo al contempo una maggiore sicurezza nella navigazione e protezione dall’azione delle correnti costiere. Un investimento strategico che proietta il porto e l’intero Sistema cui appartiene nel futuro”.

 

Per la realizzazione del prolungamento del Molo di Ponente è stimato un quadro economico di spesa pari a 38 milioni di euro di cui 34 milioni circa per lavori e 4 milioni per somme a disposizione dell’Amministrazione.

L’importo di 38 milioni trova copertura finanziaria dalle seguenti fonti:

  • Con D.M. 332 del 17/08/2021 l’intervento è stato ammesso a finanziamento per euro 19.916.000,00;
  • L’opera beneficia di un ulteriore finanziamento ai sensi del D.M. MIT n. 150 del 16/10/2020 per complessivi euro 5.000.000,00;

 

Sono state appostate, inoltre, risorse per 13 milioni di euro a completare l’intera opera, compreso il Molo di Levante, rivenienti dall’Accordo di Coesione per la Regione Puglia, un documento, sottoscritto nel novembre 2024  tra Governo e Regione.

 

Il prolungamento dei moli foranei del porto di Barletta è un intervento infrastrutturale di grande importanza, fortemente sostenuto dalla Regione Puglia – ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano -. Proprio per questo abbiamo inserito nell’accordo di coesione risorse per 13 milioni di euro necessarie a completare il finanziamento dell’opera. Essa permetterà di rendere le infrastrutture portuali più funzionali e sicure, rendendo più agevole l’approdo di grandi navi commerciali, e questo significa maggiore competitività e operatività del porto di Barletta e quindi maggiore crescita del territorio. Il tutto non perdendo di vista la sostenibilità nel rispetto dell’ambiente e in particolare del mare, una delle più grandi risorse pugliesi”.

 

L’aggiudicazione dell’appalto per l’esecuzione dei lavori di prolungamento dei moli foranei dà il via alla fase esecutiva per la realizzazione di un’opera infrastrutturale fondamentale per il porto di Barletta, da sempre desiderata– commenta il senatore Dario Damiani. Un risultato storico per un intervento imponente, di importo stimato pari a circa 38 milioni di euro, gli ultimi 13 dei quali reperiti di recente dai fondi FSC. Un investimento di importanza strategica grazie al quale il porto di Barletta potrà esprimere tutte le sue potenzialità recuperando funzionalità e sicurezza dello scalo, a beneficio dell’economia della città e dell’intero indotto provinciale. Un mio impegno personale mantenuto con il territorio, per il quale ho lavorato fin dalla prima legislatura, ma anche un obiettivo raggiunto frutto della costante sinergia tra tutti gli enti coinvolti e che colgo l’occasione di ringraziare, a partire dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, nelle persone del professor Ugo Patroni Griffi, già presidente, e dell’Ammiraglio Vincenzo Leone, commissario straordinario, nonché a tutte le altre amministrazioni ed uffici partecipi di questo articolato percorso positivamente concluso”.

 

Secondo le stime i lavori dovrebbero durare circa un anno e mezzo.

 

 

 

MDF, 24 gennaio 2025

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