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DiMaria Di Filippo

PORTO DI BARLETTA: VENERDI’ 23 APRILE PASSAGGIO DI CONSEGNE. IL FARO NAPOLEONICO ENTRA NELLA DISPONIBILITA’ DI ADSPMAM

Venerdì 23 aprile alle ore 10.30, nelle adiacenze del Faro Napoleonico– Litoranea di Ponente via C. Colombo a Barletta, il direttore di MARIGENIMIL Taranto, C.V. Gennaro Grilli, consegnerà formalmente le chiavi del bene storico nelle mani del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, per il tramite del comandante del porto di Barletta, C.F. (CP) Roberto Larocca.

 

Al passaggio di consegne, che si svolgerà nel pieno rispetto delle normative di sicurezza anti-Covid, ha assicurato la sua partecipazione il senatore barlettano Dario Damiani che, in sinergia con l’Ente portuale, si molto è speso perché i tempi di consegna del benefossero quanto più brevi possibile, interpellando direttamente il sottosegretario di stato alla Difesa, on. Giorgio Mulè.

 

Sono stati invitati il sindaco di Barletta, Cosimo Damiano Cannito, e il segretario regionale del MIBACT per la Puglia, Maria Piccarreta. L’Ente portuale, infatti, ha coinvolto l’Amministrazione comunale di Barletta per sviluppare assieme idee progettuali concordate e condivise perché, al termine del processo di recupero, si possa rendere la struttura fruibile alla cittadinanza, con la compartecipazione e la supervisione della competente Soprintendenza e dell’Agenzia del Demanio.

 

I giornalisti, i fotoreporter e i tele-cineoperatori che volessero seguire l’evento dovranno inviare entro e non oltre giovedì 22 aprile alle ore 10.30 all’indirizzo email l.trentadue@adspmam.it: numero di targa del veicolo e carta di identità, per poter accedere all’area circostante il Faro.

 

 

MDF, 20 aprile 2021

DiMaria Di Filippo

PORTO DI BARLETTA: È UFFICIALE, IL FARO NAPOLEONICO SARÀ NELLA DISPONIBILITÀ DELL’ADSPMAM. PRESTO AL VIA I LAVORI PER IL RIPRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI, PERCHÈ LO STORICO MONUMENTO POSSA ESSERE FRUIBILE DALLA CITTADINANZA.

 

Lo Stato Maggiore della Marina Militare ha disposto la consegna all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale del Faro napoloenico che insiste nel porto di Barletta. La comunicazione ufficiale è giunta nella tarda mattinata di oggi, negli uffici dell’Ente portuale. Si completa così un iter che l’AdSPMAM aveva avviato nello scorso anno, richiedendo a MARIFARI, soggetto nella cui disponibilità ricadeva la struttura, di poter ottenere la consegna del bene.

 

Un percorso lungo e articolato che è stato seguito direttamente dal senatore barlettano Dario Damiani che ha incontrato più volte il sottosegretario di stato alla Difesa, on. Giorgio Mulè, al quale ha sottoposto l’importanza, per la comunità portuale e per l’intera cittadinanza, di procedere in tempi rapidi al recupero del noto bene storico.

 

In attesa del placet odierno, l’Ente portuale, contestualmente con l’avvio della procedura per il trasferimento del bene, aveva, comunque, esperito una serie di azioni finalizzate a rendere il processo di recupero quanto più spedito possibile.

 

Dopo un sopralluogo dei tecnici dei Dipartimenti di Esercizio e Tecnico dell’Ente, nel corso del quale erano stati esaminati gli elementi di criticità e i punti di forza della struttura, i tecnici dell’AdSP avevano realizzato un preliminare studio di fattibilità che prevede tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di messa in sicurezza e di ripristino dello stato dei luoghi, finalizzati a riportare il vecchio e glorioso faro napoleonico agli antichi splendori.

 

L’Ente portuale, inoltre, ha già coinvolto l’Amministrazione comunale di Barletta per sviluppare assieme idee progettuali concordate e condivise perché, al termine del processo di recupero, si possa rendere la struttura fruibile alla cittadinanza, con la condivisione e la supervisione della competente Soprintendenza e dell’Agenzia del Demanio.

 

Da oggi, quindi, con la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, Barletta potrà riappropriarsi di un monumento storico e caratterizzante del porto che contribuirà ad irrobustire l’offerta turistica e l’attrattività del territorio.

 

MDF, 15 aprile 2021

DiMaria Di Filippo

PORTO DI BARLETTA: UNO STUDIO DI FATTIBILITÀ PER RECUPERARE IL VECCHIO FARO NAPOLEONICO. IN ATTESA DEL VIA LIBERA DI MARI FARI PER LA RESTITUZIONE DEL BENE, L’ADSPMAM PREDISPONE AZIONI E IDEE PROGETTUALI TESI AL RECUPERO E ALLA VALORIZZAZIONE DELL’ANTICA “LANTERNA” DEL PORTO.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha posto nei propri intendimenti programmatici relativi al porto di Barletta anche quello della valorizzazione del faro di epoca Napoleonica, monumento storico e caratterizzante del porto.

 

L’Ente portuale, da circa un anno, infatti, ha avviato uno specifico percorso finalizzato, appunto, al recupero dell’antico segnalamento luminoso che versa in uno stato di ammaloramento, sia per la sua stessa conservazione sia per la sicurezza di chi potrebbe transitare nelle immediate vicinanze, per via del distacco di alcune parti di struttura.

 

Per poter procedere al progetto di recupero, l’AdSPMAM, nel mese di novembre dello scorso anno, ha richiesto a MARIFARI, soggetto nella cui disponibilità ricade la struttura, di poter ottenere la riconsegna del bene. Per tutelare, inoltre, la sicurezza di persone e di beni, intanto, l’AdSPMAM ha recintato tutta la  struttura che in alcune parti risulta anche pericolante.

In attesa di una risposta del Soggetto gestore, comunque, l’Ente portuale ha già predisposto una serie di azioni finalizzate a rendere  il processo di recupero quanto più spedito possibile.

 

Innanzitutto, è stato effettuato un sopralluogo dei tecnici dei Dipartimenti di Esercizio e Tecnico dell’Ente, nel corso del quale sono stati esaminati gli elementi di criticità e i punti di forza della  struttura. Mentre l’appartamento del custode versa in condizioni tutto sommate discrete, ad eccezione di qualche zona ammalorata delle pareti perimetrali, ciò che desta particolare preoccupazione è,  appunto, la situazione strutturale del faro napoleonico.

Dal sopralluogo è scaturito un preliminare studio di fattibilità che prevede tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di messa in sicurezza e di ripristino dello stato dei  luoghi, finalizzati a riportare il vecchio e glorioso faro napoleonico agli antichi splendori.

 

L’Ente portuale, inoltre, ha già coinvolto l’Amministrazione comunale di Barletta per sviluppare assieme idee progettuali concordate e condivise perché, al termine del processo di recupero, si possa rendere la struttura fruibile alla cittadinanza.

Siamo fiduciosi del fatto che MARIFARI possa disporre a breve la riconsegna del bene all’Autorità di Sistema– commenta il  presidente di AdSPMAM Ugo Patroni Griffi- da quel momento noi saremo prontissimi a restituire al faro la sua originale funzione. Con l’Amministrazione comunale potremmo inserire il monumento in un eventuale percorso turistico che come un “filo” conduttore racconti  la storia della marineria del porto di Barletta e dei suoi segnalamenti marittimi. Una storia secolare che si è sviluppata dal mare in due direzioni: dal porto con il grande movimento di navi, gli sbarchi e le partenze dei popoli, e dall’entroterra con la necessità di cercare un approdo, un porto sicuro. E’ fondamentale- conclude Patroni Griffi- lasciare al futuro le testimonianze dell’antico legame tra il porto e la sua comunità. E una delle testimonianze più suggestive, significative e gloriose è sicuramente  l’antica lanterna”.

 

Il faro fu realizzato nel 1750 da Carlo III di Borbone per dotare Barletta di un nuovo approdo.

Per dare sicurezza ai naviganti e potenziare quello che era uno degli scali più importanti all’inizio del XIX secolo, nel 1807 fu adeguato, così come si legge sulla lapide apposta alla base dello stesso, “Al comodo e sicurezza de’ naviganti regnando Giuseppe Napoleone I”. L’intervento fu ad opera dell’architetto barlettano Giuseppe Chiarelli.

L’antico segnalamento luminoso è in disuso dal 1959, anno in cui è entrato in funzione il nuovo faro realizzato dal Genio Civile, sulla prosecuzione del molo. Da quel momento, quindi, non vi è stata alcuna attività manutentiva, accelerando, di fatto, il processo di deterioramento strutturale.

 

 

 

MDF, 24 marzo 2021

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