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DiMaria Di Filippo

ZES INTERREGIONALE ADRIATICA: SI INSEDIA IL COMITATO DI INDIRIZZO. CREATI I GRUPPI DI LAVORO PER LA PREDISPOSIZIONE DEL KIT LOCALIZZATIVO. NASCONO LE ZONE FRANCHE DOGANALI, LA PRIMA SARÀ A BRINDISI.

Ieri, nella sala conferenze della sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, si è insediato il comitato di indirizzo della ZES (Zona Economica Speciale) Adriatica interregionale Puglia-Molise.

 

L’incontro ha avuto luogo sia in presenza, sia in videoconferenza in stretta adesione alle norme anti-Covid.

 

Il Comitato, presieduto dal presidente di AdSP MAM Ugo Patroni Griffi, è costituito da Annalisa Formosi, delegata del Ministero dei Trasporti, Donato Toma, presidente della Regione Molise e dalla Regione Puglia; erano, inoltre, presenti il direttore generale dell’Agenzia delle Dogane, Marcello Minenna e Domenico Laforgia, direttore Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia.

 

In apertura dei lavori, il Comitato ha adottato il regolamento di funzionamento già varato per la ZES Ionica; successivamente, sono stati istituiti due gruppi di lavoro: uno per il kit localizzativo, indicato nel piano strategico (un pacchetto di misure relative alle imposte locali e alle semplificazioni di competenza, come esenzione IMU, TASI, TARI) che avrà il compito di interfacciarsi con i comuni ricadenti nella zona economica speciale per individuare e contrattualizzare le forme incentivanti individuate; l’altro per la redazione di una Legge regionale che contempli le semplificazioni previste dalle ZES.

 

Entrambi i progetti saranno predisposti entro due mesi, nel frattempo i consorzi Asi, gli interporti, i gestori dei nodi logistici dei retro-porti di Manfredonia, Bari e Termoli dovranno presentare la proposta di perimetrazione per le zone franche.

 

La prima zona franca sorgerà a Brindisi e sarà una zona franca portuale che disporrà di un’estensione di circa 40 ettari, nell’area di Capobianco, nel porto esterno.

 

Il gruppo tecnico sarà coordinato dall’ingegner Formosi, mentre il gruppo giuridico dall’avvocato Fulvio Mezzina, dirigente Dipartimento Legale AdSP MAM, che si avvarrà della consulenza qualificata dell’avvocato Beppe Marchionne, delegato di Confindustria.

 

Il Comitato ha dettato tempi stringenti: formalizzazione entro 60 giorni ed istituzione entro i 60 giorni successivi. Un’accelerazione che sarà consentita dalla piena cooperazione che ha assicurato il direttore Minenna. L’urgenza è dettata principalmente dalla necessità di creare un ambiente attrattivo per le imprese a Brindisi, nel tentativo di scongiurare un dramma sociale di proporzioni rilevanti per via della transizione energetica in atto.

L’abbiamo chiamata la ZES del Sole, come la Città del Sole di Campanella– commenta il presidente Patroni Griffi- totalmente sfrondata, però, dai contorni utopistici dati dal filosofo. Vogliamo creare un ambiente ospitale per le imprese: autorizzazione unica per opere ed attività pubbliche e private, termini ridotti, semplificazione doganale, sospensione dell’iva, esenzione dai dazi, e anche per la manifattura. In questo momento, peraltro, gioviamo del Recovery Fund, stanziato dalla Ue per far fronte al dissesto economico e sociale causato dalla pandemia. Tra le priorità indicate per l’utilizzo delle risorse, infatti, vi è anche l’implementazione e l’accelerazione del “Quadrilatero Zes” (le Zes regionali e interregionali che si sviluppano intorno ai grandi porti di Bari, Brindisi, Taranto, Gioia Tauro, Napoli, Salerno). Abbiamo 120 giorni di tempo, quindi, per predisporre tutto e per far divenire, finalmente realtà la nostra ZES.”

 

Il direttore Minenna dichiara “l’Agenzia contribuirà alla definizione delle Zone Franche Doganali all’interno della ZES, tra cui quella che il presidente Patroni Griffi ha definito ‘ZES del Sole’, quale ulteriore semplificazione e stimolo per la crescita dell’economia pugliese e dell’intero sistema Paese.”

 

Sono molto soddisfatto – dichiara il presidente della Regione Molise Toma – dell’attivazione della ZES Adriatica, che parte oggi con i migliori auspici. Siamo pronti per accelerare su tutti i punti discussi. Siamo sempre più convinti di avere scelto di costruire la nostra ZES con la Puglia, avremo l’occasione di condividere un percorso virtuoso e attrattivo insieme. In virtù del mio ruolo di referente nazionale per la semplificazione, mi adopererò, in sede di Ministero, affinché si ottenga, al più presto, il riconoscimento delle nostre proposte. Siamo felici anche dell’opportunità concretizzata che Termoli faccia parte della ZES del Sole, come oggi è stata battezzata, con la perimetrazione dell’unica zona franca del Molise, particolarmente attrattiva, e la candidatura di riconoscimento nel Sistema portuale. Faremo di tutto per responsabilizzare comuni ed enti coinvolti nel percorso”.

 

Soddisfazione l’ha espressa anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: “La nostra regione si trova di fronte un’opportunità unica per investire sia sulla infrastrutturazione green ed intelligente di queste importanti realtà marittime, sia per fare in modo che tutti i territori – anche interni – che gravitano attorno ad esse, diventino attrattivi per importanti investimenti industriali.”

 

Creeremo su Brindisi, la mia terra, un modello perfetto, il primo prototipo da ripetere nelle altre città collegate dal corridoio doganale -dichiara Annalisa Formosi-. Un’area perfettamente localizzata e circoscritta che sia particolarmente attrattiva per le imprese per rilanciare il territorio.”

 

MDF, 17 settembre 2020

DiMaria Di Filippo

UNO STUDIO PER MIGLIORARE L’EFFICIENZA E LA COMPETITIVITA’ DEI TRASPORTI MARITTIMI MULTIMODALI E TRANSFRONTALIERI. È QUESTO L’OBIETTIVO DI PROMARES, PROGETTO FINANZIATO NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA CBC INTERREG V-A ITALY CROATIA, DI CUI L’ADSPMAM È PARTNER. TUTTE LE NOTIZIE UFFICIALI NELLE NEWSLETTER QUI’ PUBBLICATE

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale è partner del Progetto PROMARES, finanziato nell’ambito del programma CBC Interreg V-A Italy Croatia e che mira ad affrontare le sfide che ostacolano lo sviluppo del trasporto merci marittimo e multimodale nell’area di programma. Obiettivo principale del progetto è migliorare il trasporto merci marittimo e multimodale transfrontaliero, coinvolgendo i portatori di interesse del settore dei trasporti e i responsabili politici che affrontano le stesse sfide transfrontaliere, tanto da un punto di vista strategico quanto operativo, attraverso una maggiore cooperazione tra di loro. Grazie a PROMARES, tutti i porti che generano trasporti merci multimodali e intermodali, nonché i principali nodi logistici intermodali dell’area di programma, potranno condividere buone pratiche e sviluppare metodologie comuni per applicazioni ICT da testare all’interno di azioni pilota concrete volte a migliorare sensibilmente l’efficienza e la competitività del settore dei trasporti marittimi e multimodali transfrontalieri.

PARTNERSHIP

  1. Autorità di sistema portuale del mare adriatico orientale (Trieste, Italia)
  2. Autorità di sistema portuale del mare adriatico settentrionale – porti di Venezia e Chioggia (Venezia, Italia)
  3. Venice International University (Venezia, Italia)
  4. Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale (Ravenna, Italia)
  5. Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale (Ancona, Italia)
  6. Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale (Bari, Italia)
  7. Rete Autostrade Mediterranee (Roma, Italia)
  8. Autorità Portuale di Rijeka (Rijeka, Croazia)
  9. Interporto di Trieste (Trieste, Italia)
  10. Autorità portuale di Ploce (Ploce, Croazia)
  11. University of Rijeka (Rijeka, Croazia)
  12. Fondazione ITL (Bologna, Italia)

 

Di seguito tutte le notizie ufficiali, nelle newsletters che pubblichiamo

https://www.italy-croatia.eu/documents/301381/0/Newsletter+1_July+2019.pdf/c87e8910-5f62-23b8-8c9c-334ec8f5704a?t=1590504469700

http://sh1.sendinblue.com/2lcv335x1t7e.html?t=1580723071

https://sh1.sendinblue.com/vau7335x1t7e.html?t=1596190532

DiMaria Di Filippo

PORTO DI BARI: IMPORTANTE PASSO IN AVANTI VERSO LA REALIZZAZIONE DEL NUOVO TERMINAL CROCIERE. INCONTRO PREPARATORIO CON TUTTI I SOGGETTI COINVOLTI. APPLICATI AL PROGETTO I PIÙ MODERNI STANDARD IN TERMINI DI EFFICIENTAMENTO ENERGETICO E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Si è tenuto oggi, su convocazione dell’assessore regionale con delega ai Trasporti, Giovanni Giannini, un incontro preparatorio per l’avvio dell’iter finalizzato alla realizzazione del nuovo terminal crociere, banchina 10 del porto di Bari.

 

Erano presenti: il presidente di AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, il segretario generale, Tito Vespasiani, il direttore del Dipartimento Tecnico, Francesco Di Leverano e il RUP del progetto Paolo Iusco; l’assessore regionale Giovanni Giannini; l’assessore comunale Giuseppe Galasso con deleghe: Infrastrutture, Lavori Pubblici e Servizi Connessi, Viabilità, Urbanizzazione; nonché i tecnici dello studio incaricato della progettazione.

 

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha presentato una struttura moderna e funzionale che si svilupperà su una superficie di circa 3.000 mq sulla banchina 10 del porto, per un importo complessivo previsto di circa 9 milioni di euro.

La caratteristica principale della struttura è la sua polifunzionalità, atteso che oltre ad essere utilizzata meramente per funzioni di accoglienza passeggeri, potrà ospitare altre funzioni sociali. L’opera, infatti, nelle intenzioni dell’AdSP, potrà essere utilizzata anche per eventi, conferenze e incontri, in quanto l’area di attesa interna al terminal può essere trasformata, all’occorrenza, in una sala polivalente. Se possibile, tale versatilità sarà ancor di più esaltata dalla superficie della copertura prevista, interamente attrezzata, quasi a divenire una quinta facciata dell’intero edificio.

 

Al piano terra sarà localizzata la hall di ingresso, all’interno della quale saranno sistemati 10 desk meet&greet” destinati all’accoglienza e alla registrazione dei passeggeri, e una sala d’attesa. Nell’area di imbarco, i controlli di sicurezza saranno effettuati da apparecchiature di ultima generazione: apparati radiogeni (scanner e rx) e portali magnetici per la rilevazione di metalli. Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di un’area per il drop-off (ricezione dei bagagli); una sala deposito bagagli (circa 600 mq), accessibile ai passeggeri direttamente dalla banchina; aree servizi destinate alle forze dell’ordine; servizi igienici e diversi uffici.

 

Il primo piano sarà costituito da un’ampia sala di attesa, provvista di un bar con tavolini interni ed esterni posti sulla terrazza “Piazza del Mare”.

 

La progettazione è contraddistinta dall’aver applicato i più moderni standard in termini di efficientamento energetico e sostenibilità ambientale, avendo cura anche nella scelta dei materiali di utilizzare le tecniche dell’architettura bioclimatica.

 

La straordinaria sinergia di intenti con tutti i soggetti coinvolti ci sta facendo procedere con celerità ed entusiasmo nella realizzazione di un progetto ambizioso e avveniristico che rafforzerà significativamente l’infrastrutturazione del porto di Bari – commenta il presidente Patroni Griffi. Non solo. Il nuovo terminal fungerà, anche, da anello di congiunzione nel processo di integrazione urbanistica che abbiamo avviato, al termine del quale le aree portuali si spoglieranno definitivamente del ruolo di appendice periferica, diventando così parte attiva e dinamica del centro urbano e della vita sociale cittadina.”

 

 

Dopo il nuovo aeroporto, la riqualificazione della stazione ferroviaria centrale attualmente in corso, la progettazione del nuovo casello autostradale previsto tra le opere a farsi con i lavori della Camionale, il nuovo terminal crociere sulla banchina 10 del porto di Bari completa la riqualificazione di tutti gli accessi alla città, sostiene l’assessore Galasso. Quello presentato oggi è un progetto che dà valore a tutta la città: un edificio di pregio, funzionale e luminoso, ottimamente inserito nello skyline portuale e cittadino, contaminato da sistemazioni a verde che emergerà agli occhi dei croceristi in arrivo rinnovando e riqualificando l’immagine che la città offre da questa sua porta di ingresso dal mare. Il nuovo terminal sarà funzionale non solo a una migliore organizzazione del traffico crocieristico ma anche a un miglioramento della qualità della vita dell’ambiente urbano circostante, indipendentemente dagli imbarchi. Inoltre, visto che l’edificio sarà più basso delle navi da crociera, sarà ben visibile l’ultimo piano, quello del lastrico solare, che  creerà un effetto scenico particolarmente suggestivo. Siamo molto soddisfatti anche perché questo progetto completa la strategia di riqualificazione di quest’area della città che, grazie alla collaborazione con l’Autorità portuale, abbiamo candidato congiuntamente per intercettare ulteriori finanziamenti per completare la riqualificazione dell’ingresso del porto, della zona attorno al Castello Svevo, dei collegamenti interni all’area e, ovviamente, per la realizzazione del parco del Castello, in modo da creare una ricucitura funzionale tra l’area portuale e la città. Bari sta diventando sempre più città di mare grazie a una serie di interventi che non si limitano più all’esecuzione di opere di riqualificazione strutturale ma che connettono effettivamente le infrastrutture marittime al contesto urbano nel suo insieme

 

 

A marzo, in pieno lockdown, abbiamo firmato assieme ad AdSP MAM il contratto”,– commenta Camilla Valle, architetto capogruppo del RTP di progetto (Raggruppamento Temporaneo di Professionisti) dello studio Valle3.0 di Roma. “Nonostante le numerose difficoltà determinate dall’emergenza, abbiamo lavorato senza sosta sino alla consegna del progetto nei tempi e nei termini stabiliti. Questo a dimostrazione del fatto che, con la volontà di tutti, si possono raggiungere importanti obiettivi, quale, appunto, la progettazione definitiva del nuovo terminal nel porto di Bari. Il progetto è impostato principalmente sull’utilizzo di finiture locali a chilometro zero. Tra i vari fattori importanti che lo caratterizzano vi è senza dubbio l’efficientamento energetico, attraverso lo studio delle facciate. La copertura, infatti, verrà utilizzata come tetto verde, accessibile dall’esterno e a disposizione della cittadinanza. Andremo avanti nella fase di progettazione esecutiva con la stessa rapidità ed efficienza.”

 

Attualmente, l’accoglienza ai passeggeri viene effettuata presso prefabbricati e tensostrutture, indipendentemente dalle condizioni climatiche. Per la durata dei lavori tali strutture verranno spostate in un’area limitrofa, dello stesso molo, in maniera tale da consentire il normale funzionamento dei servizi ai passeggeri.

MDF, 04 settembre 2020

DiMaria Di Filippo

PORTO DI MANFREDONIA: IL MERCATO ITTICO PRESTO TORNERÀ IN FUNZIONE. L’ADSP MAM ASSEGNA ALLA SOCIETÀ COOPERATIVA PRODUTTORI ITTICI MANFREDONIA LA GESTIONE DELLA STRUTTURA.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha affidato la gestione del mercato ittico, situato sul Molo di Tramontana del porto commerciale di Manfredonia, alla società cooperativa Produttori Ittici Manfredonia, a valle di una procedura comparativa finalizzata all’affidamento in concessione dell’area demaniale marittima che si estende su una superficie di quasi 13 mila metri quadri.

 

La procedura si è completata con lo scorrimento della graduatoria stilata dalla Commissione di Valutazione, attesa l’esclusione della società risultata prima classificata in quanto non adempiente.

 

A partire da oggi, la società cooperativa aggiudicatrice avrà 20 giorni di tempo per completare tutti gli adempimenti previsti dalla legge, dopodiché il mercato ittico, chiuso ormai da quattro anni per il fallimento del Consorzio di gestione, potrà tornare in piena attività.

 

“Finalmente scriviamo la parola fine su una vicenda complessa e intricata,- commenta il presidente di AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. Proprio la complessità della procedura, determinata da una molteplicità di fattori burocratici coesistenti, ha determinato diverse fasi di stallo. Adesso si volta finalmente pagina. La flotta peschereccia sipontina, una delle più grandi di tutto l’Adriatico, avrà ora l’opportunità di mettere in atto piani strategici sinergici, a mare e a terra, per poter tenere testa al difficile equilibrio tra produzione e burocrazia; di essere in condizioni di parità con le altre marinerie organizzate e di intessere dialoghi proficui con le istituzioni nazionali e comunitarie.

 

Nel corso del procedimento sono state osservate tutte le norme in materia di anticorruzione e

trasparenza e che per lo stesso non esistono elementi di incompatibilità o inconferibilità relativamente

alle società ed ai soggetti interessati, ivi compresi quelli interni all’Adsp MAM.

 

 

MDF, 3 settembre 2020

DiMaria Di Filippo

ADSP MAM: NEI PLESSI APERTI AL PUBBLICO DEI PORTI DEL SISTEMA PREVISTA L’INSTALLAZIONE DI INNOVATIVI DISPOSITIVI DI SANIFICAZIONE

L’ADSP MAM sposa totalmente la filosofia di Saint-Simon, e quindi ritiene che innovazione e metodo scientifico siano le uniche leve su cui basare lo sviluppo e la risoluzione dei numerosi problemi dell’età contemporanea.

Applicando tale ideale l’ADSP si è determinata ad installare, progressivamente, presso tutti i plessi aperti al pubblico da essa gestiti dispositivi innovativi di sanificazione che favoriscano l’eliminazione della carica microbica (batteri, virus, muffe, ecc.) e dei composti organici volatili (VOC) nell’aria e sulle superfici, neutralizzando di conseguenza allergeni e odori. Difatti i predetti apparecchi da installare sono dei dispositivi utilizzati per la sanificazione continua dell’aria, per ambienti e superfici, che utilizzano la tecnologia PCO, avendo le misure previste dal Ministero della Sanità, limitato l’uso degli impianti di riciclo dell’aria per ovvie ragioni legate all’impossibilità di garantire aria pulita con gli impianti presenti nelle maggiori infrastrutture esistenti sul territorio nazionale.

La tecnologia PCO (Photo CatalyticOxidation), meglio conosciuta come ossidazione fotocatalitica, è stata sviluppata ed utilizzata dalla NASA per la sanificazione degli ambienti destinati alle missioni aerospaziali, dove una delle prerogative principali è la qualità e la salubrità dell’aria.
La tecnologia imita e riproduce ciò che avviene in natura mediante la fotocatalisi: un processo che, grazie all’azione combinata dei raggi UV del sole, dell’umidità presente nell’aria e di alcuni metalli nobili presenti in natura, genera ioni ossidanti in grado di distruggere la maggior parte delle sostanze inquinanti e tossiche.

La reazione fotochimica che si genera permette quindi di distruggere con un principio naturale attivo le sostanze inquinanti, in particolare batteri, virus, muffe, allergeni ed odori.
Recenti studi hanno dimostrato anche l’abbattimento dei Coronavirus.
Pertanto detti dispostivi migliorano la qualità generale dell’aria interna dei locali, ove sono installati, rendendo l’ambiente sanificato e gradevole a chi lo vive. Detto metodo di sanificazione è sicuro ed efficace per la salute dell’uomo e dell’ambiente, in quanto non utilizza ozono né disinfettanti chimici a base di cloro, che al contrario hanno effettivi collaterali anche pericolosi in alcuni casi. Il dispositivo agisce in maniera attiva 24 ore su 24 nell’aria e sulle superfici, riducendo così la necessità di costosi interventi periodici di manutenzione.

Come tutti i virus finora studiati, è stato già dimostrato che il SARS-CoV-2 sopravvive su diverse superfici ambientali per diverse ore e forse per giorni, per cui può essere trasferito dalle mani alle superfici e viceversa. Pertanto, per prevenire l’infezione è necessario pulire e disinfettare accuratamente le superfici dei materiali. Difatti molti centri di ricerca stanno studiando le modalità di contagio del virus fra umani, che riguardano anche le possibilità che il virus si trasmetta con contatto virale diretto/indiretto con secrezioni respiratorie o attraverso il contatto di superfici di materiali contaminati con gocce cariche di virus.

Il sistema di sanificazione attiva differisce dai sistemi passivi (filtrazione tradizionale, ionizzazione classica, lampade germicide) in quanto, grazie agli agenti ossidanti generati dalla tecnologia PCO, si ha un effetto sanificante, non solo nel punto in cui viene installato il modulo ma sull’intero circuito aeraulicoed anche sulle superfici trattate.

L’auspicio è che l’impegno profuso nella predisposizione di ambienti il più salubri possibili possa vincere ogni residua remora dei passeggeri all’utilizzo dei traghetti come mezzo di trasporto sicuro, e quindi sostenere efficacemente le compagni di navigazione, il cluster marittimo e la ripresa dell’economia del Paese

 

 

 17 giugno 2020

DiMaria Di Filippo

PROSECUZIONE DEL CONFRONTO SULLA CRISI DEL PORTO E DEL RETRO-PORTO DI BRINDISI: CONSOLIDATA L’UNITÀ DI INTENTI E INDIVIDUATA UNA STRADA COMUNE E CONDIVISA PER AFFRONTARE LE QUESTIONI PIÙ STRINGENTI.

Si è appena conclusa, negli uffici dell’AdSP MAM di Brindisi, una partecipata e condivisa riunione, diretta prosecuzione del confronto già aperto sia in sede locale che sui tavoli ministeriali, per affrontare la crisi che affligge il porto di Brindisi e le sue immediate ricadute sull’economia del territorio.

 

All’incontro, presieduto dal presidente dell’Ente, Ugo Patroni Griffi, erano presenti: il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi; il vice comandante della Capitaneria di porto, Francesco Stagira; l’onorevole Anna Macina; il consigliere regionale, Gianluca Bozzetti; Michele Di Leone , Dipartimento Sviluppo Economico Regione Puglia; i presidenti Domenico Bianco e il dirigente Giorgio Rubino, Consorzio Asi, Patrick Marcucci e il vice Angelo Guarini, Confindustria, Alfredo Malcarne, Camera di Commercio, Pierluigi Francioso, ANCE, Franco Gentile CNA; Antonella Vincenti, Puglia Sviluppo; i servizi tecnico nautici del porto, la ditta Fratelli Barretta (rimorchiatori), il comandante del Corpo Piloti del porto, Leo Morolla; le Organizzazioni Sindacali, Antonio Macchia, CGIL, Antonio Licchello UIL, Antonio Castellucci CISL, Gianfranco Argese e Santino Guadalupi FILT CGIL Brindisi, Danilo Binetti, FILT CGIL Puglia, Antonio Baldassarre UST CISL TA/BR; Antonio Catanzaro, Avvisatore Marittimo; Adriano Guadalupi Federspedi; Teo Titi, Associazione O.P.S; Giacomo Minervini e Marcello Gorgoni, RACCOMAR; Salvatore Pinto e Derio Donnicola ANCIP; e Teodoro Muscogiuri, STP Brindisi.

 

A seguito dell’articolato e complesso dibattito, si è convenuto che il principale obiettivo, comune e immediato, risulta essere lo sblocco di tutte le opere minori, già pronte per essere realizzate.

 

Tra le priorità, inoltre, c’è sicuramente la stagione crocieristica 2020 che rischia di essere cancellata, nonostante i 57 scali già calendarizzati, per via delle nuove misure di security, indispensabili per i porti (installazione di apparati radiogeni per lo screening di passeggeri e bagagli), che richiedono un ricovero da autorizzarsi. Nel breve periodo, inoltre, si è deciso di accelerare il processo di realizzazione delle opere strategiche già previste dal Piano Regolatore Portuale, prime tra tutte, dragaggi e accosti.

 

Al fine di superare l’attuale empasse, inoltre, il tavolo, ha scelto di formulare una richiesta, direttamente al Governo centrale perché possa valutare la possibilità di conferire al Presidente dell’AdSP o al Sindaco gli stessi poteri speciali riconosciuti al Sindaco di Genova (per la ricostruzione in tempi celeri del ponte Morandi) e al Presidente del porto di Taranto (per la questione ILVA).

 

Al Governo si chiederà, inoltre, di consentire l’avvio immediato delle ZES, attraverso le nomine mancanti e la realizzazione della Zona Doganale Interclusa; l’adozione per il porto di Brindisi delle stesse misure previste per il porto di Trieste (per incentivare il traffico dei rotabili); l’approvazione immediata del Documento Pianificazione Strategica, passo fondamentale per la successiva redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale di Brindisi; il riconoscimento dello scalo messapico come porto CORE, all’interno dell’estensione di una delle attuali Reti Ten T.

 

Infine, per scongiurare un collasso occupazionale ed economico, saranno, avviati nel più breve tempo possibile, incontri di programmazione con Enel, per l’adozione di misure compensative al processo di decarbonizzazione.

 

 

 

MDF, 21 febbraio 2020

DiMaria Di Filippo

VIDEO-SORVEGLIANZA NEL PORTO DI BRINDISI: ENTRA IN FUNZIONE L’INFRASTRUTTURA COMPLESSA A SUPPORTO DELLA SECURITY DEL PORTO.

Giovedì 4 luglio alle ore 12.00 negli uffici di Brindisi, piazza Vittorio Emanuele II n. 7, il presidente dell’AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi. presenterà l’entrata in funzione dell’infrastruttura informatica complessa a supporto della security nel porto di Brindisi.

 

Il sistema è basato su differenti tecnologie di rilevazione per il monitoraggio dell’area portuale, dell’anti-intrusione e dell’antincendio in punti sensibili, quali le cabine elettriche.

 

Oltre alle telecamere e ai sensori di allarme è entrata in funzione anche la control-room, dotata di un video-wall di ultima generazione con sistema HD che garantisce la capillare video-sorveglianza dell’intera area portuale.

 

Si tratta di un impianto finalizzato ad implementare i livelli di security nel porto di Brindisi, che l’Ente portuale mette a disposizione dell’intero territorio quale utile supporto alle attività di controllo predisposte dalle Forze dell’Ordine.

 

Alla conferenza stampa sono stati invitati il Sindaco, il Prefetto e i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine.

 

 

L’incontro si svolgerà nella control room, accesso varco viale Regina Margherita, piano terra.

 

 

MDF, 02 luglio 2019

DiMaria Di Filippo

MERCI SUPERVELOCI NEL TRANSIT-TIME: PARTE DAL PORTO DI BARI UN MODELLO DA ESTENDERE SU SCALA NAZIONALE UNA PIATTAFORMA TELEMATICA DIGITALE CHE RIVOLUZIONERÀ I CONTROLLI DOGANALI NEI PORTI.

 Il porto di Bari sarà il primo porto italiano a sperimentare il nuovo progetto speciale per la digitalizzazione delle procedure doganali, grazie all’imponente infrastrutturazione tecnologica di cui è dotato. Questa mattina nella sede nazionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è stato illustrato un progetto speciale per la digitalizzazione delle procedure. Un modello da estere su scala nazionale che ridurrà grazie ai fast corridors, al preclearing, alla dematerializzazione, alla internet of the things e alla tecnologia 5 G e all’intelligenza artificiale il transit time delle merci. Il progetto è stato predisposto dall’Agenzia delle Dogane e prevede la collaborazione di tutti gli stakeholders coinvolti nel ciclo portuale.

 

Bari, quindi, come assunto come esempio di best practice per via dei risultati eccellenti riscontrati dal progetto pilota sviluppato nell’ambito del Programma operativo nazionale Infrastrutture e Reti 2014-2020 che, nell’ottica delle tecnologie 4.0 (Internet of things – IoT, Blockchain, Intelligenza artificiale, ecc.), prevede la completa digitalizzazione delle procedure di imbarco e sbarco, ingresso e uscita dai nodi portuali (Gate automation), del controllo sul processo logistico di stoccaggio e controllo merci e del pagamento delle tasse di ancoraggio e di quelle portuali

 

Nel corso dell’incontro, il direttore del Dipartimento Sviluppo e Innovazione Tecnologica dell’AdSP MAM, Mario Mega, ha illustrato come la tecnologia stia agevolando sensibilmente il lavoro nel porto di Bari, velocizzando gli adempimenti, ottimizzando il ciclo portuale, aumentando la sicurezza e la capacità di controllo da parte delle Forze dell’Ordine e della Dogana.

Ritenendo fondamentale investire nella tecnologia – commenta il presidente dell’Ente Ugo Patroni Griffi- già nel 2018 avevamo portato l’alta velocità nel porto di Bari, che ci consente un più approfondito monitoraggio ambientale, maggiore efficacia nel public safety, miglioramento nelle performances di attrazione turistica, nonché maggiore precisione nei controlli di security. Inoltre, le già avanzate dotazioni tecnologiche, soprattutto nel campo della security, di cui dispongono i 5 porti del sistema, sono state recentemente implementate dal progetto ISMAEL (Integrated SysteM for the Assessment of Environmental impacts in transport Logistics). Si tratta di un software innovativo che  consente di effettuare analisi predittive sul livello di emissioni globale nelle aree in esame, consentendo agli attori principali, attraverso l’utilizzo di un DSS (Decision Support System), “l’Internet of Things” e i “big data,” la programmazione efficace della movimentazione delle merci, la prevenzione dei rischi derivanti dalla congestione del traffico, la riduzione complessiva dell’impatto ambientale rinveniente dalle attività (es. carbon footprint, polveri, radiazioni, ecc). abbiamo messo a disposizione dell’Agenzia delle Dogane e di tutti i principali attori di questo progetto il nostro know-how al fine di efficientare sensibilmente il transit time delle merci nei porti e negli snodi logistici.”

Il progetto speciale a livello nazionale sarà condotto in raccordo con l’Agenzia per l’Italia Digitale nell’ambito delle strategie nazionali per la trasformazione digitale del settore pubblico e del Paese, previste nel Piano Triennale per l’informatica 2019-2021, e si articolerà in più fasi. La prima fase riguarderà la definizione del modello generalizzato di interoperabilità per lo scambio dati tra i sistemi doganali e portuali sulla base del sistema in realizzazione a Bari.

 

 

 

 

MDF, 18.06.2019

 

 

DiMaria Di Filippo

NAUFRAGIO NORMAN ATLANTIC: L’ADSP MAM AMMESSA COME PARTE CIVILE, RICONOSCENDO IL GRAVE DANNO, ECONOMICO E DI IMMAGINE, SUBITO DAL PORTO.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale è stata ammessa come parte civile nel procedimento a carico di persone fisiche per il naufragio della motonave Norman Atlantic, avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014, che causò la morte di 31 persone il ferimento di altri 64 passeggeri

Il Giudice per le udienze preliminari presso il Tribunale di Bari ha accolto la tesi rappresentata dall’Ente, ammettendone la costituzione come parte civile.

L’Ente portuale è stato rappresentato dall’avvocato Nicola Favia che ha esposto al Giudice il grave nocumento ricevuto dal porto di Bari e riscontrabile attraverso dati statistici incontrovertibili riferiti ai traffici portuali.

Dal 14 febbraio 2015, infatti, il relitto della nave, in regime di sequestro, ha praticamente bloccato  la banchina n. 12 del porto, un molo operativo e nevralgico per i traffici portuali.

Solo il 5 giugno dello scorso anno, l’AdSP MAM ottenne la possibilità di spostare la motonave Norman alla banchina n.30, meno operativa, ormeggiandola in sicurezza. Operazioni estremamente complesse che furono coordinate con grande successo dalla Capitaneria di Porto di Bari

Abbiamo riscontrato, dati alla mano– commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi- che la permanenza del relitto presso la banchina 12 ha provocato un calo del 38% del traffico crocieristico, con un notevole riverbero negativo per l’economia del territorio. Da quando abbiamo spostato la motonave, e ancora non è trascorso un anno, si evidenzia già una netta ripresa, il molo è tornato nella sua piena operatività. È giusto che il danno arrecato sia riconosciuto al porto e alla città.”

Il GUP ha aggiornato il prosieguo dell’udienza preliminare al prossimo 29,30 e 31 ottobre 2019.

 

 

 

 

MDF, 23 maggio 2019