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PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR): NELLA SEDE DI BARI DELL’ADSPMAM, SOTTOSCRIZIONE DI UN PROTOCOLLO D’INTESA TRA L’ENTE PORTUALE E IL COMANDO REGIONALE PUGLIA DELLA GUARDIA DI FINANZA

Giovedì 19 maggio alle ore 16.00, nella sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) p.le C. Colombo 1, il presidente Ugo Patroni Griffi e il Comandante Regionale della Guardia di Finanza Puglia, Generale di Divisione Francesco Mattana, sottoscriveranno un protocollo d’intesa riguardante la corretta gestione dei finanziamenti scaturenti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il documento mira a garantire un adeguato e incisivo presidio di legalità, a tutela dell’impiego delle ingenti risorse finanziarie che l’Unione Europea ha messo a disposizione con il programma Next Generation UE, per il rilancio degli investimenti pubblici e privati, all’indomani della crisi pandemica.

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I TRAFFICI NEI PORTI DELL’ADRIATICO MERIDIONALE SCHIZZANO, NEI PRIMI TRE MESI DELL’ANNO, E SUPERANO ANCHE LE PROPRIE PERFORMANCE PRE-PANDEMIA. DAI CINQUE PORTI DEL SISTEMA UN CONTRIBUTO RILEVANTE PER LA RIPRESA ECONOMICA DEL TERRITORIO E DEL PAESE.

I dati relativi al primo trimestre del 2022, nei porti dell’Adriatico Meridionale (Bari, Brindisi, Barletta, Monopoli e Manfredonia), confermano e consolidano il trend di crescita intrapreso e mai fermatosi, nemmeno nel periodo più buio della pandemia, e annunciano nuove potenzialità di sviluppo esponenziali, a beneficio dell’economia dei territori interessati e dell’intero Paese.

 

Sia pur con la limitata portata statistica che può essere attribuita solo ai dati di un semestre, si rileva che nei primi tre mesi del nuovo anno, i cinque scali hanno movimentato più di 4,6 milioni di tonnellate di merce, un dato che si traduce in un +17% rispetto allo stesso periodo del 2021 e, addirittura, +25% rispetto al 2019.

 

L’ottimizzazione dei noli, ossia l’utilizzo di un numero inferiore di navi con più carico, e l’immissione in linea delle nuove RO-RO e RO-PAX, capaci di ospitare a bordo un maggior numero di mezzi e di mezzi pesanti, hanno già prodotto gli effetti auspicati, ossia la diminuzione del numero degli accosti complessivi che, finora,  sono  stati 894.

 

I dati del primo trimestre 2022 sono trainati dalle rinfuse solide con il +30%, seguite dal general cargo (+13%) e dalle rinfuse liquide (+7%). Continua la sua crescita, rapportata agli ultimi tre anni, il traffico dei rotabili che raggiunge le 73.800 unità.

 

In ascesa significativa, anche, il dato relativo al flusso passeggeri. I traghetti hanno portato negli scali del Sistema oltre 167mila persone, un dato che si traduce in +31% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

 

Nonostante nel trimestre in esame non fosse ancora iniziata la stagione crocieristica il database rileva già i primi accosti di navi da crociera che negli altri due anni, a causa della  pandemia, erano azzerati.

 

Dalla lettura complessiva dei dati del Sistema del primo trimestre 2022, che non costituisce un’analisi statistica per via della brevità dell’arco temporale in esame, privo delle componenti tendenziali e stagionali necessarie, ma un trend parametrico, si passa, quindi, ad una lettura per ciascun singolo porto.

 

Porto di Bari

 

Il porto del capoluogo di Regione si distingue per il numero degli accosti che arriva a 447. Di conseguenza, aumenta il quantitativo delle tonnellate movimentate +12% rispetto al 2021, dato trainato dall’incremento della movimentazione del general cargo che non solo cresce del +17% rispetto al 2021 ma, addirittura, supera il dato del 2019 del +22% , confermando il trend di chiusura di fine anno 2021.

Nell’ultimo anno, sono transitati, dal porto di Bari, quasi 47mila rotabili e circa 17mila TEU.

 

In questo quadro di crescita complessiva è il dato relativo al flusso dei passeggeri a segnare un vero e proprio record: ben 120 mila viaggiatori sono arrivati a Bari a bordo di traghetti, il 41% in più rispetto al 2021.

 

Porto di Brindisi

 

Performance altamente positiva, nei primi tre mesi del 2022, per il porto di Brindisi che continua a registrare una significativa crescita nel traffico merci. Lo scalo messapico consolida la propria funzione di hub strategico e multimodale, in grado di movimentare ingenti quantitativi di rinfuse, TEU e special cargo, carichi straordinari per dimensioni e peso, alimentando e sostenendo l’approvvigionamento di merci in favore della miriade di imprese presenti nella zona industriale.

I dati raccontano di una crescita notevole del quantitativo di tonnellate movimentate, del +26%, aumento trainato dalle rinfuse solide che toccano il record del +86% e dal general cargo +6,3%, rispetto al 2021. Nel periodo considerato si rileva, anche, un deciso aumento della movimentazione dei TEU effetto, dovuto alle attività della Base delle Nazioni Unite e del numero dei passeggeri traghetti che registra un deciso 10% di aumento rispetto all’anno precedente.

 

Porto di Monopoli

 

Monopoli continua nel trend positivo di crescita, a dimostrazione del fatto che, oltre ad essere considerato il porto gioiello del Sistema, lo scalo riveste un ruolo strategico nella rete dei traffici, nazionali e internazionali. Nei primi tre mesi dell’anno, si sono registrati 29 accosti, un dato che segna il +16%  rispetto al 2021 e si allinea alla perfomance pre-pandemica. Una crescita rilevante si registra nel traffico delle merci. In totale, sono state movimentate 176mila tonnellate, ciò significa che si conferma e si irrobustisce il trend di crescita rapportato agli anni precedenti (+47% rispetto al 2020 e +21% rispetto al 2019). Anche in questo caso, il mese di marzo ha visto il primo accosto di una nave da crociera, della categoria lusso.

 

Porti di Barletta e Manfredonia

 

Nel porto di Barletta, il sistema di rilevazione dati annuncia un aumento esponenziale e storico nella movimentazione del general cargo che si attesta sul +316% mentre per il porto di Manfredonia, si registra l’aumento sia della movimentazione delle rinfuse liquide (+7%), sia del general cargo (+141%) con circa 14mila tonnellate di merci in colli.

 

Stiamo lavorando su più fronti, dall’infrastrutturazione funzionale, dinamica e innovativa dei nostri cinque scali, alla promozione in tutte le vetrine nazionali e internazionali con l’obiettivo di rendere il Sistema dell’Adriatico Meridionale un unico snodo caratterizzato da cinque pilastri autonomi e al contempo complementari- commenta il presidente di AdSPMAM Ugo Patroni Griffi. Bisogna adottare una strategia “offertista”, in cui, invece di adeguare in un secondo momento le infrastrutture alle esigenze dei traffici e del sistema economico si crei un “sovrappiù produttivo” di capacità infrastrutturali e di servizi, in grado di attrarre traffici e attività economiche“.

 

I dati statistici relativi ai traffici nei porti dell’AdSPMAM sono raccolti ed elaborati dal sistema

tecnologico GAIA, il Port Community System multi-porto realizzato come strumento di supporto

per le attività portuali dei porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli, in grado di controllare in real time i passeggeri e i mezzi in entrata e in uscita dai porti, immagazzinare i dati di traffico passeggeri e merci forniti dalle Agenzie Marittime e, quindi, elaborarli per fini statistici e di fatturazione, secondo i modelli ESPO.

 

MDF, 04 maggio 202

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PORTO DI BARI: DAL 4 MAGGIO GRIMALDI AGGIUNGE SULLA LINEA VENEZIA-BARI-PATRASSO LA NAVE EUROCARGO CAGLIARI. PORTO DI BRINDISI: IL GRUPPO PARTENOPEO SOSTITUISCE LA RO-PAX FLORENCIA CON LA NAVE IGOUMENITSA SULLA ROTTA BRINDISI-IGOUMENITSA.

Il porto di Bari potenzia significativamente la propria rete di collegamenti Ro-Ro con una nuova nave del Gruppo Grimaldi che servirà la tratta Venezia-Bari-Patrasso.

 

Da mercoledì 4 maggio, infatti, alle due unità già operative, Eurocargo Alexandria ed Eurocargo Genova, si affiancherà la Eurocargo Cagliari che, come le altre, batte bandiera italiana.

 

Un ulteriore e significativo investimento da parte del Gruppo Grimaldi che punta a potenziare il traffico Ro-Ro, settore strategico per lo scalo Adriatico e che ha dimostrato di reggere bene anche nei momenti più bui della pandemia.

 

La Eurocargo Cagliari ha una capacità di trasporto di 3.850 metri lineari (ossia 250 trailer); come le due navi già impiegate sul servizio, è dotata di sistemi di depurazione dei gas di scarico per l’abbattimento delle emissioni di zolfo e particolato.

 

Il traffico Ro-Ro (in passato perlopiù limitato ai collegamenti con le isole) è in forte sviluppo come alternativa al tutto-strada sui lunghi percorsi. Si tratta delle cosiddette “autostrade del mare”, un efficiente sistema di trasporti marittimi in grado di accrescere l’efficacia e la competitività della modalità di trasporto combinata strada-mare.

 

Oltre a togliere dalle strade del Paese ben 250 trailer, decongestionando quindi la viabilità e producendo benefici in termini di prevenzione degli incidenti, il collegamento contribuisce a ridurre l’inquinamento prodotto dal trasporto su gomma, aumentando esponenzialmente la capacità di trasporto dei rotabili dal porto di Bari – commenta il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Ugo Patroni Griffi. Le ricadute su tutto il comparto economico del territorio saranno rilevanti. L’investimento da parte di Grimaldi, infatti, si incardina e integra i servizi della ZES interregionale Adriatica, valorizzando il legame strategico tra industria, logistica e porti”.

 

Con l’introduzione della terza nave sulla linea, il Gruppo Grimaldi offrirà partenze aggiuntive da Patrasso per Bari e Venezia (il mercoledì alle 8.00), da Venezia per Bari e Patrasso (il venerdì alle 18.00), da Bari per Patrasso (il sabato alle 18.00) e da Bari per Venezia (il giovedì alle ore 04.00). In totale, il servizio conterà otto partenze a settimana da ognuno dei tre porti.

 

“L’impiego di una terza nave sulla linea Venezia-Bari-Patrasso è la risposta del Gruppo Grimaldi all’esigenza di servizi di trasporto più frequenti, efficienti ed ecosostenibili tra le sponde italiana e greca dell’Adriatico”, ha affermato Emanuele Grimaldi, Amministrato Delegato del Gruppo Grimaldi. “Questa scelta conferma, oltre all’impegno nei confronti dei nostri clienti, la grande fiducia nel potenziale degli scali pugliesi”.

 

Il Gruppo Grimaldi ha recentemente annunciato nuove importanti novità anche per il porto di Brindisi per quanto attiene la linea Ro-Pax Brindisi-Igoumenitsa. Da giovedì 28 aprile, la nave Igoumenitsa ha infatti sostituito in rotta la nave Florencia, apportando un sostanziale miglioramento dei servizi offerti, sia in termini di capacità di trasporto che di comfort a bordo.

 

La nave Igoumenitsa, che batte bandiera italiana, può trasportare circa 800 passeggeri e 3.120 metri lineari di merce rotabile (automobili, furgoni, camion, semi-rimorchi).

 

L’unità dispone di 191 cabine (per un totale di 459 posti letto) di varie tipologie (interne, esterne e superior), tutte dotate di servizi privati e aria condizionata, alcune delle quali attrezzate per i passeggeri a mobilità ridotta. Con l’acquisto di un apposito pet kit, inoltre, tutte le cabine possono ospitare gli animali domestici che viaggiano al seguito.

 

A disposizione dei passeggeri ci sono anche una sala poltrone con 320 comode sedute reclinabili, un ristorante self-service, un bar, un negozio e un’area giochi attrezzata per bambini.

 

Rispetto alla nave Florencia, attraverso l’impiego della nave Igoumenitsa, il Gruppo Grimaldi effettua un upgrade significativo del servizio attualmente offerto sulla linea Brindisi-Igoumenitsa, con 1.100 metri lineari in più dedicati al carico e circa 100 cabine (e 70 posti letto) in più a disposizione di passeggeri e autisti.

 

La Igoumenitsa parte tutti i giorni da Brindisi alle ore 13.00, con arrivo previsto ad Igoumenitsa alle 21.30. Dal porto greco sono, invece, previste partenze quotidiane alle 23.59, con arrivo nello scalo Adriatico alle 9.00 del giorno seguente.

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INTESA SANPAOLO E LE AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE DI BARI E TARANTO INSIEME PER IL RILANCIO DELL’ECONOMIA DEL MARE

Bari/Taranto, 7 aprile 2022 Intesa Sanpaolo ha siglato un accordo con l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale (Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli) e con l’Autorità di sistema portuale del mar Ionio (Taranto) per lo sviluppo dell’attività portuale e dell’economia a essa collegata con importanti impatti positivi anche per l’entroterra pugliese.

L’iniziativa rientra nell’ambito di Motore Italia, il programma strategico della Banca che prevede finanziamenti e iniziative per consentire alle piccole e medie imprese sia di superare la fase di difficoltà causata dalla crisi pandemica, sia di rilanciarsi attraverso progetti di sviluppo, in linea con gli obiettivi del PNRR.

Per accelerare la crescita dell’economia meridionale, Intesa Sanpaolo partecipa attivamente alla valorizzazione delle ZES (Zone Economiche Speciali) del Mezzogiorno per le quali ha predisposto un plafond di 1,5 miliardi di euro per nuovi investimenti. Il Gruppo ha già promosso le ZES presso investitori internazionali con specifiche missioni all’estero, come quelle di Dubai e Pechino, e ha attivato un desk specializzato che offre servizi di consulenza tecnica e finanziaria. Il PNRR ha destinato circa 83 milioni di euro alla ZES adriatica e circa 108 alla ZES ionica.

L’accordo sottoscritto con le Autorità di sistema portuale ha tra gli obiettivi la spinta alla ripresa degli investimenti 4.0 sostenibili delle piccole e medie imprese, la crescita attraverso il ricorso alla finanza straordinaria e alla digitalizzazione, programmi di sviluppo imprenditoriale singoli e in filiera, iniziative a elevato impatto economico e sociale che possano attrarre investitori. In quest’ambito, in coerenza con le iniziative previste dal PNRR per migliorare la competitività del sistema portuale, sono previste le seguenti attività:

 

  • Accompagnare le imprese nel processo evolutivo verso criteri orientati ai principi ESG (Environment, Social & Governance) e della Circular Economy
  • Realizzazione di iniziative rivolte allo sviluppo e alla promozione dell’innovazione nel territorio
  • Sostegno alla nascita di nuove imprese e alla loro crescita
  • Promozione di accordi di filiera delle micro, piccole e medie imprese, favorendo l’accesso al Programma Filiere di Intesa Sanpaolo
  • Promozione di nuovi investimenti produttivi anche a seguito di attività di reshoring
  • Formazione manageriale nelle imprese a partire dagli aspetti della gestione innovativa della finanza
  • Favorire e sostenere investimenti anche esteri che possano generare nuove opportunità di sviluppo economico e sociale del territorio
  • Promuovere iniziative di welfare e di impact banking in ottica Corporate Social Responsibility (“CSR”)

 

Da quanto emerge da una ricerca curata da Srm – Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo, la Puglia registra un valore aggiunto generato dai settori connessi all’economia del mare pari a 3,2 miliardi di euro (il 4,6% del totale del valore aggiunto prodotto dal territorio).
Le imprese della Blue Economy nella regione sono quasi 18.000 e occupano circa 72.400 persone. La Puglia, inoltre, ha un sistema produttivo molto legato al mezzo marittimo per trasportare i propri prodotti. Infatti, il 53% dell’import-export della regione (pari a 8,2 miliardi di euro) viaggia via mare (la media nazionale è del 36%).

 

Le aree più collegate alla regione dall’import-export marittimo sono i paesi europei non appartenenti all’UE che concentrano una quota di scambi pari al 24% e, a seguire, Asia Orientale e Nord America, entrambi con una quota del 17%. Importante dunque la proiezione internazionale della regione verso destinazioni che richiedono collegamenti marittimi transoceanici.

 

I porti della Puglia nel 2021 hanno vissuto un’importante fase di uscita dalla pandemia: hanno gestito 34,3 milioni di tonnellate di merci, di cui 16,8 ascrivibili all’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale (Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli) e 17,5 milioni all’Adsp del mar Ionio (Taranto).

 

“Con questo accordo confermiamo e rafforziamo il nostro sostegno al sistema portuale pugliese e all’intera filiera regionale dell’economia marittima – ha spiegato Alberto Pedroli, Direttore Regionale Basilicata, Puglia e Molise di Intesa Sanpaolo -. Mettiamo a disposizione delle imprese del settore nuovo credito e supporti operativi per accelerare la ripresa economica con un impegno orientato a un futuro sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale. In questo quadro di profonda trasformazione, il nostro Gruppo da qui al 2026 ha in programma un piano su scala nazionale di erogazioni a medio-lungo termine per oltre 410 miliardi di euro, di cui 120 destinati alle PMI, con i quali contribuire attivamente al rilancio del Paese in stretta correlazione con gli obiettivi del PNRR”.

 

“Il mondo dei porti e quello della finanza insieme, con l’obiettivo di dare ossigeno e nuove prospettive di rilancio all’economia pugliese – ha commentato il presidente dell’AdSP del mare Adriatico meridionale, Ugo Patroni Griffi -. Due anni di pandemia e la crisi attuale stanno stravolgendo gli assetti economici e commerciali internazionali, con importanti ricadute anche nel trasporto marittimo, attraverso il quale viene scambiato il 90% di beni nel mondo. In questo nuovo scenario, i porti del futuro dovranno fondarsi su quattro pilastri: accorciamento delle catene logistiche, maggiore sostenibilità, digitalizzazione e snellimento delle procedure. Target che possiamo raggiungere attraverso le ZES, vero e proprio asset strategico per il rilancio di tutto il Mezzogiorno, e i fondi rivenienti dal PNRR. L’accordo con Intesa Sanpaolo e con il porto di Taranto, attraverso una sana vision di cooperazione e di collaborazione, mira a rilanciare il ruolo dei porti come hub strategici e snodi dai quali si possa irradiare un’azione di ripresa del tessuto industriale e produttivo italiano e si dipanino nuove e snelle reti logistiche nazionali ed internazionali”.

 

“La collaborazione avviata con Intesa Sanpaolo nell’ambito di tale accordo – ha affermato il presidente dell’AdSP del mar Ionio, Prof. Avv. Sergio Prete – rappresenta un’ulteriore opportunità di valorizzazione e potenziamento degli assi strategici di sviluppo del porto di Taranto. Grazie a tale sinergia, infatti, coerentemente con gli interventi che interesseranno il porto di Taranto nell’ambito del PNRR, l’AdSP avrà l’occasione di favorire una più efficace crescita competitiva dello scalo attraverso iniziative di supporto e accompagnamento a favore delle realtà produttive che vorranno insediarsi in ambito portuale e nelle aree della ZES promuovendo progetti imprenditoriali e commerciali

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INTESA SANPAOLO E LE AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE DI BARI E TARANTO INSIEME PER IL RILANCIO DELL’ECONOMIA DEL MARE

Bari/Taranto, 7 aprile 2022 Intesa Sanpaolo ha siglato un accordo con l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale (Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli) e con l’Autorità di sistema portuale del mar Ionio (Taranto) per lo sviluppo dell’attività portuale e dell’economia a essa collegata con importanti impatti positivi anche per l’entroterra pugliese.

L’iniziativa rientra nell’ambito di Motore Italia, il programma strategico della Banca che prevede finanziamenti e iniziative per consentire alle piccole e medie imprese sia di superare la fase di difficoltà causata dalla crisi pandemica, sia di rilanciarsi attraverso progetti di sviluppo, in linea con gli obiettivi del PNRR.

Per accelerare la crescita dell’economia meridionale, Intesa Sanpaolo partecipa attivamente alla valorizzazione delle ZES (Zone Economiche Speciali) del Mezzogiorno per le quali ha predisposto un plafond di 1,5 miliardi di euro per nuovi investimenti. Il Gruppo ha già promosso le ZES presso investitori internazionali con specifiche missioni all’estero, come quelle di Dubai e Pechino, e ha attivato un desk specializzato che offre servizi di consulenza tecnica e finanziaria. Il PNRR ha destinato circa 83 milioni di euro alla ZES adriatica e circa 108 alla ZES ionica.

L’accordo sottoscritto con le Autorità di sistema portuale ha tra gli obiettivi la spinta alla ripresa degli investimenti 4.0 sostenibili delle piccole e medie imprese, la crescita attraverso il ricorso alla finanza straordinaria e alla digitalizzazione, programmi di sviluppo imprenditoriale singoli e in filiera, iniziative a elevato impatto economico e sociale che possano attrarre investitori. In quest’ambito, in coerenza con le iniziative previste dal PNRR per migliorare la competitività del sistema portuale, sono previste le seguenti attività:

 

  • Accompagnare le imprese nel processo evolutivo verso criteri orientati ai principi ESG (Environment, Social & Governance) e della Circular Economy
  • Realizzazione di iniziative rivolte allo sviluppo e alla promozione dell’innovazione nel territorio
  • Sostegno alla nascita di nuove imprese e alla loro crescita
  • Promozione di accordi di filiera delle micro, piccole e medie imprese, favorendo l’accesso al Programma Filiere di Intesa Sanpaolo
  • Promozione di nuovi investimenti produttivi anche a seguito di attività di reshoring
  • Formazione manageriale nelle imprese a partire dagli aspetti della gestione innovativa della finanza
  • Favorire e sostenere investimenti anche esteri che possano generare nuove opportunità di sviluppo economico e sociale del territorio
  • Promuovere iniziative di welfare e di impact banking in ottica Corporate Social Responsibility (“CSR”)

 

Da quanto emerge da una ricerca curata da Srm – Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo, la Puglia registra un valore aggiunto generato dai settori connessi all’economia del mare pari a 3,2 miliardi di euro (il 4,6% del totale del valore aggiunto prodotto dal territorio).
Le imprese della Blue Economy nella regione sono quasi 18.000 e occupano circa 72.400 persone. La Puglia, inoltre, ha un sistema produttivo molto legato al mezzo marittimo per trasportare i propri prodotti. Infatti, il 53% dell’import-export della regione (pari a 8,2 miliardi di euro) viaggia via mare (la media nazionale è del 36%).

 

Le aree più collegate alla regione dall’import-export marittimo sono i paesi europei non appartenenti all’UE che concentrano una quota di scambi pari al 24% e, a seguire, Asia Orientale e Nord America, entrambi con una quota del 17%. Importante dunque la proiezione internazionale della regione verso destinazioni che richiedono collegamenti marittimi transoceanici.

 

I porti della Puglia nel 2021 hanno vissuto un’importante fase di uscita dalla pandemia: hanno gestito 34,3 milioni di tonnellate di merci, di cui 16,8 ascrivibili all’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale (Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli) e 17,5 milioni all’Adsp del mar Ionio (Taranto).

 

“Con questo accordo confermiamo e rafforziamo il nostro sostegno al sistema portuale pugliese e all’intera filiera regionale dell’economia marittima – ha spiegato Alberto Pedroli, Direttore Regionale Basilicata, Puglia e Molise di Intesa Sanpaolo -. Mettiamo a disposizione delle imprese del settore nuovo credito e supporti operativi per accelerare la ripresa economica con un impegno orientato a un futuro sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale. In questo quadro di profonda trasformazione, il nostro Gruppo da qui al 2026 ha in programma un piano su scala nazionale di erogazioni a medio-lungo termine per oltre 410 miliardi di euro, di cui 120 destinati alle PMI, con i quali contribuire attivamente al rilancio del Paese in stretta correlazione con gli obiettivi del PNRR”.

 

“Il mondo dei porti e quello della finanza insieme, con l’obiettivo di dare ossigeno e nuove prospettive di rilancio all’economia pugliese – ha commentato il presidente dell’AdSP del mare Adriatico meridionale, Ugo Patroni Griffi -. Due anni di pandemia e la crisi attuale stanno stravolgendo gli assetti economici e commerciali internazionali, con importanti ricadute anche nel trasporto marittimo, attraverso il quale viene scambiato il 90% di beni nel mondo. In questo nuovo scenario, i porti del futuro dovranno fondarsi su quattro pilastri: accorciamento delle catene logistiche, maggiore sostenibilità, digitalizzazione e snellimento delle procedure. Target che possiamo raggiungere attraverso le ZES, vero e proprio asset strategico per il rilancio di tutto il Mezzogiorno, e i fondi rivenienti dal PNRR. L’accordo con Intesa Sanpaolo e con il porto di Taranto, attraverso una sana vision di cooperazione e di collaborazione, mira a rilanciare il ruolo dei porti come hub strategici e snodi dai quali si possa irradiare un’azione di ripresa del tessuto industriale e produttivo italiano e si dipanino nuove e snelle reti logistiche nazionali ed internazionali”.

 

“La collaborazione avviata con Intesa Sanpaolo nell’ambito di tale accordo – ha affermato il presidente dell’AdSP del mar Ionio, Prof. Avv. Sergio Prete – rappresenta un’ulteriore opportunità di valorizzazione e potenziamento degli assi strategici di sviluppo del porto di Taranto. Grazie a tale sinergia, infatti, coerentemente con gli interventi che interesseranno il porto di Taranto nell’ambito del PNRR, l’AdSP avrà l’occasione di favorire una più efficace crescita competitiva dello scalo attraverso iniziative di supporto e accompagnamento a favore delle realtà produttive che vorranno insediarsi in ambito portuale e nelle aree della ZES promuovendo progetti imprenditoriali e commerciali basati sui principi dell’innovazione, della cooperazione e della sostenibilità”.

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PORTO DI BRINDISI: AGGIUDICATA LA GARA PER LA REALIZZAZIONE DELLE BRICCOLE CON PONTILE PEDONALE. A BREVE, INCONTRO TECNICO CON LA DITTA PER LA REDAZIONE DEL CRONOPROGRAMMA. 9, 3 MILIONI DI EURO IL QUADRO ECONOMICO

Con Determina n. 85 del 14 marzo 2022, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) ha aggiudicato la gara, aperta e telematica, con applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità prezzo, relativa all’appalto integrato: “Porto di Brindisi: potenziamento degli ormeggi navi ro-ro a Costa Morena Ovest– Realizzazione di briccole con pontile”.

 

La ditta che si è aggiudicata l’appalto integrato (la stazione appaltante ha predisposto il progetto preliminare e l’appaltatore, selezionato anche sulla base del progetto proposto, predisporrà la progettazione esecutiva) è l’A.T.I. Venna s.r.l./Research Consorzio Stabile s.c.arl, con sede legale a Taurisano (LE).

 

Il bando della procedura di gara era stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 6 settembre.

Entro i termini previsti erano pervenute quattro offerte. In cima alla graduatoria, stilata dal seggio di gara, vi è, appunto, l’ATI Venna s.r.l./Research Consorzio Stabile s.c.arl che ha offerto un ribasso del 20,000%, per un importo totale di appalto di circa 6 milioni 400 mila euro.

 

A breve, la ditta aggiudicataria sarà convocata negli uffici dell’Ente per la redazione di un cronoprogramma e la definizione di tutti gli aspetti relativi alla progettazione esecutiva dell’opera; dopo di ché saranno  cantierizzati i lavori che avranno una durata di circa 10 mesi.

 

Si tratta di un’opera strategica per il porto di Brindisi, attesa e auspicata da anni, sia dagli organi tecnici competenti, piloti e ormeggiatori, sia dalla Capitaneria di Porto, in quanto necessaria per innalzare i livelli di sicurezza, nelle fasi di ormeggio delle navi traghetto che ordinariamente attraccano di poppa presso le banchine.

 

Attualmente, un’ordinanza della Capitaneria di Porto di Brindisi vieta l’ormeggio in andana (le navi disposte affiancate perpendicolarmente rispetto alla banchina) in caso di vento forza 8, riducendo  pertanto notevolmente i posti disponibili.

 

Soprattutto in condizioni meteomarine avverse, quindi, attraverso le briccole si garantirà la massima sicurezza degli addetti all’ormeggio, delle operazioni di sbarco e imbarco e delle stesse navi, atteso che, al momento, sono tenute “in posizione”, ossia ferme e in condizioni di sicurezza, esclusivamente dalle ancore poste a prora.

“Abbiamo espletato una procedura complessa attribuendole carattere di urgenza– commenta il presidente di AdSPMAM Ugo Patroni Griffi. Il porto di Brindisi e i suoi traffici non possono permettersi di perdere ulteriormente tempo rispetto alla realizzazione di un’opera fondamentale per l’innalzamento degli standard di sicurezza degli operatori e per il rilancio dello scalo. Con il mooring dolphin (le briccole), infatti, saremo in grado di garantire al traffico dei rotabili e quindi alle Motorways of the Sea (autostrade del mare) nuove e rilevanti potenzialità di crescita, riducendo sensibilmente, soprattutto in questo momento particolare, l’impatto dell’aumento dei carburanti sull’economia. Assicurare, infatti, ai vettori giunti in porto facilità , sicurezza e celerità nelle manovre di ormeggio significa rendere lo scalo messapico fortemente attrattivo nel segmento Short Sea Shipping e dunque nuovamente volano dello sviluppo della città e del suo retroporto. Il traguardo, peraltro, è perseguito attraverso un’opera dal minimo impatto ambientale e quindi assolutamente coerente con la nostra visione di green port”.

 

L’intervento consiste nella infissione in mare, nel porto medio, di 6 briccole: la prima, lato terra posta a 17 mt dall’attuale banchina (Costa Morena Ovest); le quattro successive poste ad intervalli di 30 mt; l’ultima (la sesta) lato mare posta a 60 mt dalla precedente. Le briccole saranno collegate tra loro da una passerella metallica, per consentire il solo accesso agli ormeggiatori.

 

Si giunge all’aggiudicazione della gara d’appalto dopo un lungo ed elaborato decorso procedimentale, avviato nel 2019, sbloccatosi nel mese di marzo 2021 quando si concluse positivamente la Conferenza di servizi asincrona, relativa all’approvazione del progetto definitivo dell’opera. Prodromico a tale risultato, il parere favorevole del Consiglio Superiore Lavori Pubblici sulla proposta di adeguamento tecnico funzionale al Piano Regolatore Portuale, sulla scorta del quale, il Ministero dell’Ambiente aveva, peraltro, comunicato l’esclusione dal campo di applicabilità della disciplina V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale).

 

Il progetto è stato dichiarato ammissibile e finanziabile con i fondi POC PUGLIA 2014-2020 – POR PUGLIA 2014-2020. ASSE VII “Sistemi di Trasporto e Infrastrutture di Rete”- AZIONE 7.4 “Interventi per la competitività del sistema portuale e interportuale” con Determinazione Dirigenziale n. 32 del 26.04.2021 emanata dal Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio – Sezione Trasporto Pubblico Locale e Grandi Progetti, per l’importo provvisorio concedibile pari a € 9.117.394,32.

   

 

MDF, 15 marzo 2022

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STAGIONE CROCIERISTICA 2022: RECORD STORICO DI TOCCATE PER I PORTI DI BRINDISI E DI MONOPOLI. BARI CONSOLIDA E POTENZIA LA LEADERSHIP NEL SETTORE. ADSPMAM LAVORA PER INSERIRE MANFREDONIA E BARLETTA NEI CIRCUITI INTERNAZIONALI.

Record storico di toccate nei porti di Brindisi e di Monopoli, nella stagione crocieristica 2022. Sebbene il calendario non sia ancora definitivo e, pertanto, possono essere aggiunte nuove toccate in itinere, il programma crocieristico si propone di battere tutti i primati, negli scali dell’Adriatico meridionale.

 

Porto di Brindisi

Nel porto di Brindisi si prevede la migliore performance di sempre: ben 69 approdi di navi da crociera. La stagione inizierà il prossimo 3 aprile e si concluderà il 14 novembre. Oltre alla consolidata presenza di MSC, che torna con MSC Armonia- di cui sono previste 32 toccate-, un’altra compagnia blasonata conferma la propria presenza nello scalo messapico: Costa Crociere che scalerà Brindisi con Costa Luminosa, con 23 approdi. Le restanti toccate saranno effettuate da altre compagnie del settore lusso e maxi yacht, alcune delle quali si affacceranno per la prima volta in città.

 

E’ il primo, rilevante e inconfutabile risultato dell’azione di infrastrutturazione del porto che avevamo progettato da tempo e che finalmente abbiamo potuto avviare– commenta il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) Ugo Patroni Griffi. Inoltre, l’ottima sinergia intessuta con l’assessore comunale al Marketing territoriale, Emma Taveri, produrrà l’altro requisito imprescindibile, richiestoci in tutte le nostre azioni di promozione, ossia la risposta della città. Consentire ai crocieristi di vivere tour esperienziali indimenticabili sul territorio, infatti, significa legare al nostro porto le compagnie già presenti e attrarre l’attenzione di nuovi, prestigiosi protagonisti di un mercato in rapidissima espansione”.

 

Il dato importante, al di là del numero consistente di scali, è quello delle tante compagnie che hanno deciso di scalare il porto oltre alla scelta dei due maggiori player come Costa Crociere e MSC di effettuare approdi settimanali per tutta la stagione– commenta Teo Titi, agente di Costa Crociere in Puglia. Si conferma quindi la strategicità geografica del porto e la sua attrattività verso questo mercato in quanto porto baricentrico rispetto ai due maggiori sistemi turistici pugliesi: Valle d’Itria a nord e Salento a sud. Il lavoro comune di tutte le amministrazioni dovrà tenerne conto e solo con la costruzione della nuova banchina dedicata alle crociere nella ex spiaggia di Sant’Apollinare e ad un terminal crocieristico il porto potrà divenire un vero hub, oltre a quello di Venezia, di riferimento per tutto l’Adriatico”.

 

 

Porto di Monopoli

Numeri record anche a Monopoli, il porto gioiello del Sistema dell’Adriatico meridionale.

La presenza del terminal, costruito da AdSPMAM attraverso il progetto comunitario Themis e inaugurato lo scorso anno, oltre all’importante azione di promozione attuata dall’Ente ha lanciato definitivamente lo scalo nella rete internazionale delle piccole crociere lusso e dei maxi yacht. Sono già state schedulate, nella stagione che partirà il prossimo 28 marzo con il ritorno di Artemis e si concluderà il 31 ottobre, ben 25 approdi.

 

Porto di Bari

Il porto di Bari conferma il proprio ruolo di leadership nel settore crocieristico, nazionale e internazionale. Dopo i 200mila crocieristi transitati nel 2021, si affaccia una nuova stagione da  primato nello scalo adriatico, dove sono previste ben 196 toccate. Un trend di crescita esponenziale per il porto del capoluogo di Regione che, secondo la classifica di Risposte Turismo, si colloca al terzo posto della classifica nazionale, dopo Civitavecchia e Genova. Numeri che tenderanno a crescere significativamente a seguito della realizzazione del nuovo terminal sulla banchina 10, il cui cantiere, nelle intenzioni dell’Ente, sarà avviato già nella prossima primavera. Sarà una struttura moderna e funzionale per un’accoglienza avveniristica e confortevole, in ambienti sviluppati secondo politiche di eco-sostenibilità.

 

 

Porti di Manfredonia e Barletta

 

Negli Uffici AdSPMAM si lavora alacremente per potenziare la presenza dei due scali del Sistema nel mercato crocieristico. La costruzione dei due terminal, inaugurati lo scorso anno e realizzati nell’ambito del progetto comunitario Themis, assieme ai progetti di infrastrutturazione che presto saranno avviati, ossia l’aumento del pescaggio, in entrambi i porti, attraverso il dragaggio dei sedimenti, e, nel porto di Barletta, il prolungamento dei moli finalizzato ad aumentare la sicurezza negli ormeggi, a beneficio di tutta l’attività portuale, sono indirizzati ad attrarre l’interesse delle compagnie che trattano il settore delle piccole navi lusso e dei maxi yacht.

 

Il 22 settembre, nello scalo sipontino, arriverà la nave extralusso Le Bougainville, della flotta Ponant, inaugurata nel 2010. Lunga 127 metri, la nave dispone di 92 cabine e suite che possono ospitare un massimo di 180 passeggeri e 110 membri dell’equipaggio.

 

E’ possibile leggere i calendari  della stagione crocieristica 2022 sul sito dell’Ente, attraverso il seguente link:

https://www.adspmam.it/comunicazione/calendario-crociere/

 

 

 

MDF, 16 febbraio 2022

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RIVOLUZIONE TECNOLOGICA NEI PORTI ADSPMAM. A BARI, AVVIATA LA VIRTUALIZZAZIONE DELLA “SECURITY CARD”; A BRINDISI INTRAPRESO IL PROCEDIMENTO PER IL POTENZIAMENTO DELLA FIBRA OTTICA; IN TUTTI GLI SCALI PREVISTA L’IMPLEMENTAZIONE DEL SISTEMA GAIA

Il Dipartimento IT (Information Technology) dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) prosegue nell’importante opera di trasformazione dei propri porti in ecosistemi sempre più intelligenti, attraverso l’utilizzo di Big Data, intelligenza artificiale, IoT e le più recenti tecnologie.

 

Negli ultimi giorni del 2021, nel porto di Bari, è stata avviata con successo la virtualizzazione della “security card”.

 

Si tratta di un esempio concreto di cooperazione applicativa tra i sistemi pubblici e privati, attraverso soluzioni tecnologiche che assicurano l’interazione e lo scambio di informazioni senza vincoli sulle implementazioni. Il nuovo modello di interoperabilità, previsto dall’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), è stato avviato attraverso un’estensione del Port Community System(PCS) GAIA e, subito dopo la fase di sperimentazione e di rodaggio, sarà adottato, anche, negli altri scali del sistema dell’Adriatico meridionale con l’obiettivo di abbattere sensibilmente i tempi di attesa dei passeggeri nella fase del check-in e di ridurre, conseguentemente, potenziali situazioni di assembramento in prossimità degli sportelli delle agenzie marittime.

 

La virtualizzazione della security card, implementata e testata con la preziosa collaborazione delle agenzie marittime e delle rispettive compagnie di navigazione, avviene attraverso la normale operazione di check-in e consente di gestire le fasi di bigliettazione e di imbarco sui traghetti in partenza dal porto di Bari mediante, appunto, carte di sicurezza virtuali che permettono, anche, il monitoraggio, in tempo reale, del flusso dei passeggeri e dei mezzi che attraversano i varchi di sicurezza, sia nell’area Schengen che extra-Schengen dello scalo.

 

La virtualizzazione è un’astrazione dalle risorse fisiche dell’IT, la cui rappresentazione virtuale consente di astrarre sia i componenti hardware sia quelli software; pertanto, può essere utilizzata esattamente come il suo riscontro fisico.

 

Nei giorni scorsi, inoltre, l’AdSPMAM ha sottoscritto due protocolli d’intesa con il Comune di Bari: uno relativo al progetto MONKEY (Mobility Network: Key Smart Solutions) che prevede interventi finalizzati a potenziare gli strumenti esistenti di gestione della mobilità urbana e a coinvolgere i portatori d’interesse privati nello sviluppo di soluzioni “smart“.

Una piattaforma, quindi, in grado di far comunicare efficacemente i diversi sistemi informativi urbani, territoriali e centrali favorendo la raccolta e la gestione intelligente dei dati, la loro pubblicazione e l’accesso controllato agli stakeholders, pubblici e privati.

 

Il secondo protocollo d’intesa, invece, è afferente il progetto MAAS4Italy (Mobility as a Service for Italy) che mira a promuovere la condivisione dei dati, la riutilizzabilità e l’interoperabilità dei sistemi di trasporto, a partire dalle grandi città metropolitane. L’investimento rientra nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

 

Vi sono importanti novità, anche, per il porto di Brindisi.

 

Nei giorni scorsi, infatti, l’Ente portuale ha avviato l’iter di adesione alla convenzione “Consip Reti locali 7” per potenziare ed estendere la fibra ottica nella rete portuale.

 

L’attività di potenziamento della fibra riveste un’importanza fondamentale, in quanto permette di aumentare l’affidabilità dei servizi telematici portuali, attraverso il PCS GAIA, e di avviare le attività di digitalizzazione delle procedure doganali previste dal progetto di “Evoluzione della piattaforma GAIA a supporto dell’interoperabilità con il sistema logistico regionale, nazionale e globale”, ammesso a finanziamento nell’ambito del Programma di Azione e Coesione complementare al PON Infrastrutture e Reti 14-20.

 

Nel biennio 2022-2023, in tutti i porti del sistema, il PCS GAIA subirà una rilevante evoluzione, finalizzata a sviluppare nuovi importanti servizi che avranno il duplice obiettivo di velocizzare le procedure autorizzative e di aumentare la trasparenza delle attività amministrative, a beneficio dell’intera comunità portuale di sistema.

 

In particolare:

  • Sarà sviluppato e reso disponibile lo Sportello Unico Amministrativo 2.0 che consentirà la digitalizzazione di tutti i procedimenti amministrativi. Gli utenti, pertanto, potranno disporre, secondo le linee guida AgID, di un vero e proprio fascicolo digitale in cui saranno conservate e rese disponibili tutte le pratiche e le informazioni che riguardano il loro rapporto con l’Autorità di Sistema Portuale.
  • Sarà estesa la cooperazione applicativa con il sistema informativo doganale AIDA, attraverso la realizzazione di nuovi varchi “intelligenti” per il tracciamento logistico della merce.
  • Saranno potenziati i sistemi di videosorveglianza a supporto della security portuale; inoltre saranno attivate reti Wi-Fi a disposizione dei passeggeri in transito e degli operatori portuali.

 

Le tecnologie di un porto smart sono direttamente collegate a tutto l’ecosistema portuale,- commenta il presidente di AdSPMAM Ugo Patroni Griffi – proprio per questo, da tempo, abbiamo avviato una vera e propria rivoluzione tecnologica nei nostri scali. Un porto smart è un porto automatizzato, dove la tecnologia e gli esseri umani lavorano assieme, utilizzando i dati analitici per  sviluppare decisioni di mercato corrette ed effettuare operazioni portuali più rapide e sicure. Questi nuovi processi, oltre ad implementare l’efficienza di un’infrastruttura, sono in grado di migliorane performance e competitività economica, non solo a beneficio del porto e del suo territorio, ma in maniera più ampia di tutta la supply-chain (la catena di distribuzione), con un impatto determinante sull’azione di salvaguardia ambientale, sulla riduzione dei costi e sul miglior servizio reso all’utenza”.

 

Le attività dell’Ufficio IT dell’AdSPMAM sono previste dal Piano Operativo Triennale 2020-2022 e sono in linea con le indicazioni inserite dall’AgID nel Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione.

 

MDF, 26 gennaio 2022

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I PORTI ADSPMAM CHIUDONO IL 2021 CON UN COMPLESSIVO TREND DI CRESCITA NOTEVOLE, NONOSTANTE LA PANDEMIA; CONSOLIDANDO IL RUOLO DEL SISTEMA QUALE HUB STRATEGICO NELLE RETI INTERNAZIONALI. CIFRA RECORD PER IL TRAFFICO DEI ROTABILI, OLTRE 300MILA I MEZZI TRANSITATI NEL SISTEMA.

Bilancio più che positivo per i porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) che archiviano il secondo anno di pandemia con un volume complessivo di crescita di 16,82 milioni di merci movimentate ,+3%, e con 4.328 accosti, il 5,3% in più rispetto all’anno precedente.

 

Complessivamente, nei cinque porti del  sistema, (Bari, Brindisi, Barletta, Monopoli e Manfredonia) i dati relativi al traffico delle  merci  consolidano il trend  di crescita intrapreso che consente di superare nettamente non solo il  2020,  anno  fortemente connotato  dalle restrizioni imposte dall’esplosione dell’emergenza sanitaria, ma  addirittura il 2019.

 

Nello specifico, si registrano segni decisamente positivi sia nella movimentazione delle rinfuse liquide, +2,2%, sia in quella delle merci varie in colli che hanno segnato quasi il +12% sul 2020 e hanno superato, financo, il dato del 2019 del +6,4%, con 9 milioni di tonnellate circa.

 

L’aumento del traffico delle merci in colli è strettamente collegato all’incremento dell’8,5% sul 2020 e del 7% sul 2019 del traffico dei  rotabili che, nel 2021, ha   segnato la cifra record di  oltre 300mila mezzi pesanti transitati nei porti del  sistema.

 

In flessione, invece, la movimentazione delle rinfuse solide,  un dato che potrebbe essere generato dalla tendenza prudenziale del mercato a spostare per singolo viaggio quantitativi inferiori di merce, attraverso i general cargo, e dal processo di decarbonizzazione in atto.

 

Segna una netta ripresa il  traffico  passeggeri, in tutti gli scali MAM; sebbene, le limitazioni imposte negli spostamenti dall’emergenza sanitaria non consentano, ancora, di tornare ai  numeri del 2019.

 

Nell’anno da poco concluso, infatti, è stato superato il tetto di un milione di passeggeri traghetti transitati che  si traduce  in un +77,5%, rispetto al 2020.

 

I territori del sistema,  inoltre, hanno accolto circa 250mila crocieristi che hanno viaggiato   a  bordo delle  125 navi  da  crociera che nel  2021 hanno scalato i porti dell’Adriatico Meridionale. Ben 108 accosti in più rispetto al 2020.

 

Un risultato ottimo  che certamente sarà  brillantemente superato nel 2022, considerato che la  programmazione della nuova stagione crocieristica  sta già facendo registrare numeri in costante aumento.

 

Porto di Bari:

Record storico per il  porto  di Bari nel  traffico merci. I 2.102  accosti hanno  portato, infatti, ad un aumento delle tonnellate movimentate del 6,7%, rispetto al 2020, trainato dall’incremento della movimentazione dei general cargo che si è attestato  al +16,3%, rispetto al 2020 e ha  addirittura superato il dato del 2019 del +5,1%.

Nell’anno appena  trascorso, sono transitati attraverso lo scalo  adriatico più di 176mila rotabili (+18% rispetto al 2020) e più di 70mila TEU.

 

Oltre alle  merci, cresce  esponenzialmente  il  traffico  passeggeri, con  più  di 800mila passeggeri traghetti e i più di 200mila croceristi transitati che  si traducono in  percentuali  di crescita riferite al 2020, rispettivamente, del +98% e del +3.332%.

 

Le elaborazioni statistiche, quindi, confermano, di fatto, le proiezioni avanzate dal Rapporto Italian Cruise Watch di Risposte Turismo che, nello scorso mese di  ottobre, aveva  previsto un  dato  consuntivo per l’anno 2021 di circa 200mila  crocieristi.  Numeri che hanno portato lo scalo del capoluogo di regione al terzo posto della  classifica nazionale,  dopo  Civitavecchia e Genova.

 

 

 

Porto di Brindisi:

Con i suoi 7,6 milioni di tonnellate complessive movimentate, Brindisi è il porto del sistema più performante per la movimentazione di merci, soprattutto alla rinfusa.

 

I dati relativi all’anno appena concluso  di fatto consolidano il  forte trend  di crescita già rilevato dallo scalo  messapico nei primi  mesi del  2021, un aumento che  interessa il traffico sia merci, sia  passeggeri.

 

Nonostante la pandemia e il processo di decarbonizzazione avviato, infatti, il flusso delle merci transitate è aumentato sensibilmente; i general  cargo hanno toccato la quota di ben 3 milioni di tonnellate,  una  crescita del +6%,  rispetto al  2020  e del +8%, rispetto al 2019.

 

Per quanto attiene, invece,  il volume dei passeggeri transitati, Brindisi  ha  registrato un +41% per i traghetti e un +262% per le crociere.

 

Porto di Barletta:

Il porto di Barletta, con le sue 728mila tonnellate, registra un incremento dell’1,4% rispetto al 2020 e una buona ripresa della movimentazione delle rinfuse liquide, +24% circa.  Si afferma, inoltre,  un sensibile aumento nel  numero degli accosti che cresce del 3%.

 

Porto di Manfredonia: 

Il  porto di Manfredonia è l’unico scalo del sistema a registrare una crescita anche nella movimentazione delle rinfuse solide, +4,3%. Una crescita continua e costante per lo scalo sipontino che nel 2021 ha movimentato ben 638mila tonnellate di merci con un trend che si  attesta sul  +3,3%, rispetto al 2020. Schizza, inoltre, il dato  relativo  agli accosti delle navi da  crociera, +169%, frutto dell’importante lavoro di infrastrutturazione e degli investimenti predisposti dall’AdSPMAM, finalizzati a consolidare il traffico delle piccole navi da crociera e degli yacht di lusso nello  scalo.

 

Porto di Monopoli:

Nel porto di Monopoli ripartono benissimo le crociere e il 2021 si chiude con un +352%, rispetto al 2020. Un dato che  certamente crescerà  significativamente nella prossima stagione crocieristica, attesa l’operatività del nuovo terminal di accoglienza, realizzato dall’AdSPMAM attraverso il progetto comunitario Themis, che rende lo  scalo più appetibile per  le compagnie che  trattano il  mercato delle piccole  navi da crociera lusso e dei maxy  yacht. Il porto di Monopoli, infine, registra un aumento del +30% degli accosti e del +27% delle merci  movimentate, superando le 500mila tonnellate.

 

Ed è solo l’inizio,-  commenta il presidente di AdSPMAM Ugo Patroni Griffi– i dati ci confermano che siamo  riusciti a tenere testa anche  al Covid. Le  opere di infrastrutturazione, strutturali e digitali che  abbiamo già avviato e quelle in cantiere, che partiranno a breve, ci consentiranno, nell’immediato futuro, di battere tutti i record, in tutti e cinque i nostri scali. Le  statistiche ci dicono  che  la   rotta intrapresa  è quella giusta e che  dobbiamo continuare a solcarla. I  porti-  conclude Patroni Griffi– sono “generatori e moltiplicatori” di relazioni e, non risentendo di  limiti  geografici e fisici, fungono da veri poli nevralgici da  cui possono dipanarsi numerose opportunità  per rafforzare il sistema economico dei territori interessati. Dobbiamo guardare la realtà e agire, allontanandoci dalla politica del don’t  look  up”.

 

I dati statistici relativi ai traffici nei porti dell’AdSPMAM sono raccolti ed elaborati dal sistema tecnologico GAIA, il  Port Community System multi-porto realizzato come strumento di supporto per le attività portuali dei porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli, in grado di controllare  in real  time  i passeggeri e  i mezzi in entrata  e  in uscita dai porti, immagazzinare i dati di traffico passeggeri e merci forniti dalle agenzie marittime e, quindi, elaborarli per fini statistici e di fatturazione, secondo i modelli ESPO.

 

MDF, 20 gennaio 2022

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PARCO DEL CASTELLO A BARI E FARO DELLE PEDAGNE A BRINDISI: ADSPMAM GIÀ AL LAVORO PER AVVIARE L’ITER FINALIZZATO ALLA CANTIERIZZAZIONE DI DUE PROGETTI RILEVANTI. PER BARI, DOPO L’AMMISSIONE A FINANZIAMENTO DA PARTE DEL MIMS (MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILI), SI AVVIA LA FASE DELLA PROGETTAZIONE DEFINITIVA. PER BRINDISI, CONVOCATA LA CONFERENZA DI SERVIZI.

Il Dipartimento tecnico dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) è già al lavoro per avviare l’iter prodromico per la cantierizzazione di due progetti rilevanti, finalizzati a migliorare l’attrattività turistica e a consolidare e irrobustire il rapporto porto-città, fondamentale per produrre sinergie favorevoli sia per le attività portuali che per quelle urbane.

 

Porto di Bari.

Dopo la recente notizia dell’ammissione a finanziamento da parte del MIMS (Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili), nell’ambito del PAC (Programma di Azione e Coesione) “Infrastrutture e Reti” 2014-2020, del progetto denominato  “Interazioni Porto Città: Parco del Castello – riconversione castello -porto”, l’Ente portuale ha già avviato la fase due, quella cioè relativa alla progettazione definitiva e alla formalizzazione della convenzione.

 

La proposta dell’Ente, ammessa a finanziamento nell’ambito dell’Asse B “Recupero waterfront”, nasce da un’intesa tra l’AdSPMAM e il Comune di Bari finalizzata ad estendere gli spazi a verde di pertinenza del castello normanno-svevo.

Si tratta dell’edificio simbolo della città di Bari, un’imponente fortezza che si erge ai margini della città vecchia, risalente al XIII secolo e oggi adibita a polo museale.

Il progetto dell’AdSPMAM si articola in due distinti interventi: il primo è la ridefinizione e il banchinamento dello  specchio acqueo interno alla “darsena vecchia”, necessario per riqualificare un ambito portuale sottoutilizzato e per ridisegnare la viabilità portuale e le relative connessioni con la città. Il secondo intervento, invece, prevede l’interramento della rete stradale portuale, per un tratto di circa 600 metri, in affiancamento al sistema viario cittadino che verrà quindi spostato nell’area portuale, favorendo la connessione tra castello, aree verdi esistenti e aree portuali.

 

Attraverso l’intervento, l’AdSPMAM intende offrire al territorio una significativa opportunità non solo in termini di miglioramento della qualità della vita dei cittadini, ma anche per la promozione delle risorse economiche, turistiche e culturali, in relazione al conseguente aumento del traffico di turisti nell’area portuale.

 

Abbiamo incassato un risultato importantissimo per la città e per il suo porto, un risultato che anche va a premiare e a valorizzare il nostro lavoro – commenta il presidente dell’AdSPMAM Ugo Patroni Griffi. Ricongiungeremo il castello con il suo mare,  mediante la realizzazione – attraverso tecniche che ne minimizzino o ne annullino del tutto la percezione visiva – di due assi viari, urbano e portuale. Una vera e propria opera di ricucitura delle due parti di territorio, realizzata tramite l’introduzione di attraversamenti pedonali a basso impatto visivo, nonché attraverso l’insediamento di attività urbane lungo le banchine portuali.  Interventi mirati che ci porteranno a migliorare la connessione funzionale tra aree portuali e retro-portuali, a valorizzare i nostri beni architettonici e archeologici e ad arricchire l’appeal del territorio e della sua offerta turistica“.

 

L’intervento è stato ammesso a finanziamento per quasi 4 milioni di euro, sulla linea di azione 3 “interventi di sistemazione e di riqualificazione funzionale e urbanistica delle aree portuali” e per circa 25 milioni di euro, sulla linea di azione 4 “Interventi di miglioramento della connessione materiale tra i centri urbani e le aree portuali”, per un totale di  € 28.092.857,43 complessivi sui € 28.500.000 richiesti.

Porto di Brindisi.

 

L’AdSPMAM ha indetto la Conferenza di servizi in forma semplificata e modalità asincrona per l’acquisizione dei pareri propedeutici all’approvazione del progetto “Lavori di ristrutturazione del Faro e delle strutture annesse presso le isole Pedagne”.

 

Il progetto di ristrutturazione mira essenzialmente a tutelare e a conservare il pregiato manufatto e, contestualmente, a esaltarne tutte le potenzialità, rivenienti principalmente dalla sua eccezionale collocazione.

 

L’intervento si riferisce allo storico segnalamento marittimo denominato “Faro Rosso”, realizzato nella metà del 1800 e ubicato sull’isolotto “Traversa”, appartenente al nucleo di isole e affioranti rocciosi detto “Pedagne” che assieme alla Diga di Punta Riso, su cui è ubicato il “Faro Verde”, di più recente costruzione, delimitano il porto di Brindisi e ne indicano l’obbligata via di accesso e di uscita.

 

L’Ente portuale, oltre a recuperare integralmente le funzioni originarie dello storico fanale, attraverso opere di consolidamento e ricostruzione delle strutture di fondazione murarie e di copertura, il rifacimento degli impianti tecnologici, dei rivestimenti murari interni ed esterni dei pavimenti e degli infissi,  la revisione della lanterna e l’ampliamento del punto di attracco dei mezzi nautici, intende valorizzare l’impianto morfologico d’insieme, esaltando il suo segno identitario quale possibile luogo di sintesi tra le attività di mera funzionalità con quelle tipiche dell’accoglienza e più in generale della fruizione pubblica. L’importo previsto è di 638 mila euro.

 

Riporteremo il vecchio guardiano del mare agli antichi splendori– commenta il presidente dell’AdSPMAM Ugo Patroni Griffi- e, nel pieno rispetto delle caratteristiche costruttive e dell’impianto strutturale esistente, lo trasformeremo in una struttura di straordinaria suggestione che, oltre a raccontare a cittadini e turisti la sua storia e quella della città, potrà accogliere iniziative culturali ed essere luogo in cui praticare sport acquatici e attività legate al porto e al mare“.

 

Trattandosi di un bene connotato da spiccati segni identitari, l’Ente portuale ha ritenuto opportuno convocare la Conferenza di servizi per valutare, congiuntamente con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio e con gli altri Enti interessati, tutti gli aspetti da tenere in conto, nelle successive evoluzioni progettuali, per assicurarsi i migliori risultati possibili, nei termini di una sua massima valorizzazione.

MDF, 4 gennaio 2022

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